Strategia Euro/Yen

Data: 30/10/17 06:40:00 Type: NANSC

Nella giornata di venerdì il cambio euro/yen ha subito una brusca correzione ed è sceso fino a quota 131,70. Il quadro tecnico di breve termine appare contrastato: da un punto di vista grafico, infatti, soltanto una discesa sotto quota 131,65 potrebbe fornire un segnale ribassista, con target a 131,35-131,30 prima e attorno a quota 131 in un secondo momento. Un rimbalzo dovrà invece affrontare un duro ostacolo in area 133,35-133,50. (riproduzione riservata)
Gianluca Defendi

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)


Strategia FtseMib future

Data: 30/10/17 07:00:00 Type: CHF

E’ stata una giornata decisamente negativa sul mercato azionario italiano che, dopo il veloce spunto rialzista di giovedì, ha subito una rapida correzione, alimentata dalla marcata debolezza del comparto bancario. Il Ftse Mib future (scadenza dicembre 2017), dopo un’apertura in gap-up a 22.870 punti, si è subito indebolito ed è sceso in area 22.700-22.680 prima e fino a quota 22.550 punti in un secondo momento. Nonostante questa flessione la struttura tecnica di breve termine rimane ancora costruttiva: dopo una breve pausa di consolidamento è possibile pertanto un ulteriore allungo con un primo target in area 22.830-22.850 e una seconda proiezione teorica a quota 22.960-22.980 punti. Soltanto una discesa sotto 22.300 potrebbe annullare i recenti progressi e fornire un segnale d’inversione ribassista. Strategia operativa intraday. Long su correzione verso 22.450 con target a 22.550 prima, a 22.650 poi e in area 22.730-22.750 successivamente. Stop a 22.380. (riproduzione riservata)

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)


Strategia Euro/dollaro

Data: 30/10/17 07:10:00 Type: NANSC|MFTGED

Nella giornata di venerdì il cambio euro/dollaro ha subito una nuova flessione ed è sceso in area 1,1575-1,1570. La struttura tecnica rimane precaria, con vari indicatori che registrano un rafforzamento della pressione ribassista (Macd e Parabolic Sar, ad esempio, si sono girati in posizione short). Solo il forte ipvervenduto di brevissimo termine può impedire un ulteriore cedimento (con target a 1,1550 prima e in area 1,1525-1,1520 poi) e favorire un tentativo di recupero verso 1,1670-1,1680 prima e in area 1,1725-1,1730 successivamente. Prima di poter iniziare una risalita di una certa consistenza sarà comunque necessaria un’adeguata fase laterale di riaccumulazione. (Gianluca Defendi)

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)


Strategia Dollaro/Yen

Data: 30/10/17 07:20:00 Type: NANSC

Nella giornata di venerdì il cambio dollaro/yen si è spinto fino a quota 114,45 prima di accusare una veloce correzione intraday che ha riportato le quotazioni a ridosso di 113,60. La struttura tecnica di breve termine rimane costruttiva (i vari indicatori direzionali si trovano ancora in posizione long) ma, da un punto di vista grafico, solo il breakout di 114,45 potrebbe fornire un nuovo segnale rialzista, con un primo target in area 114,70-114,75 e un secondo obiettivo a ridosso di quota 115. Pericolosa una discesa sotto 112,50 anche se un segnale negativo arriverà soltanto con la rottura del supporto posto in area 111,65-111,50. (riproduzione riservata)
Gianluca Defendi

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)


Strategia Dax future

Data: 30/10/17 07:45:00 Type: MFANAHP|SPA

Nella seduta di venerdì il Dax future (scadenza settembre 2017) ha compiuto un nuovo balzo in avanti ed è risalito fino ad un picco di 13.245 punti. Il trend di fondo rimane pertanto positivo: dopo una breve pausa di consolidamento è possibile pertanto un nuovo allungo, con target a 13.280 prima e attorno a 13.300-13.305 successivamente. Un’eventuale correzione troverà invece un valido sostegno in area 13.050-13.030 punti. Soltanto una discesa sotto i 12.900 punti potrebbe provocare un’inversione ribassista di tendenza.

Anche l’Eurostoxx50 future (scadenza settembre 2017) ha compiuto un nuovo spunto rialzista ed è salito fino ad un picco di 3.665 punti. La struttura tecnica di breve termine rimane pertanto positiva: dopo una breve pausa di assestamento al di sopra di quota 3.615 è possibile un nuovo allungo, con un primo target in area 3.673-3.674 e un secondo obiettivo a 3.680-3.682 punti. Solo una discesa sotto i 3.573 punti potrebbe fornire un segnale ribassista. (riproduzione riservata)

Gianluca Defendi

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)


