Strategia Dollaro/Yen

Data: 24/11/17 06:15:00 Type: NANSC

Nella giornata di giovedì il cambio dollaro/yen è sceso in area 110,10-110,07 prima di tentare un timido recupero. La situazione tecnica rimane pertanto precaria, con diversi indicatori che registrano un rafforzamento della pressione ribassista. Possibile pertanto un’ulteriore flessione con un primo target in area 110,85-110,80 e un secondo obiettivo attorno a 110,55-110,50. Un rimbalzo dovrà affrontare un primo ostacolo attorno a 112,20 e una seconda barriera a quota 112,50. Solo il ritorno sopra 112,70 potrebbe fornire un segnale di tenuta. (riproduzione riservata)
Gianluca Defendi

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)


Strategia Euro/dollaro

Data: 24/11/17 07:20:00 Type: NANSC|MFTGED

Nella giornata di giovedì il cambio euro/dollaro ha compiuto un veloce recupero ed è risalito fino a quota 1,1850. La situazione tecnica di breve termine sta quindi migliorando, con alcuni indicatori che registrano un rafforzamento della pressione rialzista. Il breakout della barriera posta a 1,1860 aprirà ulteriori spazi di crescita, con un primo target in area 1,19-1,1905 e un secondo obiettivo attorno a 1,1930-1,1935. Un’eventuale correzione troverà invece un primo sostegno in area 1,1750-1,1730. (Gianluca Defendi)

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)


Strategia Euro/Yen

Data: 24/11/17 07:40:00 Type: NANSC

Nella giornata di giovedì il cambio euro/yen ha compiuto un veloce recupero ma è rimasto al di sotto di quota 131,90. Nonostante questo rimbalzo, tuttavia, la situazione tecnica di breve periodo rimane ancora contrastata: solo il ritorno sopra 132,30 potrebbe fornire una prima dimostrazione di forza. Un’eventuale correzione troverà invece un primo sostegno a quota 131,20-131,15 e un secondo supporto in area 130,80-130,75. (riproduzione riservata)
Gianluca Defendi

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)


Strategia Dax future

Data: 24/11/17 07:45:00 Type: MFANAHP|SPA

Nella seduta di giovedì il Dax future (scadenza dicembre 2017) è sceso verso 12.900 prima di risalire attorno a 13.045 punti. La struttura tecnica di breve termine rimane pertanto contrastata: prima di poter iniziare una risalita di una certa consistenza sarà pertanto necessaria una fase laterale di consolidamento. Da un punto di vista grafico, infatti, soltanto una discesa sotto 12.840 potrebbe fornire un segnale ribassista. Positivo invece il superamento di 13.190 anche se un allungo dovrà affrontare un primo ostacolo attorno a 13.240-13.245 e una seconda barriera in area 13.335-13.350.

L’Eurostoxx50 future (scadenza dicembre 2017) ha tentato un recupero ma è rimasto al di sotto di quota 3.580. La struttura tecnica rimane ancora precaria: un rimbalzo dovrà infatti affrontare un duro ostacolo a quota 3.615-3.618 punti. Un segnale negativo arriverà invece con il cedimento del sostegno posto in area 3.537-3.535 punti. (riproduzione riservata)

Gianluca Defendi

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)


Strategia Ftse Mib future

Data: 24/11/17 08:15:00 Type: CHF

È stata una giornata contrastata sul mercato azionario italiano che ha tentato un recupero ma è rimasto al di sotto di una solida area di resistenza. Il Ftse Mib future (scadenza dicembre 2017), dopo un’apertura a quota 22.220, è sceso fino ad un minimo intraday a 22.185 punti prima di iniziare un veloce recupero che ha spinto i prezzi a ridosso di 22.400. La situazione tecnica di breve periodo rimane ancora contrastata: da un punto di vista grafico, infatti, soltanto il ritorno sopra 22.550 potrebbe fornire una dimostrazione di forza. Un’eventuale correzione troverà invece un primo sostegno a quota 22.100 punti. Un nuovo segnale short arriverà invece con il cedimento del supporto situato a 21.900 punti. Strategia operativa intraday. Long su correzione verso 22.270 con target a 22.370-22.380 prima e in area 22.460-22.480 poi. Stop a quota 22.170.  (riproduzione riservata)

