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Mercati instabili tra dazi USA, AI e valute in tensione

Saverio Berlinzani
February 25, 2026

ALTALENA EQUITY

 

Ennesima giornata contraddistinta da oscillazioni bilaterali sugli indici azionari, con una price action che ieri ha registrato un rialzo, riducendo le perdite della seduta precedente. L’S&P 500 ha guadagnato lo 0,8%, mentre il Dow Jones e il Nasdaq 100 sono saliti rispettivamente dello 0,7% e dell’1%.

 

I mercati restano incerti, a causa dei rischi di disruption nel settore AI e delle politiche tariffarie dell’amministrazione Trump.

 

I titoli del software hanno beneficiato di una moderata ripresa dopo il calo di inizio settimana, in seguito ai timori che gli strumenti di intelligenza artificiale potessero sostituire i fornitori di servizi software. ServiceNow, Intuit e Salesforce hanno registrato rialzi medi del 3%.

 

Anche le società di pagamento hanno interrotto la fase di vendite legata ai timori di sostituzione, con Visa, Mastercard e American Express in rialzo di circa lo 0,5%.

 

Nel frattempo, l’amministrazione presidenziale sta lavorando a un ordine formale per aumentare le nuove tariffe della Sezione 122, portandole dal 10% attuale al 15%.

 

TRUMP ALLO STATO DELL’UNIONE

 

Nel suo discorso sullo Stato dell’Unione, durato quasi due ore, il Presidente ha rivendicato i risultati della propria amministrazione, sostenendo che gli Stati Uniti siano tornati “più solidi, migliori e più ricchi di prima”. Ha dichiarato che, dopo un solo anno di mandato, “abbiamo attuato una trasformazione mai vista prima” e che “l’America non è mai stata così rispettata”.

 

Ha inoltre affermato che da nove mesi non si registra alcun ingresso illegale al confine. Sul fronte economico, il Presidente ha sottolineato gli effetti positivi delle proprie politiche: inflazione in calo, investimenti esteri per 18 trilioni di dollari, aumento della produzione petrolifera ed estesi tagli fiscali.

 

Infine, sul tema dei dazi — dopo la recente bocciatura da parte della Corte Suprema — ha annunciato nuovi provvedimenti. In politica estera, ha dichiarato di aver risolto otto conflitti e di voler trovare una soluzione anche alla questione iraniana.

 

VALUTE

 

Anche il mercato valutario si muove in fase laterale, con l’EUR/USD stabilmente all’interno del range 1,1770–1,1830, senza segnali chiari di breakout o inversioni significative. La sensazione è che il valutario stia attendendo un trigger di mercato, seguendo per ora l’andamento di obbligazionario e azionario.

 

I rendimenti dei titoli di Stato sono in calo, in un contesto globale in cui cresce l’attesa di futuri tagli dei tassi. La Fed è prevista ridurre i tassi tra maggio e luglio 2026, anche se molti sperano in due riduzioni.

Tuttavia, secondo il nuovo governatore Kevin Warsh, sembra preferita una significativa riduzione del bilancio — equivalente a drenare liquidità dal sistema — piuttosto che tagli ripetuti al costo del denaro, preferiti invece dal Presidente Trump.

 

JPY IN CALO

 

Lo yen si è stabilizzato intorno a 155,60 per dollaro, dopo il forte calo della sessione precedente, in seguito alle notizie secondo cui il Primo Ministro Sanae Takaichi avrebbe espresso preoccupazione per ulteriori aumenti dei tassi durante un incontro con il Governatore della Banca del Giappone, Kazuo Ueda.

 

Takaichi ha inoltre nominato due accademici nel comitato direttivo della banca centrale, rafforzando le aspettative che la BOJ adotterà un approccio cauto su eventuali ulteriori rialzi. Nota per il suo orientamento pro-stimolo, Takaichi sostiene politiche fiscali espansive e una linea monetaria più accomodante, alimentando incertezza sul ritmo del processo di normalizzazione, nonostante crescano le aspettative di un possibile intervento entro fine anno.

 

Sul fronte internazionale, gli Stati Uniti hanno spesso criticato il Giappone per svalutazioni considerate eccessive e competitive.

 

AUSTRALIA, SALE L’INFLAZIONE

 

L’inflazione annua in Australia è rimasta al 3,8% a gennaio 2026, invariata rispetto al mese precedente ma superiore alle attese del mercato (3,7%), mantenendosi al di sopra del target del 2–3% della banca centrale.

 

L’inflazione dei servizi è scesa al 3,9% dal massimo biennale del 4,1% registrato a dicembre. Quella dei beni, invece, è accelerata al 3,8% dal 3,4%.

 

L’indice dei prezzi al consumo (IPC) medio troncato è aumentato al 3,4% su base annua, oltre sia al dato precedente sia alle previsioni (3,3%). Su base mensile, l’IPC è salito dello 0,4%, in calo rispetto all’aumento dell’1,0% di dicembre.

 

La RBA rimane pronta a ulteriori rialzi dei tassi, in controtendenza rispetto ad altre banche centrali. AUD/USD sopra 0,7100.

 

Saverio Berlinzani, analista ActivTrades

 

 

 

 

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