Strategia Euro/Yen

Data: 22/11/17 06:05:00 Type: NANSC

Nella giornata di martedì il cambio euro/yen è stato respinto da quota 132,25 e ha accusato una veloce correzione, con le quotazioni che sono scese fino a 131,60. La situazione tecnica di breve periodo rimane pertanto contrastata: un segnale di forza arriverà con il superamento di quota 133,90. Un allungo dovrà tuttavia affrontare la barriera posta a 134,45-134,50: solo il breakout di questa zona potrebbe fornire un nuovo segnale rialzista di tipo direzionale. Un’ulteriore correzione troverà invece un primo sostegno in area 130,60-130,55. (riproduzione riservata)
Gianluca Defendi

 

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)


Strategia Euro/dollaro

Data: 22/11/17 07:25:00 Type: NANSC|MFTGED

Nella giornata di martedì il cambio euro/dollaro è scese fino a 1,1713 prima di risalire verso 1,1750-1,1755. La situazione tecnica di breve termine rimane ancora contrastata: prima di poter tentare una nuova risalita sarà comunque necessaria una fase laterale di consolidamento. Positivo il superamento di 1,1820 anche se, da un punto di vista grafico, soltanto il breakout della barriera posta a 1,1860 potrebbe provocare un’inversione rialzista di tendenza, con un primo target in area 1,19-1,1905. Un’ulteriore correzione troverà invece un valido sostegno in area 1,1680-1,1660. (riproduzione riservata)
Gianluca Defendi

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)


Strategia Dax future

Data: 22/11/17 07:45:00 Type: MFANAHP|SPA

Nella seduta di martedì il Dax future (scadenza dicembre 2017) ha compiuto un veloce spunto rialzista, alimentato dal forte ipervenduto di breve termine, e si è portato a ridosso di quota 13.200. Nonostante questo rimbalzo la struttura tecnica di breve termine rimane ancora contrastata: prima di poter iniziare una risalita di una certa consistenza sarà pertanto necessaria una fase laterale di consolidamento sopra i 13.080 punti. Un nuovo allungo dovrà comunque affrontare un primo ostacolo attorno a 13.240-13.245 e una seconda barriera in area 13.335-13.350. Soltanto una discesa sotto 12.840 potrebbe fornire un nuovo e pericoloso segnale ribassista.

Anche l’Eurostoxx50 future (scadenza dicembre 2017) ha compiuto un veloce recupero ed è risalito fino a quota 3.588 punti. La struttura tecnica rimane precaria anche se il forte ipervenduto di breve termine può alimentare un ulteriore rimbalzo verso la barriera grafica posta in area 3.615-3.618 punti. Primo supporto grafico a quota 3.564-3.560 punti. (riproduzione riservata)

Gianluca Defendi

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)


Strategia Ftse Mib future

Data: 22/11/17 08:30:00 Type: CHF

È stata una giornata positiva sul mercato azionario italiano che ha compiuto un veloce rimbalzo tecnico, alimentato dal forte ipervenduto di breve termine. Il Ftse Mib future (scadenza dicembre 2017), dopo un’apertura a 22.170 punti, si è infatti appoggiato a quota 22.100 prima di iniziare una veloce risalita che ha spinto i prezzi a 22.250 prima e attorno a 22.420 in un secondo momento. Nonostante questo recupero la situazione tecnica rimane ancora precaria: un ulteriore allungo dovrà infatti affrontare un duro ostacolo in area 22.500-22.540 punti. Da un punto di vista grafico, pertanto, soltanto il ritorno sopra 22.550 potrebbe fornire un segnale di forza. Un’eventuale correzione troverà invece un primo sostegno attorno a 22.170 punti e un secondo supporto a ridosso di 22.080-22.070. Strategia operativa intraday. Long su correzione verso 22.210 con target a 22.300-22.310 prima, a quota 21.380 poi e in area 21.460-21.480 successivamente. Stop a 22.100. (riproduzione riservata)

