Strategia Euro/dollaro

Data: 26/10/17 06:30:00 Type: NANSC|MFTGED

Nella giornata di mercoledì il cambio euro/dollaro ha compiuto un veloce recupero ed è risalito fino a quota 1,1815. Nonostante questo rimbalzo la struttura tecnica di breve termine rimane ancora contrastata: prima di poter iniziare una risalita di una certa consistenza sarà pertanto necessaria un’adeguata fase laterale di riaccumulazione. Da un punto di vista grafico, infatti, soltanto il superamento della barriera posta in area 1,1880-1,19 potrebbe fornire una chiara dimostrazione di forza. Pericolosa invece una discesa 1,17 anche se un segnale d’inversione ribassista arriverà solo con il cedimento dell’importante supporto statico posto a quota 1,1670. (Gianluca Defendi)

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)


Strategia Dollaro/Yen

Data: 26/10/17 06:50:00 Type: NANSC

Nella giornata di mercoledì il cambio dollaro/yen è salito fino a quota 114,25 prima di accusare una veloce correzione che ha riportato le quotazioni a ridosso di 113,75. La struttura tecnica di breve termine rimane comunque costruttiva, con i vari indicatori direzionali che si trovano in posizione long. Il breakout di 114,25 aprirà ulteriori spazi di crescita, con un primo target a 114,50 prima e un secondo target in area 114,70-114,75. Pericolosa una discesa sotto 112,50 anche se, da un punto di vista grafico, sarà soltanto la rottura del supporto posto in area 111,65-111,50 a provocare un’inversione ribassista di tendenza. (riproduzione riservata)
Gianluca Defendi

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)


Strategia Dax future

Data: 26/10/17 08:05:00 Type: MFANAHP|SPA

Nella seduta di mercoledì il Dax future (scadenza settembre 2017) ha subito una veloce correzione, con le quotazioni che sono tornate sotto i 13.000 punti. Il trend di fondo rimane positivo ma, da un punto di vista grafico, solo il breakout (confermato in chiusura di seduta) di quota 13.060 potrebbe fornire un nuovo segnale rialzista di tipo direzionale. Importante invece la tenuta del supporto situato in area 12.900-12.885 punti: una discesa sotto questa zona potrebbe infatti innescare una flessione di una certa consistenza.

Anche l’Eurostoxx50 future (scadenza settembre 2017) ha subito una veloce correzione ed è sceso fino a quota 3.577 punti. La struttura tecnica di breve termine appare contrastata: solo il breakout di quota 3.620 potrebbe fornire un nuovo segnale rialzista. Negativa invece una discesa sotto i 3.574 punti in quanto potrebbe innescare un’ulteriore flessione verso l’area 3.554-3.550. (riproduzione riservata)

Gianluca Defendi

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)


Strategia Ftse Mib future

Data: 26/10/17 08:15:00 Type: CHF

È stata una giornata negativa sul mercato azionario italiano che, dopo il veloce balzo in avanti di martedì, ha accusato una brusca ed improvvisa correzione. Il Ftse Mib future (scadenza dicembre 2017), dopo un’apertura a 22.565, si è appoggiato a quota 22.520 prima di salire fino ad un picco intraday di 22.640 punti. Nel pomeriggio il derivato ha poi accusato una rapida flessione ed è sceso verso i 22.400 punti. La struttura tecnica di breve termine rimane costruttiva ma, prima di poter tentare ulteriore allungo, è necessaria una fase laterale di consolidamento al di sopra del sostegno posto a quota 22.300. Pericolosa una discesa sotto quest’ultimo livello anche se, da un punto di vista grafico, sarà soltanto il cedimento di quota 22.200 a provocare un’inversione ribassista di tendenza. Strategia operativa intraday. Short su rimbalzo verso 22.530-22.540 con target a 22.430 prima, a 22.370 poi e attorno a 22.320 successivamente. Stop a 22.630. (riproduzione riservata)

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)


Strategia Euro/Yen

Data: 26/10/17 09:00:00 Type: NANSC

Nella giornata di mercoledì il cambio euro/yen ha compiuto un veloce recupero e si è portato a ridosso di quota 134,50. Il quadro tecnico di breve termine sta quindi migliorando: proprio il breakout di quota 134,50 fornirà un nuovo segnale rialzista, con target teorici a 134,75 prima e attorno a quota 135 in un secondo momento. Soltanto una discesa sotto quota 133 potrebbe annullare le recenti dimostrazioni di forza e innescare una correzione di una certa consistenza. (riproduzione riservata)
Gianluca Defendi

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)