Strategia FtseMib future intraday

Data: 30/10/17 11:00:00 Type: CHF

Mattinata positiva sul mercato azionario italiano che, dopo la rapida correzione di venerdì scorso, prova un nuovo allungo, confermando la tendenza rialzista di breve termine nella quale si trova inserito. Il Ftse Mib future (scadenza dicembre 2017), dopo un’apertura a 22.645, si è appoggiato a quota 22.600 prima di rimbalzare con una certa decisione in area 22.750-22.760. La struttura tecnica di breve termine rimane pertanto costruttiva, con i vari indicatori direzionali che si trovano in posizione long. dopo una breve pausa di consolidamento è possibile pertanto un ulteriore allungo con un primo target in area 22.830-22.850 e una seconda proiezione teorica a quota 22.960-22.980 punti. Soltanto una discesa sotto 22.300 potrebbe annullare i recenti progressi e fornire un segnale d’inversione ribassista. Strategie operative intraday. Nessuno dei titoli proposti in tabella ha fatto scattare il relativo segnale operativo. (riproduzione riservata)

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)


Data: 30/10/17 15:40:00 Type: CAL|MEA|WORANAL|SPA

Apertura in leggero ribasso per il Dow Jones (-0,13%) nella prima seduta di una settimana che si preannuncia piuttosto intensa: è previsto infatti un ricco calendario di appuntamenti sia a livello macroeconomico, con la pubblicazione dei dati sul mercato statunitense del lavoro prevista per venerdì, sia sul fronte delle banche centrali, in quanto si riuniranno il Federal Open Market Committee, la Bank of England e la Bank of Japan.

Apre invece in leggero rialzo il Nasdaq, a +0,18%. Il sentiment degli investitori continua a ruotare attorno alla stagione delle trimestrali: in particolare, grande attenzione per Apple e Facebook, che questa settimana pubblicheranno i rispettivi risultati intermedi.

Sul fronte obbligazionario, il rendimento del Treasury biennale è in lieve calo all’1,584% e quello del decennale al 2,387%.

Per quanto riguarda il capitolo Federal Reserve, una fonte a conoscenza dei fatti avrebbe riferito al Wall Street Journal  che il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, potrebbe porre al vertice della banca centrale Jerome Powell, attuale membro del board.

Piuttosto corposa l’agenda degli appuntamenti coi dati macroeconomici: le spese personali per consumi negli Usa sono aumentate dell’1% a livello mensile a settembre, superando il consenso degli economisti (+0,7%), mentre quelle di agosto sono state confermate al +0,1% mese su mese. Il deflatore dei consumi, ovvero l’indice prezzi spese consumi personali, è aumentato dello 0,4% mese su mese e dell’1,6% anno su anno, sostanzialmente in linea con le attese degli analisti. La componente core, sempre a settembre, è cresciuta dello 0,1% mese su mese e dell’1,3% anno su anno, leggermente al di sotto del consenso su base mensile (che prevedeva un rialzo dello 0,2% mese su mese). Infine i redditi personali sono saliti dello 0,4%, come atteso, mentre quelli di agosto sono stati confermati al +0,2%.

Tra i singoli titoli, General Motors in calo del 2,23% (dopo aver ceduto 2% nel pre-mercato) in seguito alla valutazione di Goldman Sachs che ha ridotto la raccomandazione sul titolo da neutral a sell.

Scivola anche Merck (-4,7%) dopo che il management dell’azienda ha comunicato che ritirerà la richiesta per l’uso in Europa dell’immunoterapia Keytruda per la lotta al cancro.

Apertura decisamente negativa anche per Amd, che perde il 5,32% dopo che Morgan Stanley ha ridotto il rating sul titolo da “equalweight”  a “underweight”.

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)


Data: 30/10/17 18:20:00 Type: CAL|MEA|SPA|EURANAL|ITAANAL|WORANAL|{MSNANA}

Apertura in positivo per il Ftse Mib (+0,39%), seppur poco mosso, nella prima seduta di una settimana in cui il sentiment degli investitori è proiettato alla ricca di agenda di appuntamenti previsti per i prossimi giorni: sono attese infatti le riunioni del Federal Open Market Committee, della Bank of England e della Bank of Japan, mentre sul fronte macroeconomico, oltre ai dati odierni, è prevista la lettura dei dati sul mercato statunitense del lavoro.

In Italia giornata positiva per il primo collocamento di titoli di Stato a medio-lungo termine dopo la revisione al rialzo del rating sovrano italiano da parte di Standard & Poor’s. Il Tesoro ha collocato tutti i 5 miliardi di Btp offerti a rendimenti in deciso ribasso, piazzando 2,5 miliardi di titoli a 5 anni a un tasso pari allo 0,58%, rispetto allo 0,83% dell’asta di settembre, e 2,5 miliardi di Btp a 10 anni all’1,86% (dal 2,19% del mese scorso).

Nel frattempo, sul mercato secondario, lo spread tra Btp e Bund è sceso sotto la soglia dei 150 punti per la prima volta dallo scorso dicembre. Il mercato obbligazionario e le aste odierne hanno beneficiato di due fattori: da una parte, l’effetto positivo delle parole del presidente della Bce, Mario Draghi, che di fatto ha mantenuto aperto il Qe, e dall’altra il giudizio di S&P che, venerdì scorso ha alzato il rating per l’Italia a BBB, promuovendo l’Italia dopo 15 anni.

