I CFD sono strumenti complessi e presentano un rischio significativo di perdere denaro rapidamente a causa della leva finanziaria. 82% degli investitori al dettaglio perde denaro a causa delle negoziazioni in CFD con questo fornitore. Valuta se comprendi il funzionamento dei CFD e se puoi permetterti di correre questo alto rischio di perdere il tuo denaro.
ActivTrades
News & Analisi
Analisi di mercato

Mercati in ripresa tra RBA, petrolio e tensioni geopolitiche

Saverio Berlinzani
March 17, 2026

LA RBA ALZA IL COSTO DEL DENARO

 

La Reserve Bank of Australia ha alzato i tassi di riferimento, portandoli al 4,1% nella riunione di questa notte, dopo il rialzo già deciso a febbraio e in linea con le attese del mercato.

 

La decisione è arrivata in seguito a una serie di dati macroeconomici che hanno evidenziato un aumento delle pressioni inflazionistiche nella seconda metà del 2025. Sebbene una parte dell’aumento dei prezzi sia considerata temporanea, il board della RBA ha ritenuto opportuno intervenire immediatamente, adeguando la politica monetaria.

 

La forte incertezza legata al conflitto in Medio Oriente potrebbe amplificare i rischi inflazionistici sia a livello globale sia nazionale. In questo contesto, la RBA prevede che l'inflazione rimarrà al di sopra del target ancora per un certo periodo, con rischi orientati al rialzo.

 

La banca centrale ha confermato un approccio data‑driven, monitorando costantemente condizioni globali e finanziarie. Ha inoltre ribadito che la politica monetaria rimane flessibile e pronta a rispondere quando necessario, con l’obiettivo di garantire stabilità dei prezzi e piena occupazione.

 

RIMBALZO DEGLI INDICI

 

Lunedì gli indici azionari statunitensi sono rimbalzati dai minimi degli ultimi mesi, toccati venerdì, in un contesto ancora dominato dal timore di un aumento dell’inflazione causato dallo shock energetico e dal rialzo del greggio.

 

Il Dow Jones è salito dello 0,83% a 46.946 punti, l’S&P 500 ha guadagnato l’1,01% a 6.699 punti e il Nasdaq ha chiuso in rialzo dell’1,22% a 22.374 punti.

 

Il transito di petroliere cariche di GPL attraverso lo Stretto di Hormuz durante il fine settimana suggerisce una certa flessibilità da parte dell’Iran verso i paesi alleati, attenuando i timori di una carenza prolungata.


Il VIX è sceso verso i 20 punti, attestandosi a 23, mentre i rendimenti dei Treasury hanno registrato un leggero calo.

 

In Borsa, i settori tecnologico e bancario hanno guidato i rialzi. I produttori di chip hanno sovraperformato in un clima di rinnovato entusiasmo per l’implementazione dell’intelligenza artificiale. Nvidia è salita di oltre il 2% e Micron ha guadagnato più del 5% in vista dei risultati trimestrali. Meta ha messo a segno un +3% dopo indiscrezioni su un taglio del 20% della forza lavoro, legato a guadagni di efficienza tramite IA.

 

VALUTE

 

Sui mercati valutari, il ritorno — seppur parziale — del risk-on ha favorito una correzione del dollaro contro le principali valute.

 

L’EUR/USD è risalito fino a 1,1520 per poi correggere nella notte tornando in area 1,1480.


Tecnicamente la fase resta di accumulazione, ma il cambio rimane sotto le resistenze chiave tra 1,1600 e 1,1700. Nel breve termine, il trend resta ribassista, con rischio di rottura di 1,1400 e possibile inversione anche sul medio‑lungo periodo.

 

La sterlina (GBP/USD) è rimasta compresa tra 1,3220 e 1,3340.

 

Lo USD/JPY rimane vicino alla soglia psicologica di 160,00, livello che potrebbe innescare un intervento della BOJ, soprattutto in vista della riunione di giovedì. Gli interventi verbali non hanno finora fermato l’indebolimento dello yen.

