I CFD sono strumenti complessi e presentano un rischio significativo di perdere denaro rapidamente a causa della leva finanziaria. 82% degli investitori al dettaglio perde denaro a causa delle negoziazioni in CFD con questo fornitore. Valuta se comprendi il funzionamento dei CFD e se puoi permetterti di correre questo alto rischio di perdere il tuo denaro.
ActivTrades
News & Analisi
Analisi di mercato

Mercati in tensione tra petrolio e geopolitica

Saverio Berlinzani
March 10, 2026

Concatenazione di eventi

 

I mercati, nelle ultime settimane, sono entrati in una fase persistente di avversione al rischio, innescata dall’inizio del conflitto tra Stati Uniti – affiancati da Israele – e Iran. Va detto, a onor del vero, che nonostante l’aumento della tensione, i principali asset, fino a oggi, hanno retto il colpo.
Cerchiamo quindi di ricapitolare, da un punto di vista macro e geopolitico, ciò che sta accadendo sui mercati finanziari.

 

Il petrolio è rimasto al centro dell’attenzione degli investitori, così come degli analisti e degli operatori, che hanno visto l’oro nero salire, all’apertura dei mercati di lunedì mattina, fino a 115 dollari sul WTI e 120 sul Brent. Un aumento di tale portata, se dovesse mantenersi su questi livelli, rischierebbe di generare un nuovo impulso inflazionistico in tutto il mondo occidentale.

 

La chiusura dello Stretto di Hormuz, causa principale dell’impennata dei prezzi, comporterebbe un calo dell’offerta pari a circa il 20% del totale (circa 20 milioni di barili al giorno su un mercato stimato dall’IEA in 105 milioni). Una riduzione simile non basterebbe, in teoria, a giustificare un movimento di prezzi così pronunciato, che appare più una speculazione di breve periodo. Ciò è stato comunque sufficiente a generare panico, soprattutto in relazione alle aspettative sui tassi della Federal Reserve, che molti analisti ora prevedono possano restare invariati fino all’autunno.

 

Parallelamente a quanto accaduto sul petrolio — che, peraltro, ieri sera è tornato intorno agli 86 dollari al barile dopo le dichiarazioni di Trump sulla possibile fine del conflitto — sono giunti dati macroeconomici statunitensi e notizie sulla bocciatura dei dazi da parte della Corte Suprema. Questi elementi hanno spaventato gli analisti, fino a pochi giorni fa convinti della straordinaria resilienza dell’economia americana.

 

I numeri sul mercato del lavoro (NFP), sulle vendite al dettaglio e sui prezzi di produzione hanno invece mostrato un rallentamento dei consumi (ricordiamo che i dazi vengono pagati dai consumatori americani), un calo dell’occupazione e un persistere delle pressioni inflazionistiche. Un quadro che, se confermato, potrebbe avvicinare gli Stati Uniti a una fase di stagnazione economica in un contesto inflattivo, ovvero la temuta stagflazione.

 

In tutto ciò, un ruolo decisivo lo avrà il nuovo Governatore della Fed, Kevin Warsh. Se dovesse confermare la linea che gli esperti si aspettano da lui, potrebbe preferire mantenere i tassi invariati per combattere l’inflazione, invece di allentare la politica monetaria e aumentare il debito.

 

In un contesto di risk-off, ciò potrebbe tradursi in un forte calo delle borse, in vendite di titoli di Stato, in un aumento dei rendimenti — e quindi degli interessi da pagare sul debito sovrano — oltre che nell’apprezzamento del dollaro. Potrebbero inoltre rafforzarsi gli asset rifugio come il franco svizzero e, in parte, l’oro (solo in parte perché quest’ultimo tende a muoversi in correlazione inversa con il dollaro, il quale in fasi di tensione tende a rafforzarsi).

 

Se, però, la guerra dovesse protrarsi invece di terminare — come auspicato ieri sera dal Presidente degli Stati Uniti — il panico potrebbe prendere il sopravvento.

 

Per questo motivo, considerando che il mese di marzo negli ultimi anni ha spesso portato eventi imprevedibili, è necessaria la massima prudenza e attenzione. Il mare è agitato, ma non ancora in tempesta. Almeno per ora.

 

Saverio Berlinzani, analista ActivTrades

 

 

 

 

Qualsiasi materiale fornito non tiene conto dell’obiettivo di investimento specifico e della situazione finanziaria di chiunque possa riceverlo. I risultati passati non sono un indicatore affidabile dei risultati futuri. AT fornisce un servizio di sola esecuzione. Di conseguenza, chiunque agisca in base alle informazioni fornite lo fa a proprio rischio.

 

Le informazioni qui fornite non costituiscono una ricerca di investimento. I materiali non sono stati preparati in conformità ai requisiti legali volti a promuovere l’indipendenza della ricerca di investimento e in quanto tali devono essere considerati come una comunicazione pubblicitaria. Tutte le informazioni sono state preparate da ActivTrades (altresì “AT”).

 

Le informazioni non contengono una raccolta dei prezzi di AT, né possono essere intese come offerta, consulenza, raccomandazione o sollecitazione ad effettuare transazioni su alcuno strumento finanziario. Non viene fornita alcuna dichiarazione o garanzia in merito all’accuratezza o alla completezza di tali informazioni.

ActivTrades x Nikola Tsolov
Nikola Tsolov's car