I CFD sono strumenti complessi e presentano un rischio significativo di perdere denaro rapidamente a causa della leva finanziaria. 82% degli investitori al dettaglio perde denaro a causa delle negoziazioni in CFD con questo fornitore. Valuta se comprendi il funzionamento dei CFD e se puoi permetterti di correre questo alto rischio di perdere il tuo denaro.
ActivTrades
News & Analisi
Analisi di mercato

Mercati sotto pressione tra crollo metalli e dollaro forte

Saverio Berlinzani
February 02, 2026

L’ORA DELLA VERITÀ

 

Chiusura in ribasso per gli indici americani venerdì, con l’S&P 500 e il Dow Jones in calo dello 0,4% e il Nasdaq in flessione dell’1,3%. I rendimenti più elevati dei Treasury e un dollaro più forte hanno pesato sulla propensione al rischio, dopo una serie di sedute precedenti molto positive.

 

Nel frattempo, il presidente Trump ha nominato Kevin Warsh come successore del presidente della Fed Powell. I mercati hanno interpretato la scelta come un tentativo del Presidente di avere alla guida della banca centrale una figura più incline ad allentare ulteriormente la politica monetaria. Questo ha spinto al rialzo i rendimenti a lungo termine, mettendo sotto pressione i titoli più sensibili ai tassi dopo il forte rally di gennaio.

 

I settori materiali, tecnologia e servizi di comunicazione hanno sottoperformato, mentre la sanità ha sovraperformato. Apple è salita dello 0,5% nonostante utili solidi e buone vendite di iPhone, ma le valutazioni elevate hanno limitato il rialzo. Visa ha perso il 2,9% dopo risultati buoni ma già ampiamente scontati dal mercato. ExxonMobil ha ceduto lo 0,7%, mentre Chevron è salita del 3,3% grazie a una trimestrale superiore alle attese. American Express ha perso l’1,8% dopo risultati inferiori alle previsioni, mentre Verizon è balzata dell’11,8% grazie a una guidance più solida.

Nonostante il calo giornaliero, l’S&P 500 ha chiuso gennaio con un guadagno dell’1,2%, il Dow Jones dell’1,6% e il Nasdaq dell’1,1%.

 

CROLLANO LE MATERIE PRIME

 

Oro e argento sono crollati, complice la presa di beneficio e il cambiamento dei margini deciso dal CME per contenere l’effetto leva sui prezzi. L’argento, in particolare, è crollato di oltre il 25%, scendendo a 84 dollari l’oncia dopo aver toccato il giorno precedente il nuovo massimo storico a 122 dollari.

 

È impressionante ricordare che il metallo bianco era salito di quasi il 70% solo a gennaio. Nonostante la brusca correzione, resta comunque sulla buona strada per un guadagno mensile di oltre il 40%, sostenuto da incertezza economica e geopolitica, un dollaro più debole, afflussi record e domanda industriale elevata.

 

I rischi geopolitici sono rimasti alti dopo che Trump ha firmato un ordine esecutivo che impone dazi sui beni provenienti dai Paesi che riforniscono di petrolio Cuba, aumentando la pressione anche sul Messico. Il Presidente ha inoltre invitato l’Iran ad avviare nuovi negoziati sul nucleare, mentre Teheran ha minacciato ritorsioni.

 

Sul fronte della politica monetaria, Trump ha annunciato la nomina dell’ex governatore della Fed Kevin Warsh come nuovo presidente della banca centrale, ponendo fine a mesi di speculazioni. Anche l’oro ha seguito il movimento ribassista, pur essendo salito meno dell’argento: +30% fino ai recenti massimi, con una correzione di circa il 20% venerdì, rimanendo comunque in trend rialzista di medio periodo.

 

VALUTE: IL DOLLARO RIALZA LA TESTA

 

Il mercato dei cambi ha reagito con acquisti di dollari nel momento in cui le materie prime crollavano, complice la relazione inversa tra i due asset.

