Strategia Euro/Yen

Data: 27/10/17 06:05:00 Type: NANSC

Nella giornata di giovedì il cambio euro/yen ha subito una rapida correzione ed è sceso fino a quota 132,80. Il quadro tecnico di breve termine appare contrastato: per le prossime sedute è probabile una pausa di consolidamento al di sopra del sostegno situato in area 132,40-132,30. Da un punto di vista grafico, tuttavia, soltanto una discesa sotto quota 131,65 potrebbe provocare un’inversione ribassista di tendenza. Nuovo segnale rialzista solo con il breakout di 134,50. (riproduzione riservata)
Gianluca Defendi

 

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)


Strategia Euro/dollaro

Data: 27/10/17 06:25:00 Type: NANSC|MFTGED

Nella giornata di giovedì il cambio euro/dollaro ha subito una brusca ondata ribassista ed è sceso sotto 1,1670. La struttura tecnica si è pertanto indebolita e solo il forte ipervenduto di brevissimo termine può impedire un ulteriore cedimento, con target teorici a 1,1625 prima e attorno a 1,16 successivamente. Prima di poter iniziare una risalita di una certa consistenza sarà pertanto necessaria un’adeguata fase laterale di riaccumulazione. Da un punto di vista grafico, infatti, soltanto il superamento della barriera posta in area 1,1880-1,19 potrebbe provocare un’inversione rialzista di tendenza. (Gianluca Defendi)

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)


Strategia Dax future

Data: 27/10/17 07:45:00 Type: MFANAHP|SPA

Nella seduta di giovedì il Dax future (scadenza settembre 2017) ha compiuto un veloce spunto rialzista ed è risalito fino a quota 13.150 punti. Il trend di fondo rimane pertanto positivo: dopo una breve pausa di consolidamento/pullback sopra 13.060-13.050 è possibile un nuovo allungo, con target a 13.220-13.230 prima e attorno a 13.300 successivamente. Soltanto una discesa sotto i 12.900 punti potrebbe provocare un’inversione ribassista di tendenza.

Anche l’Eurostoxx50 future (scadenza settembre 2017) ha compiuto un veloce recupero e sono risaliti fino a 3.630 punti. La struttura tecnica di breve termine è quindi migliorata: dopo una breve pausa di assestamento al di sopra di quota 3.615 è possibile un nuovo allungo, con un primo target in area 3.645-3.647 e un secondo obiettivo a 3.663-3.665 punti. Solo una discesa sotto i 3.574 punti potrebbe fornire un segnale ribassista. (riproduzione riservata)

Gianluca Defendi

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)


Strategia Ftse Mib future

Data: 27/10/17 08:15:00 Type: CHF

È stata una giornata decisamente positiva sul mercato azionario italiano che, dopo la veloce correzione di mercoledì, ha compiuto un importante balzo in avanti, fornendo un’interessante dimostrazione di forza. Il Ftse Mib future (scadenza dicembre 2017), dopo un’apertura a 22.435, si è appoggiato a quota 22.390-22.385 prima di iniziare una rapida risalita che ha spinto i prezzi attorno a 22.475 prima e fino a quota 22.800 punti in un secondo momento. La struttura tecnica di breve termine rimane pertanto costruttiva: dopo una breve pausa di consolidamento è possibile pertanto un ulteriore allungo con un primo target in area 22.880-22.890 e una seconda proiezione teorica a quota 22.960-22.980 punti. Soltanto una discesa sotto 22.300 potrebbe annullare i recenti progressi e fornire un segnale d’inversione ribassista. Strategia operativa intraday. Long su correzione verso 22.680 con target a 22.780 prima, a 22.880 poi e attorno a 22.960 successivamente. Stop a 22.580. (riproduzione riservata)

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)


Strategia Dollaro/Yen

Data: 27/10/17 09:05:00 Type: NANSC

Nella giornata di giovedì il cambio dollaro/yen si è appoggiato a quota 113,35 ed è rimbalzato verso quota 114. La struttura tecnica di breve termine rimane pertanto costruttiva, con i vari indicatori direzionali che si trovano in posizione long. Il breakout di 114,25 aprirà ulteriori spazi di crescita, con un primo target a 114,50 prima e un secondo target in area 114,70-114,75. Pericolosa una discesa sotto 112,50 anche se, da un punto di vista grafico, sarà soltanto la rottura del supporto posto in area 111,65-111,50 a provocare un’inversione ribassista di tendenza. (riproduzione riservata)
Gianluca Defendi

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)


Strategia FtseMib future intraday

Data: 27/10/17 10:15:00 Type: CHF

Mattinata contrastata sul mercato azionario italiano che, dopo il veloce spunto rialzista di ieri, consolida attorno alla parità senza fornire particolari spunti operativi. Il Ftse Mib future (scadenza dicembre 2017), dopo un’apertura in gap-up a 22.870, ha subito una veloce correzione intraday ed è sceso sotto i 22.800 punti. La struttura tecnica di breve termine rimane comunque costruttiva, con i vari indicatori direzionali che si trovano in posizione long. Dopo una breve pausa di consolidamento è possibile pertanto un ulteriore allungo con un primo target a quota 22.900-22.910 e un secondo obiettivo in area 22.960-22.980 punti. Soltanto una discesa sotto 22.300 potrebbe annullare i recenti progressi e fornire un segnale d’inversione ribassista. Strategie operative intraday. Nessuno dei titoli proposti in tabella ha fatto scattare il relativo segnale operativo. (riproduzione riservata) 

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)


Data: 27/10/17 18:20:00 Type: CAL|MEA|{MSNCORP}|SPA|EURANAL|ITAANAL|{MSNANA}

Il Ftse Mib ha chiuso in rosso (-0,62%) l’ultima seduta di una settimana decisamente intensa, in controtendenza rispetto ai listini delle altre principali piazze europee (Cac40 +0,71%, Dax30 +0,64%, Ftse100 +0,25%).

