Strategia Dollaro/Yen

Data: 28/11/17 06:30:00 Type: NANSC

Nella giornata di lunedì il cambio dollaro/yen ha subito una nuova flessione ed è sceso sotto quota 111. La situazione tecnica rimane pertanto precaria, con i vari indicatori direzionali che rimangono in posizione short. Solo il forte ipervenduto di breve termine può impedire un ulteriore cedimento che avrà un primo target attorno a 110,60 e un secondo obiettivo in area 110,35-110,30. Un rimbalzo dovrà invece affrontare un primo ostacolo attorno a 112,20 e una seconda barriera a quota 112,50. Solo il ritorno sopra 112,70 potrebbe fornire un segnale di tenuta. (riproduzione riservata)
Gianluca Defendi

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)


Strategia Dax future

Data: 28/11/17 06:45:00 Type: MFANAHP|SPA

Nella seduta di lunedì il Dax future (scadenza dicembre 2017) ha subito una veloce correzione intraday ed è sceso verso i 12.990 punti. La struttura tecnica di breve termine rimane ancora pertanto contrastata: una nuova dimostrazione di forza arriverà soltanto con superamento di 13.200 (anche se un allungo dovrà comunque affrontare un primo ostacolo in area 13.335-13.350 e una seconda barriera attorno a 13.415-13.425 punti). Da un punto di vista grafico, tuttavia, soltanto una discesa sotto 12.840 potrebbe fornire un segnale d’inversione ribassista.

Anche l’Eurostoxx50 future (scadenza dicembre 2017) ha subito una rapida correzione ed è sceso in area 3.565-3.562 punti. La struttura tecnica rimane ancora contrastata: un segnale negativo arriverà soltanto con il cedimento del sostegno posto in area 3.537-3.535 punti. Positivo invece il ritorno sopra i 3.600 punti anche se un allungo dovrà affrontare un primo ostacolo in area 3.615-3.618 e una seconda barriera a quota 3.642-3.645 punti. (riproduzione riservata)

Gianluca Defendi

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)


Strategia Euro/Yen

Data: 28/11/17 06:55:00 Type: NANSC

Nella giornata di lunedì il cambio euro/yen ha subito una veloce correzione e si è portato a ridosso di quota 132. La struttura grafica di breve termine rimane ancora contrastata: pericolosa una discesa sotto 131,80 anche se, da un punto di vista grafico, sarà soltanto una discesa sotto 131,20 a provocare un’inversione ribassista di tendenza. Un allungo dovrà invece affrontare un primo ostacolo attorno a 133,40-133,45 e una seconda barriera attorno a 133,90. (riproduzione riservata)
Gianluca Defendi

 

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)


Strategia Euro/dollaro

Data: 28/11/17 07:05:00 Type: NANSC|MFTGED

Nella giornata di lunedì il cambio euro/dollaro è salito fino a quota 1,1960 prima di accusare una veloce correzione. La situazione tecnica di breve termine rimane comunque costruttiva, con diversi indicatori che registrano un rafforzamento della pressione rialzista (Macd e Parabolic Sar, ad esempio, si sono girati in posizione long). Prima di nuovo allungo, che avrà un primo target in area 1,1990-1,1995, è comunque probabile una fisiologica pausa di consolidamento. Un’eventuale correzione troverà infatti un primo sostegno in area 1,1850-1,1840 e un secondo supporto a quota 1,18. (Gianluca Defendi)

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)


Strategia Ftse Mib future

Data: 28/11/17 08:30:00 Type: CHF

È stata una giornata negativa sul mercato azionario italiano che è stato respinto da una solida area di resistenza e ha accusato una brusca correzione intraday. Il Ftse Mib future (scadenza dicembre 2017), Il Ftse Mib future (scadenza dicembre 2017), dopo un’apertura a 22.375 punti, si è appoggiato a quota 22.300 prima di rimbalzare verso 22.500. Il mancato superamento di quest’ultimo livello ha innescare una rapida flessione, con i prezzi che sono scesi in area 22.200-22.185. La situazione tecnica rimane pertanto contrastata: prima di poter tentare un nuovo allungo sarà pertanto necessaria un’adeguata fase laterale di riaccumulazione. Soltanto il breakout della barriera posta a 22.600 punti potrebbe fornire un nuovo segnale rialzista. Un’ulteriore correzione troverà invece un primo sostegno in area 22.130-22.100 e un secondo supporto a ridosso dei 22.000 punti. Strategia operativa intraday. Short su rimbalzo verso 22.390 con target a 22.300-22.290 prima, a 22.210-22.200 poi e attorno a 22.130 successivamente. Stop a 22.500.  (riproduzione riservata)

