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Mercati in attesa dei dati sul lavoro USA

Saverio Berlinzani
January 09, 2026

ATTESA PER I DATI SUL MERCATO DEL LAVORO

 

Giovedì Wall Street ha registrato variazioni frazionali, con il Dow Jones in rialzo dello 0,55% a 49.266 punti, mentre l’S&P 500 è salito dello 0,01% a 6.921 punti. Chiusura negativa, invece, per il Nasdaq, in calo dello 0,44% a 23.480 punti.

 

La seduta è stata brillante per i titoli del settore petrolifero, mentre i tecnologici hanno ceduto terreno. Le principali aziende tech hanno in gran parte mantenuto il trend ribassista della sessione precedente, rimanendo sotto osservazione dopo che le scommesse speculative su una maggiore implementazione dell’intelligenza artificiale a livello globale avevano spinto al rialzo i rendimenti dei titoli software e delle infrastrutture per data center lo scorso anno. Broadcom, Oracle e Micron hanno perso oltre il 3%.

 

Nel frattempo, le aziende della difesa hanno registrato un’impennata dopo l’annuncio del presidente Trump secondo cui il bilancio militare statunitense salirà a 1,5 trilioni di dollari entro il 2027. La notizia ha rafforzato la recente spinta del settore, già sostenuta dalla cattura del presidente venezuelano Maduro da parte degli Stati Uniti e dalla retorica più aggressiva della Casa Bianca sulla Groenlandia. Lockheed Martin, RTX e Northrop Grumman hanno guadagnato tra il 4% e l’8%.

 

VALUTE

 

Sul mercato dei cambi si osserva un leggero recupero del dollaro, in particolare contro l’euro, sceso a 1,1640 in seguito alla chiusura di posizioni long in attesa dei dati sul mercato del lavoro attesi nel pomeriggio.

 

L’indice del dollaro è salito fino a quota 99, registrando la quarta sessione consecutiva di rialzi e raggiungendo il livello più alto in quasi un mese. Gli investitori attendono il rapporto sull’occupazione di dicembre per ottenere indicazioni più chiare sulle condizioni del mercato del lavoro e sulle prospettive di politica monetaria della Federal Reserve.

 

I dati pubblicati giovedì hanno mostrato un lieve aumento delle richieste settimanali di sussidio di disoccupazione, salite a 208.000 unità, mentre i tagli di posti di lavoro annunciati sono scesi a 35.553 a dicembre, il livello più basso da luglio 2024, segnalando un mercato del lavoro resiliente.

 

I mercati attribuiscono una probabilità di quasi il 90% al mantenimento dell’attuale politica monetaria nella riunione di gennaio, sebbene gli operatori continuino a prevedere due o più tagli dei tassi nel corso dell’anno. Gli investitori attendono inoltre la possibile sentenza della Corte Suprema degli Stati Uniti sulla legalità dei dazi imposti dall’amministrazione Trump.

 

Il dollaro si è rafforzato in modo diffuso, registrando i maggiori guadagni settimanali contro l’euro, in un contesto di segnali di allentamento delle pressioni inflazionistiche in Europa.

 

JOBLESS CLAIMS

 

Le richieste iniziali di sussidio di disoccupazione negli Stati Uniti sono aumentate di 8.000 unità rispetto alla settimana precedente, raggiungendo quota 208.000 nella settimana conclusasi il 3 gennaio. Il dato è sostanzialmente in linea con le attese di mercato, pari a 210.000 unità, e rimane ben al di sotto della media dell’anno precedente.

 

Le richieste continuative sono invece aumentate di 56.000 unità, raggiungendo 1.914.000, un valore superiore alle aspettative di 1.900.000. Il numero relativamente basso di richieste iniziali, a fronte di un elevato livello di disoccupazione arretrata, rafforza l’idea di un mercato del lavoro caratterizzato da un ritmo lento di assunzioni e da un livello stabile di licenziamenti.

 

BILANCIA COMMERCIALE USA

 

Il deficit commerciale degli Stati Uniti si è ridotto drasticamente a 29,4 miliardi di dollari nell’ottobre 2025, il livello più basso da giugno 2009. Il dato è in calo rispetto ai 48,1 miliardi rivisti di settembre e molto inferiore alle previsioni, che indicavano un deficit di 58,1 miliardi.

 

L’introduzione dei dazi ha determinato significative oscillazioni nei flussi commerciali, in particolare per l’oro non monetario e i prodotti farmaceutici. Le importazioni sono diminuite del 3,2%, scendendo al minimo degli ultimi 21 mesi, pari a 331,4 miliardi di dollari. Sono invece aumentati gli acquisti di accessori per computer, apparecchiature per telecomunicazioni e computer.

 

Le esportazioni sono cresciute del 2,6%, raggiungendo il livello record di 302 miliardi di dollari, spinte da un’impennata dell’oro e di altri metalli preziosi, mentre si è registrato un calo nei prodotti farmaceutici e nei beni e servizi governativi.

 

I maggiori deficit bilaterali sono stati registrati con Messico (-17,9 miliardi), Taiwan (-15,7 miliardi), Vietnam (-15 miliardi) e Cina (-13,7 miliardi). Il disavanzo commerciale con l’Unione Europea si è invece ridotto drasticamente a 6,3 miliardi di dollari.

 

Saverio Berlinzani

 

 

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