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Analisi di mercato

Mercati fermi, yen e Treasury in movimento

Saverio Berlinzani
February 11, 2026

FASE LATERALE SULLE BORSE

 

A Wall Street si è registrata un’altra seduta contrastata. Il Dow Jones è avanzato dello 0,12% a 50.194 punti, mentre il Nasdaq ha ceduto lo 0,56% e l’S&P 500 ha concluso la sessione in calo dello 0,31% a 6.943 punti. Nel complesso, i mercati continuano a mostrare incertezza nei confronti delle valutazioni elevate dei titoli legati all’intelligenza artificiale, mentre il deludente dato sulle vendite al dettaglio alimenta un sentiment più prudente.

 

I consumi deboli durante il periodo natalizio hanno infatti evidenziato una fragilità maggiore del previsto e questo ha spinto gli operatori ad aumentare le aspettative di oltre due tagli dei tassi da parte della Federal Reserve nel corso dell’anno. Nel breve prevalgono quindi le preoccupazioni, ma nel medio termine il rallentamento della domanda potrebbe favorire una politica monetaria più accomodante verso la tarda primavera.

 

VALUTE

 

Sul mercato dei cambi i movimenti restano limitati, fatta eccezione per lo yen, protagonista di un netto indebolimento nelle ultime sedute. L’EUR/USD mantiene area 1,1900, mentre il dollaro/yen è sceso fino a 152,80 nella notte, segnando la quarta seduta consecutiva di ribasso e una perdita complessiva del 3,5%. Anche l’EUR/JPY ha mostrato un calo significativo, con un affondo fino a 182,30 e un movimento pari a 400 pips in soli tre giorni, corrispondente a una flessione del 2,5%.

 

La politica interna giapponese rimane al centro dell’attenzione. Il governo avrebbe avuto interesse a uno yen più debole per agevolare l’attuazione della riforma fiscale, ma questo orientamento trova resistenza sia nella Banca del Giappone, attenta ai rendimenti del decennale ancora sopra il 2,23%, sia nell’amministrazione statunitense, che ha discusso con il ministro delle finanze Katayama gli effetti potenzialmente destabilizzanti di una svalutazione della valuta nipponica. Al di fuori dei movimenti su yen e yuan — quest’ultimo guidato da dinamiche specifiche analizzate separatamente — gli altri principali cambi mostrano una fase laterale senza spunti particolari.

 

DECENNALE USA

 

Il rendimento del Treasury decennale è sceso di quasi 6 punti base, attestandosi al 4,15%, il livello più basso da metà gennaio. Il movimento riflette la delusione dei mercati dopo i dati sulle vendite al dettaglio, che a dicembre sono rimaste invariate contro attese di un aumento dello 0,4%, segnalando un rallentamento significativo della spesa al consumo.

 

Ciò ha rafforzato le aspettative di una politica monetaria più morbida, con i mercati che ora attribuiscono una probabilità di circa il 25% a tre tagli dei tassi da un quarto di punto nel 2026, in aumento rispetto alle previsioni della settimana precedente.

 

L’attenzione degli investitori si sposta ora sui prossimi indicatori macro: il rapporto sull’occupazione (NFP), atteso per domani, e l’indice dei prezzi al consumo (IPC), previsto per venerdì. Entrambi i dati saranno cruciali per comprendere le intenzioni della Fed nella fase post-Powell.

 

Parallelamente, cresce l’interesse per quanto sta accadendo in Cina, dove le autorità stanno invitando le banche a ridurre l’esposizione verso il dollaro e gli asset statunitensi, richiamando l’incertezza politica americana come motivo principale. Si tratta di una conferma ulteriore del processo di dedollarizzazione globale, che da tempo appare sempre più evidente.

 

FRANCIA: SALE LA DISOCCUPAZIONE

 

In Francia, il tasso di disoccupazione è salito al 7,9% nel quarto trimestre del 2025, superando le attese fissate al 7,8% e aumentando rispetto al 7,7% del trimestre precedente. È il livello più alto dal terzo trimestre del 2021. Il numero complessivo dei disoccupati è cresciuto di 56.000 unità, raggiungendo i 2,5 milioni.

 

Tra i giovani tra i 15 e i 24 anni, la disoccupazione è aumentata di 2,4 punti percentuali, raggiungendo il 21,5%. Nella fascia tra i 15 e i 29 anni è invece diminuita di 0,2 punti, al 6,9%, mentre tra i 25 e i 49 anni è rimasta stabile al 5,1%. Il tasso di occupazione nella fascia 15-64 anni si è attestato al 69,4%, vicino ai massimi storici.

 

Saverio Berlinzani, analista ActivTrades

 

 

 

 

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