Strategia Dollaro/Yen

Data: 30/11/17 06:10:00 Type: NANSC

Nella giornata di mercoledì il cambio dollaro/yen ha compiuto un veloce recupero ed è risalito fino a quota 112,15. La situazione tecnica rimane ancora precaria, con i vari indicatori direzionali che rimangono in posizione short. Solo il forte ipervenduto di breve termine può impedire un ulteriore cedimento e favorire una pausa di consolidamento. Un ulteriore rimbalzo dovrà affrontare un primo ostacolo attorno a 112,50 e una seconda barriera a quota 112,70. Solo il ritorno sopra quest’ultimo livello potrebbe fornire un segnale di tenuta. Nuovo segnale ribassista di tipo direzionale con il cedimento di quota 110,85. (riproduzione riservata)
Gianluca Defendi

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)


Strategia Euro/Yen

Data: 30/11/17 06:15:00 Type: NANSC

Nella giornata di mercoledì il cambio euro/yen ha compiuto un veloce recupero ed è risalito fino a quota 132,75. La struttura grafica di breve termine rimane ancora contrastata: un ulteriore rimbalzo tecnico dovrà infatti affrontare un primo ostacolo attorno a 133,40-133,45 e una seconda barriera attorno a 133,90. Solo il ritorno sopra quest’ultimo livello potrebbe fornire un segnale di forza. Pericolosa invece una discesa sotto 131,70 anche se, da un punto di vista grafico, sarà soltanto il cedimento del sostegno posto a quota 131,20 a provocare un’inversione ribassista di tendenza. (riproduzione riservata)
Gianluca Defendi

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)


Strategia Euro/dollaro

Data: 30/11/17 07:20:00 Type: NANSC|MFTGED

Nella giornata di mercoledì il cambio euro/dollaro si è appoggiato a quota 1,1818 prima di iniziare un veloce recupero. La situazione tecnica di breve termine rimane ancora costruttiva: prima di poter tentare un nuovo allungo sarà comunque necessaria una fase laterale di consolidamento. Da un punto di vista grafico, infatti, solo il breakout della resistenza posta in area 1,1950-1,1960 potrebbe fornire un nuovo segnale rialzista (con target teorici a 1,1990-1,1995 prima e attorno a 1,2020-1,2025 in un secondo momento). Importante comunque la tenuta del sostegno situato a ridosso di quota 1,18. (Gianluca Defendi)

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)


Strategia Dax future

Data: 30/11/17 07:45:00 Type: MFANAHP|SPA

Nella seduta di mercoledì il Dax future (scadenza dicembre 2017) è stato respinto dalla barriera posta a 13.200 punti e ha accusato una rapida correzione intraday. La struttura tecnica di breve termine rimane ancora pertanto contrastata: solo il breakout di quota 13.200 potrebbe innescare un allungo di una certa consistenza (che dovrà tuttavia affrontare un primo ostacolo in area 13.335-13.350 e una seconda barriera attorno a 13.415-13.425 punti). Da un punto di vista grafico, tuttavia, sarà soltanto una discesa sotto 12.840 a fornire un segnale d’inversione ribassista.

L’Eurostoxx50 future (scadenza dicembre 2017) è salito fino ad un picco intraday di 3.618 punti prima di accusare una rapida correzione. La struttura tecnica rimane ancora contrastata: da un punto di vista grafico, infatti, soltanto il cedimento del sostegno posto in area 3.537-3.535 punti potrebbe provocare un’inversione ribassista di tendenza. Il superamento di 3.618 può invece innescare un veloce balzo in avanti verso la barriera posta a 3.642-3.645 punti. (riproduzione riservata)

Gianluca Defendi

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)


Strategia Ftse Mib future

Data: 30/11/17 08:30:00 Type: CHF

È stata una giornata positiva sul mercato azionario italiano che, sostenuto dal recupero del comparto bancario, ha compiuto un veloce rimbalzo tecnico e si è portato a ridosso di una solida area di resistenza. Il Ftse Mib future (scadenza dicembre 2017), dopo un’apertura a 22.390 punti, è salito fino a quota 22.470 prima di accusare una rapida correzione che ha riportato i prezzi a ridosso di 22.350. Da quest’ultimo livello è poi iniziato un veloce balzo in avanti con il derivato che si è risalito fino a 22.500 punti. Nonostante questo rialzo la struttura tecnica rimane ancora contrastata: da un punto di vista grafico, infatti, soltanto il breakout della barriera posta a 22.600 punti potrebbe fornire un nuovo segnale rialzista (con un primo target attorno a 22.730 e un secondo obiettivo in area 22.850-22.800 punti). Negativa invece una discesa sotto 22.100. Strategia operativa intraday. Short su rimbalzo verso 22.430 con target a 22.330 prima, a 22.270 poi e attorno a 22.210-22.200 successivamente. Stop a 22.510. (riproduzione riservata)

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)


Strategia FtseMib future intraday

Data: 30/11/17 10:25:00 Type: CHF

Mattinata positiva sul mercato azionario italiano che, sostenuto dal recupero del comparto bancario, compie un veloce rimbalzo tecnico e si porta a ridosso di una solida area di resistenza. Il Ftse Mib future (scadenza dicembre 2017), dopo un’apertura a quota 22.330, ha fatto registrare un minimo intraday a 22.315 prima di iniziare una rapida risalita che ha spinto i prezzi oltre i 22.500 punti. Nonostante questo rialzo la situazione tecnica rimane ancora contrastata: da un punto di vista grafico, infatti, soltanto il breakout della barriera posta a 22.600 punti potrebbe fornire un nuovo segnale rialzista (con un primo target attorno a 22.730 e un secondo obiettivo in area 22.850-22.800 punti). Importante comunque la tenuta del sostegno situato a ridosso di 22.300 in quanto può favorire una fase riaccumulativa. Solo una discesa sotto 22.100 potrebbe fornire un segnale negativo. Strategie operative intraday. Nessuno dei titoli proposti in tabella ha fatto scattare il relativo segnale operativo. (riproduzione riservata)