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)


Strategia FtseMib future intraday

Data: 24/11/17 10:40:00 Type: CHF

Mattinata positiva sul mercato azionario italiano che, sostenuto dal recupero del comparto bancario, compie un veloce rimbalzo tecnico e si porta a ridosso di una solida area di resistenza. Il Ftse Mib future (scadenza dicembre 2017), dopo un’apertura a quota 22.385, è sceso fino ad un minimo intraday a 22.345 punti prima di iniziare un veloce balzo in avanti che ha spinto i prezzi oltre i 22.500 punti. La situazione tecnica di breve periodo sta quindi migliorando: da un punto di vista grafico, infatti, soltanto il breakout di 22.550 potrebbe fornire una dimostrazione di forza e alimentare un’ulteriore risalita (con un primo target in area 22.630-22.645 punti). Un’eventuale correzione troverà invece un primo sostegno a 22.100 punti. Strategie operative intraday. Tra i titoli proposti in tabella è scattato solo il segnale short su Stm. (riproduzione riservata)

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)


Data: 24/11/17 14:30:00 Type: CAL|EPS|WORANAL|{MSNANA}|SPA

Dopo quasi 30 anni il mercato giapponese è tornato a salire, portando il Nikkei ai massimi da 21 anni a questa parte e risvegliando gli appetiti degli investitori. “A nostro parere, il Giappone deve affrontare ancora molte sfide strutturali per poter essere considerato un mercato buy&hold”. Lo ha affermato Robin Black, co-gestore del Kames Global Equity Income portfolio. “Detto ciò, Tokyo rimane il terzo azionario e la terza economia mondiale, fattori che lo rendono un mercato pericoloso da sottopesare nelle sue fasi rialziste”.

Secondo l’esperto, l’andamento dell’economia del Giappone è molto legato alle condizioni globali che al momento sono in miglioramento. A darne prova le proiezioni del Fondo Monetario Internazionale che prevedono una crescita complessiva del 3,5% nel 2017 e del 3,6% nel 2018, da un +3,2% del 2016. “Questi periodi sono positivi per il Sol Levante che fa molto affidamento sull’export e beneficia di uno Yen debole”, ha aggiunto. “Da aggiungere a ciò la relativa convenienza del mercato, che scambia ad un multiplo di 1,4 volte il valore contabile, e un costo del capitale prossimo allo zero grazie alle politiche accomodanti della Bank of Japan”.

A detta del manager, nel complesso la situazione è “favorevole e di supporto alla nostra decisione di sovraesporci al mercato giapponese. Nell’ultimo anno la nostra allocazione è stata infatti del 10%, contro circa l’8% del benchmark e il 5% dei competitor”, ha spiegato, “e tale posizione dovrebbe persistere, in linea con il nostro approccio di investimento che individua titoli con prospettive di lungo termine. Tra questi, in particolare, quattro meritano menzione”.

Il primo è Tokyo Electron, leader globale nella costruzione dei macchinari usati dalle società produttrici di semiconduttori per i loro chip. “Abbiamo inserito il titolo in portafogli lo scorso anno”, ha spiegato Black, “consci che l’aumento delle applicazioni per i semiconduttori e del volume di dati in memoria potrebbe portare ad un deficit di offerta”. Nell’ultimo anno il prezzo dell’azione è raddoppiato e il dividendo, già salito a 352 Yen nel 2016 dai 50 Yen del 2014, è proiettato verso i 650 Yen, considerando la rapida crescita degli utili e una distribuzione del 50%.

