Strategia Dax future

Data: 28/02/18 07:15:00 Type: MFANAHP|SPA

Nella seduta di martedì il Dax future (scadenza marzo 2018) è stato respinto dalla barriera posta a 12.600 punti e ha accusato una rapida correzione. La situazione tecnica rimane di breve termine appare contrastata: da un punto di vista grafico, infatti, solo il breakout di quota 12.650 potrebbe fornire una chiara dimostrazione di forza. Un’eventuale flessione troverà invece un valido sostegno in area 12.275-12.2650 punti. Una discesa sotto questa fornirà un pericoloso segnale ribassista.

Anche l’Eurostoxx50 future (scadenza marzo 2018) ha subito una rapida correzione è sceso sotto i 3.450 punti. La situazione tecnica di breve periodo appare contrastata: da un punto di vista grafico, infatti, soltanto una discesa sotto 3.390 potrebbe provocare un’inversione ribassista di tendenza. (riproduzione riservata)
Gianluca Defendi

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)


Strategia Ftse Mib future

Data: 28/02/18 08:30:00 Type: CHF

È stata una giornata contrastata sul mercato azionario italiano che ha tentato un allungo ma è rimasto al di sotto di una solida area di resistenza. Il Ftse Mib future (scadenza marzo 2018), dopo un’apertura a quota 22.750, è sceso in area 22.630-22.625 prima di rimbalzare verso 22.850. Sul finale di giornata il mercato ha poi accusato una brusca correzione che ha riportato i prezzi attorno a 22.700. La situazione tecnica rimane pertanto contrastata: positivo infatti il superamento di quota 22.870 anche se, da un punto di vista grafico, sarà soltanto il breakout della barriera, grafica e psicologica, dei 23.000 punti a fornire una chiara dimostrazione di forza. Pericolosa invece una discesa sotto 22.380 in quanto può innescare una rapida correzione verso il sostegno situato in area 22.270-22.250 punti. Negativo solo il cedimento di questa zona potrebbe. Strategia operativa intraday. Short su rimbalzo verso 22.670-22.680 con target a 22.580-22.570 prima, a 22.520-22.510 poi e in area 22.460-22.440 successivamente. Stop a 22.780. (riproduzione riservata)

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)


Strategia Euro/Yen

Data: 28/02/18 10:00:00 Type: NANSC

Nella giornata di martedì il cambio euro/yen (EUR/YEN) ha subito una veloce correzione ed è sceso in area 131,35-131,30. La struttura tecnica di breve termine rimane precaria: prima di poter iniziare una risalita di una consistenza sarà pertanto necessaria una fase laterale di riaccumulazione. Una dimostrazione di forza arriverà con il ritorno sopra 133,30. Un rimbalzo dovrà comunque affrontare un primo ostacolo a quota 133,80 e una seconda barriera a 134,80-134,90. Un nuovo e pericoloso segnale ribassista arriverà invece con il cedimento di quota 130,95. (riproduzione riservata)
Gianluca Defendi

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)


Strategia Dollaro/Yen

Data: 28/02/18 10:05:00 Type: NANSC

Nella giornata di martedì il cambio dollaro/yen (USD/YEN) ha compiuto un veloce recupero e si è portato a ridosso di quota 107,70. La situazione tecnica sta lentamente migliorando, con alcuni indicatori che registrano un rafforzamento della pressione rialzista. Dopo una breve pausa di consolidamento è possibile pertanto un ulteriore allungo verso 108,30 prima e attorno a 108,70-108,80 in un secondo momento. Pericolosa una discesa sotto 106 anche se, da un punto di vista grafico, sarà soltanto il cedimento di 105,50 a fornire un segnale ribassista. (riproduzione riservata)
Gianluca Defendi

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)


