Strategia Dax future

Data: 26/02/18 07:45:00 Type: MFANAHP|SPA

Nella seduta di venerdì il Dax future (scadenza marzo 2018) è sceso fino a quota 12.425 prima di iniziare un veloce recupero intraday che ha spinto i prezzi a ridosso di 12.550. La situazione tecnica rimane di breve termine sta quindi migliorando: possibile pertanto un ulteriore allungo verso 12.595-12.600 prima e attorno a 12.640 in un secondo momento. Da un punto di vista grafico, tuttavia, soltanto il ritorno sopra 12.650 potrebbe fornire una dimostrazione di forza. Un allungo dovrà comunque affrontare un duro ostacolo in area 12.850-12.900 punti.

Anche l’Eurostoxx50 future (scadenza marzo 2018) ha compiuto un veloce recupero ed è salito oltre la barriera posta a 3.440 punti. La situazione tecnica di breve periodo rimane sta migliorando: dopo una breve pausa di consolidamento è possibile un ulteriore allungo, con un primo target in area 3.475-3.480. Pericolosa soltanto una discesa sotto i 3.390 punti. (riproduzione riservata)

Gianluca Defendi

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)


Strategia Dollaro/Yen

Data: 26/02/18 08:20:00 Type: NANSC

Nella giornata di venerdì il cambio dollaro/yen (USD/YEN) ha subito una veloce correzione ed è sceso fino a quota 106,50. La tendenza di breve termine rimane ancora negativa: prima di poter iniziare una risalita di una consistenza sarà pertanto necessaria una fase laterale di riaccumulazione sopra 106. Pericolosa una discesa sotto quest’ultimo livello anche se, da un punto di vista grafico, sarà soltanto il cedimento del sostegno posto a quota 105,50 a fornire un nuovo e pericoloso segnale ribassista. Un rimbalzo dovrà invece affrontare un duro ostacolo in area 107,70-107,80. (riproduzione riservata)
Gianluca Defendi

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)


Strategia Euro/Yen

Data: 26/02/18 08:25:00 Type: NANSC

Nella giornata di venerdì il cambio euro/yen (EUR/YEN) è stato respinto da quota 131,85 e ha accusato una veloce correzione, con le quotazioni che sono scese fino a quota 130,95. La struttura tecnica di breve termine rimane precaria: prima di poter iniziare una risalita di una consistenza sarà pertanto necessaria una fase laterale di riaccumulazione. Una dimostrazione di forza arriverà con il ritorno sopra 133,30. Un rimbalzo dovrà comunque affrontare un primo ostacolo a quota 133,80 e una seconda barriera a 134,80-134,90. Un nuovo e pericoloso segnale ribassista arriverà solo con il cedimento di quota 130,95. (riproduzione riservata)
Gianluca Defendi

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)


Strategia Ftse Mib future

Data: 26/02/18 08:30:00 Type: CHF

È stata una giornata positiva sul mercato azionario italiano che si è appoggiato ad un’importante area di supporto e ha compiuto un veloce recupero. Il Ftse Mib future (scadenza marzo 2018), dopo un’apertura a quota 22.450, è sceso verso i 22.380 punti prima di iniziare una veloce risalita che ha spinto i prezzi a ridosso di 22.700. La situazione tecnica di breve termine rimane ancora contrastata: il superamento di 22.700 può comunque favorire un ulteriore allungo con target teorici a quota 22.770 prima, in area 22.850-22.860 poi e attorno a 22.950 successivamente. Da un punto di vista grafico, tuttavia, solo il breakout della barriera, grafica e psicologica, dei 23.000 punti potrebbe fornire una chiara dimostrazione di forza. Pericolosa invece una discesa sotto 22.380 in quanto potrebbe innescare una rapida correzione verso il sostegno situato in area 22.270-22.250 punti. Strategia operativa intraday. Long a 22.670-22.660 con target a 22.760-22.770 prima, a 22.850 poi e in area 22.940-22.950 successivamente. Stop a 22.560. (riproduzione riservata)