A seguire Bridgestone, al vertice dell’industria dei pneumatici non solo nel comparto dei veicoli passeggeri, ma anche nella nicchia, più remunerativa, mineraria e agricola. A detta dell’esperto, la società ha cassa a bilancio e una gran capacità di generare liquidità e può quindi permettersi un tasso di distribuzione superiore al 40% dello scorso anno. “La pancia così piena reprime il Roe, ma apprezziamo la linea conservativa del management e vediamo nel futuro un incremento del pay-out ratio”.

Terzo nome è Daito Trust, costruttore di condomini per il mercato degli affitti con un modello di business fortemente integrato che ha come obiettivo la distribuzione dell’80% degli utili, raggiunta l’anno scorso per il 50% tramite dividendo e per il 30% tramite buyback. “Il ritorno quest’anno dovrebbe essere più consistente”, ha osservato l’esperto. “Recentemente c’è stata un’impennata della domanda legata a modifiche nelle leggi di successione che hanno reso fiscalmente conveniente avere proprietà in affitto.

Infine TechnoPro, azienda interinale del settore tecnologia esposta ai trend domestici come crescita, disoccupazione e salari. L’organico complessivo si compone di 14.000 ingegneri impiegati in 1.400 società. Il settore dello staffing esterno è molto frammentato in Giappone e le modifiche legislative dovrebbero portare ad un consolidamento che andrebbe a favore di TechnoPro. Il pay-out ratio al momento è del 50%, ma secondo il manager potrebbe aumentare date le condizioni, il miglioramento dei bilanci e la generazione di cassa.

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)


Data: 24/11/17 16:00:00 Type: CAL|{CALCE}|MEA|WORANAL|{MSNANA}|{MSNCORP}|SPA

A circa mezz’ora dall’apertura ufficiale dei mercari, il Dow Jones viaggia in rialzo dello 0,17% a quota 23.565 punti, Nasdaq +0,15% a 6.877,77 e S&P500 +0.19% a 2.601,89 punti. Dopo la chiusura di ieri dovuta alla festa del Ringraziamento, i principali listini statunitensi hanno aperto in tenue rialzo la mezza-giornata di contrattazioni. Nella giornata di oggi, infatti, scandita dall’euforia per il Black Friday, gli scambi ufficiali sulla Borsa statunitense termineranno in anticipo alle 13 (le 19 ore italiane). Gli operatori si aspettano una seduta piuttosto scialba.

L’attenzione è inoltre rivolta al discorso di martedì prossimo del neo-nominato presidente della Federal Reserve, Jerome Powell, davanti al Congresso americano. Gli investitori si aspettano, infatti, nuove indicazioni su quello che potrà essere il percorso della politica monetaria attuata dall’Istituto centrale statunitense.

Focus anche sull’implementazione della riforma fiscale voluta dall’amministrazione Trump. Al termine della scorsa settimana la bozza ha avuto l’ok del Finance Committee del Senato, che ora si prepara al voto dell’assemblea previsto per la prossima settimana. Tuttavia secondo un sondaggio un sondaggio della Booth School of Business dell’Università di Chicago sottoposto a 42 grandi economisti (tra cui vincitori di premi Nobel, veterani della Casa Bianca ed ex presidenti dell’American Economic Association), il progetto repubblicano non aiuterà l’economia statunitense e, anzi, contribuirà ad aumentare l’entità del debito. La prima domanda del sondaggio era relativa a un’opinione sulla crescita del pil nell’eventualità dell’approvazione di una bozza simile a quelle discusse alla Camera e al Senato: quasi all’unanimità, gli esperti hanno risposto che ciò non innescherebbe l’effetto desiderato. La seconda domanda riguardava, invece, gli effetti della riforma sul debito: tutti gli interpellati hanno affermato che la proposta dei repubblicani farà inevitabilmente aumentare il rapporto debito/pil degli Stati Uniti.