 

Il ministro delle Finanze, Satsuki Katayama, ha affermato che i recenti movimenti non riflettono i fondamentali e ha ribadito la possibilità di un intervento diretto. Ha dichiarato che le autorità sono pronte ad agire in qualsiasi momento, vista l’incidenza del cambio e del prezzo del petrolio sulla vita quotidiana.

 

Il governatore Ueda ha aggiunto che l’inflazione di fondo si sta avvicinando gradualmente al target del 2%. La BOJ dovrebbe lasciare i tassi invariati questa settimana, anche alla luce delle incertezze legate alla guerra con l’Iran.

 

Le valute oceaniche restano forti, in particolare il dollaro australiano, che però sembra perdere momentum dopo la decisione sui tassi. È possibile una correzione.


PETROLIO

 

Lunedì i futures WTI sono scesi di oltre il 3%, a 95 dollari al barile, interrompendo un rally del 17% durato tre giorni. Il calo è legato all’attenuarsi dei timori di una chiusura prolungata dello Stretto di Hormuz.

 

L’India starebbe negoziando il transito di sei navi, mentre gli Stati Uniti hanno consentito il passaggio di petroliere iraniane, contribuendo a stabilizzare l’offerta globale.

 

Il traffico era crollato dopo gli attacchi iraniani contro le navi commerciali, ma l’Iran continua a esportare circa 1,5 milioni di barili al giorno, nonostante la presenza della Marina americana.

 

Il presidente Trump ha sollecitato i paesi dipendenti dallo Stretto a contribuire alla protezione delle spedizioni, una rotta che in precedenza gestiva il 20% del petrolio mondiale.

 

Il conflitto ha generato la più grande interruzione dell’offerta petrolifera della storia. Fujairah è stata nuovamente colpita da un attacco di droni, bloccando le esportazioni, mentre gli attacchi iraniani nel Golfo Persico stanno causando anche la sospensione di voli a Dubai.

 

GOLD

 

L’oro tiene nonostante la correlazione inversa con il dollaro, che aveva causato una parziale correzione. La price action ha mostrato tenuta dei supporti e un ritorno sopra quota 5.000 dollari, con quotazioni intorno ai 5.020 dollari l’oncia, pur restando vicino ai minimi dell’ultimo mese.

 

Il conflitto tra Stati Uniti, Israele e Iran è entrato nella terza settimana. L’Iran ha intensificato gli attacchi alle infrastrutture energetiche, mentre il presidente Trump ha minacciato un attacco diretto agli impianti petroliferi iraniani sull’isola di Kharg.

 

Le tensioni mantengono elevati i prezzi dell’energia, alimentando timori di inflazione persistente e possibile politica monetaria più restrittiva.

 

Si prevede che la Federal Reserve manterrà i tassi invariati nella riunione di domani. Anche BCE, BOE e BOJ dovrebbero confermare le politiche attuali.

 

Nel frattempo, il presidente Trump ha rinnovato la richiesta di supporto internazionale per la sicurezza dello Stretto di Hormuz, ma alcuni paesi hanno rifiutato di partecipare.

 

Saverio Berlinzani, analista ActivTrades

 

 

 

 

Qualsiasi materiale fornito non tiene conto dell’obiettivo di investimento specifico e della situazione finanziaria di chiunque possa riceverlo. I risultati passati non sono un indicatore affidabile dei risultati futuri. AT fornisce un servizio di sola esecuzione. Di conseguenza, chiunque agisca in base alle informazioni fornite lo fa a proprio rischio.

 

Le informazioni qui fornite non costituiscono una ricerca di investimento. I materiali non sono stati preparati in conformità ai requisiti legali volti a promuovere l’indipendenza della ricerca di investimento e in quanto tali devono essere considerati come una comunicazione pubblicitaria. Tutte le informazioni sono state preparate da ActivTrades (altresì “AT”).

 

Le informazioni non contengono una raccolta dei prezzi di AT, né possono essere intese come offerta, consulenza, raccomandazione o sollecitazione ad effettuare transazioni su alcuno strumento finanziario. Non viene fornita alcuna dichiarazione o garanzia in merito all’accuratezza o alla completezza di tali informazioni.

ActivTrades x Nikola Tsolov
Nikola Tsolov's car