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)


Strategia FtseMib future intraday

Data: 22/11/17 10:20:00 Type: CHF

Mattinata contrastata sul mercato azionario italiano che consolida attorno alla parità senza fornire particolari spunti operativi. Il Ftse Mib future (scadenza dicembre 2017), dopo un’apertura a 22.355 punti, ha tentato un allungo ma è stato respinto da quota 22.420. La situazione tecnica di breve periodo rimane ancora contrastata: un ulteriore allungo dovrà infatti affrontare un duro ostacolo in area 22.500-22.540 punti. Da un punto di vista grafico, infatti, soltanto il ritorno sopra 22.550 potrebbe fornire un segnale di forza. Un’eventuale correzione troverà invece un primo sostegno attorno a 22.170 punti e un secondo supporto a ridosso di 22.080-22.070. Strategie operative intraday. Nessuno dei titoli proposti in tabella ha fatto scattare il relativo segnale operativo. (riproduzione riservata)

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)


Data: 22/11/17 16:15:00 Type: CAL|{CALCE}|MEA|WORANAL|{MSNANA}|SPA

Dopo i record segnati ieri, Dow Jones (-0,05% a 23.579 punti) e Nasdaq (+0,06% a 6866) proseguono la seduta in sostanziale parità in una giornata in cui gli analisti prevedono un calo dei volumi di trading in vista della festa del Ringraziamento di domani, in cui Wall Street osserverà un giorno di chiusura, e del Black Friday di dopodomani.

La stagione delle trimestrali si avvia ormai verso il tramonto e dunque, come suggerito da Nick Melhuish, Head of Global Equities di Amundi, “da qui in avanti l’elemento sul quale gli investitori focalizzeranno la loro attenzione sarà l’inflazione e il suo impatto sui tassi di interesse”. Secondo l’esperto, l’indice dei prezzi al consumo “sarà la prima cosa da guardare sui mercati nei prossimi sei mesi”.

Questa sera la Fed pubblicherà i verbali della riunione del Fomc di inizio novembre che, secondo gli economisti di Intesa Sanpaolo, dovrebbero dare un indizio su un rialzo dei tassi d’interesse a dicembre, proseguendo poi in maniera graduale negli anni successivi. Secondi gli esperti, dovrebbe essere ribadita la valutazione positiva sullo scenario di crescita e sul mercato del lavoro, giunto ormai al pieno impiego, con la prospettiva di un’ulteriore discesa del tasso di disoccupazione. Mentre sul fronte dei prezzi, gli analisti si aspettano che la maggioranza del Comitato riterrà che l’inflazione si riporterà verso il 2% nel 2018-19. La restante parte, invece, dovrebbe mantenere un atteggiamento più cauto, condizionando il futuro andamento dei tassi alla effettiva ripresa dell’inflazione.

Sul fronte macroeconomico, gli ordini di beni durevoli negli Stati Uniti, secondo la lettura preliminare di ottobre, sono diminuiti dell’1,2% a livello mensile, decisamente peggio rispetto alle attese del consenso che si aspettavano invece un aumento dello 0,3%. Quelli ex trasporti sono aumentati dello 0,4% mese su mese, al di sotto delle attese che prevedevano un incremento dello 0,8%.

Dall’altro lato, le richieste settimanali di sussidi di disoccupazione sono scese di 13.000 unità a quota 239.000 rispetto alle 240.000 attese dal consenso degli economisti. La media mobile nelle ultime quattro settimane, considerata più attendibile dal mercato in quanto meno volatile, si è portata a 239.750, in aumento di 1.250 unità rispetto alla scorsa settimana.

Tra i singoli titoli quotati a New York, male Hewlett Packard Enterprise (-7,72%) che ha annunciato ieri sera le dimissioni del suo ceo Meg Whitman, che lascerà la guida del gruppo al suo numero due Antonio Neri il prossimo primo febbraio.