Strategia Euro/dollaro

Data: 28/02/18 10:20:00 Type: NANSC|MFTGED

Nella giornata di martedì il cambio euro/dollaro (EUR/USD) ha accusato una veloce correzione, con le quotazioni che sono scese in area 1,2225-1,2220. La situazione tecnica di breve termine rimane ancora contrastata: pericolosa tuttavia una discesa sotto 1,22 anche se, da un punto di vista grafico, sarà soltanto il cedimento di quota 1,2165 a provocare un’inversione ribassista di tendenza. Positivo il ritorno sopra 1,2350 anche se un nuovo segnale rialzista arriverà soltanto con il breakout della barriera posta a quota 1,2560. (Gianluca Defendi)

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)


Strategia FtseMib future intraday

Data: 28/02/18 10:35:00 Type: CHF

Mattinata contrastata sul mercato azionario italiano che consolida attorno alla parità senza fornire particolari spunti operativi. Il Ftse Mib future (scadenza marzo 2018), è infatti sceso fino a 22.590 punti prima di iniziare un veloce recupero intraday che ha spinto i prezzi a ridosso di 22.750. La situazione tecnica rimane ancora contrastata: positivo il superamento di 22.870 anche se, da un punto di vista grafico, sarà soltanto il breakout della barriera, grafica e psicologica, dei 23.000 punti a fornire una chiara dimostrazione di forza. Pericolosa invece una discesa sotto 22.380 in quanto può innescare una rapida correzione verso il successivo sostegno grafico situato in area 22.270-22.250 punti. Solo il cedimento di questa zona potrebbe provocare un’inversione ribassista di tendenza. Strategie operative intraday. Nessuno dei titoli proposti in tabella ha fatto scattare il relativo segnale operativo. (riproduzione riservata)

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)


Data: 28/02/18 15:45:00 Type: CAL|{CALCE}|MEA|WORANAL|{MSNANA}|{MSNBAN}|{MSNCORP}|{MSNMECO}|SPA

Wall Street tira il fiato all’indomani dei timori scatenati dall’atteggiamento considerato più “falco” del previsto da parte del neo-governatore della Federal Reserve, Jerome Powell, in occasione della sua prima audizione di fronte al Congresso. L’indice Dow Jones avanza dello 0,34% a 25.495 punti, l’S&P500 guadagna lo 0,24% a 2.750 punti e il Nasdaq segna un +0,31% a 7.353 punti.

Il governatore della Banca centrale, infatti, pur ribadendo l’orientamento verso un graduale rialzo dei tassi di interesse, ha contestualmente fornito una panoramica sull’economia statunitense più forte rispetto a quanto era stato previsto lo scorso dicembre, motivo che ha portato i mercati ad ipotizzare un atteggiamento più aggressivo in termini di politica monetaria da parte della Fed. “Quando gli è stata posta la domanda da un milione di dollari su tre o quattro rialzi dei tassi di interesse” nel 2018, il banchiere “è stato rapido a evidenziare i miglioramenti nell’economia e il suo ottimismo sul fatto che l’inflazione raggiungerà l’obiettivo del 2%”, ha commentato Jasper Lawler, head of research di London Capital Group. “Una risposta che può essere descritta come da falco, che per molti ha segnalato quattro aumenti del costo del denaro potrebbe essere una possibilità”. Secondo l’esperto, “i commenti di Powell hanno scatenato” nell’immediato “un’ondata di ansia”, nonostante poi nella notte i rendimenti dei Treasury siano tornati a scendere. Ciò “potrebbe suggerire che gli operatori si stanno, lentamente, rilassando sulla prospettiva di un ulteriore inasprimento della Fed”.

Un discorso, quello di Powell, che ha portato il tasso di cambio tra euro e dollaro a toccare i minimi da quasi 7 settimane, dando un’ulteriore spinta al biglietto verde. Il cross prosegue infatti poco sopra quota 1,22 a 1,2217, mentre il Wsj Dollar Index, che confronta il dollaro con altre 16 valute, prosegue in rialzo dello 0,07% a 84,09 punti. Mentre nel comparto obbligazionario, il rendimento del Treasury decennale tratta poco mosso al 2,882%, rimanendo comunque intorno ai massimi da quattro anni.

