Strategia Dollaro/Yen

Data: 27/02/18 07:05:00 Type: NANSC

Nella giornata di lunedì il cambio dollaro/yen (USD/YEN) è sceso fino a quota 106,40 prima di risalire in area 107-107,05. La tendenza di breve termine rimane ancora negativa: prima di poter iniziare una risalita di una consistenza sarà pertanto necessaria una fase laterale di riaccumulazione sopra 106. Pericolosa una discesa sotto quest’ultimo livello anche se, da un punto di vista grafico, sarà soltanto il cedimento del sostegno posto a quota 105,50 a fornire un nuovo e pericoloso segnale ribassista. Un rimbalzo dovrà invece affrontare un duro ostacolo in area 107,70-107,80. (riproduzione riservata)
Gianluca Defendi

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)


Strategia Euro/dollaro

Data: 27/02/18 07:10:00 Type: NANSC|MFTGED

Nella giornata di lunedì il cambio euro/dollaro (EUR/USD) è stato respinto da quota 1,2355 ed ha accusato una veloce correzione, con le quotazioni che sono scese verso 1,2280. La situazione tecnica di breve termine rimane ancora contrastata: al rialzo, infatti, un nuovo segnale long arriverà soltanto con il breakout della barriera posta a quota 1,2560. Un’eventuale correzione troverà invece un primo sostegno in area 1,2240-1,2235. Negativa invece una discesa sotto 1,22 anche se, da un punto di vista grafico, sarà soltanto il cedimento di quota 1,2165 a provocare un’inversione ribassista di tendenza. (Gianluca Defendi)

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)


Strategia Euro/Yen

Data: 27/02/18 07:25:00 Type: NANSC

Nella giornata di lunedì il cambio euro/yen (EUR/YEN) ha compiuto un veloce recupero ed è risalito fino a quota 131,75. Nonostante questo rimbalzo la struttura tecnica di breve termine rimane ancora precaria: prima di poter iniziare una risalita di una consistenza sarà pertanto necessaria una fase laterale di riaccumulazione. Una dimostrazione di forza arriverà con il ritorno sopra 133,30. Un rimbalzo dovrà comunque affrontare un primo ostacolo a quota 133,80 e una seconda barriera a 134,80-134,90. Un nuovo e pericoloso segnale ribassista arriverà invece con il cedimento di quota 130,95. (riproduzione riservata)
Gianluca Defendi

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)


Strategia Dax future

Data: 27/02/18 07:45:00 Type: MFANAHP|SPA

Nella seduta di lunedì il Dax future (scadenza marzo 2018) ha compiuto un veloce balzo in avanti e si è portato a ridosso di quota 12.600. La situazione tecnica rimane di breve termine sta quindi migliorando: possibile pertanto un ulteriore allungo verso la barriera posta a 12.650 punti. Il breakout di quest’ultimo livello fornirà un’interessante dimostrazione di forza. Un allungo dovrà comunque affrontare un duro ostacolo in area 12.850-12.900 punti.

Anche l’Eurostoxx50 future (scadenza marzo 2018) ha compiuto un veloce recupero e si è portato a ridosso di quota 3.470 punti. La situazione tecnica di breve periodo rimane sta migliorando: dopo una breve pausa di consolidamento è possibile un ulteriore allungo, con un primo target a quota 3.480-3.482 e un secondo obiettivo in area 3.496-3.500 punti. Soltanto una discesa sotto i 3.390 punti potrebbe annullare i recenti progressi e provocare un’inversione ribassista di tendenza. (riproduzione riservata)

Gianluca Defendi

 

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)


Strategia Ftse Mib future

Data: 27/02/18 08:15:00 Type: CHF

È stata una giornata contrastata sul mercato azionario italiano che è stato respinto da una solida resistenza grafica e ha accusato una veloce correzione intraday. Il Ftse Mib future (scadenza marzo 2018), dopo un’apertura a quota 22.760, ha tentato un allungo ma non è riuscito a superare la barriera posta in area 22.860-22.870 punti. Da questa zona è poi iniziata una rapida flessione che ha spinto il derivato a ridosso di 22.600 punti. La situazione tecnica rimane pertanto contrastata: positivo infatti il superamento di quota 22.870 anche se, da un punto di vista grafico, sarà soltanto il breakout della barriera, grafica e psicologica, dei 23.000 punti a fornire una chiara dimostrazione di forza. Pericolosa invece una discesa sotto 22.380 in quanto può innescare una rapida correzione verso il sostegno situato in area 22.270-22.250 punti. Negativo solo il cedimento di questa zona potrebbe. Strategia operativa intraday. Short su rimbalzo verso 22.830-22.840 con target a 22.750-22.740 prima, a 22.700-22.690 poi e in area 22.640-22.630 successivamente. Stop a 22.910. (riproduzione riservata)

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)