Strategia FtseMib future intraday

Data: 26/10/17 10:30:00 Type: CHF

Mattinata contrastata sul mercato azionario italiano che, in attesa dall’importante riunione della Bce di questo pomeriggio, consolida attorno alla parità senza fornire particolari spunti operativi. Il Ftse Mib future (scadenza dicembre 2017), dopo un’apertura a 22.435, si è appoggiato a quota 22.390-22.385 prima di rimbalzare verso 22.475. La struttura tecnica di breve termine rimane costruttiva ma, prima di poter tentare ulteriore allungo, è necessaria una fase laterale di consolidamento al di sopra del sostegno posto a quota 22.300. Pericolosa una discesa sotto quest’ultimo livello anche se, da un punto di vista grafico, sarà soltanto il cedimento di quota 22.200 a provocare un’inversione ribassista di tendenza. Strategie operative intraday. Tra i titoli proposti in tabella è scattato solo il segnale short su Generali. (riproduzione riservata)

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)


Data: 26/10/17 16:15:00 Type: CAL|{CALCE}|MEA|WORANAL|SPA

Apertura in lieve rialzo per i principali listini americani (Dow Jones +0,52%, Nasdaq +0,04%, S&P500 +0,30%) in una giornata particolarmente densa di avvenimenti incentrati sulle banche centrali.

L’attenzione degli investitori non può non rivolgersi alle manovre economiche sul fronte europeo: come atteso, oggi la Banca Centrale Europea ha annunciato il primo passo sul tapering, la manovra di progressiva riduzione degli stimoli monetari. A partire da gennaio 2018 l’ammontare mensile di acquisti di titoli verrà dimezzata a 30 miliardi di euro al mese sino alla fine di settembre 2018 o anche oltre se necessario, e in ogni caso finché non ci sarà un aggiustamento durevole dell’evoluzione dei prezzi, coerente con l’obiettivo di inflazione.

Per quanto riguarda invece la Fed, Janet Yellen sembra ormai fuori dalla corsa per aggiudicarsi un secondo mandato al vertice della banca centrale americana come riferito da una fonte molto vicina al presidente Donald Trump. La scelta del presidente, chiamato a decidere a chi affidare la guida dalla banca centrale Usa, si riduce dunque a Jerome Powell, dal 2012 membro del board della Fed, e a John Taylor, l’economista “falco” della Stanford University. Il mandato di Yellen scadrà il prossimo febbraio.

Sul fronte macroeconomico, il Dipartimento del Lavoro Usa ha reso noto che le richieste settimanali di sussidi di disoccupazione negli Stati Uniti sono diminuite di 10 mila unità a quota 233 mila (dato destagionalizzato), al di sotto delle 235 mila attese dal consenso degli economisti contattati dal Wall Street Journal. La media mobile nelle ultime quattro settimane, considerata più attendibile dal mercato perché meno volatile, è a 239.500, in calo di 9 mila rispetto a sette giorni fa. Nella settimana al 14 ottobre, le richieste continuative, ovvero quelle rinnovate dopo la prima settimana, si sono attestate a 1,893 milioni di unità, in calo di 3 mila unità rispetto al dato della settimana precedente.

Particolare attenzione continua inoltre a essere rivolta alla pubblicazione dei conti trimestrali: Alphabet, Amazon, Microsoft e Intel sono tra le principali società che pubblicheranno i risultati oggi dopo la chiusura di Wall Street.

Vola Twitter (+11,44%) dopo che nel terzo trimestre ha visto calare le perdite, registrando il rosso trimestrale più basso da quando è una società quotata. La società ha annunciato che il prossimo trimestre potrebbe chiudere in utile, per la prima volta nella storia, grazie alla riduzione dei costi e alla ricerca di nuove fonti di reddito.

In grande spolvero Buffalo Wild Wings, che balza del 16,76% dopo la pubblicazione di risultati migliori delle previsioni.

Apre invece in calo Amgen (-1,5%) dopo la pubblicazione di utili positivi, accompagnati però da vendite di un nuovo farmaco deboli.

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)


Data: 26/10/17 18:15:00 Type: CAL|{CALBE}|MEA|SPA

Piazza Affari e le altre principali borse europee hanno accolto positivamente l’annuncio dell’avvio del tapering da parte della Banca Centrale Europea. Il Ftse Mib ha chiuso in rialzo dell’1,61% a quota 22.807 punti. Bene anche il Cac40(+1,50%), il Dax30 (+1,39%) e il Ftse100(+0,53%).

Come atteso, in giornata è arrivato l’annuncio da parte del presidente Mario Draghi sulla progressiva riduzione degli stimoli monetari: a partire da gennaio l’ammontare mensile di acquisti di titoli verrà dimezzato a 30 miliardi di euro, rispetto agli attuali 60 miliardi, sino alla fine di settembre 2018 o anche oltre se necessario, finché non risulterà evidente un aggiustamento persistente dell’evoluzione dei prezzi, coerentemente con l’obiettivo di un’inflazione vicina al 2%.