Sul fronte macroeconomico, a occupare il centro della scena è il dato definitivo sul Pil statunitense del quarto trimestre. La crescita economica si è rivelata leggermente più debole rispetto a quanto inizialmente stimato, pari al 2,5% contro il 2,6% della stima preliminare. Una lettura, comunque, in linea con le attese degli analisti. Mentre nella settimana al 23 febbraio l’indice che misura il volume delle richieste di mutui negli Stati Uniti si è attestato a 382,9 punti, in rialzo del 2,7% rispetto ai 372,9 punti della settimana precedente. 

Inoltre, l’indice Napm di Chicago, basato su un’indagine condotta sui direttori d’acquisto del settore manifatturiero, è calato a febbraio a 61,9 punti dai 65,7 di gennaio, secondo quanto reso noto dalla National Association of Purchasing Management (Napm) di Chicago. Il dato ha deluso il consenso degli economisti, che si aspettavano un ribasso più contenuto a 64 punti.

Quanto ai titoli da monitorare oggi, Amazon sale dello 0,83% dopo aver acquisito Ring, produttore di videocitofoni, per circa 1 miliardo di dollari, nel tentativo di consolidare la sua influenza nel segmento della home security, secondo quanto riferito da alcune fonti vicino alle parti. L’acquisizione, che dovrebbe essere la seconda per dimensioni dopo quella da 13,5 miliardi di dollari di Whole Foods, conferma il desiderio di Amazon di diventare sempre più dominante nel segmento dei dispositivi per “smart home”.

In rialzo anche Monsanto (+0,55%), con la Commissione europea che si appresta ad approvare, con alcune condizioni, l’acquisto del gruppo americano da parte della tedesca Bayer, secondo quanto riferito all’agenzia Reuters da fonti vicine al dossier. Quest’ultima, nel quarto trimestre, ha visto crollare del 67% il proprio utile netto a 148 milioni di euro, principalmente a causa dell’impatto della riforma fiscale statunitense, rispetto ai 453 milioni di euro registrati nello stesso trimestre del 2016.

Lowe’s, il numero due tra i negozi di bricolage negli Stati Uniti, perde l’8,41% dopo aver reso noto un utile trimestrale inferiore alle attese. Mentre Altice Usa avanza del 3,08% grazie alla previsione di una crescita dei ricavi tra il 2,5% e il 3% per quest’anno. La società ha, in aggiunta, è tornata a vedere l’utile nell’ultimo trimestre dello scorso anno dopo la perdita nello stesso periodo del 2016, grazie ad una plusvalenza straordinaria di 2,42 miliardi di dollari derivante dalla riforma fiscale.

Infine, Tivo balza del 13,65% dopo aver annunciato di aver iniziato a studiare diversi scenari strategici, compresa la possibilità di un delisting.

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)


Data: 28/02/18 18:00:00 Type: CAL|{CALCI}|ITAANAL|MEA|{MSNANA}|{MSNBAN}|{MSNCORP}|{MSNMECO}|SPA

Se ieri Piazza Affari si era salvata tra le principali piazze europee nonostante i timori successivi al discorso con toni da “falco” da parte del neo-governatore della Federal Reserve, Jerome Powell, oggi il Ftse Mib non è riuscito a mantenersi in territorio positivo dopo aver toccato, nel pomeriggio, un massimo intraday di 22.795 punti. Il principale indice milanese ha chiuso infatti la seduta in ribasso dello 0,51% a 22.607 punti, trascinato dalla virata al ribasso di Wall Street e in linea con la debolezza di Francoforte (-0,44%), Parigi (-0,44%) e Londra (-0,72%).

Nel frattempo, nonostante si avvicinino sempre di più le elezioni politiche del 4 marzo, lo spread tra Btp e Bund è rimasto poco mosso a 131,875 punti. Secondo Stefano Andreani, gestore azionario di Lemanik, se da una parte è molto difficile delineare con precisione lo scenario post-elettorale italiano, dall’altra emergono fattori positivi. “Il permanere dell’Italia in Europa e l’appartenenza all’area Euro non sono più oggetto di discussione”, ha spiegato Andreani. “Il dibattito si è infatti spostato in modo più decisivo sui temi del lavoro, delle pensioni, dell’immigrazione e della sicurezza. Ci troviamo quindi di fronte a un evento elettorale tutto sommato normale”.

