Strategia Dollaro/Yen

Data: 31/01/18 06:30:00 Type: NANSC

Nella giornata di martedì il cambio dollaro/yen ha tentato un recupero ma è stato respinto da quota 109,20. La situazione tecnica rimane quindi negativa (gli indicatori direzionali si trovano ancora in posizione short) e solo il forte ipervenduto di breve termine può impedire un ulteriore cedimento. Un rimbalzo dovrà comunque affrontare un primo ostacolo attorno a 109,70 e una seconda barriera in area 110,30-110,40. Prima di poter iniziare una risalita di una certa consistenza sarà comunque necessaria un’adeguata fase laterale di riaccumulazione. Un nuovo segnale ribassista arriverà dal cedimento di quota 108,30 con target teorici a 108-107,95 prima e attorno a 107,75-107,70 in un secondo momento. (riproduzione riservata)
Gianluca Defendi

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)


Strategia Euro/dollaro

Data: 31/01/18 07:00:00 Type: NANSC|MFTGED

Nella giornata di martedì il cambio euro/dollaro si è appoggiato al sostegno situato in area 1,2340-1,2335 ed è rimbalzato verso 1,2450. La situazione tecnica rimane pertanto costruttiva (i vari indicatori direzionali si trovano ancora in posizione long) ma, prima di poter tentare un nuovo allungo, è probabile una fase laterale di consolidamento. Da un punto di vista grafico, infatti, soltanto il breakout di 1,25 potrebbe fornire un nuovo segnale rialzista, con target teorici a 1,2530-1,2535 prima, a quota 1,2560 poi e in area 1,2590-1,2595 in un secondo momento. Difficile per adesso ipotizzare un’inversione ribassista di tendenza. (Gianluca Defendi)

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)


Strategia Euro/Yen

Data: 31/01/18 07:35:00 Type: NANSC

Nella giornata di martedì il cambio euro/yen ha subito una veloce correzione ed è sceso fino a quota 134,10. La struttura tecnica di breve termine rimane pertanto contrastata: da un punto di vista grafico, tuttavia, soltanto il breakout della resistenza posta a 136,40 potrebbe fornire una chiara dimostrazione di forza. Pericolosa invece una discesa sotto 134,30 in quanto potrebbe innescare un’ulteriore correzione, con un primo target in area 134-133,90. Fondamentale comunque la tenuta del sostegno situato a ridosso di quota 133 in quanto può favorire la costruzione di una solida base accumulativa. (riproduzione riservata)
Gianluca Defendi

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)


Strategia Dax future

Data: 31/01/18 07:45:00 Type: MFANAHP|SPA

Nella seduta di martedì il Dax future (scadenza marzo 2018) ha accusato una veloce correzione intraday, con le quotazioni che sono scese in area 13.190-13.185 punti. La situazione tecnica appare contrastata: prima di poter tentare un allungo sarà necessaria una fase laterale di riaccumulazione. Fondamentale, sotto questo punto di vista, la tenuta del sostegno situato in area 13.130-13.125 punti. Un recupero dovrà affrontare un primo ostacolo a quota 13.440-13.445 e una seconda barriera in area 13.520-13.525 punti.

Anche l’Eurostoxx50 future (scadenza marzo 2018) ha subito una veloce correzione ed sceso fino a quota 3.593 punti. Il quadro tecnico appare contrastato: solo il ritorno sopra 3.650 potrebbe fornire una nuova dimostrazione di forza. Un segnale di debolezza arriverà invece con il cedimento di quota 3.575. (riproduzione riservata)

Gianluca Defendi

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)