Draghi ha poi puntualizzato che la Bce continuerà a reinvestire i titoli giunti a scadenza senza stabilire un termine per questo meccanismo e che le aste agevolate di rifinanziamento alle banche a tasso fisso proseguiranno almeno fino al 2019. Infine, ha confermato i tassi di interessi dell’area euro ai minimi storici: zero sulle principali operazioni di rifinanziamento, 0,25%  sulle operazioni marginali e -0,40% sui depositi parcheggiati dalle banche.

Pietro Aldo Arriciati, analista finanziario di STO (Afx Capital), ha dichiarato che “la riduzione del Qe ha rispecchiato le attese. Il mercato ha inoltre accolto bene l’atteggiamento accomodante di Draghi che non ha sottolineato la necessità di tagliare ulteriormente gli acquisti nell’ambito del Qe, ma anzi ha detto che resta necessario lo stimolo monetario e che in caso di bisogno il Qe potrà essere nuovamente incrementato”.

Secondo Julien-Pierre Nouen, chief economic strategist di Lazard Freres Gestion, l’Istituto di Francoforte “vuole evitare un irrigidimento non garantito delle condizioni finanziarie, come un altro brusco rialzo dell’euro, oppure un incremento troppo rapido dei tassi di interesse a lungo termine”. Nel caso in cui dovessero verificarsi le due ipotesi, “la Bce cercherebbe di evitarle utilizzando la forward guidance oppure rivedendo i parametri dei propri acquisti”, ha commentato lo strategist, che ha inoltre precisato che “se, al contrario, l’inflazione dovesse subire una brusca accelerazione nei prossimi mesi, i fautori della linea dura alla Bce potrebbero cercare di accelerare il processo di normalizzazione”.

In Italia il premier Paolo Gentiloni ha proposto la conferma di Visco come governatore di Bankitalia nella lettera inviata al Consiglio superiore di Via Nazionale. La conferma sembrava scontata fino a qualche settimana fa, ma era poi stata rimessa in discussione dopo la presentazione di una mozione del Pd. E’ attesa per domani la nomina ufficiale da parte del presidente della Repubblica.

Particolarmente ricco il calendario macroeconomico di oggi: oltre ai già citati tassi d’interesse, la Bce ha annunciato che la massa monetaria M3 dei Paesi dell’Eurozona ha registrato a settembre un aumento del 5,1% su base annuale, aggiungendo che i prestiti alle famiglie sono saliti del 2,7% anno su anno, mentre quelli alle imprese sono cresciuti del 2,5% nello stesso periodo di riferimento.

Negli Stati Uniti il Dipartimento del Lavoro ha reso noto che le richieste settimanali di sussidi di disoccupazione sono diminuite di 10 mila unità a quota 233 mila (dato destagionalizzato), al di sotto delle 235 mila attese dal consenso degli economisti. Infine, l’indice pending home sale Usa, elaborato dalla National Association of Realtors, è rimasto invariato a settembre a livello mensile attestandosi a 106 punti. Tale indicatore fa riferimento alla vendita di case esistenti per le quali è stato sottoscritto un contratto preliminare ma non ancora definitivo ed è considerato particolarmente esplicativo della situazione economica e della sicurezza delle famiglie rispetto ai propri mezzi finanziari.

A Piazza Affari in grande spolvero Stm (+11,96% a 19,84 euro) che ha festeggiato i risultati positivi del terzo trimestre 2017 e la guidance superiore alle attese.

Tra i titoli del settore bancario, Intesa Sanpaolo +0,97%, Mediobanca +0,65%, Ubi B. +0,63%, Bper -0,05%, Unicredit -0,17% e Banco Bpm -0,39%.

Bene Fca (+2,92% a 14,82 euro), che ha beneficiato invece dell’aumento del target price da 25,3 a 25,5 euro da parte di Goldman Sachs, che ha confermato il titolo nella propria Conviction List Buy.

Chiusura col segno più anche per Eni (+0,87% a 13,92 euro) in vista della pubblicazione dei conti del terzo trimestre di domani.

Poco mosso il titolo Recordati (+0,25% a 39,7 euro) che, a detta di alcuni analisti, ha pubblicato risultati trimestrali a detta leggermente superiori alle attese del mercato.

Negli Stati Uniti Dow Jones e Nasdaq proseguono poco mossi, rispettivamente a +0,35% e +0,05%. Grande attenzione è rivolta all’uscita dei conti trimestrali: Alphabet, Amazon, Microsoft e Intel sono tra le principali società che pubblicheranno i risultati oggi.

Tiene banco la questione Federal Reserve: Janet Yellen sembra ormai fuori dalla corsa per aggiudicarsi un secondo mandato al vertice della banca centrale americana, come riferito da una fonte molto vicina al presidente Donald Trump. La scelta del presidente sarà tra Jerome Powell, dal 2012 membro del board della Fed, e John Taylor, l’economista “falco” della Stanford University.

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)