IL MERCATO SCOMMETTE SUL RISK‑ON
Ieri gli indici azionari sono rimbalzati, sostenuti da Wall Street e dal settore tecnologico, grazie a un ritorno dell’appetito per il rischio. Ciò avviene nonostante le questioni geopolitiche restino tutt’altro che risolte.
I mercati sembrano ridimensionare le tensioni e la guerra, forse confidando in una conclusione relativamente rapida degli eventi. Inoltre, i dati macro statunitensi non mostrano finora segnali di impatto significativo dal conflitto in corso.
Tutti e tre gli indici americani hanno chiuso in territorio positivo, mentre le materie prime petrolifere hanno interrotto il loro recente rally. Il Segretario al Tesoro Bessent ha annunciato misure imminenti per contenere i prezzi del carburante, pur confermando che i dazi globali saranno aumentati.
Nel frattempo, una nave portacontainer è stata colpita nello Stretto di Hormuz, alimentando ulteriormente i timori sul valore effettivo delle garanzie assicurative e delle misure di protezione annunciate da Trump per il traffico marittimo della zona.
Sul fronte macro, i timori inflazionistici si sono lievemente attenuati grazie al rallentamento dell’indice dei prezzi dell’ISM Non‑Manufacturing PMI, nonostante il miglioramento dell’attività. Positivi anche i dati ADP, con un mercato del lavoro che resta resiliente. Tutto ciò riduce la probabilità di tagli dei tassi da parte della Fed nel breve termine.
VALUTE
Sul mercato dei cambi, l’euro ha registrato un parziale recupero, mentre il dollaro ha ceduto parte dei recenti guadagni senza però mostrare segni di debolezza strutturale. Questa mattina l’EUR/USD torna in area 1,1590, dopo aver testato più volte la fascia 1,1630–1,1640 senza riuscire a superarla.
Anche il cable ha corretto lievemente, pur mantenendosi debole con obiettivi verso 1,3150. Le valute oceaniche sono in correzione ma restano in trend rialzista, mentre lo yen rimane debole, con USD/JPY vicino a 157,50.
Il franco svizzero continua a rafforzarsi: EUR/CHF è tornato a 0,9060 nonostante l’intervento della SNB osservato ieri sui mercati.
L’ADP MIGLIORA
Le imprese private statunitensi hanno creato 63.000 posti di lavoro a febbraio 2026, il dato più alto da luglio. A gennaio la crescita era stata rivista al ribasso a +11.000. Il dato supera nettamente le previsioni di 50.000.
Le piccole imprese hanno creato 60.000 nuovi posti, le grandi aziende 10.000, mentre le società di medie dimensioni hanno registrato una perdita di 7.000 posti. La crescita salariale annua per i lavoratori rimasti in azienda è rimasta stabile al 4,5%.
Secondo il capo economista di ADP, si osserva un aumento delle assunzioni e una solidità degli incrementi salariali. Tuttavia, con la crescita concentrata in pochi settori, non emergono segnali di benefici retributivi più ampi dovuti ai cambi di lavoro.
PMI USA
L’indice PMI dei servizi ISM è salito a 56,1 a febbraio 2026, in aumento rispetto al 53,8 di gennaio e oltre le aspettative (53,5). Si tratta della crescita più rapida del settore dai livelli di agosto 2022.
L’espansione è stata trainata da un forte miglioramento dell’attività economica, ai massimi da settembre 2024. I nuovi ordini hanno segnato il più significativo aumento in 17 mesi, mentre la crescita dell’occupazione ha accelerato.
Il sottoindice dei prezzi è sceso a 63, minimo da marzo 2025 ma ancora sopra quota 60, segnale di pressioni inflazionistiche persistenti.
PETROLIO
I future sul WTI sono balzati di oltre il 3% giovedì, raggiungendo i 78 dollari al barile e avvicinandosi ai massimi da fine gennaio, mentre il conflitto in Medio Oriente continua a interrompere le forniture globali.
Il governo cinese ha ordinato alle principali raffinerie di sospendere le esportazioni di gasolio e benzina, a causa dell’aumento delle tensioni nel Golfo Persico.
Il rischio di un’ulteriore escalation in Iran e la persistente instabilità regionale mantengono alta la preoccupazione degli investitori, mentre il traffico marittimo attraverso lo Stretto di Hormuz — uno snodo vitale per il petrolio globale — è stato pesantemente compromesso.
Gli sforzi politici per rassicurare i mercati, incluse proposte di assicurazioni dedicate alle navi e di scorte navali, non sono finora riusciti a calmare gli investitori, ancora timorosi di un conflitto lungo e destabilizzante.
Saverio Berlinzani, analista ActivTrades
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