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)


Strategia FtseMib future intraday

Data: 28/11/17 10:20:00 Type: CHF

Mattinata positiva sul mercato azionario italiano che prova un recupero ma non riesce a rimbalzare con decisione e rimane al di sotto di una solida area di resistenza. Il Ftse Mib future (scadenza dicembre 2017), dopo un’apertura a quota 22.200, è sceso fino ad un minimo intraday a 22.185 punti prima di risalire verso i 22.300 punti. La situazione tecnica rimane pertanto contrastata: prima di poter tentare un nuovo allungo sarà pertanto necessaria un’adeguata fase laterale di riaccumulazione. Da un punto di vista grafico, infatti, soltanto il breakout della barriera posta a 22.600 punti potrebbe fornire un nuovo segnale rialzista. Un’ulteriore correzione troverà invece un primo sostegno in area 22.130-22.100 e un secondo supporto a ridosso dei 22.000 punti. Pericolosa invece una discesa sotto 21.940. Strategie operative intraday. Tra i titoli proposti in tabella è scattato il segnale short su Luxottica. Stm si trova invece a ridosso del livello d’ingresso short a 20,48 euro. (riproduzione riservata)

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)


Data: 28/11/17 18:05:00 Type: CAL|{CALCI}|MEA|{MSNANA}|{MSNCORP}|SPA

Piazza Affari ha terminato la seduta in rialzo dello 0,52% a 22.291 punti sospinta dall’ottimismo di Wall Street nel giorno del primo discorso di Jerome Powell, designato da Donald Trump alla guida della Fed, che ha confermato l’ipotesi di un aumento dei tassi a dicembre alla presenza della commissione Bancaria del Senato statunitense. L’entusiasmo ha contagiato di riflesso anche le altre principali piazze europee: Parigi ha guadagnato lo 0,63%, Francoforte lo 0,44% e Londra l’ 1,06%.

Nel corso del suo intervento, Powell ha dichiarato che nel complesso “la politica ultra accomodante, ovvero i bassi tassi di interesse, ha aiutato l’economia americana”, ma un livello del costo del denaro così basso “non è più appropriato”, tanto più che “sono stati un peso per quelli che investivano nel reddito fisso”. Per questo, secondo il prossimo numero uno della Fed, “bisogna continuare con la progressiva normalizzazione dei tassi”.

Tra i tanti temi toccati, Powell ha dichiarato inoltre che il budget della Federal Reserve, attualmente superiore a 4.500 miliardi di dollari a causa delle misure di emergenza varate durante la crisi, “dovrebbe essere significativamente più basso”. E, anche se è presto per dire a quanto dovrebbe ammontare, “si può dire che una dimensione appropriata sarebbe tra 2.500 e 3.000 miliardi”. Secondo il successore di Janet Yellen, che si è impegnato a proseguire con un graduale aumento dei tassi di interesse, come aveva anticipato nella testimonianza iniziale diffusa ieri, “serviranno tre o quattro anni per riportare il bilancio della Fed a valori accettabili”.

Tuttavia, si è detto preoccupato “della sostenibilità finanziaria nel lungo periodo”. Nel suo intervento di fronte alla commissione bancaria del Senato Usa, il banchiere ha evitato di esprimersi riguardo alla proposta di riforma fiscale voluta dai repubblicani e non ha risposto alle domande sugli effetti di tale proposta sull’economia.

Sul fronte interno, l’Ocse ha rivisto ancora al rialzo le stime di crescita del prodotto interno lordo dell’Italia portandole all’1,6% nel 2017 e all’1,5% nel 2018. È quanto ha sottolineato l’Economic Outlook dell’organizzazione, aggiungendo che il pil per il 2019 dovrebbe attestarsi all’1,3%. Nell’interim outlook dello scorso settembre il dato era visto a +1,4% nel 2017 e a +1,2% nel 2018 a fronte dell’1% e dello 0,8% stimati nell’Economic Outlook di giugno.

Le cifre fornite oggi appaiono superiori a quelle indicate dalla Commissione Ue nelle sue recenti previsioni autunnali: +1,5% sul 2017, +1,3% sul 2018 e +1% nel 2019. “Le indagini su manifatturiero, servizi e il rafforzamento del clima di fiducia segnalano una robusta attività economica nel breve termine”, ha affermato l’Ocse nel capitolo dedicato alla Penisola. “Sta crescendo la quota di imprese che prepara investimenti per i mesi a venire”. Sul tasso di disoccupazione è attesa una limatura all’11,2% quest’anno e poi al 10,5% nel 2018 e al 10,1% nel 2019.