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)


Strategia Euro/dollaro

Data: 26/02/18 08:45:00 Type: NANSC|MFTGED

Nella giornata di venerdì il cambio euro/dollaro (EUR/USD) ha oscillato a ridosso di 1,23 senza fornire particolari spunti operativi. La situazione tecnica di breve termine rimane ancora contrastata: al rialzo, infatti, un nuovo segnale long arriverà soltanto con il breakout della barriera posta a quota 1,2560 (con target teorici a 1,2590 prima e in area 1,2620-1,2625 successivamente). Un’eventuale correzione troverà invece un primo sostegno in area 1,2240-1,2235. Da un punto di vista grafico, tuttavia, solo il cedimento di quota 1,22 potrebbe provocare un’inversione ribassista di tendenza. (Gianluca Defendi)

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)


Strategia FtseMib future intraday

Data: 26/02/18 09:55:00 Type: CHF

Mattinata positiva sul mercato azionario italiano che prosegue nel suo recupero e si porta a contatto con una solida area di resistenza. Il Ftse Mib future (scadenza marzo 2018), dopo un’apertura a 22.760, si è appoggiato a quota 22.745 prima di iniziare una rapida risalita che ha spinto i prezzi a ridosso della resistenza posta a 22.860-22.870 punti. Nonostante questo recupero la situazione tecnica rimane ancora contrastata: da un punto di vista grafico, infatti, soltanto il breakout della barriera, grafica e psicologica, dei 23.000 punti potrebbe fornire una chiara dimostrazione di forza. Pericolosa invece una discesa sotto 22.380 in quanto potrebbe innescare una rapida correzione verso il sostegno situato in area 22.270-22.250 punti. Solo il cedimento di questa zona potrebbe provocare un’inversione ribassista di tendenza. Strategie operative intraday. Tra i titoli proposti in tabella è scattato solo il segnale long sul Banco Bpm. (riproduzione riservata)

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)


Data: 26/02/18 15:45:00 Type: CAL|{CALCE}|MEA|WORANAL|{MSNANA}|{MSNBAN}|{MSNCORP}|{MSNMECO}|SPA

Avvio di settimana positivo per Wall Street in scia alla buona chiusura registrata venerdì scorso. L’indice Dow Jones guadagna lo 0,58% a 25.456 punti, in linea con il Nasdaq, che avanza dello 0,61% a 7.381 punti, e con l’S&P500, che segna un +0,6 a 2.763 punti. Il centro della scena di questa settimana sarà dominato dall’audizione al Congresso Usa del numero uno della Fed, Jerome Powell, prevista per domani. Il numero uno della Banca centrale statunitense dovrebbe mostrarsi “ottimista pur senza dare indicazioni di una modifica materiale nel ritmo dei rialzi dei tassi d’interesse”, affermano gli analisti di Rbc, secondo i quali “proverà a enfatizzare il previsto gradualismo nel percorso della Fed” nell’aumento del costo del denaro, ma che sarà tuttavia “difficile per lui non mandare segnali da falco”. Al momento, fa notare Hussein Sayed, chief market strategist di Fxtm, gli investitori scontano con una probabilità del 62% tre aumenti dei tassi nel 2018 da parte della Fed e questo “probabilmente sarà lo scenario base del messaggio di Powell”.

Nel frattempo, la stessa Fed ha contribuito a rassenerare il sentiment del mercato attraverso il rapporto semestrale diffuso venerdì, da cui è emerso che la recente volatilità dei mercati finanziari non desta preoccupazione, motivo per cui l’Istituto rimane orientato verso un graduale rialzo dei tassi d’interesse nel 2018, come confermato oggi dal presidente della Fed di St. Louis, James Bullard. “La Federal Reserve non ha alcun bisogno di alzare notevolmente i tassi d’interesse nei prossimi due anni, dal momento che è improbabile che i fattori che stanno limitando la crescita economica cambino”, ha affermato Bullard, aggiungendo che “la forward guidance dell’Istituto dovrebbe essere caratterizzata da un percorso piatto di politica dei tassi”.

