IL GIORNO DEI NFP
I principali indici azionari di Wall Street hanno chiuso la seduta del 1° luglio 2026 in territorio negativo. Gli investitori hanno inaugurato il secondo semestre con prudenza, frenati dalle tensioni geopolitiche tra Stati Uniti e Iran e dai timori macroeconomici legati alle prossime mosse della Federal Reserve guidata da Kevin Warsh.
Il Dow Jones ha chiuso sostanzialmente invariato, mentre l’S&P 500 ha perso lo 0,22% e il Nasdaq lo 0,66%.
Le ragioni della debolezza sono da ricercare nella persistente incertezza geopolitica. Teheran ha infatti rifiutato un incontro con alti funzionari statunitensi, appesantendo il sentiment dei mercati.
Nel frattempo, i dati ADP sull’occupazione nel settore privato hanno deluso le attese. I riflettori sono rimasti puntati anche sul Forum BCE di Sintra, dove era atteso l’intervento del presidente della Fed.
BANCHIERI CENTRALI
I principali banchieri centrali mondiali, riuniti al Forum BCE di Sintra, hanno di fatto archiviato definitivamente il concetto di forward guidance (ovvero le indicazioni preventive sull’andamento dei tassi), alla luce della crescente incertezza geopolitica ed economica.
Christine Lagarde ha dichiarato apertamente di aver rinunciato a questo approccio, affermando di essersi sentita in passato “vincolata e obbligata” da tale pratica. La Banca Centrale Europea adotterà quindi una comunicazione più flessibile e strettamente dipendente dai dati macroeconomici. Ha inoltre respinto con decisione i timori di stagflazione nell’Eurozona.
Dal canto suo, il presidente della Federal Reserve, Kevin Warsh, ha annunciato che la banca centrale statunitense prenderà una decisione cruciale su un eventuale rialzo dei tassi entro le prossime quattro settimane.
Il neo-presidente ha inoltre lanciato un chiaro segnale sull’inflazione e ha ribadito l’autonomia della Fed, dichiarando: «Siamo stati una banca centrale indipendente a lungo, lo siamo anche oggi. E non ci saranno cambiamenti.»
Il governatore della Bank of England, Andrew Bailey, ha concentrato il proprio intervento sulla gestione dei bilanci delle banche centrali e sul graduale ritiro delle misure straordinarie introdotte negli ultimi anni.
In sostanza, tutti gli interventi hanno evidenziato un messaggio comune: le prossime decisioni di politica monetaria dipenderanno dai dati macroeconomici in arrivo.
VALUTE
Poco da segnalare sul mercato valutario, dove il dollaro continua a mantenere una posizione di forza.
L’EUR/USD resta sotto pressione e scende a ridosso del primo supporto chiave in area 1,1350. Il Cable (GBP/USD), invece, mostra maggiore tenuta e sale verso quota 1,3300, dopo che l’EUR/GBP ha rotto il supporto chiave compreso tra 0,8580 e 0,8590, dirigendosi verso il successivo livello in area 0,8540.
L’USD/JPY rimane impostato al rialzo, vicino a 162,80, anche se nelle prime ore di questa mattina mostra qualche lieve segnale di ripiegamento.
Oggi l’attenzione del mercato è concentrata sui dati dei Non-Farm Payrolls (NFP), che potrebbero contribuire a definire le prossime mosse della Federal Reserve.
Gli ultimi indicatori evidenziano infatti un rallentamento delle assunzioni nel settore privato. Inoltre, lo stesso Warsh ha sottolineato come le aspettative d’inflazione si siano recentemente attenuate, suggerendo una minore urgenza nel procedere con ulteriori aumenti dei tassi d’interesse.
BRENT IN DISCESA
Giovedì il Brent è sceso sotto i 71 dollari al barile, toccando il livello più basso dalla fine di febbraio.
Le spedizioni di petrolio attraverso lo Stretto di Hormuz hanno continuato ad aumentare, mentre gli investitori hanno accolto positivamente i segnali di progresso nei colloqui indiretti tra Stati Uniti e Iran.
Un funzionario statunitense ha dichiarato che i flussi di greggio attraverso questa strategica via marittima hanno superato i 10 milioni di barili al giorno grazie al supporto militare americano.
Anche le esportazioni di petrolio degli Emirati Arabi Uniti sono tornate ai livelli precedenti al conflitto, grazie all’utilizzo di rotte e infrastrutture alternative.
Nel frattempo, le esportazioni iraniane hanno superato i 40 milioni di barili dopo la revoca del blocco navale statunitense, mentre le elevate spedizioni russe hanno contribuito a un significativo accumulo di scorte offshore.
Parallelamente, il presidente Donald Trump ha elogiato i progressi registrati nei negoziati, mentre il Qatar ha confermato che il prossimo round di colloqui si terrà il prima possibile.
Nonostante ciò, Teheran continua a rivendicare il mantenimento del controllo amministrativo marittimo sullo Stretto di Hormuz.
GOLD IN RIPRESA
Giovedì l’oro è tornato a rafforzarsi, riportandosi sopra i 4.000 dollari l’oncia dopo aver toccato all’inizio della settimana i minimi degli ultimi otto mesi.
Il presidente della Federal Reserve, Kevin Warsh, ha affermato che le aspettative d’inflazione si sono attenuate nell’ultimo mese, suggerendo che non vi sia particolare urgenza nel procedere con nuovi rialzi dei tassi. Ha tuttavia ribadito l’impegno della banca centrale nel perseguire la stabilità dei prezzi.
I mercati continuano a prezzare una probabilità superiore al 60% di un rialzo dei tassi da parte della Fed nel mese di settembre.
Il metallo giallo ha inoltre beneficiato dell’aumento delle spedizioni petrolifere attraverso lo Stretto di Hormuz e dei progressi nei colloqui indiretti tra Stati Uniti e Iran. Questi sviluppi hanno contribuito a frenare i prezzi del petrolio, attenuando le pressioni inflazionistiche e sostenendo così le quotazioni dell’oro.
Saverio Berlinzani, analista ActivTrades
Qualsiasi materiale fornito non tiene conto dell’obiettivo di investimento specifico e della situazione finanziaria di chiunque possa riceverlo. I risultati passati non sono un indicatore affidabile dei risultati futuri. AT fornisce un servizio di sola esecuzione. Di conseguenza, chiunque agisca in base alle informazioni fornite lo fa a proprio rischio.
Le informazioni qui fornite non costituiscono una ricerca di investimento. I materiali non sono stati preparati in conformità ai requisiti legali volti a promuovere l’indipendenza della ricerca di investimento e in quanto tali devono essere considerati come una comunicazione pubblicitaria. Tutte le informazioni sono state preparate da ActivTrades (altresì “AT”).
Le informazioni non contengono una raccolta dei prezzi di AT, né possono essere intese come offerta, consulenza, raccomandazione o sollecitazione ad effettuare transazioni su alcuno strumento finanziario. Non viene fornita alcuna dichiarazione o garanzia in merito all’accuratezza o alla completezza di tali informazioni.