Per l’esperto, il perdurare di una situazione di incertezza sui futuri equilibri politici oltre la data del voto potrà però influire negativamente sulla percezione del rischio da parte degli investitori. “Eventuali debolezze del mercato non si possono escludere, ma non sembra ci siano oggi gli elementi per essere troppo pessimisti”, ha proseguito il gestore. “Riteniamo che nel corso del 2018 i principali rischi all’interno di uno scenario comunque costruttivo per l’azionario siano da ricercare nelle dinamiche dei mercati internazionali, nella sostenibilità degli attuali tassi di crescita e nella capacità delle banche centrali di leggere in modo corretto gli sviluppi sul fronte dell’inflazione. Un po’ di volatilità potrebbe arrivare dal perdurare dell’incertezza politica nel tentativo di trovare un equilibrio stabile dopo il voto”, ha concluso l’esperto, “ma la variabile chiave resta sempre la crescita, che nel breve è ancora molto ben supportata”.

A Piazza Affari ha brillato Salvatore Ferragamo (+2,21% a 23,14 euro), con il mercato pronto a scommettere su una possibile vendita del gruppo dopo l’uscita dell’amministratore delegato Eraldo Poletto. Bene nel settore del lusso anche Luxottica (+0,78% a 49,36 euro), rimbalzata dopo i recenti cali. Deboli, invece, YNap (-0,05% a 37,78 euro) e Moncler (-0,55% a 28,70 euro).

In luce Mediaset (+1,42% a 3,216 euro) grazie ai conti della controllata Mediaset Espana, che ha dichiarato che staccherà un dividendo di 197,5 milioni di euro complessivi, di cui 120 destinati al Biscione.

Ancora in positivo Poste Italiane (+0,31% a 7,062 euro), dopo il balzo di ieri, che per gli analisti di Banca Akros può arrivare a valere 8 euro. Il broker ha apprezzato la solida posizione finanziaria netta prevista al 2022, che potrebbe permettere alla società di realizzare operazioni di m&a, buy back o un ulteriore incremento del dividendo.

All’interno del comparto, sopra la parità solamente Unicredit (+0,02% a 17,446 euro) e Ubi (+0,15% a 3,969 euro). In rosso Bper Banca (-0,10% a 4,868 euro),che ha annunciato oggi l’avvio del processo di cartolarizzazione di un portafoglio di Npl da 2 miliardi di euro, Mediobanca (-0,87%) e Banco Bpm (-1,22%).

Tra le utility male Italgas (-1,49% a 4,417 euro) che ha annunciato il perfezionamento del 100% del capitale sociale di Ichnusa Gas. Nel resto del comparto giù anche Enel (-1,20% a 4,779 euro), Terna (-1,17% a 4,56 euro), Snam (-0,81% a 3,681 euro) e A2a (-0,55% a 1,456 euro).

Fanalino di coda oggi è risultata Campari (-3,28% a 5,9 euro), che nonostante abbia riportato nel 2017 un utile sopra le attese, ha pagato le stime prudenti da parte degli analisti dopo l’outlook fornito dalla stessa società. Seduta pesante anche per Pirelli (-2,7% a 7,29 euro), Saipem (-2,21% a 3,37 euro), Buzzi Unicem (-2,07% a 20,3 euro) e Tenaris (-1,7% a 14,2 euro).

Fuori dal listino principale, bene Piaggio (+1,55% a 2,36 euro) che ha chiuso il 2017 con un utile netto di 20 milioni di euro, in crescita del 42,3% rispetto ai 14 milioni di euro dell’anno precedente. Mentre Autogrill ha ceduto l’1,91% a 10,29 euro dopo aver reso ufficiale l’acquisto del gruppo tedesco Le CroBag per 65 milioni di euro.

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)