
Nelle ultime ore il mercato valutario ha confermato ciò che pareva evidente già da qualche sessione ovvero che l’euro si stesse avvicinando alle resistenze di medio termine contro il dollaro, alimentato dalle aspettative di almeno due rialzi del costo del denaro da parte della Bce nei prossimi mesi di maggio e giugno mentre, dall’altra sponda dell’atlantico, la Fed sembra in questo momento leggermente più accomodante nel ciclo di rialzo dei tassi, in virtù di dati macro che evidenziano un chiaro rallentamento della congiuntura.
Anche in Europa c’è un rallentamento ma nel Vecchio Continente l’inflazione rappresenta ancora un problema ancora irrisolto. In questo momento, quindi, la Bce appare più aggressiva nel voler combattere il rialzo dei prezzi. L’euro si avvicina a quindi 1.1080, la cui violazione aprirebbe la strada, nel medio termine, anche al test di 1.15. Solo successivamente, emergeranno le problematiche legate alla crescita, e ciò potrebbe frenarne la salita. Ma non ora.
Anche la sterlina si sta rafforzando, seppure in misura inferiore in termini di guadagni percentuali, con l’area di 1.2550 che rappresenta la resistenza chiave. Siamo leggermente più lontani rispetto alla moneta unica ma sappiamo che la valuta britannica è in grado di recuperare velocemente, essendo spesso più volatile dell’euro. Molto dipenderà dalla tenuta per l’EurGbp dell’area 0.8880-90, con 0.8920 che rappresenta il livello chiave da osservare.
Chi è rimasto indietro in questo recupero contro il dollaro sono le oceaniche e il Cad, che hanno addirittura ceduto qualcosa nel corso delle ultime sedute. AudUsd si trova in una fase laterale a ridosso di 0.6660 ed è sotto pressione dopo i dati poco inflattivi e a causa di aspettative di tassi fermi. Il dollaro neozelandese ha fatto pure peggio, scendendo e trovando una base solo a 0.6120. Anche in questo caso, e nonostante i tassi al 5.25%, dopo i dati deflattivi della settimana scorsa, sembra che la Rbnz sia orientata a mantenere i tassi fermi ai livelli attuali.
Sul fronte dei dati oggi è prevista la pubblicazione dei dati sul mercato immobiliare Usa, insieme al Redbook. Ad accompagnare queste pubblicazioni ci saranno i soliti interventi dei banchieri centrali mentre per le trimestrali è la volta di McDonald’s, Verizon e General Motors.
Buona giornata e buon trading.
Saverio Berlinzani

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