
Oggi inizia la settimana delle banche centrali, con Fed e Bce attese entrambe ad un ulteriore rialzo del costo del denaro. Ma mentre per la Fed appare scontato un rialzo di 25 punti base, per la Bce le cose sono diverse e c’è maggiore incertezza tra gli analisti. Qualcuno pensa che il rialzo del costo del denaro sarà di 50 punti base mentre altri avvertono che un’eccessiva stretta monetaria potrebbe danneggiare l’economia tedesca, che sta già rallentando vistosamente. Francia, Italia e Spagna sembrano avere numeri migliori del previsto ma le incognite sul patto di stabilità potrebbero spingere la Bce a rallentare il ritmo di rialzo.
In ogni caso ieri, i mercati azionari americani, gli unici aperti, data la festività in Europa, dopo aver aperto in positivo in seguito alle notizie relative all’acquisto di First Republic da parte di JP Morgan, in serata si sono indeboliti e hanno chiuso in rosso. Stamani troviamo i future leggermente negativi in ragione del quasi certo rialzo dei tassi di interesse da parte della Fed. L’aspetto chiave sarà la conferenza stampa di Jerome Powell e soprattutto il tono che userà rispetto a possibili ulteriori rialzi. Se verranno smentiti e il mercato riterrà di aver raggiunto il pivot dei tassi, potremmo vedere un mercato azionario che riprende quota, altrimenti c’è il pericolo di una discesa anche significativa.
VALUTE
Sui cambi abbiamo assistito ad una seduta contraddittoria. La correlazione dollaro/equity è saltata, con un mercato azionario in ripresa e un dollaro che avrebbe dovuto scendere ed invece ha recuperato terreno soprattutto contro lo yen, con i prezzi ormai a ridosso di 138 ed un EurUsd sotto 1.0980. La ragione sono le aspettative legate al rialzo dei tassi, con lo yen che risente ancora della decisione della Boj di lasciare i tassi invariati la settimana scorsa. Tra i cross segnaliamo la salita di EurJpy che ha violato l’area psicologica di 150 con una possibile accelerazione che, sui grafici di lungo, potrebbero portare i prezzi anche in area 160.
DATI MACRO
Ieri, nel frattempo, sono stati pubblicati i dati sul Pmi manifatturiero americano, salita a 47.1 ad aprile, dal 46.3 di marzo, e sopra al consensus di 46.8. E’ stato comunque il sesto mese consecutivo di contrazione (ossia un dato inferiore ai 50 punti) a causa dei maggiori costi di indebitamento provocati da una politica monetaria restrittiva.
Oggi, c’è interesse per i Pmi manifatturieri in Europa e Uk, nonché i dati sull’inflazione di Eurozona alle 11.00, attesi al 7% nel dato annuale generale e al 5.6% nel dato core. Nel pomeriggio attenzione agli ordini all’industria Usa insieme ai Jolts openings, ovvero il rapporto sulle offerte di lavoro mensili. Entrambi potrebbero muovere i prezzi nell’intraday ma l’attenzione è ormai rivolta alla Fed domani sera.
Buona giornata e buon trading.
Saverio Berlinzani

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