Quanto alla Bce, per gli analisti di Goldman Sachs, Francoforte non aumenterà i tassi d’interesse prima della seconda metà del 2019. Per gli esperti, il costo del denaro “resterà basso per un periodo di tempo prolungato, e ben oltre la fine degli acquisti” previsti dal Quantitative easing.

Dal lato macroeconomico, giornata particolarmente ricca di appuntamenti: la Direzione generale per gli Affari economico finanziari della Commissione europea ha reso noto il valore dell’indice di fiducia economica nei Paesi dell’Eurozona, attestatosi a ottobre a 114 punti, in aumento rispetto ai 113,1 di settembre e lievemente al di sopra delle attese degli economisti (113,3). L’indice di fiducia relativo alle imprese è salito a 7,9 punti da quota 6,7 di settembre, poco oltre le aspettative del consenso che avevano previsto un rialzo di 7 punti, mentre l’indicatore del settore servizi si è attestato a 16,2 punti, anch’esso in aumento rispetto al mese precedente a 15,4 e sopra le attese a 15 punti.

In Germania, l’indice dei prezzi al consumo preliminare tedesco è rimasto invariato su base mensile ed è cresciuto dell’1,6% a livello annuale nel mese di ottobre. I dati si sono rivelati inferiori al consenso degli economisti che si aspettavano un incremento dello 0,1% mese su mese e dell’1,7% annuo. A settembre l’inflazione era salita dello 0,1% su base mensile e dell’1,8% annuo. A ottobre, l’indice preliminare dei prezzi al consumo armonizzato è sceso dello 0,1% mese su mese ed è salito dell’1,5% su base annua, anche in questo caso sotto al consenso (+0,1% mese su mese e +1,7% anno su anno).

Secondo Tuuli Koivu, analista di Nordea, “Il dato sull’inflazione tedesca di ottobre è stato deludente, e ciò potrebbe implicare un calo dell’indice dell’Eurozona. Il dato è sicuramente a favore della continuazione della politica monetaria accomodante”.

Carsten Brzeski, economista di Ing, commentando il calo fatto registrato nell’indice dei prezzi al consumo armonizzato della Germania, ha affermato: “I dati odierni sull’inflazione tedesca giustificano le recenti decisioni di politica monetaria della Banca centrale europea. Finché l’economia modello dell’Eurozona, nonché la più avanzata dell’attuale ciclo economico, non mostrerà segnali di una spinta inflazionistica in accelerazione, la Bce starà estremamente comoda nel suo tapering da colomba”.

Negli Stati Uniti, le spese personali per consumi negli Usa sono aumentate dell’1% a livello mensile a settembre, superando il consenso degli economisti (+0,7%), mentre quelle di agosto sono state confermate al +0,1% mese su mese. Il deflatore dei consumi, ovvero l’indice dei prezzi dei beni per consumi personali, è aumentato dello 0,4% mese su mese e dell’1,6% anno su anno, sostanzialmente in linea con le attese degli analisti.

La componente core, sempre a settembre, è cresciuta dello 0,1% mese su mese e dell’1,3% anno su anno, leggermente al di sotto del consenso su base mensile (che prevedeva un rialzo dello 0,2% mese su mese). Infine i redditi personali sono saliti dello 0,4%, come atteso, mentre quelli di agosto sono stati confermati al +0,2%.

Tra i singoli titoli di Piazza Affari, molto bene Saipem (+4,6% a 3,592 euro) che secondo un analista ha amplificato il movimento positivo del settore.

Stm (+2,26% a 20,36 euro) ha continuato a beneficiare dei risultati del terzo trimestre 2017 pubblicati giovedì, conti superiori alle attese.

Ferrari +1,1% dopo la presentazione della FXX-K Evo, la versione aggiornata della vettura da competizione destinata ai clienti.

Su Fca (+0,68% a 14,84 euro) Banca Imi ha ribadito il giudizio add e ha alzato il target price a 16,9 da 12,3 euro. Gli esperti vedono ancora del potenziale di rialzo per il titolo dopo i risultati trimestrali.

Tra i titoli del comparto bancario,  Mediobanca +1,01%, Bper +0,53%, Banco Bpm -0,07%, Intesa Sanpaolo -0,14%, Ubi B. -0,84%, Unicredit -1,18% e B.Mps -1,35%.

Male Italgas (-2,52% a 5,03 euro) che ha visto delle prese di profitto dopo la buona performance dell’ultimo periodo.

Technogym ha guadagnato il 4,08% grazie all’incremento del target price da parte di Kepler Cheuvreux da 7 a 7,7 euro (rating hold). Gli analisti hanno migliorato le stime di eps del 2% sul 2017 e del 5,8% sul 2018.

A Wall Street, Dow Jones e Nasdaq proseguono la seduta all’insegna del segno meno, rispettivamente a -0,29% e -0,12%. Sullo sfondo resta la questione Fed: è atteso per giovedì l’annuncio da parte di Donald Trump del prossimo governatore della banca centrale statunitense. Jerome Powell, dal 2012 membro del board della banca centrale Usa, è considerato il candidato numero uno, in quanto si ritene che manterrà lo status quo in termini di politica monetaria.

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)