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Wall Street rompe le resistenze, yen rimbalza

Saverio Berlinzani
February 26, 2026

WALL STREET ROMPE LE RESISTENZE

 

Segno positivo in chiusura per i listini americani, sostenuti dal ritorno del sentiment favorevole verso il settore tecnologico, complice l’attesa dei risultati di Nvidia. Il Dow Jones ha chiuso in aumento dello 0,76%; andamento analogo per l’S&P 500, che ha registrato un progresso dello 0,77% rispetto alla seduta precedente. Buona anche la performance del Nasdaq 100, in rialzo dell’1,09%.

 

In serata, dopo la chiusura dei mercati, Nvidia — pioniere dell’intelligenza artificiale — ha comunicato un fatturato di 68 miliardi di dollari nell’ultimo trimestre, con una previsione di 78 miliardi per il prossimo. Il colosso tecnologico, oggi la società con la maggiore capitalizzazione di mercato al mondo e punto di riferimento assoluto per il settore IA, ha nuovamente superato le stime di Wall Street per il quarto trimestre, registrando una crescita del 73% su base annua grazie alla forte domanda di chip destinati all’IA.

 

Anche AMD ha guadagnato l’1%, estendendo il rialzo del 9% segnato martedì, dopo l’annuncio di Meta relativo a un accordo pluriennale per l’installazione di 6 gigawatt di unità grafiche AMD nei data center dedicati all’intelligenza artificiale.

 

I titoli software hanno mantenuto i loro rimbalzi, mentre i mercati hanno iniziato a riconsiderare lo scetticismo diffuso sulla durata dei modelli di servizio legacy.

 

Nella notte, le borse asiatiche hanno toccato nuovi massimi storici, seguendo l’impulso positivo di Wall Street. Tuttavia, i risultati di Nvidia sono stati accolti in Asia con cautela, segno che permane qualche timore legato all’eventuale surriscaldamento del comparto IA.

 

VALUTE

 

Movimenti ancora poco significativi sul mercato valutario, con le principali coppie in congestione e in trading range. L’EUR/USD rimane compreso tra 1,1770 e 1,1830, e dinamiche simili si osservano sugli altri cambi.

 

Fa eccezione lo yen, che dopo aver toccato 156,80 per dollaro ha recuperato terreno, portandosi sopra quota 156 e interrompendo un calo durato due giorni. Il rimbalzo è stato favorito dai toni aggressivi della Banca del Giappone.

 

Hajime Takata, membro del board e considerato il “falco” del comitato, ha richiesto ulteriori rialzi dei tassi e indicazioni più decise sul fatto che l’obiettivo di stabilità dei prezzi sia ormai vicino. Il governatore Kazuo Ueda ha inoltre dichiarato che la banca valuterà attentamente i dati economici nelle riunioni di marzo e aprile, lasciando aperta la possibilità di un intervento a breve termine.

 

Questi sviluppi seguono la recente nomina da parte del governo di due accademici reflazionisti nel consiglio direttivo della BOJ, rafforzando l’idea che la banca centrale procederà con prudenza verso un eventuale ulteriore inasprimento della politica monetaria.

 

Per le altre coppie valutarie permane un andamento laterale, con bassa volatilità. Il mese di marzo potrebbe però riservare alcune sorprese.

 

SCENDE LA FIDUCIA IN GERMANIA

 

L’indice GfK sul clima dei consumatori tedeschi è sceso a -24,7 per marzo 2026, rispetto al -24,2 leggermente rivisto del mese precedente, deludendo le attese di un miglioramento a -23,1.

 

Le aspettative economiche si sono indebolite (4,3 contro 6,6 di febbraio), riflettendo un atteggiamento più prudente in un contesto di persistente incertezza. La propensione all’acquisto si è notevolmente deteriorata, mentre la propensione al risparmio ha raggiunto un nuovo massimo storico, segno che le famiglie restano estremamente caute.

 

In miglioramento invece le aspettative sul reddito, probabilmente sostenute dal rallentamento dell’inflazione e dagli aumenti salariali. Le tensioni geopolitiche e le difficoltà legate alle politiche sociali continueranno probabilmente ad alimentare l’incertezza, favorendo un elevato tasso di risparmio.

 

SALE IL SENTIMENT IN SVIZZERA

 

Il sentiment degli investitori svizzeri è migliorato in modo significativo a febbraio 2026: l’indice è salito a 9,8, dal -4,7 di gennaio, quando aveva toccato il minimo degli ultimi tre mesi. Si tratta della seconda lettura più alta da inizio 2025.

 

Gli operatori si aspettano sempre più che la Banca Nazionale Svizzera mantenga il tasso di riferimento allo 0% per tutto il 2026. Le valutazioni sulla situazione attuale restano però più caute.

 

Il franco svizzero rimane forte contro euro e dollaro, nonostante la BNS continui a minacciare interventi sul mercato valutario nel tentativo — finora poco efficace — di indebolire la valuta nazionale.

 

Saverio Berlinzani, analista ActivTrades

 

 

 

 

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