 

L’EUR/USD è sceso ai minimi di 1,1850, dopo aver toccato appena pochi giorni fa un massimo a 1,2084. Gli acquisti di dollari avvengono in un contesto in cui torna il sentiment risk‑on sulle valute e sulle materie prime, mentre il sentiment sull’azionario appare leggermente più fragile.

 

Il Cable è sceso verso 1,3690 dopo aver più volte fallito il superamento delle resistenze chiave. USD/JPY mostra ancora la tenuta dei supporti e prova a spingere verso 154,80, con possibile test successivo in area 155,50.

 

Le oceania‑linked currencies sono in correzione: AUD/USD è tornato sotto 0,7000, mentre NZD/USD si avvicina al supporto psicologico di 0,6000. USD/CAD è risalito sopra 1,3600.

 

PMI MANIFATTURIERO CINESE IN CALO

 

L’indice PMI manifatturiero ufficiale NBS della Cina è sceso a 49,3 a gennaio 2026, da 50,1 del mese precedente, al di sotto delle attese di 50. La lettura segnala una perdita di slancio dell’attività manifatturiera dovuta a domanda debole e sentiment prudente delle imprese, in un contesto di persistenti venti contrari strutturali.

 

I nuovi ordini sono tornati in territorio di contrazione e la crescita della produzione è rallentata. Le vendite all’estero si sono indebolite ulteriormente, mentre l’occupazione resta debole. Anche l’attività di acquisto è diminuita in modo significativo.

 

I prezzi degli input sono aumentati per il sesto mese consecutivo, con un incremento più rapido. I prezzi di vendita sono tornati a salire dopo un periodo prolungato di calo. La fiducia delle imprese è scesa al minimo degli ultimi sei mesi.

 

SETTIMANA ENTRANTE

 

La prima settimana di febbraio sarà probabilmente caratterizzata da movimenti erratici, complice la forte volatilità dei metalli e le preoccupazioni sulla possibile svalutazione del dollaro dopo la nomina di Kevin Warsh alla guida della Fed.

 

Il BLS pubblicherà il rapporto sull’occupazione, insieme ai JOLTS, all’ADP Report e al Challenger Report, fondamentali per valutare lo stato del mercato del lavoro. Sono inoltre attesi i PMI ISM e l’indice di fiducia dei consumatori dell’Università del Michigan.

 

Sul fronte societario, sono attesi i risultati di Alphabet, Amazon e del gruppo delle Magnificent 7, oltre ai dati di AMD, Palantir e Qualcomm per il comparto AI.

 

È anche la settimana delle riunioni di BCE, BoE e RBA, dove sono attesi esiti invariati sui tassi. L’Eurozona pubblicherà inoltre il dato aggiornato sull’inflazione.

 

Saverio Berlinzani, analista ActivTrades

 

 

 

Qualsiasi materiale fornito non tiene conto dell’obiettivo di investimento specifico e della situazione finanziaria di chiunque possa riceverlo. I risultati passati non sono un indicatore affidabile dei risultati futuri. AT fornisce un servizio di sola esecuzione. Di conseguenza, chiunque agisca in base alle informazioni fornite lo fa a proprio rischio.

 

Le informazioni qui fornite non costituiscono una ricerca di investimento. I materiali non sono stati preparati in conformità ai requisiti legali volti a promuovere l’indipendenza della ricerca di investimento e in quanto tali devono essere considerati come una comunicazione pubblicitaria. Tutte le informazioni sono state preparate da ActivTrades (altresì “AT”).

 

Le informazioni non contengono una raccolta dei prezzi di AT, né possono essere intese come offerta, consulenza, raccomandazione o sollecitazione ad effettuare transazioni su alcuno strumento finanziario. Non viene fornita alcuna dichiarazione o garanzia in merito all’accuratezza o alla completezza di tali informazioni.

ActivTrades x Nikola Tsolov
Nikola Tsolov's car