I CFD sono strumenti complessi e presentano un rischio significativo di perdere denaro rapidamente a causa della leva finanziaria. 82% degli investitori al dettaglio perde denaro a causa delle negoziazioni in CFD con questo fornitore. Valuta se comprendi il funzionamento dei CFD e se puoi permetterti di correre questo alto rischio di perdere il tuo denaro.
ActivTrades
News & Analisi
Analisi di mercato

Mercati sotto pressione per il caro-petrolio

Saverio Berlinzani
March 13, 2026

COMANDA IL PREZZO DEL GREGGIO

 

Ieri i principali indici azionari statunitensi hanno chiuso la seduta con ribassi superiori al punto percentuale. Il Dow Jones ha ceduto l’1,56% a 46.678 punti, mentre l’S&P 500 ha perso l’1,52% a 6.673 punti. Ancora peggiore è stata la performance del Nasdaq, in calo dell’1,78%.

 

La principale causa delle vendite è stata la nuova impennata dei prezzi dell’energia, che ha aumentato i timori di stagflazione nell’economia globale. La decisione dell’AIE di rilasciare 400 milioni di barili di petrolio dalle riserve strategiche non è riuscita a frenare la corsa del greggio. Il WTI si è stabilizzato intorno ai 95 dollari al barile, dopo che la nuova guida suprema iraniana, Mojtaba Khamenei, ha deciso di mantenere chiuso lo Stretto di Hormuz.

 

Khamenei ha inoltre avvertito che l’Iran potrebbe aprire nuovi fronti nel conflitto qualora Stati Uniti e Israele continuassero con gli attacchi. Dal canto suo, il presidente americano Donald Trump ha dichiarato che evitare che l’Iran si doti di armi nucleari e rappresenti una minaccia per il Medio Oriente è per lui più importante del costo del petrolio. L’AIE ha affermato che l’interruzione del traffico nello Stretto rappresenta la più grave nella storia del mercato petrolifero, giustificando così l’accordo tra i membri per il rilascio di 400 milioni di barili dalle riserve strategiche.

 

VALUTE

 

Continua a dominare il mercato la forza del dollaro, valuta rifugio in una fase particolarmente complessa per l’economia mondiale. L’Eur/Usd è sceso sotto 1,1500, con possibili target tecnici a 1,1450. Il cambio ha perso momentum rialzista e il posizionamento di mercato, tuttora molto sbilanciato al rialzo, aumenta il rischio di forti vendite in caso di rottura dei supporti chiave a 1,1460 e 1,1390.

 

Anche la sterlina perde slancio e si avvicina ai livelli di supporto rilevanti posti a 1,3280 e 1,3250. Il cambio Usd/Jpy punta deciso verso 159,50, poco sotto la soglia psicologica di 160,00, livello che in passato ha spinto la Bank of Japan a intervenire sul mercato. Interessante notare anche la salita di Usd/Chf in un contesto di risk off: un comportamento che evidenzia una certa incoerenza nelle price action, con il franco svizzero che perde terreno contro il dollaro pur essendo un tradizionale bene rifugio.

 

In questa fase il mercato valutario riflette quasi interamente gli sviluppi geopolitici e la volatilità delle materie prime. Per questo sarà necessario attendere breakout chiari di livelli tecnici rilevanti, che al momento non si sono ancora verificati.

 

BOJ, SEI PRONTA?

 

Venerdì lo yen giapponese si è portato in area 159,4 contro dollaro, vicino ai livelli più deboli dall’estate 2024, alimentando le aspettative di un possibile intervento delle autorità. Il Ministro delle Finanze Katayama ha dichiarato che il governo è pronto a utilizzare “tutte le misure necessarie” per stabilizzare il mercato valutario, alla luce del nuovo rialzo dei prezzi del petrolio.

 

Anche il Governatore della Bank of Japan, Kazuo Ueda, ha sottolineato che un yen troppo debole potrebbe aggravare l’inflazione importata, soprattutto in un contesto di rincari energetici. Ueda ha aggiunto che, oggi più che in passato, il tasso di cambio ha un impatto significativo sulla dinamica inflazionistica, conferendogli quindi un ruolo maggiore nelle decisioni della banca centrale.

 

USA, DEFICIT COMMERCIALE

 

Il deficit commerciale degli Stati Uniti si è ridotto a 54,5 miliardi di dollari a gennaio 2026, toccando il livello più basso da ottobre. Il dato rappresenta un deciso miglioramento rispetto ai 72,9 miliardi di dicembre e batte ampiamente le attese degli analisti, che si aspettavano un deficit di 66,6 miliardi.

 

Le esportazioni sono aumentate del 5,5%, raggiungendo il massimo storico di 302,1 miliardi di dollari. Il rialzo è stato trainato dalle vendite di oro non monetario, metalli preziosi, computer e aerei civili. Le importazioni, al contrario, sono diminuite dello 0,7% a 356,6 miliardi, complice il calo degli acquisti di farmaceutici, camion, autobus, veicoli speciali e autovetture.

 

I maggiori divari commerciali restano quelli con Vietnam (-19 miliardi), Taiwan (-17,3), Messico (-12,8) e Cina (-12,5). Il deficit con l’UE si è invece ridotto in modo significativo, passando a 6,1 miliardi dagli 11,1 precedenti.

 

GOLD IN RIALZO

 

Venerdì il prezzo dell’oro è risalito a circa 5.110 dollari l’oncia, dopo due giorni di correzione. Il mercato continua a valutare l’equilibrio tra il rischio geopolitico e l’impatto inflazionistico dell’impennata dei prezzi del petrolio.

 

Il presidente Trump e la nuova guida suprema iraniana, Mojtaba Khamenei, hanno mantenuto toni aggressivi nel tredicesimo giorno di conflitto. Trump ha ribadito che impedire all’Iran di ottenere armi nucleari è più importante delle conseguenze sui prezzi energetici, mentre Khamenei ha confermato che lo Stretto di Hormuz resterà chiuso e ha minacciato nuovi fronti in caso di ulteriori attacchi statunitensi o israeliani.

 

Il rialzo dei prezzi dell’energia ha alimentato timori inflazionistici e ridotto ulteriormente le aspettative di un taglio dei tassi da parte della Federal Reserve. I mercati non prevedono alcuna riduzione nella riunione della prossima settimana e stimano solo una probabilità del 70% di un taglio entro fine anno. Nonostante il rimbalzo, l’oro si avvia a chiudere la seconda settimana consecutiva in perdita.

 

Saverio Berlinzani, analista ActivTrades

 

 

 

 

Qualsiasi materiale fornito non tiene conto dell’obiettivo di investimento specifico e della situazione finanziaria di chiunque possa riceverlo. I risultati passati non sono un indicatore affidabile dei risultati futuri. AT fornisce un servizio di sola esecuzione. Di conseguenza, chiunque agisca in base alle informazioni fornite lo fa a proprio rischio.

 

Le informazioni qui fornite non costituiscono una ricerca di investimento. I materiali non sono stati preparati in conformità ai requisiti legali volti a promuovere l’indipendenza della ricerca di investimento e in quanto tali devono essere considerati come una comunicazione pubblicitaria. Tutte le informazioni sono state preparate da ActivTrades (altresì “AT”).

 

Le informazioni non contengono una raccolta dei prezzi di AT, né possono essere intese come offerta, consulenza, raccomandazione o sollecitazione ad effettuare transazioni su alcuno strumento finanziario. Non viene fornita alcuna dichiarazione o garanzia in merito all’accuratezza o alla completezza di tali informazioni.

ActivTrades x Nikola Tsolov
Nikola Tsolov's car