Sul fronte macro il pmi manifatturiero nella lettura preliminare di novembre è calato a 53,8 punti dai 54,6 di ottobre. Il dato è risultato sui minimi da due mesi. Mentre il pmi servizi, sempre nella lettura preliminare di novembre, è sceso a 54,7 punti dai 55,3 di ottobre, attestandosi ai minimi da 4 mesi

Secondo i dati diffusi da Adobe Analytics dalla sera del Ringraziamento i consumatori americani hanno speso più di 1,52 miliardi di dollari online, il 16,8% in più rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Tra i singoli titoli, dunque, occhio al comparto retail: Macy’s +3,44% e Amazon +1,34%, poco mosso invece Wal-Mart a +0,29%.

Balza del 9,14% Sandridge Energy dopo che l’investitore attivista Carl Icahn ha acquistato il 15 novembre il 13,51% della società e voterà contro la proposta di acquisizione di Bonanza Creek Energy. Bene anche Teva Pharmaceuticals a +4,15%. La società ha annunciato il taglio del 20-25% dei dipendenti in Israele dove occupa 6,860 persone.

Contrastate Cbs (+0,28%)  e Dish Network (-1,04%) che hanno risolto una disputa sulle commissioni che il network tv deve pagare al fornitore satellitare, ponendo fine a tre giorni di blackout che ha riguardato i clienti in 26 stati.

Risale leggermente Hewlett Packard Enterprise (+0,46%) dopo l’annuncio del ceo Meg Whitman, che lascerà la guida del gruppo al suo numero due Antonio Neri il prossimo primo febbraio.

Ancora segno meno per SalesForce (-0.21%) che ha pubblicato risultati trimestrali migliori delle attese ma ha deluso gli analisti in termini di ricavi stimati per il trimestre in corso.

Sulla parità Guess (+0,05%) che ha pubblicato ricavi del terzo trimestre inferiori alle attese, mancando il consensus per la quinta volta in otto trimestri, soprattutto a causa di vendite in calo negli Usa.

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)


Data: 24/11/17 18:00:00 Type: CAL|{CALCI}|EURANAL|EURBANAS|ITAANAL|MEA|WORANAL|{MSNANA}|{MSNBAN}|{MSNCORP}|SPA

Dopo aver toccato un massimo intraday di 22.591 punti, il FtseMib di Piazza Affari ha tirato il freno verso il termine della seduta chiudendo in rialzo dello 0,08% a quota 22.416 punti, sostenuto principalmente dall’entusiasmo attorno alle banche.  

In quest’ultima seduta settimanale il settore bancario, già da tempo sotto i riflettori, ha attirato in particolar modo l’attenzione degli investitori in seguito ad alcune indiscrezioni di stampa secondo le quali nelle ultime bozze delle nuove direttive per l’industria bancaria, la Crr2 e la Crd5, sarebbe prevista la sterilizzazione automatica degli effetti sui requisiti di capitale in caso di cessioni massicce di crediti deteriorati, intese come “le operazioni implementate dalle singole banche nell’ambito di un programma pluriennale che mira a ridurre significativamente l’ammontare delle esposizioni in sofferenza dai propri bilanci”. Ssi tratterebbe di un punto fondamentale in quanto le grandi manovre di vendita a sconto di Npl vanno a incidere sulla serie storica della Loss Given Default (Lgd), ossia la stima di perdita in caso di insolvenza del debitore, che costringe le banche a dotarsi di ulteriore capitale di vigilanza.

Per Mediobanca Securities questo provvedimento, se confermato, rappresenterebbe “un incentivo consistente per le banche ad accelerare la cessione dei Non performing loan”. Mentre Equita Sim ha evidenziato che, ad oggi, “le banche che realizzano vendite di Npl e utilizzano i modelli Irb per il calcolo dei coefficienti patrimoniali sono chiamate ad aggiornare i dati di Loss Given Default sul portafoglio in bonis sulla base di quanto è implicito nei prezzi di vendita dei portafogli. Questo automatismo”, hanno proseguito gli analisti, “determina un’inflazione degli attivi ponderati che penalizza il Cet1: le banche possono chiedere eccezioni alla Bce (il waiver, ndr), che ha la discrezione di concedere l’esenzione parziale o totale dell’aggiornamento delle Lgd”.