Strategia FtseMib future intraday

Data: 27/02/18 10:30:00 Type: CHF

Mattinata contrastata sul mercato azionario italiano che rimane al di sotto di una solida area di resistenza e non riesce ad allungare al rialzo con decisione.  Il Ftse Mib future (scadenza marzo 2018), non è riuscito a superare quota 22.800 ed è sceso in area 22.630-22.625 punti. La situazione tecnica rimane ancora contrastata: positivo il superamento di 22.870 anche se, da un punto di vista grafico, sarà soltanto il breakout della barriera, grafica e psicologica, dei 23.000 punti a fornire una chiara dimostrazione di forza. Pericolosa invece una discesa sotto 22.380 in quanto può innescare una rapida correzione verso il successivo sostegno grafico situato in area 22.270-22.250 punti. Solo il cedimento di questa zona potrebbe provocare un’inversione ribassista di tendenza. Strategie operative intraday. Nessuno dei titoli proposti in tabella ha fatto scattare il relativo segnale operativo. (riproduzione riservata)

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)


Data: 27/02/18 16:15:00 Type: CAL|{CALCE}|MEA|WORANAL|WORBANAS|{MSNANA}|{MSNBAN}|{MSNCORP}|SPA

Apertura poco mossa per Wall Street dopo la pubblicazione del testo del discorso che il neo governatore della Federal Reserve, Jerome Powell, terrà presso il Congresso. L’indice Dow Jones avanza dello 0,26% a 25.776 punti, l’S&P500 guadagna lo 0,2% a 2.784 punti mentre il Nasdaq segna un +0,1% a 7.429 punti.

Il testo del discorso del numero uno della Fed ha confermato la volontà di un rialzo graduale dei tassi d’interesse nel 2018, una strategia che punta a raggiungere due obiettivi specifici: in primo luogo, evitare il surriscaldamento dell’economia, e in secondo luogo orientare l’inflazione verso il raggiungimento del target del 2%. Powell ha descritto inoltre con ottimismo l’andamento dell’economia Usa, facendo riferimento a una “crescita forte”, e di una politica di bilancio “diventata più stimolante”. Secondo Powell nel 2018 l’inflazione Usa è destinata “a salire” e i salari “ad accelerare ancora”.

Dopo la pubblicazione del discorso di Powell, il dollaro recupera nei confronti dell’euro, con il cross sotto la soglia di 1,23 a 1,2267. Ma per gli analisti di Unicredit “il quadro macroeconomico rimane ribassista per la valuta statunitense”, visto che “crescita economica globale e commercio forti sono solitamente associati a un sostenuto rallentamento del dollaro”.

Nel frattempo, sul fronte macroeconomico sono giunte notizie contrastanti. Da un lato, gli ordini di beni durevoli negli Stati Uniti, secondo la lettura preliminare di gennaio, sono calati del 3,7% a livello mensile, deludendo nettamente le attese del consenso degli economisti, che si aspettavano, invece, un ribasso più contenuto del 2% (nel dettaglio, quelli ex trasporti sono invece scesi a sorpresa dello 0,3% su base mensile, mentre l’attesa era per un rialzo dello 0,2%).

Dall’altro lato, l’indice sulla fiducia dei consumatori negli Usa si è attestato a febbraio a 130,8 punti, in aumento rispetto ai 124,3 di gennaio, battendo il consenso (126 punti) e salendo a un livello che non si raggiungeva dal novembre 2000. Quanto all’indice relativo alle aspettative, è salito a 109 punti dai 104 dello scorso mese, mentre quello sulla situazione attuale è cresciuto a 162,4 da 154,7.

Inoltre, l’indice S&P/Case-Shiller dei prezzi delle case nelle 20 maggiori città degli Usa è salito dello 0,2% a livello mensile a dicembre e ha mostrato un progresso del 6,3% a livello tendenziale, leggermente al di sopra del +6,2% atteso dal consenso.

Quanto ai titoli da monitorare oggi, Comcast cede il 5,26% in apertura, dopo aver offerto 22,1 miliardi di sterline (30,87 miliardi di dollari) per l’acquisizione di un pacchetto di oltre il 50% delle azioni Sky, superando la proposta di 21st Century Fox. Nel dettaglio, Comcast ha messo sul piatto 12,5 sterline per ogni azione della società, con un premio del 16% rispetto all’attuale offerta del gruppo guidato da Murdoch, che si attesta a 10,75 sterline.

Buon avvio per Microchip Technology (+3,04%), società americana produttrice di semiconduttori, che sarebbe in trattative avanzate per acquisire la rivale Microsemi, secondo quanto riferito da fonti vicine alle parti. Il deal valuterebbe Microsemi 60 dollari ad azione, un valore non distante dall’attuale titolo in borsa della società target. L’accordo potrebbe essere siglato in settimana e avrebbe un valore significativo, dal momento che Microsemi ha una capitalizzazione di oltre 7,5 miliardi di dollari.

Poco mossa Liberty Media (+0,21%), intenzionata a investire 1,16 miliardi di dollari cash in iHeartMedia (che cede il 7,63%), il più grande broadcaster radio degli Usa, in cambio di una quota del 40% della compagnia ristrutturata in seguito a un’eventuale procedura di bancarotta.

Infine, Akorn crolla del 29,54% dopo che il gruppo tedesco Fresenius ha messo in discussione il suo progetto di acquisizione a causa di dubbi sull’integrità dei dati pubblicati dal produttore di farmaci generici.

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)