In negativo anche SalesForce (-1,85%) che ha pubblicato risultati trimestrali migliori delle attese deludendo però gli analisti sulle previsioni per il trimestre in corso, con ricavi dell’ordine di 2,8 miliardi di dollari. Roth Capital ha abbassato il rating a “neutral” da “buy”.

Avanza Axalta Coating Systems (+4,06%) dopo che la giapponese Nippon Paint ha annunciato di aver presentato una “proposta” di acquisizione. Axalta ha messo fine anche ai precedenti colloqui con il gruppo olandese Akzo Nobel.

In leggero calo Walt Disney (-0,12%) dopo che John Lasseter, direttore artistico della controllata Pixar Animations Studios, si è messo in congedo per un periodo di sei mesi dopo aver ammesso di essere responsabile di “passi falsi” verso alcune persone dello staff.

Crolla del 14.04% Guess, che ha pubblicato ricavi del terzo trimestre inferiori alle attese, mancando il consensus per la quinta volta in otto trimestri, soprattutto a causa di vendite in calo negli Usa.

Poco mossa AT&T (a +0.44%) nonostante il presidente Donald Trump abbia ribadito il suo disaccordo per il progetto di acquisizione del gruppo Time Warner, contro il quale il dipartimento di Giustizia ha depositato ricorso.

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)


Data: 22/11/17 18:10:00 Type: CAL|{CALCI}|EURANAL|ITAANAL|MEA|{MSNANA}|{MSNCORP}|SPA

Chiusura di seduta leggermente negativa per Piazza Affari, con le vendite che si sono concentrate principalmente verso il termine delle contrattazioni: il FtseMib in calo dello 0,05% a 22.315 punti. Segno meno anche per il Cac40 di Parigi (-0,25%) e per il Dax30 di Francoforte (-1,16%).

In positivo solo Londra, con il Ftse100 che ha chiuso in rialzo dello 0,10% dopo la presentazione del budget della Gran Bretagna da parte del Cancelliere dello Scacchiere, Philip Hammond. Nel corso del suo discorso al parlamento di Westminster, il capo del Tesoro di Londra ha annunciato che il governo stanzierà 3 miliardi di sterline nei prossimi due anni per i preparativi della Brexit. La somma andrà ad aggiungersi ai 700 milioni già versati, e secondo Hammond “il Paese sarà pronto per qualsiasi risultato emergerà dalle trattative in corso per l’uscita dall’Unione europea”. Le aspettative per la crescita economica della Gran Bretagna sono state riviste al ribasso rispetto alle precedenti stime, dal 2% all’1,5% per il 2017, dall’1,6% all’1,4% per il 2018, dall’1,7% all’1,3% per il 2019, dall’1,9% all’1,3% per il 2020 e dal 2% all’1,5% per il 2021. Una ripresa dovrebbe essere prevista per il 2022, con un’accelerazione dell’1,6%. In aggiunta, il Cancelliere ha fornito le previsioni sul rapporto debito/Pil fino al 2023: le stime indicano l’86,5% nel 2017-18, l’86,4% nel 2018-19, l’86,1% nel 2019-20, l’83,1% nel 2020-21, il 79,3% nel 2021-22 e il 79,1% nel 2022-23.

“Gli investitori sono più focalizzati sulla Brexit che sul bilancio”, ha spiegato uno strategist all’agenzia Mf-DowJones. “Gli operatori stanno cercando di capire la portata delle misure, ma quello che è certo è che l’assegno che dovrà staccare il Regno Unito è alto e peserá sul budget”. Mentre secondo Michael Metcalfe, strategist di State Street Global Markets, di certo “l’inflazione troppo alta e il calo del Pil contribuiscono a creare uno scenario negativo, anche senza le incertezze politiche” legate al divorzio di Londra da Bruxelles.