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)


Data: 30/11/17 16:00:00 Type: CAL|{CALCE}|MEA|WORANAL|{MSNANA}|SPA

Dopo la chiusura contrastata registrata ieri, buon inizio di seduta per il Dow Jones (+0,48% a 24.056 punti) e Nasdaq (+0,36% a 6.848 punti) in seguito al rilascio dei dati macroeconomici superiori alle attese. A ottobre, infatti, gli statunitensi hanno continuato a spendere più del previsto grazie soprattutto a redditi aumentati oltre le attese. Secondo quanto riportato dal dipartimento del Commercio americano, le spese per consumi sono salite dello 0,3%, al di sopra delle attese del consenso di 0,2 percentuali. A settembre, rispetto al mese precedente, le spese erano aumentate dello 0,9%. Mentre i redditi personali sono saliti dello 0,4% su base mensile, battendo le stime del consenso che attendeva un rialzo dello 0,3%.

L’attenzione degli investitori continua inoltre a ruotare attorno alle novità riguardanti l’iter della riforma fiscale. Al Senato, alcuni esponenti repubblicani stanno considerando l’eventualità di una modifica alla proposta di riforma tributaria portando l’aliquota dell’imposta sulle imprese dal 35% attuale al 22%, anziché al 20% come nella versione iniziale e nel disegno di legge approvato alla Camera. In questo modo sarebbe possibile liberare fondi per sostenere il credito di imposta per i figli, per introdurre la detrazione delle imposte statali sulle proprietà immobiliari fino a 10.000 dollari (misura prevista anche nel piano approvato dalla Camera) o per altre misure volte a garantire il voto favorevole dei senatori ancora incerti.

“Il voto in aula potrebbe avere luogo già domani ed è estremamente probabile che sia positivo. Come hanno detto diversi senatori, un fallimento non è un’opzione”, hanno affermato gli economisti di Intesa Sanpaolo, precisando tuttavia che “le difficoltà restano concentrate nelle prossime settimane quando le due versioni di riforma di Camera e Senato dovranno essere riconciliate e il Congresso dovrà estendere la legge di spesa in scadenza l’8 dicembre”.

Occhi puntati anche sulla riunione dei paesi produttori di petrolio Opec e non Opec in corso a Vienna. I delegati del Cartello hanno raggiunto un accordo di massima sulla proroga fino al termine del 2018 della manovra di restrizione all’offerta di petrolio con cui da mesi stanno sostenendo i prezzi. La Russia, che non fa parte del Cartello ma che finora ne ha affiancato la strategia, dovrebbe ancora “regolare alcune importanti questioni tecniche” in merito alla sua partecipazione all’iniziativa. I rappresentanti di Mosca e di altri Stati produttori di greggio non allineati sono infatti giunti da poco al vertice dei delegati Opec in corso nella capitale austriaca. In attesa di risvolti ufficiali, il prezzo del Brent sale dello 0,77% a 63,01 dollari al barile mentre il Wti guadagna lo 0,68% a 57,69 dollari al barile.

Tra gli altri dati macroeconomici di oggi, il dato destagionalizzato sulle richieste settimanali di sussidi di disoccupazione è sceso di 2.000 unità a quota 238.000 rispetto alle 240.000 attese dal consenso degli economisti, mentre l’indice Napm di Chicago, basato su un’indagine condotta
sui direttori d’acquisto del settore manifatturiero, è salito a novembre a 63,9 punti dai 66,2 di ottobre.

Tra i singoli titoli, occhio a Nokia (-0,6%) che ha smentito le indiscrezioni sulla possibile acquisizione di Juniper Networks (+2,33%). Ieri la Cnbc aveva parlato di un’offerta che valuterebbe il gruppo americano 16 miliardi di dollari, indiscrezione che aveva fatto volare il titolo del 20% nel dopo mercato. Sebbene Nokia sia associata a telefonini, l’azienda è attiva nelle attrezzature per tlc dal 1880 circa. Dopo che le sue attività di telefonia mobile furono cedute a Microsoft, in un’operazione rivelatasi un flop per il colosso informatico, Nokia si è concentrata sull’Internet delle cose, sui servizi cloud e sulle reti 5G. Lo scorso anno ha acquistato Alcatel-Lucent per 16,6 miliardi di dollari come parte di questa sua trasformazione.

Balzo per Sears Holdings (+10,45%) nonostante abbia proseguito nel terzo trimestre la serie di flessioni delle vendite, con un calo a doppia cifra per le vendite omogenee delle catene Sears e Kmart. Gli analisti ritengono tuttavia incoraggiante la riduzione della perdita netta rispetto a un anno fa (da 748 milioni a 558 milioni di dollari).

Bene Costco (+2,97%) che ha registrato una crescita di oltre il 13% delle vendite trimestrali.

Il produttore di software per le risorse umane Workday lascia sul terreno il 3,32% sulla base di deboli previsioni di crescita degli ordini.

Autodesk prosegue in territorio negativo (-0,53%) in seguito all’annuncio del piano di ristrutturazione e alle previsioni sui ricavi del quarto trimestre inferiori alle stime.

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)