
Ancora una volta i dati americani hanno sorpreso investitori e operatori di mercato, entrambi convinti che la congiuntura a stelle e strisce fosse ormai vicino alla recessione. Ed invece i numeri pubblicati ieri relativi agli ordini di beni durevoli hanno evidenziato un’economia che non molla e che costringerà la Fed ad alzare ancora i tassi e, probabilmente anche a proseguire nella stretta monetaria. Gli ordini di beni durevoli sono cresciuti a marzo del 3.2% rispetto ad un consensus di +0.7% e ad un dato precedente negativo a -1%. Il dato core ha mostrato un incremento dello 0.3%, superiore alle aspettative di -0.2% e al dato precedente di -0.1%. Sono salite le domande di mezzi di trasporto, sia per l’aviazione civile, sia per la difesa. È aumentata anche la domanda di computer e di prodotti elettronici.
L’azionario ha reagito scendendo mentre il dollaro, che in mattinata e prima dei dati aveva toccato dei minimi contro euro e sterlina, ha recuperato parte del terreno perduto e ha guadagnato sulle valute oceaniche. La sensazione è che gli investitori siano convinti che l’economia sia destinata a rallentare ed invece sta tenendo, e con lei anche l’inflazione. Ed ecco spiegata la ragione per la quale i banchieri centrali mantengono un approccio conservativo e restrittivo, perché evidentemente sono a conoscenza del fatto che la recessione è ancora lontana.
Sul fronte dei cambi l’euro ha spinto il dollaro a ridosso di 1.11 per poi correggere di 60 pips dai massimi, dopo che l’azionario ha cominciato a scendere, mentre le oceaniche sono rimaste a ridosso dei minimi per l’intera seduta. Oggi la giornata sarà caratterizzata da una mattinata senza grandi market mover mentre nel pomeriggio avremo i dati sulla disoccupazione settimanale americana e soprattutto il Pil USA del primo trimestre, atteso a +1.9% dal 2.6% del dato precedente. Si tratta della prima rilevazione ma è sicuramente un dato importante in attesa della prossima settimana in cui torneranno protagoniste le banche centrali. Buona giornata e buon trading.
Saverio Berlinzani

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