Sul fronte interno, la Commissione europea ha inserito l’Italia tra i cinque paesi che rischiano di non rispettare il Patto di stabilità nel 2018 (insieme a Belgio, Austria, Portogallo e Slovenia). Secondo il vice-presidente della Commissione europea Valdis Dombrovskis,, dunque, andranno adottate “le misure necessarie ad aggiustare il percorso di bilancio”. A fargli eco il commissario agli Affari economici, Pierre Moscovici, che nel corso di una conferenza ha spiegato che “ci sono degli scarti e questi scarti devono essere colmati. La situazione dell’Italia è tale che il suo saldo strutturale per il 2018 migliorerebbe dello 0,1% del pil, quando è richiesto uno sforzo dello 0,3%”. Dopo il parere della Commissione europea sul progetto di bilancio per il 2018, dunque, il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni e il Ministro dell’Economia e delle Finanze Pier Carlo Padoan si trovano di fronte a un bivio: correggere la manovra per un ammontare di 3,5 miliardi o rischiare una procedura contro l’Italia a maggio.

Dal punto di vista macroeconomico la giornata odierna è stata caratterizzata da numerosi appuntamenti: l’indice di fiducia dei consumatori dell’area euro, secondo la lettura preliminare, si è attestato a +0,1 punti a novembre, portandosi sui massimi da gennaio 2001 e superando il consenso degli economisti che si aspettavano una lettura a -0,75 punti. Mentre l’indice di fiducia dei consumatori statunitensi, elaborato dall’Università del Michigan, secondo la lettura definitiva di novembre si è attestato a 98,9 punti dai 100,7 di ottobre, lievemente al di sopra del dato preliminare (97,8 punti).

Sempre negli Stati Uniti, le richieste settimanali di sussidi di disoccupazione sono scese di 13.000 unità a quota 239.000 rispetto alle 240.000 attese dal consenso degli economisti. Infine, gli ordini di beni durevoli sono scesi dell’1,2% rispetto al mese precedente a 236 miliardi di dollari, ribaltando le attese degli analisti che prevedevano un rialzo dello 0,2%.

A piazza Affari bene Leonardo Spa (+2,71% a 10,6 euro) grazie alla promozione a buy di Natixis e Telecom I. (+1,32% a 0,6915 euro) su cui gli analisti restano positivi. Mediobanca Securities ha confermato sul titolo la raccomandazione outperform e il prezzo obiettivo a 1,3 euro. L’ad del gruppo, Amos Genish, ha dichiarato di essere “in piena collaborazione con il Governo riguardo alle implementazioni del golden power”. Il ceo ha inoltre sottolineato che “siamo aperti a collaborare con chiunque per aiutarci a costruire la spina dorsale di cui c’è bisogno nel Paese che è fatta dalla fibra, dal 5g, da software, applicazioni e b2b”.

Contrastato il comparto bancario: Intesa Sanpaolo +1,59%, Mediobanca +1,23%, Unicredit +1,09%, Ubi B. +0,53%, Bper -0,58% e Banco Bpm -0,74%. B.Carige ha chiuso la seduta con un -6,61% a 0,0113 euro nel primo giorno di aumento. I diritti hanno invece lasciato sul terreno il 41,04% a 0,076 euro.

Cnh I. (+0,27% a 11,08 euro) ha accelerato al rialzo passando in positivo dopo la pubblicazione dei risultati del concorrente Deere, superiori alle attese.

Poco mossa Mediaset (-0,07% a 3,05 euro) con gli analisti che continuano a ragionare sul possibile accordo con Vivendi sulla pay tv Premium.

Sul resto del listino si segnala Astaldi (+12,17% a 2,322 euro). ha beneficiato delle ipotesi di stampa relative al possibile ingresso di un nuovo socio e della notizia relativa alle nuove commesse. Il gruppo capitolino è infatti aggiudicato tre nuovi contratti di costruzione, per 400 milioni di euro circa in quota propria, riferiti a progetti in Cile, Polonia e Honduras. Continua quindi la strategia di derisking dell’azienda, con il progressivo riposizionamento delle attività su Paesi a rischio piú contenuto rispetto al passato.

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)