Quando una società viene ammessa alle quotazioni in Borsa deve rispettare una serie di normative, ma anche regole impartite dalla borsa valori su cui si quota. Tra i parametri da rispettare troviamo il free float, ovvero il flottante.
Ogni Borsa decide quante debbano essere le azioni in circolazione, rispetto al totale dei titoli rappresentativi della società. In concreto, il capitale societario viene suddiviso tra azioni che restano nelle mani dei soci fondatori o primi investitori e quella porzione flottante che viene messa a disposizione del mercato.
Quest’ultima porzione di azioni è quella su cui gli azionisti retail, altri operatori privati e indipendenti, possono fare trading durante gli orari di contrattazione.
Conoscere il flottante di una società quotata non è secondario, perché influisce sensibilmente sulla volatilità delle azioni, sulla liquidità, sulla variazione dei prezzi e sullo spread applicato alle operazioni di trading.
Valutare il flottante di un’azienda quotata ti aiuterà a comprendere meglio perché, ad esempio, i prezzi delle azioni di alcune società si spostano più violentemente rispetto ad altri. Entriamo subito nel vivo dell’argomento.
Free Float Significato, Definizione e Formula di Calcolo
Il significato di free float (flottante) è presto definito. Il flottante rappresenta quella quantità di azioni societarie che sono disponibili per la negoziazione nella borsa valori di riferimento.
Per essere ancora più chiari elenchiamo quali azioni non possono essere considerate parte del free float:
- Le partecipazioni di controllo (soci fondatori, altri investitori con quote di controllo acquisite pre-quotazione);
- Azioni vincolate da patti parasociali tra azionisti rilevanti che prevedono limiti alla trasferibilità dei titoli;
- Azioni con vincoli alla trasferibilità (clausole di lock-up e simili);
- Quote detenute da enti pubblici, manager della società;
- Titoli destinati ai premi in azioni ai dipendenti.
Dunque quando fai trading sulle azioni di una società quotata, stai operando su quella parte del capitale sociale effettivamente in circolazione nel mercato.
La somma tra le azioni free float e quelle con restrizioni formano il total float, ma come fare a calcolare il flottante libero? Ecco la formula del free float che ti può aiutare a individuare il capitale circolante.
Flottante libero = azioni in circolazione - azioni con restrizioni.
Ed ecco un esempio pratico. Borsa Italiana autorizza 10milioni di azioni alla Società A e richiede un flottante minimo del 25% per l’immissione a quotazione su Euronext Milan (su Euronext Star Milan è del 35%).
- Azioni autorizzate: 10milioni (limite legale massimo inserito nello statuto sociale);
- Azioni ordinarie in circolazione: 5milioni (quelle effettivamente circolanti);
- Azioni con restrizioni o detenute da fondatori, manager e dipendenti: 1milione (fanno parte delle azioni circolanti).
Il flottante è di 4milioni (80% delle azioni in circolazione) e soddisfa pienamente il requisito richiesto. L’esempio chiarisce meglio l’argomento, ma non tutto. A seguire illustriamo le differenze tra azioni in circolazione e free float, mentre da questo articolo potrai apprendere le basi del mercato delle azioni.
Azioni in Circolazione, Flottante Azionario e Differenze Chiave
Ricapitolando la differenza tra free float vs total float, la totalità delle azioni immesse in circolazione comprende quelle con vincoli e quelle liberamente scambiabili dagli operatori di mercato.
Le azioni in circolazione vengono ripartite tra insider e investitori istituzionali a lungo termine, altre vengono allocate come premi futuri, mentre il restante diventa il flottante azionario pubblico e aperto a chiunque.
Le borse valori richiedono un free float minimo per garantire il buon funzionamento delle negoziazioni, ben conoscendo la stretta relazione che intercorre tra la domanda e l’offerta nel mercato.
Immagina una società che stabilisce un flottante libero strettamente in linea con la richiesta del regolamento di Borsa. In caso di elevata domanda da parte dei trader, o durante fasi speculative, il prezzo delle azioni risulterà vistosamente volatile.