Strategia Ftse Mib future

Data: 31/01/18 08:15:00 Type: CHF

È stata una seduta negativa sul mercato azionario italiano che ha subito una rapida correzione e si è portato a ridosso di un’importante area di supporto. Il Ftse Mib future (scadenza marzo 2018), dopo un’apertura in gap-down a 23.685 punti, ha tentato un recupero ma è stato respinto da quota 23.800. I prezzi hanno poi accusato una brusca correzione, innescata dal cedimento del sostegno posto a 23.550 punti, e si sono portati a ridosso di 23.400. La situazione tecnica di breve termine si sta indebolendo: un nuovo segnale rialzista arriverà soltanto con il breakout di quota 23.900. Un’ulteriore discesa avrà invece un primo target in area 23.360-23.350 punti e un secondo obiettivo a quota 23.280-23.260. Da un punto di vista grafico, tuttavia, un segnale ribassista, arriverà soltanto con la rottura del sostegno posto a 23.250 punti. Strategia operativa intraday. Short su rimbalzo verso 23.600-23.610 con target a 23.510-23.500 prima, a quota 23.430 poi e in area 23.370-23.350 successivamente. Stop a 23.710. (riproduzione riservata)

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)


Strategia FtseMib future intraday

Data: 31/01/18 10:10:00 Type: CHF

Mattinata contrastata sul mercato azionario italiano che, dopo la brusca flessione di ieri, prova un difficile recupero. Il Ftse Mib future (scadenza marzo 2018), dopo un’apertura a quota 23.530 punti, ha tentato un rimbalzo ma è stato respinto da quota 23.600. La situazione tecnica di breve termine si sta indebolendo, con diversi indicatori che registrano un rafforzamento della pressione ribassista. Possibile pertanto un’ulteriore discesa, con un primo target in area 23.360-23.350 punti e un secondo obiettivo a quota 23.280-23.260. Da un punto di vista grafico, tuttavia, un segnale ribassista arriverà soltanto con la rottura del sostegno posto a 23.250 punti. Al rialzo, invece, un nuovo segnale long arriverà solo con il breakout di quota 23.900. Strategie operative intraday. Tra i titoli proposti in tabella è scattato solo il segnale short su Mediaset. Lo short su Moncler non è invece scattato per un solo tick. (riproduzione riservata)

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)


Data: 31/01/18 15:45:00 Type: CAL|{CALCE}|MEA|{MSNANA}|{MSNBAN}|{MSNCORP}|{MSNMECO}|SPA

Apertura col segno più per i listini azionari americani dopo il nervosismo che ha caratterizzato la giornata di ieri. Il Dow Jones apre questa metà di settimana in rialzo dello 0,95% a 26.324 punti, in linea con il Nasdaq (+0,66% a 26.324 punti) e l’S&P500 (+0,52% a 2.837 punti). Gli investitori rimangono concentrati sulla conclusione del meeting del Federal Open Market Committee della Fed, con l’ultima apparizione di Janet Yellen. Sebbene non si possano escludere eventuali sorprese, non è previsto un immediato rialzo dei tassi d’interesse, evento invece ritenuto più probabile a marzo.

Ad attirare l’attenzione sono anche i rendimenti in rialzo delle obbligazioni, con il decennale statunitense attualmente al 2,711%. Se da un lato i listini hanno avuto un andamento positivo per gran parte del mese di gennaio, aiutati dalle forza dell’economia, dai buoni risultati delle trimestrali e dalle previsioni positive per il 2018 dovrebbero, dall’altro l’aumento dei rendimenti obbligazionari porta alcuni analisti a pensare che il rischio di una correzione stia salendo. “Quando i mercati si basano su queste valutazioni, diventano molto sensibili a qualsiasi cambiamento delle aspettative, rispetto al contesto positivo del mercato”, afferma Matt Merritt, global head of multiasset strategy di Insight Investment.

Nel frattempo, sul fronte valutario non si sono registrare reazioni significative in seguito al discorso di Trump sullo stato dell’Unione, visto il tono conciliante utilizzato dal presidente, e al momento il cross euro/dollaro prosegue a 1,2451. Gli operatori hanno monitorato l’avvenimento, facendo attenzione alle parole relative al commercio e all’economia globale, ma Trump ha menzionato poco le politiche della sua amministrazione.

Quanto al calendario macroeconomico, la stima Adp sull’occupazione negli Stati Uniti a gennaio, in attesa della pubblicazione del report sul mercato del lavoro prevista per venerdì, ha registrato un aumento dei posti di lavoro nel settore privato pari a 234.000 unità, nettamente al di sopra del consenso a quota 185.000. Si è attestato, invece, in linea alle attese il costo dell’occupazione, salito dello 0,6% su base trimestrale e del 2,6% su base tendenziale nel quartp trimestre.

