RISK OFF DI RITORNO
Le Borse di tutto il mondo ieri hanno chiuso in deciso calo, mentre il braccio di ferro tra Stati Uniti ed Europa sulla Groenlandia — generato dall’applicazione dei nuovi dazi voluti dal Presidente americano — aumenta il rischio di una nuova escalation commerciale.
Questo clima di tensione sta spingendo gli investitori verso i beni rifugio. Il trend ha sostenuto ancora una volta oro e argento, spingendoli verso nuovi record, mentre il dollaro torna a mostrare segnali di debolezza. Wall Street ha vissuto una seduta ampiamente negativa: il Dow Jones ha chiuso a -1,76% (48.488,77 punti), il Nasdaq a -2,39% (22.954,32 punti) e lo S&P 500 ha perso il 2,06% (6.796,93 punti).
Le cause non sono da ricercare solo nelle nuove minacce tariffarie del Presidente Trump, ma anche nelle tensioni sui mercati obbligazionari globali, con il Giappone in prima linea. Il rendimento dei JGB decennali è salito al 2,28%, contribuendo a un generale irrigidimento delle condizioni finanziarie.
Anche i giganti della tecnologia sono finiti sotto pressione a causa dell’aumento dei tassi: le promesse di tagli fiscali in Giappone hanno fatto impennare i rendimenti delle obbligazioni a lunga scadenza nelle principali economie. Nvidia, Broadcom e Oracle hanno perso oltre il 3%, mentre 3M ha ceduto il 5% nonostante risultati trimestrali superiori alle attese. I futures di Netflix, invece, erano in rialzo dell’1,5% in vista del rapporto atteso dopo la chiusura.
VALUTE
Sul mercato dei cambi, il dollaro ha perso terreno contro tutte le principali valute, ad eccezione dello yen. L’EUR/USD è salito sopra 1,1720, avvicinandosi alla resistenza chiave di 1,1760. La sterlina resta leggermente più debole, complice il rialzo dell’EUR/GBP oltre 0,8720, mentre le resistenze per GBP/USD restano lontane, in area 1,3570.
USD/JPY è risalito sopra 158,00 in un contesto di forte incertezza: Takaichi punta a svalutare lo yen, mentre gli Stati Uniti si oppongono, e la BoJ potrebbe essere costretta ad alzare i tassi se i rendimenti dei titoli di Stato continueranno a salire.
Il dollaro rimane quindi sotto pressione, con il Dollar Index sceso a circa 98,5, in calo per la terza seduta consecutiva. Le tensioni tra Stati Uniti ed Europa sulla Groenlandia hanno ulteriormente indebolito la fiducia negli asset americani.
ADP IN CALO
Secondo ADP Research, i datori di lavoro privati statunitensi hanno creato in media 8.000 posti di lavoro a settimana nelle quattro settimane concluse il 27 dicembre 2025, in calo rispetto ai 11.250 della media precedente. Si tratta comunque del sesto periodo consecutivo di crescita occupazionale, anche se lo slancio delle assunzioni si è attenuato verso la fine dell’anno, con un rallentamento nell’ultima settimana del 2025.
BONDS SOTTO PRESSIONE
I rendimenti obbligazionari globali sono aumentati martedì, spinti dalle forti vendite di titoli di Stato giapponesi e dalle nuove minacce tariffarie del Presidente Trump contro l’Europa. Negli Stati Uniti, il rendimento del Treasury decennale è salito al 4,29%, il livello più alto da agosto.
In Giappone, il rendimento a 40 anni ha superato il 4%, toccando un nuovo massimo storico. Anche in Europa i costi di finanziamento sono aumentati, riflettendo un generale irrigidimento delle condizioni sui mercati obbligazionari.
ZEW IN RIALZO
L’indicatore ZEW del sentiment economico tedesco è balzato a 59,6 a gennaio 2026, il valore più alto da luglio 2021 e ben oltre le attese del mercato. Gli investitori sono ottimisti sul fatto che il 2026 possa rappresentare un punto di svolta per l’economia.
L’accordo commerciale Mercosur, recentemente finalizzato, dovrebbe rafforzare le prospettive dei settori a forte vocazione esportativa, anche se l’incertezza sulla politica commerciale statunitense continua a pesare.
I settori orientati all’export hanno mostrato miglioramenti significativi: la siderurgia e la metallurgia hanno registrato un forte recupero, così come l’ingegneria meccanica.
Anche il settore automobilistico ha migliorato il proprio saldo, pur restando in territorio negativo, mentre l’industria chimica, farmaceutica ed elettrica ha evidenziato progressi rilevanti. La valutazione della situazione economica attuale è migliorata, con l’indice salito a -72,7, meglio delle attese di -75,5.
Saverio Berlinzani, analista ActivTrades
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