In Germania, invece, il Dax30 di Francoforte ha chiuso in rialzo dello 0,39% a 13.060 punti sospinto dalle novità sul fronte politico. La prossima settimana il leader della Spd, Martin Schulz, e il Cancelliere, Angela Merkel, si recheranno dal Presidente federale Frank-Walter Steinmeier. Appare dunque più probabile la possibilità di giungere verso un remake della Grande coalizione. Secondo un analista, le tensioni politiche non hanno avuto impatti rilevanti sull’equity.

Il mercato è stato sostenuto anche dalla pubblicazione dell’indice Ifo relativo al mese di novembre sulla fiducia delle imprese tedesche, che si è attestato a un massimo storico di 117,5 punti, battendo il consenso degli economisti che si aspettavano un valore di 116,6 punti. L’indicatore, particolarmente seguito sul mercato valutario in quanto considerato un importante market mover, ha contribuito all’apprezzamento dell’euro nei confronti della valuta statunitense, che ha sfondato la barriera degli 1,19 dollari.

Tra gli altri dati macroeconomici previsti oggi, l’Istat ha rilevato che a settembre il fatturato e gli ordinativi industriali hanno subito, rispettivamente, una flessione congiunturale dell’1,2% e del 3,9%. Negli Stati Uniti, invece, secondo la lettura preliminare di novembre il Pmi manifatturiero è calato a 53,8 punti dai 54,6 di ottobre portandosi sui minimi da due mesi. Inoltre il Pmi servizi Usa, sempre nella lettura preliminare, è sceso a 54,7 punti dai 55,3 di ottobre, attestandosi sui minimi da 4 mesi.

Tra i titoli di Piazza Affari, dunque, bene il comparto bancario: Bper +5,86%, Banco Bpm +4,81%, Ubi B. +2,51%, Unicredit +1,48% e Intesa Sanpaolo +0,07%.

Ondata di acquisti anche su Mediaset (+4,1% a 3,202 euro), con la stampa che continua a focalizzarsi sul possibile accordo con Vivendi sul fronte Premium.

Su A2A (+0,91% a 1,551 euro) Banca Imi ha alzato il rating da hold a add, con prezzo obiettivo che passa da 1,55 a 1,73 euro, citando la maggiore visibilitá sul 2018.

Poco mossa Telecom I. (+0,07% a 0,723 euro) dopo i rialzi della vigilia. Gli analisti continuano a ragionare sui possibili benefici legati al probabile spin-off della rete, elemento che il gruppo potrebbe trattare nel cda di inizio dicembre.

Sul resto del listino, Equita G. ha messo a segno un +4,18% a 3,094 euro. Il titolo, che ha debuttato ieri sull’Aim Italia a quota 2,9 euro, si è portato molto vicino al livello massimo della forchetta di prezzo indicata nell’Ipo, compresa tra 2,4 e 3,1 euro.

Dall’altra parte dell’oceano, nell’euforia generale dovuta al Black Friday, a Wall Street la giornata di contrattazioni terminerà in anticipo alle 13 (le 19 ore italiane). A circa un’ora dalla chiusura ufficiale dei mercati, il Dow Jones, dopo aver toccato un massimo giornaliero di 23.599,18 punti, viaggia in rialzo dello 0,23% a quota 23.580,86 punti, mentre il Nasdaq prosegue in rialzo dello 0,28% a 6.886,60 punti.

Gli investitori restano concentrati sulla prossima settimana, quando il neo-nominato presidente della Federal Reserve, Jerome Powell, terrà un primo discorso davanti al Congresso americano, dal quale sono attesi indizi su quello che potrà essere il percorso della politica monetaria attuata dall’Istituto centrale statunitense.

Il focus del mercato è anche sul iter della riforma fiscale voluta dall’amministrazione Trump. Al termine della scorsa settimana la bozza ha avuto l’ok del Finance Committee del Senato. Al momento, i leader repubblicani in Senato hanno intenzione di portare la riforma fiscale in Aula per votarla già giovedì prossimo.

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)