A dicembre, il numero di compromessi per la vendita di case esistenti negli Stati Uniti è aumentato per il terzo mese consecutivo, rispettando le attese degli analisti. La lettura è salita dello 0,5% a 110,1 punti, il dato migliore dal marzo 2017. Rispetto a un anno prima, l’aumento è stato sempre dello 0,5%. Infine, è calato meno del previsto l’indice Napm di Chicago, che a gennaio si è attestato a 65,7 punti dai 67,8 di dicembre. Gli economisti si aspettavano un ribasso più consistente a 64,1 punti.

Tra i titoli da monitorare oggi, Apple apre in rialzo dello 0,63% nonostante sia indagata dal Dipartimento di Giustizia e dalla Securities and Exchange Commission statunitensi per possibili frodi finanziarie per il rilascio di un aggiornamento che avrebbe rallentato i vecchi modelli di iPhone. Non è ancora chiaro il motivo per cui le autorità federali si stiano concentrando su possibili frodi finanziarie legate a un problema che coinvolge principalmente i consumatori. In questi casi, la Sec potrebbe accusare la società di non aver divulgato tempestivamente informazioni, intaccando il prezzo del titolo.

La produttrice di stampanti e fotocopiatrici statunitense Xerox ha siglato un accordo con la giapponese Fujifilm Holdings in base al quale si andrà a fondere con la joint venture creata 55 anni fa, e in apertura avanza del 5,29%. Gli azionisti di Xerox, secondo fonti vicine al dossier, avranno il controllo di meno della metà della società risultante dal merger, ma riceveranno 2,5 miliardi di dollari di dividendi speciali in contanti e un premio per i loro titoli. Fujifilm, invece, avrà il controllo del 50,1% del nuovo gruppo, che si chiamerà “Fuji Xerox”.

Fox Broadcasting sta concludendo, secondo alcune fonti vicine alle parti, un deal con la National Football League, finalizzato ad acquisire i diritti del pacchetto dei giochi della Thursday Night. In base all’accordo, Fox dovrebbe pagare pià dei 450 milioni di dollari che gli attuali detentori dei diritti, Nbc e Cbs, hanno sborsato per la scorsa stagione. In scia alla notizia, la capogruppo Twenty-First Century Fox apre in ribasso dello 0,4%.

Infine, guardando alla stagione delle trimestrali, il colosso aerospaziale Boeing apre in rialzo del 5,17% dopo aver annunciato un aumento del 67,5% degli utili netti nel 2017 a 8,2 miliardi di dollari, di cui 3,1 miliardi relativi al quarto trimestre (+92%). Nel 2017 Boeing ha consegnato 763 aerei, un risultato che rappresenta un livello record per il gruppo statunitense. Per il 2018 Boeing ha rilasciato previsioni molto ottimiste e stima di consegnare tra gli 810 e gli 815 aerei. I ricavi previsti oscilleranno tra i 96 e e 98 miliardi di dollari, contro i 93,45 miliardi attesi dagli analisti.

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)


Data: 31/01/18 18:00:00 Type: CAL|{CALCI}|ITAANAL|MEA|{MSNANA}|{MSNCORP}|{MSNMECO}|SPA

Torna a salire il Ftse Mib, seppur lievemente, dopo due sedute consecutive caratterizzate dal segno meno e il -1,35% registrato ieri. Il principale listino azionario milanese ha terminato la giornata in rialzo dello 0,11% a 23.507 punti. Poco sotto la parità Francoforte (-0,06%), mentre il Cac di Parigi ha segnato un +0,15%.

Oggi grande attenzione è stata dedicata ai dati sull’inflazione di gennaio riguardanti l’Eurozona. All’interno dell’area euro, secondo la lettura preliminare, l’indice dei prezzi al consumo è cresciuto dell’1,3% a livello annuale, in rallentamento rispetto all’1,4% di dicembre, ma comunque in linea al consenso degli economisti. Quella core preliminare però, sempre nel mese di gennaio, è aumentata dell’1% annuo dallo 0,9% di dicembre, dando qualche segnale di ripresa. Infine, sempre sul fronte macroeconomico, il tasso di disoccupazione dell’Eurozona è rimasto invariato all’8,7% a dicembre, in linea al consenso.