Sul fronte macroeconomico, l’indice Cfnai, che misura l’andamento dell’attività economica nel distretto della Fed di Chicago, si è attestato a +0,12 punti nel mese di gennaio da quota +0,14 di dicembre. Mentre la vendita di case nuove negli Stati Uniti è risultata in forte calo a gennaio. Contro le previsioni degli analisti, secondo i dati del dipartimento Usa del Commercio, i contratti hanno raggiunto quota 593.000, il 7,8% in meno su base annua, dopo il calo registrato già a dicembre. Il consenso degli economisti si aspettava, invece, un rialzo a 645.000.

Tra i titoli da monitorare oggi, General Electric ha annunciato che riformulerà i risultati del 2016 e del 2017 applicando un nuovo standard contabile a seguito di una indagine della Sec sulla contabilizzazione di contratti di servizio a lungo termine, e il titolo in avvio cede l’1,69%. Oltre a ciò, la società, che ha annunciato la nomina di tre nuovi candidati per il board in vista dell’assemblea di aprile, potrebbe essere oggetto di azioni legali da parte del Dipartimento di Giustizia Usa per le accuse di violazione di leggi legate alle vendite di mutui subrime ad opera di Wmc Mortgage Corporation, un’ex controllata venduta nel 2007 e sciolta.

In rialzo Qualcomm, che avanza del 2,04% dopo aver comunicato che con la rivale e pretendente Broadcom (che invece cede lo 0,63%) ci sono stati progressi nei colloqui per l’acquisizione.

Stabile Berkshire Hathaway, che ha riportato un utile sia trimestrale che annuale record. Warren Buffet ha affermato di cercare “una o più” acquisizioni di grossa taglia per migliorare ulteriormente le prestazioni della sua compagnia di assicurazioni e investimenti, nonostante diventi sempre più difficile trovare nuove occasioni di acquisto. L’oracolo di Omaha ha detto inoltre di essere “più incline” ai buyback azionari che alla distribuzione di dividendi come mezzo per utilizzare la cassa in eccesso.

Bene anche Amazon, in rialzo dell’1,12%. Il colosso guidato da Jeff Bezos ha annunciato che le aziende italiane che vendono sulla piattaforma Amazon Marketplace hanno raggiunto la cifra record nelle vendite all’estero di oltre 350 milioni di euro nel 2017. Oltre 10 mila imprese italiane, ha informato la società, vendono su Amazon Marketplace e oltre un terzo esportano i loro prodotti soprattutto in Europa e alcune anche in tutto il mondo.

Mattel sprofonda del 6,94% dopo che Jefferies ha tagliato la raccomandazione da hold a undeperform, così come Albermarle, che cede il 4,47% in seguito alla bocciatura da parte di Morgan Stanley, che ha tagliato il giudizio sul titolo da equal-weight a underweight. Secondo i dati riportati da Thomson Reuters, si tratta del primo rating equivalente a “sell” da almeno tre mesi sulle 22 società coperte dal broker.

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)


Data: 26/02/18 18:00:00 Type: CAL|{CALCI}|ITAANAL|MEA|{MSNANA}|{MSNBAN}|{MSNCORP}|{MSNMECO}|SPA

Chiusura poco mossa ma positiva per Piazza Affari, che inizia la settimana all’insegna del segno più. Il Ftse Mib ha terminato la giornata di contrattazioni in rialzo dello 0,15% a 22.706 punti, segnando un guadagno più modesto rispetto a Francoforte (+0,41%), Londra (+0,62%) e Parigi (+0,6%). Il principale indice milanese, dopo essersi portato in territorio negativo, è riuscito nel tentativo di un lieve rimbalzo in seguito alle parole del presidente della Banca centrale europea, Mario Draghi, che ha evidenziato una crescita robusta ed equamente distribuita all’interno della zona euro, confermando la centralità e l’importanza di una politica monetaria accomodante al fine del raggiungimento del target del 2% per l’inflazione. Parole che però non hanno innescato un’eccessivo slancio dei mercati.