Tra gli altri appuntamenti sul fronte macroeconomico, i prezzi delle importazioni tedesche sono cresciuti del 2,6% a livello annuale a ottobre dopo il +3% di settembre e il +2,1% di agosto. Su base mensile il dato salito dello 0,6%. Sempre in Germania, la fiducia dei consumatori tedeschi dovrebbe restare invariata a dicembre, con l’economia del Paese attesa in accelerazione nonostante la persistente incertezza politica. Nel dettaglio, per gli esperti di Gfk il dato dovrebbe restare a quota 10,7 punti, interrompendo una striscia di due cali consecutivi nei mesi precedenti. La lettura è leggermente inferiore al consenso degli economisti, che si aspettavano un indice in aumento a 10,8.

Mentre negli Stati Uniti l’indice S&P/Case-Shiller dei prezzi delle case nelle 20 maggiori cittá degli Usa è salito dello 0,4% a livello mensile a settembre, mostrando un progresso del 6,2% a livello tendenziale; infine, le vendite al dettaglio delle catene nazionali Usa nella quarta settimana di novembre sono scese delle 0,2% a livello mensile. Lo ha rilevato il Redbook Research Index, da cui emerge che, rispetto all’analogo periodo dello scorso anno, le vendite sono invece cresciute del 3,5%

Tra i titoli di piazza Affari, acquisti su Mediaset (+2,16% a 3,218 euro). Un analista ha fatto notare che la controllata Mediaset Espana ha guadagnato il 5% circa dopo l’upgrade di Ubs a buy e ha sottolineato la fiducia che il gruppo di recente ha mostrato sull’andamento della raccolta pubblicitaria. Resta inoltre l’attesa per il possibile accordo con Vivendi su Premium.

In luce anche Enel (+1,5% a 5,405 euro). Banca Imi ha alzato il prezzo obiettivo sul titolo da 5,8 a 6,2 euro, confermando la raccomandazione add. Gli analisti parlano di una strategia e di un dividendo solidi. Hsbc ha poi incrementato il prezzo obiettivo da 5,4 a 5,8 euro, confermando la raccomandazione buy.

Bene anche Italgas (+2,55% a 5,23 euro) dopo che Goldman Sachs ha alzato il target price da 4,8 a 5,3 euro (rating mantenuto a neutral) puntando sul fatto che il gruppo guidato da Paolo Gallo batterà il consensus sul taglio dei costi. In secondo luogo la banca d’affari si aspetta profitti più alti del previsto per il 2018 e anche che Italgas riesca a sopperire con l’M&A a potenziali ritardi nelle gare gas. In particolare, il cambio del prezzo obiettivo è legato a un aumento delle stime di Goldman di +8-9% in termini di ebitda e fino a +15% in termini utile per azione. L’anno prossimo il mol di Italgas è stimato a 816,6 milioni (dai precedenti 758,5 milioni e dai 750 previsti per fine 2017) con un utile per azione che passa da 0,37 a 0,38 euro. “Il gruppo tratta a un premio del 31% sulla Rab 2017 in termini di Enterprise Value, cosa che nella nostra view già riflette il suo potenziale di crescita”, hanno concluso gli analisti di Goldman.

Nel complesso, positivo il comparto bancario: Banco Bpm +1,38%, Mediobanca +1,18%, Unicredit +0,89%, Intesa Sanpaolo +0,36%, Bper +0,28% e Ubi B. -0,1%.

Bene anche Prysmian (+0,94% a 28,06 euro). Natixis ha avviato la copertura sul titolo con rating neutral e prezzo obiettivo a 30 euro notando che la performance dell’azione conferma la ripresa congiunturale, grazie al miglioramento macro.

Sul resto del listino, in luce Landi R. (+9,13% a 1,745 euro) con gli analisti che hanno apprezzato l’accordo per il progetto di aggregazione della controllata Safe con la societá Clean Energy Compression, controllata dall’americana Clean Energy Fuels Corp. Gli analisti hanno apprezzato l’accordo: Banca Akros ha alzato il prezzo obiettivo di Landi R. a 1,25 da 1,1 euro (neutral), mentre Equita Sim a 1,35 da 1,25 euro (hold).

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)