Giornata particolarmente movimentata sul fronte politico: il parlamento catalano ha infatti approvato, a scrutinio segreto, una risoluzione che dà il via libera alla nascita della Repubblica catalana, dichiarando l’indipendenza da Madrid.  Gli unionisti che rappresentano l’opposizione avevano lasciato l’aula prima del voto.

In giornata il premier spagnolo, il conservatore Mariano Rajoy, aveva presentato alla sessione plenaria del Senato le misure da adottare per il commissariamento della Catalogna, previsto dall’attivazione dell’articolo 155. Dopo la dichiarazione d’indipendenza arrivata da Barcellona, Rajoy ha affermato sul suo profilo Twitter che “Lo stato di diritto ristabilirà la legalità in Catalogna”.

In Italia intanto Ignazio Visco è stato confermato governatore della Banca d’Italia per altri sei anni, non senza polemiche. Al Cdm odierno erano infatti assenti il ministro dell’Agricoltura, Maurizio Martina, quello dello Sport, Luca Lotti, e quello della Sanità, Beatrice Lorenzin. Assente anche la sottosegretaria del Consiglio dei ministri, Maria Elena Boschi, che non era presente nemmeno al pre-consiglio di ieri. La delibera del Consiglio dei ministri è arrivata dopo il parere positivo espresso dal Consiglio superiore di Via Nazionale. Di lì a poco il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha firmato il decreto di nomina.

Particolarmente corposo il calendario macroeconomico di oggi, con i riflettori puntati sui dati relativi al pil statunitense. Secondo quanto rilevato dal Bureau of Economic Analysis, il prodotto interno è cresciuto del 3% nel terzo trimestre grazie agli investimenti delle imprese e alla solida spesa da parte dei consumatori. Il dato si è rivelato in leggero calo rispetto all’espansione del 3,1% mostrato nel periodo tra aprile e giugno, ma ha comunque battuto il consenso degli economisti che si aspettavano un incremento meno consistente, pari al 2,6% trimestre su trimestre, dovuto all’effetto negativo degli uragani Harvey e Irma. Sono state invece penalizzate le spese relative ai consumi, aumentate del 2,4% nel trimestre, ma comunque al di sotto del trend registrato negli ultimi anni, probabilmente a causa delle tempeste che per giorni hanno colpito alcuni Stati.

Contrastanti invece le interpretazioni del dato sulla fiducia dei consumatori americani a fine ottobre. La lettura, stilato dall’Università del Michigan, è risultata in rialzo rispetto al mese scorso a quota 100,7 punti, ma al di sotto del valore preliminare di metà mese (101,1).

L’indicatore si è mostrato peggiore delle previsioni degli analisti, che attendevano un valore a 100,8 punti. Nonostante la revisione al ribasso, la fiducia si è comunque portata ai massimi da 13 anni, ovvero dal 2004.

A piazza Affari male il comparto bancario con Unicredit -3,37%, Banco Bpm -3,29%, Ubi B. -2,98%, Bper -1,55% e Intesa Sanpaolo -0,27%. Chiudono la settimana col segno più solo Mediobanca (+1,68%) grazie alla buona trimestrale e B.Mps (+0,17%).

Male anche Eni (-1,01% a 13,78 euro) che secondo Credit Suisse (rating neutral, tp a 14,5 euro) ha pubblicato conti deludenti rispetto alle attese degli analisti.

Leggermente in calo Saipem (-0,29%) che oggi ha ufficializzato il collocamento di un’emissione obbligazionaria con scadenza 7 gennaio 2025, per un importo di 500 milioni di euro.

Prese di profitto su Cerved (-0,75%) dopo il rilascio di conti trimestrali in linea con le attese, ma con un utile netto penalizzato da maggiori
tasse, a detta di un analista.

Stm (+0,35% a 19,91 euro) ha resistito alle perdite diffuse sul mercato grazie ai giudizi positivi degli analisti ai risultati trimestrali.

Bene Luxottica (+2,39% a 48,38 euro) che secondo un analista di una primaria casa d’affari ha beneficiato del rafforzamento del dollaro sull’euro.

Mediaset ha chiuso la seduta con un +1,18% a 3,094 euro grazie alle indiscrezioni di stampa secondo le quali si starebbero registrando progressi in merito all’accordo con Vivendi per la vicenda Premium.

Negli Stati Uniti prosegue al rialzo la seduta odierna, con gli indici Dow Jones e Nasdaq rispettivamente a +0,16% e +1,98%. Oltre ai già citati appuntamenti macroeconomici, gli investitori rimangono concentrati sulla stagione dei risultati del terzo trimestre. L’entusiasmo sui mercati è dettato da dati incoraggianti, secondo cui il 74% delle società dell’S&P ha superato le attese degli analisti, percentuale superiore al 72% registrato negli ultimi quattro trimestri

Rimane aperta la questione Fed, con Jerome Powell che continua a essere il più gettonato tra i candidati a succedere a Janet Yellen. Secondo Bloomberg TV, il membro del board sarebbe la scelta di Donald Trump per il vertice della banca centrale Usa.

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)