Immagina invece una società che decide per un flottante libero superiore al 60%. Anche in caso di domanda elevata o durante periodi di forte stress, il prezzo resisterà meglio alle fluttuazioni eccessive.
In definitiva, un ampio flottante libero è un’ottima notizia per gli investitori perché contribuisce a diminuire il rischio volatilità durante le fasi critiche attraversate dai mercati finanziari.
Volatilità Azioni e Liquidità – il Ruolo del Free Float
Abbiamo appena affermato che la volatilità delle azioni è un elemento di rischio. Sappiamo anche esserci una forte correlazione tra volatilità e liquidità di un asset finanziario. Tale correlazione è influenzata, tra le altre variabili, dalla quantità di azioni flottanti.
Si può affermare che se una società presenta spesso una situazione di azioni ad alta volatilità è opportuno verificare quale sia il suo free float.
Il flottante libero, infatti, incide sulla liquidità delle azioni. Con poche azioni in circolazione sono sufficienti alcuni ordini di grandi dimensioni a turbare il prezzo. Molte azioni in circolazione sterilizzano o calmierano la volatilità quando si creano situazioni di alti afflussi di ordini.
Inoltre, un free float basso impedisce di fatto la creazione di un order book più profondo (poche azioni in circolazione) e, oltre a causare oscillazioni di prezzo forti, influenza negativamente lo spread. Infatti, quando un titolo azionario ha poche azioni in circolazione i market maker sono costretti ad elevare lo spread.
Gestione del Rischio di Liquidità Durante Periodi di Alta Volatilità Azioni
Cosa succede quando scegli di operare su un titolo che presenta un basso free float? Il book degli ordini è “sottile” e ciò impatta sui tempi di esecuzione degli ordini: serve più tempo per trovare il matching tra domanda e offerta.
I prezzi di tali azioni possono restare tranquilli per lungo tempo ma, una notizia rilevante o una semplice rottura tecnica, possono comportare un’anomalia nel prezzo difficile da gestire con indicatori e dati storici.
Dunque non bisognerebbe mai tenere fuori dalle valutazioni la relazione tra liquidità/volatilità e il flottante. Risulta opportuno inserire ordini di prezzo con limite e che presentino non solo uno stop loss, ma anche un limite di take profit.
In aggiunta, in tali condizioni di mercato è strategico collocare ordini più piccoli e non un unico ordine. Così operando controlli meglio come reagisce il book, ti adatti alla profondità del mercato ed eviti lo slippage.
Per saperne di più sul dimensionamento delle posizioni basato sulla volatilità , leggi la nostra guida completa.
Free Float, Volatilità Azioni e Liquidità – FAQ per Trader
Che Differenza c’è tra Azioni Outstanding e il Free Float?
Le azioni outstanding sono l’insieme delle azioni esistenti, mentre il free float è quella porzione liberamente negoziabile dagli investitori.
Perché un Flottante Ridotto Aumenta la Volatilità delle Azioni e Allarga gli Spread?
La volatilità aumenta a causa della ridotta offerta disponibile, quindi bastano pochi ordini in più nel book a spostare il prezzo significativamente. Con minore profondità di mercato lo spread si divarica per coprire il rischio di inventario (inventory risk) a carico dei market maker.
Qualsiasi materiale fornito non tiene conto dell’obiettivo di investimento specifico e della situazione finanziaria di chiunque possa riceverlo. I risultati passati non sono un indicatore affidabile dei risultati futuri. AT fornisce un servizio di sola esecuzione. Di conseguenza, chiunque agisca in base alle informazioni fornite lo fa a proprio rischio.
Le informazioni qui fornite non costituiscono una ricerca di investimento. I materiali non sono stati preparati in conformità ai requisiti legali volti a promuovere l’indipendenza della ricerca di investimento e in quanto tali devono essere considerati come una comunicazione pubblicitaria. Tutte le informazioni sono state preparate da ActivTrades (altresì “AT”).
Le informazioni non contengono una raccolta dei prezzi di AT, né possono essere intese come offerta, consulenza, raccomandazione o sollecitazione ad effettuare transazioni su alcuno strumento finanziario. Non viene fornita alcuna dichiarazione o garanzia in merito all’accuratezza o alla completezza di tali informazioni.