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Fed protagonista, mercati incerti e petrolio in calo

Saverio Berlinzani
June 17, 2026

IL GIORNO DELLA FED

 

Sessione contrastata sui mercati azionari ieri, con Wall Street che ha registrato un nuovo record storico del Dow Jones, in rialzo dello 0,64% a quota 52.000 punti, sostenuto dai comparti industriale e finanziario. Al contrario, l’S&P 500 ha ceduto lo 0,57% e il Nasdaq l’1,15%, appesantito da prese di beneficio nel settore tecnologico.

 

Al suo terzo giorno di quotazione, il titolo di SpaceX, l’azienda di Elon Musk, ha registrato un balzo iniziale fino al +17%, per poi chiudere in correzione, ma comunque in rialzo del 4,8%, arrivando a superare momentaneamente il valore di mercato di Amazon.

 

Oggi è però il giorno della Fed e, soprattutto, dei primi commenti ufficiali del neo governatore Kevin Warsh. I mercati si aspettano che la Federal Reserve lasci i tassi di interesse invariati nell’attuale intervallo del 3,50%-3,75%.

 

Questa riunione è particolarmente seguita perché segna l’esordio di Warsh alla presidenza della Fed: il tono e le proiezioni saranno attentamente valutati dagli investitori. Da osservare il “dot plot”, che mostra le proiezioni dei membri sui futuri movimenti dei tassi, ma soprattutto da seguire la conferenza stampa, da cui si attendono indicazioni sulla gestione dell’inflazione e sulla resilienza del mercato del lavoro.

 

PETROLIO, CHE CROLLO

 

Mercoledì il Brent è sceso verso i 78 dollari al barile, registrando il quinto calo consecutivo e toccando il livello più basso dall’inizio di marzo. A pesare sui prezzi sono le aspettative di un aumento dell’offerta, in vista della possibile firma di un accordo di pace tra Stati Uniti e Iran.

 

I due Paesi dovrebbero firmare un memorandum d’intesa il prossimo venerdì, offrendo a Teheran ampi incentivi economici, tra cui la ripresa immediata delle esportazioni di petrolio.

 

Si prevede inoltre che le petroliere di altri Paesi riprendano il transito attraverso lo Stretto di Hormuz una volta che l’accordo entrerà in vigore, sebbene le compagnie di navigazione restino caute sulla sua tenuta nel lungo periodo.

 

L’aumento delle forniture dalla regione dovrebbe contribuire a rifornire le scorte delle raffinerie a livello globale, insieme alle maggiori quote di esportazione dell’OPEC+ e all’incremento della produzione degli Emirati Arabi Uniti, che hanno lasciato il cartello durante il conflitto.

 

Nel frattempo, i dati di settore mostrano che le scorte di greggio statunitensi sono diminuite di 8,3 milioni di barili la scorsa settimana.

 

VALUTE

 

Mercoledì l’indice del dollaro si è attestato intorno a 99,5, in attesa della decisione di politica monetaria della Federal Reserve, per la quale si prevede che i tassi restino invariati.

 

La riunione sarà anche la prima sotto la presidenza di Kevin Warsh, sebbene non siano attese modifiche rilevanti nelle proiezioni trimestrali del FOMC, che delineano le aspettative dei singoli membri.

 

Gli operatori di mercato si concentreranno anche sui prossimi dati macroeconomici statunitensi, tra cui vendite al dettaglio e vendite di abitazioni, in attesa di pubblicazione, per ottenere ulteriori indicazioni sulle prospettive economiche.

 

All’inizio della settimana, la Reserve Bank of Australia ha mantenuto invariato il tasso di riferimento al 4,35%, mentre la Banca del Giappone lo ha aumentato di 25 punti base, portandolo all’1%.

 

L’EUR/USD resta sopra 1,1600 ma senza grande slancio, mentre USD/JPY rimane nel range 160,00-160,50. Poche novità sulle altre coppie valutarie, che restano ferme in attesa di un catalizzatore in grado di aumentare la volatilità.

 

Il franco svizzero è stabile in vista della riunione della SNB, che dovrebbe mantenere invariati i tassi, così come la BoE e la Fed, attese tra oggi e domani.

 

ORO SOPRA I SUPPORTI

 

Mercoledì l’oro ha superato i 4.300 dollari l’oncia, registrando un rialzo di oltre il 2% dall’inizio della settimana, in attesa della firma di un accordo di pace tra Stati Uniti e Iran.

 

L’intesa dovrebbe ripristinare i flussi petroliferi attraverso il Golfo Persico, contribuendo ad attenuare le pressioni inflazionistiche e le tensioni sui tassi di interesse.

 

I due Paesi dovrebbero firmare venerdì in Svizzera un accordo provvisorio che offrirà a Teheran ampi incentivi economici, tra cui la ripresa immediata delle esportazioni di petrolio.

 

L’attenzione degli operatori resta comunque focalizzata sulla decisione della Federal Reserve, che dovrebbe lasciare invariati i tassi. Si tratta della prima riunione presieduta da Kevin Warsh, anche se non sono attese modifiche alle proiezioni trimestrali del FOMC.

 

I rendimenti dei titoli di Stato appaiono in lieve calo, fattore che tende a sostenere gli acquisti di oro, in assenza di una maggiore remunerazione offerta dagli asset obbligazionari.

 

Saverio Berlinzani, analista ActivTrades

 

 

 

 

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