Nemmeno i dati macroeconomici pubblicati oggi hanno avuto un grande impatto sui listini europei: negli Stati Uniti l’indice Cfnai, che misura l’andamento dell’attività economica nel distretto della Fed di Chicago, si è attestato a +0,12 punti nel mese di gennaio da quota +0,14 di dicembre, mentre le vendite di nuove unità abitative negli Usa sono calate a gennaio del 7,8% su base mensile a 593.000 unità, deludendo il consenso degli economisti fissato a 642.000 unità.

Il cambio euro/dollaro ha chiuso la seduta poco sopra quota 1,23 a 1,2306. Sul fronte valutario, i mercati guardano alle prime audizioni davanti al Congresso del neo presidente della Fed, Jerome Powell, che parlerà domani e dopodomani al Senato e alla Camera.Quanto allo spread tra Btp/Bund, ha terminato in calo al di sotto della soglia di 140 punti base a 136,46 punti, in attesa delle emissioni di Btp di domani e, soprattutto, delle elezioni di domenica. Secondo gli analisti di Danske Bank, l’incertezza politica in vista del voto, per il momento, non ha impattato piú di tanto sui titoli di Stato italiani e quindi non dovrebbero esserci troppi problemi nelle aste del Tesoro previste per domani.

A Piazza Affari ha brillato Recordati (+2,89% a 29,9 euro), che ha effettuato un rimbalzo dopo le consistenti perdite delle ultime sedute. Ancora in luce Tenaris (+2,39% a 14,58 euro). Come riportato dall’agenzia MF-DowJones, gli analisti di Barclays hanno confermato la raccomandazione overweight e il prezzo obiettivo a 16,5 euro sull’azione dopo i “forti conti del quarto trimestre 2017 e il momentum sempre positivo nel 2018”. Gli esperti si attendono una “buona crescita della domanda nelle regioni chiave a cui il gruppo è esposto, come Nord America, Argentina, Colombia e Mare del Nord”.

Contrastato il comparto bancario, dove alle positive performance di Intesa (+0,06%), Mediobanca (+0,2%) e Bper (+0,02%), si sono affiancati i cali di Unicredit (-0,24%), e Banco Bpm (-0,19%). Più marcato il rosso di Ubi Banca, che ha ceduto l’1,35%.

In positivo il comparto del lusso con Moncler (+0,96% a 28,31 euro) e Luxottica (+1% a 50,5 euro). In positivo anche YNap (+0,21% a 37,85 euro) e Salvatore Ferragamo (+0,04% a 22,75 euro).

Bene anche Telecom (+0,82% a 0,7380 euro). Il consiglio di amministrazione, riunitosi venerdì scorso, ha espresso a maggioranza un parere favorevole sull’offerta ricevuta per Persidera da F2i-RaiWay, pari a circa 250 milioni di euro secondo le ultime voci, e ha incaricato l’amministratore delegato, Amos Genish, di chiudere la vendita considerando anche altre possibili offerte.

Invariata Pirelli a 7,49 euro, che ha riportato nel 2017 un utile netto di 175,7 milioni di euro, in linea con quanto previsto dal piano industriale 2017-2020.

In rosso invece Fca (-0,54% a 17,52 euro), che secondo quanto riportato dal Financial Times dirà addio ai motori diesel entro il 2022, eliminando gradualmente l’offerta sull’intera gamma e su tutti i vari brand, Jeep incluso.

Tra le utility, poco sotto la parità Snam (-0,11% a 3,767 euro). L’acquisizione dell’82% di Tep non ha sorpreso più di tanto gli analisti. Nel resto del settore in rosso anche Enel (-0,19% a 4,826 euro), Italgas (-1,55% a 4,517 euro) e Terna (-0,09% a 4,654 euro). In positivo solamente A2a (+0,71% a 1,48 euro).

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)