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Attesa decisioni banche centrali

Saverio Berlinzani
April 24, 2023

Attesa decisioni banche centrali


Ricomincia un’altra settimana all’insegna del solito refrain, con i mercati che restano in attesa delle decisioni delle principali banche centrali (i primi di maggio), in una situazione di incertezza generalizzata che colpisce tutte le asset class. Sull’azionario, osservando i listini USA, da diverse settimane c’è un equilibrio precario, con price action ridotte e chiusure giornaliere vicine alle aperture. In buona sostanza non si capisce che direzione prenderanno i mercati, in ragione del fatto che i banchieri centrali non intendono allentare la stretta monetaria, per timore di un’inflazione che non scende ai ritmi desiderati, nonostante un rallentamento economico che potrebbe portare l’occidente in recessione entro qualche settimana e/o ese. 


La ragione principale di questo disinteresse verso una possibile recessione è legata al fatto che sono arrivati, almeno negli Usa, dei dati positivi o migliori del consensus che evidenziano un rallentamento meno importante di quanto ci saremmo potuti aspettare. Di fronte a questo scenario dovremmo assistere ad un calo del mercato azionario, associato ad un aumento dei rendimenti e un dollaro in discesa mentre l’oro, visto come asset rifugio, dovrebbe salire ancora. Ma negli ultimi giorni e/o settimane queste correlazioni intermarket sembrano saltate e la ragione è proprio l’incertezza. Insomma, mancano trend e volatilità. Per quanto andremo avanti in questo modo?


TASSI DI INTERESSE


L’idea che ci siamo fatti è che fino a quando non ci sarà chiarezza sui tassi di interesse rimarremo in una sorta di limbo, con il fuoco che cova sotto la cenere, con conseguenze potenzialmente importante sui mercati. Ma per vedere un crollo dei mercati, cosa dovrebbe accadere? Innanzitutto, dovremmo vedere una discesa degli utili aziendali che, fino ad oggi, non pare esserci se si osservano le trimestrali uscite finora. 


I dati macro dovrebbero poi segnalare un hard landing, situazione che ad oggi non viene minimamente considerata. Qualcuno, tra i banchieri centrali, ammette che potrebbe esserci un soft landing, ma non molto di più. Alcuni analisti sostengono che la Fed vicinissima al pivot sui tassi, mentre per Bce e Boe potrebbero essere necessari ulteriori rialzi per via di un’inflazione europea che è ancora troppo alta e superiore a quella statunitense. Ma, in ogni caso, quasi nessuno sostiene che ci saranno più di due rialzi dei tassi da parte della stessa banca centrale. Solo a quel punto potremo capire cosa accadrà sui mercati. 



VALUTE E DATI MACRO


Per ora le diverse politiche monetarie di Fed e Bce sembra favorire l’euro rispetto al dollaro, con la possibilità, per la moneta unica, di andare all’attacco delle resistenze chiave poste sopra 1.1075-80 e fino a 1.11, il che segnalerebbe un breakout di medio termine con possibili obiettivi sopra 1.15. Ma quanto potrà durare tale divergenza, specialmente alla luce di una possibile recessione che potrebbe riguardare non solo gli Usa ma anche e soprattutto il Vecchio Continente, peraltro molto più esposto alla crisi geopolitica ed economica rispetto agli Usa? Sulle altre divise segnaliamo la forza del Cable mentre il UsdJpy resta in bilico tra un possibile crollo a quota 127, nel caso tornasse il risk off, e un rialzo del dollaro nel caso di risk on, con il delta tasso a spingere al riacquisto di carry trades. 


Nell’ottava entrante segnaliamo l’uscita delle trimestrali di alcuni colossi americani come Microsoft, Facebook, Alphabet, Amazon, Coca Cola, Visa, Boeing e Exxon mobile. Per quel che riguarda i dati macro, attenzione alla prima rilevazione del Pil del primo trimestre Usa, oltre al PCE e ai beni durevoli. Da seguire anche la decisione della Boj sui tassi, il Pil dell’area Euro e l’inflazione per Germania e Australia. Si prospetta quindi una settimana interessante: non ci resta che sederci a tavola e aspettare le portate. Buona settimana e buon trading. 


Saverio Berlinzani


Attesa decisioni banche centrali





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