AZIONARIO IN RIPRESA DOPO I DATI USA
La settimana scorsa aspettavamo le decisioni delle banche centrali e i dati sul mercato del lavoro statunitensi per capire cosa attenderci nei mesi a venire ma, a dire la verità, adesso ci sentiamo ancora più confusi di prima. E le ragioni sono legate sia alle correlazioni tra i vari mercati sia alle correlazioni presenti all’interno degli stessi mercati. Ci sono delle ragioni macroeconomiche che confermano questa incertezza, che si riflettono nelle price action dei principali asset, e che sono legate ai dati contrastanti che continuano ad emergere dalle varie economie. Negli Stati Uniti nelle ultime settimane erano emersi dati che confermavano un rallentamento economico e che facevano pensare ad una fine del rialzo del costo del denaro. Tutto ciò era stato anche confermato dalle parole di Jerome Powell nella conferenza stampa successiva alla riunione della Fed. Nei giorni successivi, tuttavia, sono usciti dei dati sul mercato del lavoro privato e pubblico (Adp e Nfp) decisamente migliori delle attese che hanno sorpreso analisti e specialisti del settore. I Nfp, in particolare, hanno evidenziato un aumento di oltre 250 mila posti di lavoro, superando il consensus di 180 mila. Il dato generale sull’occupazione è sceso al 3.4%, il dato migliore degli ultimi 50 anni. Sono saliti anche i salari settimanali, cresciuti dello 0.5%, superiori al consensus di +0.3%. Ma a differenza di qualche settimana orsono quando il mercato azionario, di fronte a delle buone notizie, reagiva con una discesa (per i rinnovati timori di un ulteriore rialzo dei tassi), venerdì il dato positivo ha fatto schizzare le borse al rialzo. E questo recupero dei listini avviene in un momento nel quale aumentano le possibilità di un altro rialzo dei tassi da parte della Fed, che non potrà non tenere conto di questi dati. Il che conferma l’evidente incertezza che regna sui mercati.
VALUTE E DATI MACRO
Sul mercato dei cambi il positivo dato relativo ai Nfp ha innescato un veloce recupero del UsdJpy. L’EurUsd ha invece chiuso dove aveva aperto, ossia in mezzo al guado, sotto le resistenze chiave di 1.1080 ma sopra 1.0960 i minimi visti dopo l’uscita dei Nfp. Il Cable ha terminato sui massimi a 1.2630, con possibilità di salire ancora vero i target posti a 1.2675-85. Sono salite anche le oceaniche, specie AudUsd, che punta decisamente verso la resistenza di 0.6800-10. NzdUsd, che nei giorni precedenti era salito, ha rallentato anche per effetto del recupero di AudNzd tornato sopra 1.0720. In ogni caso resta vicino agli obiettivi di 0.6370-80. La settimana che si apre oggi sarà incentrata sulle notizie relative ai prezzi. Negli Usa l’inflazione dovrebbe aumentare dello 0.4% su base mensile e del 5% su base annua. Anche l’inflazione core è attesa al rialzo dello 0.4% con un tasso annuale al 5.5%. Ma è anche la settimana dei dati relativi ai principali aggregati macro redatti dall’Università del Michigan, insieme ai prezzi alla produzione attesi in rialzo dello 0.3% mese su mese. In Gran Bretagna è attesa la decisione sui tassi, con un possibile rialzo di 25 punti base, con i tassi che saliranno al 4.5%. In Germania c’è attesa per l’inflazione, con un possibile calo, e per la produzione industriale. Attenzione all’inflazione e alla bilancia commerciale in Cina mentre in Giappone usciranno le minute della Boj. Per quel che riguarda le oceaniche ci sarà la fiducia dei consumatori in Australia e quella delle imprese in Nuova Zelanda.
Buon trading e buona settimana.
Saverio Berlinzani

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