“Un ampio grado di stimolo monetario resta necessario affinché le pressioni inflazionistiche sottostanti continuino a crescere”, ha affermato il membro della Bce, Benoit Coeurè, il quale si aspetta che “i tassi di interesse chiave resteranno sui livelli attuali per un lungo periodo di tempo e ben oltre l’orizzonte” del Qe.

Secondo la senior economist del centro studi di Intesa Sanpaolo, Anna Maria Grimaldi, la “sorpresa” al rialzo dell’inflazione core nella zona euro a gennaio “animerà il dibattito all’interno del consiglio Bce”. “Prevediamo”, ha sottolineato l’esperta, “che lo staff Bce riveda le stime d’inflazione al rialzo a marzo, aprendo la strada a una revisione delle linee guida sugli acquisti ad aprile. Il focus si sposta sempre più sulla guidance sui tassi”.

A Piazza Affari, in luce Italgas (+1,58% a 4,947 euro), che ha perfezionato le acquisizioni dei rami d’azienda di Amalfitana Gas e di AEnergia Reti relativi rispettivamente alle attività di distribuzione del gas naturale in tre ambiti territoriali ricadenti in Campania e Basilicata e alla rete di distribuzione a servizio del Comune di Portopalo di Capopassero (Siracusa). Tra le altre utility,

In progresso Telecom Italia (+0,61% a 0,726 euro) su cui Banca Akros ha confermato il rating accumulate con prezzo obiettivo a 1,12 euro. Il presidente Arnaud de Puyfontaine si è detto “fiducioso di riuscire a chiudere tutte le questioni aperte e di poter quindi avviare una nuova fase nelle relazioni con le istituzioni”, ribadendo la fiducia nell’operato dell’ad Amos Genish.

Nel comparto bancario, Intesa +0,46%, Mediobanca +0,74%, Unicredit +0,36%, Bper +0,82%, Banco Bpm +0,87%. Male, invece, Ubi che ha ceduto l’1,37%. Nel risparmio gestito, in luce Finecobank (+1,01% a 10,01 euro).

Nel settore del lusso, bene Luxottica (+0,08% a 51,8 euro) e Ynap (+0,24% a 37,85 euro), mentre ha chiuso in rosso S.Ferragamo (-1,26% a 22,66 euro), che poco dopo la chiusura dei mercati ha pubblicato i ricavi preliminari del 2017, risultati in calo a 1,393 miliardi di euro (-3,1% a cambi correnti e -1,4% a cambi costanti rispetto all’esercizio 2016).

Sono proseguite le vendite su Leonardo (-3,77% a 9,548 euro) all’indomani della presentazione del nuovo piano industriale al 2022 e del -12% registrato in Borsa. Gli analisti di Banca Akros, che ha confermato sul titolo la raccomandazione buy e il prezzo obiettivo a 14,25 euro, ritiene comunque che le vendite sul titolo siano eccessive.

Fuori dal listino principale si segnala Fincantieri (-1,24% a 1,439 euro). Domani si terrà l’incontro a Roma tra i ministri di Italia e Francia coinvolti nel progetto dell’alleanza sulle navi militari tra la società e Naval Group. L’incontro, come riferisce una nota del ministero della Difesa, si svolgerà presso il Palazzo Esercito e vedrà la presenza dei ministri Pinotti, Padoan e Calenda per l’Italia e, per la Francia, il Ministro della Difesa Florence Parly e il Ministro dell’Economia e delle Finanze Bruno La Maire. Parteciperanno ai lavori anche il Generale di Squadra Aerea Carlo Magrassi, Segretario Generale della Difesa e DNA, Joel Barre Delegato Generale per gli armamenti, Giuseppe Bono (ad di Fincantieri) e Hervè Guillou (ad di Naval Group).

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)