I CFD sono strumenti complessi e presentano un rischio significativo di perdere denaro rapidamente a causa della leva finanziaria. 82% degli investitori al dettaglio perde denaro a causa delle negoziazioni in CFD con questo fornitore. Valuta se comprendi il funzionamento dei CFD e se puoi permetterti di correre questo alto rischio di perdere il tuo denaro.
ActivTrades
News & Analisi
Analisi di mercato

Wall Street divisa: tech in calo, Dow in rialzo

Saverio Berlinzani
June 23, 2026

WALL STREET A DUE VELOCITÀ


Seduta contrastata ieri a Wall Street, con la tenuta dei titoli tradizionali e il deciso calo del comparto tecnologico. Va ricordato che i mercati finanziari americani riaprivano dopo la pausa festiva del Juneteenth di venerdì scorso.


L'andamento dei principali indici ha visto il Dow Jones chiudere a +0,64%, mentre l’S&P 500 è stato frenato dalle vendite sui big hi-tech. Il Nasdaq, dal canto suo, ha terminato a -1,89%, confermandosi il listino più penalizzato.


Sul fronte geopolitico, l’ottimismo per un possibile accordo tra USA e Iran ha sostenuto il Dow Jones, provocando contestualmente un calo del prezzo del petrolio.


Sul versante tecnologico, invece, continua la forte pressione ribassista sul titolo di Elon Musk, SpaceX. Dopo i massimi post-IPO, le azioni hanno ceduto oltre il 9% (scendendo a 168,28 dollari) a causa di massicce prese di profitto e dei timori legati all’indebitamento della società.


VALUTE


Il dollaro resta sui massimi da maggio 2025, non lontano da quota 101, mentre l’EUR/USD scende intorno a 1,1418, segnando un doppio minimo nelle ultime sessioni.


L’eventuale breakout di quest’area dovrebbe spingere i prezzi verso quota 1,1380, che rappresenta l’ultimo ostacolo prima di una discesa che potrebbe arrivare al test dei livelli chiave di lungo periodo, posti a 1,1230.


Parallelamente, osserviamo un USD/JPY che rimane a ridosso dei livelli di intervento di 162,00. Anche ieri si sono registrati due momenti di forte volatilità intraday, con oscillazioni significative nel brevissimo termine che segnalavano la probabile presenza della BoJ in attività di price checking.


Nessun intervento diretto, quindi, ma un chiaro segnale di vigilanza e disponibilità ad agire.


Sugli altri cambi, poco da segnalare: il CHF perde quota contro dollaro (USD/CHF a 0,8100), mentre l’EUR/CHF resta stabile a 0,9250.


La sterlina non ha reagito nemmeno alle dimissioni di Starmer, segno che il mercato richiede catalizzatori più forti e che la notizia era già ampiamente scontata nelle precedenti price action.


PETROLIO STABILE


Martedì il prezzo del petrolio greggio si è stabilizzato intorno ai 74 dollari al barile, dopo le pressioni della sessione precedente, grazie ai segnali di progresso nei negoziati di pace tra Stati Uniti e Iran in Svizzera.


Un importante sviluppo è stata la concessione, da parte di Washington, di una licenza di 60 giorni all'Iran per la vendita di petrolio sui mercati internazionali, alimentando le aspettative di una più rapida ripresa dell’offerta globale.


Anche il traffico attraverso lo Stretto di Hormuz è aumentato: produttori come Kuwait ed Emirati Arabi Uniti hanno individuato rotte alternative per l’export di energia, mentre l’Iran ha spedito oltre 30 milioni di barili nell’ultima settimana.


Nel frattempo, il programma nucleare iraniano resta un punto critico. Il vicepresidente JD Vance ha dichiarato che Teheran avrebbe accettato di ammettere ispettori nucleari, affermazione però smentita dai funzionari iraniani.

 

ORO ANCORA IN FLESSIONE


Martedì l’oro è sceso sotto i 4.150 dollari l’oncia, annullando i guadagni della sessione precedente. A pesare sono state le forti aspettative di un aumento dei tassi di interesse da parte della Federal Reserve, che hanno prevalso sull’ottimismo relativo ai negoziati tra Stati Uniti e Iran.


Sia Deutsche Bank sia BofA Global Research hanno rivisto le proprie previsioni, includendo un aumento dei tassi a settembre.


Gli investitori sono ora concentrati sul rapporto PCE in uscita questa settimana, che contiene l’indicatore di inflazione preferito dalla Fed e dovrebbe fornire ulteriori indicazioni sulle pressioni inflazionistiche sottostanti.


Dal punto di vista tecnico, i livelli chiave sull’oro sono posti a 4.020 dollari: una rottura potrebbe aprire la strada a una discesa verso 3.900 dollari. Solo sopra area 4.435,50 i prezzi potrebbero tornare a salire.


Saverio Berlinzani, analista ActivTrades

 

 

 

Qualsiasi materiale fornito non tiene conto dell’obiettivo di investimento specifico e della situazione finanziaria di chiunque possa riceverlo. I risultati passati non sono un indicatore affidabile dei risultati futuri. AT fornisce un servizio di sola esecuzione. Di conseguenza, chiunque agisca in base alle informazioni fornite lo fa a proprio rischio.

 

Le informazioni qui fornite non costituiscono una ricerca di investimento. I materiali non sono stati preparati in conformità ai requisiti legali volti a promuovere l’indipendenza della ricerca di investimento e in quanto tali devono essere considerati come una comunicazione pubblicitaria. Tutte le informazioni sono state preparate da ActivTrades (altresì “AT”).

 

Le informazioni non contengono una raccolta dei prezzi di AT, né possono essere intese come offerta, consulenza, raccomandazione o sollecitazione ad effettuare transazioni su alcuno strumento finanziario. Non viene fornita alcuna dichiarazione o garanzia in merito all’accuratezza o alla completezza di tali informazioni.

ActivTrades x Nikola Tsolov
Nikola Tsolov's car