WALL STREET RESISTE
Considerando l’andamento degli indici USA nelle ultime sedute — quelle caratterizzate da forte tensione globale, in cui ci saremmo aspettati un’ondata di vendite senza precedenti — dobbiamo riconoscere che il mercato ha mostrato una notevole capacità di tenuta, mantenendo intatti i principali supporti tecnici. In altre circostanze, e anche nel recente passato, un aumento del risk off di pari entità avrebbe probabilmente generato un sell-off ben più marcato.
Nella seduta del 10 marzo 2026 i tre principali indici hanno infatti chiuso con variazioni minime. Il Dow Jones ha segnato una flessione dello 0,07%, mentre l’S&P 500 ha perso lo 0,21%. Il Nasdaq, invece, ha terminato la giornata leggermente in positivo, con un incremento dello 0,01%.
Un elemento che ha sostenuto la price action è stato il calo del prezzo del petrolio, sceso in area 80 dollari al barile. La discesa dei prezzi energetici ha contribuito a mitigare i timori di stagflazione, offrendo un po’ di sollievo ai listini azionari. Parallelamente, il presidente Trump ha dichiarato che la guerra in Iran potrebbe essere vicina alla conclusione, mentre i leader del G7 hanno invitato l’AIE a valutare un maggiore rilascio di scorte strategiche per contenere la pressione sui prezzi.
Questi fattori hanno mantenuto i rendimenti dei Treasury a lungo termine al di sotto dei massimi mensili raggiunti la settimana precedente. I future sui tassi continuano inoltre a prezzare due tagli da parte della Federal Reserve entro la fine dell’anno. Nel comparto tecnologico, i produttori di chip hanno guidato i rialzi: Micron e Intel hanno guadagnato oltre il 5% ciascuna, mentre Nvidia ha avanzato dell’1,5% sulla scia dei dati di TSMC, che ha riportato un aumento del 30% delle vendite nei primi due mesi dell’anno.
VALUTE
Anche sul fronte valutario è prevalsa una generale stabilità. L’Eur/Usd, dopo essere sceso fino a 1,1540, ha recuperato area 1,1630, senza tuttavia superare le resistenze tecniche di medio termine. Di conseguenza, il cambio rimane inserito nel trading range che lo caratterizza ormai da diversi mesi.
Nel complesso, la stabilità si riflette su gran parte del mercato dei cambi, fatta eccezione per il franco svizzero, che continua a muoversi vicino ai massimi storici contro euro e dollaro. La BNS, nonostante gli interventi, sembra faticare a invertire la tendenza.
Sul fronte del dollaro-yen non si segnalano movimenti significativi: il cambio oscilla tra 157,90 e 158,40, in un contesto in cui i rendimenti dei titoli di Stato giapponesi restano fermi al 2,15% sul decennale e la Bank of Japan non ha rilasciato nuove indicazioni sui tassi.
Più dinamico il dollaro australiano, che si è rafforzato fino ad area 0,716 USD, toccando i livelli più alti da maggio 2022. A favorirne l’ascesa sono le crescenti aspettative di un rialzo dei tassi da parte della RBA nella prossima riunione del 17 marzo. Il vicegovernatore ha infatti segnalato che l’aumento dei prezzi del petrolio potrebbe riportare l’inflazione al rialzo, alimentando la necessità di un intervento restrittivo.
L’inflazione australiana si attesta attualmente al 3,8% e dovrebbe superare il 4% a causa dell’aumento della benzina. Anche l’inflazione core rimane elevata, al 3,4%, ben al di sopra del target RBA del 2–3%. In vista della riunione, la strategia più indicata sembra essere il classico buy on rumors, sell on news.
PETROLIO
Mercoledì i future sul WTI sono scesi sotto gli 85 dollari al barile, toccando un minimo intraday a 76,10 dollari.
La pressione ribassista è arrivata dopo la notizia secondo cui l’Agenzia Internazionale per l’Energia avrebbe proposto il più massiccio rilascio di riserve petrolifere della storia, superando quello del 2022, quando furono immessi sul mercato oltre 182 milioni di barili in risposta all’invasione russa dell’Ucraina.
I mercati restano estremamente volatili a causa dell’incertezza che circonda la guerra in Iran e i rischi legati al transito nello Stretto di Hormuz, una delle rotte energetiche più cruciali al mondo. Nonostante il presidente Trump abbia lasciato intendere un possibile allentamento delle ostilità, funzionari statunitensi hanno affermato che le operazioni militari si stanno intensificando e che le possibilità di un dialogo diplomatico rimangono scarse.
Nel frattempo, i principali produttori del Medio Oriente hanno ridotto la produzione per oltre 6 milioni di barili al giorno, dato che lo Stretto rimane di fatto bloccato.
GOLD
Mercoledì l’oro ha proseguito la sua corsa, salendo fino a circa 5.210 dollari l’oncia e ampliando i guadagni della seduta precedente. Il protrarsi del conflitto in Medio Oriente mantiene elevata l’avversione al rischio e sostiene la domanda di beni rifugio.
Il Pentagono ha dichiarato che Stati Uniti e Israele avrebbero intensificato gli attacchi contro l’Iran e che le operazioni continueranno fino alla sconfitta della Repubblica Islamica. Questa comunicazione, più aggressiva rispetto alle precedenti dichiarazioni del presidente Trump, che avevano lasciato intravedere la possibilità di un rapido cessate il fuoco, ha aumentato l’incertezza dei mercati.
La situazione si è ulteriormente complicata dopo alcune comunicazioni contraddittorie provenienti da Washington riguardo una presunta scorta militare a una petroliera nello Stretto di Hormuz. La Casa Bianca ha smentito tali notizie, contribuendo a generare ulteriore confusione.
Nel frattempo, i mercati attendono i prossimi dati sull’inflazione statunitense, che dovrebbe rimanere elevata e ben sopra il target della Federal Reserve. Le aspettative di allentamento monetario sono state ridimensionate a un solo taglio dei tassi entro la fine dell’anno.
Saverio Berlinzani, analista ActivTrades
Qualsiasi materiale fornito non tiene conto dell’obiettivo di investimento specifico e della situazione finanziaria di chiunque possa riceverlo. I risultati passati non sono un indicatore affidabile dei risultati futuri. AT fornisce un servizio di sola esecuzione. Di conseguenza, chiunque agisca in base alle informazioni fornite lo fa a proprio rischio.
Le informazioni qui fornite non costituiscono una ricerca di investimento. I materiali non sono stati preparati in conformità ai requisiti legali volti a promuovere l’indipendenza della ricerca di investimento e in quanto tali devono essere considerati come una comunicazione pubblicitaria. Tutte le informazioni sono state preparate da ActivTrades (altresì “AT”).
Le informazioni non contengono una raccolta dei prezzi di AT, né possono essere intese come offerta, consulenza, raccomandazione o sollecitazione ad effettuare transazioni su alcuno strumento finanziario. Non viene fornita alcuna dichiarazione o garanzia in merito all’accuratezza o alla completezza di tali informazioni.