Strategia Dollaro/Yen

Data: 21/11/17 06:15:00 Type: NANSC

Nella giornata di lunedì il cambio dollaro/yen ha compiuto un veloce recupero ed è risalito fino a quota 112,55. Nonostante questo rimbalzo la situazione tecnica rimane precaria, con diversi indicatori che registrano un rafforzamento della pressione ribassista. Un nuovo segnale negativo arriverà con il cedimento di 111,90. Da un punto di vista grafico, tuttavia, soltanto la rottura del sostegno posto in area 111,65-111,50 potrebbe provocare un’inversione ribassista di tendenza. Un ulteriore recupero dovrà affrontare un primo ostacolo attorno a 112,80 e una seconda barriera in area 113,25-113,30. (riproduzione riservata)
Gianluca Defendi

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)


Strategia Euro/Yen

Data: 21/11/17 06:30:00 Type: NANSC

Nella giornata di lunedì il cambio euro/yen ha tentato un recupero ma non è riuscito a superare la barriera posta a quota 132,45-132,50. La situazione tecnica di breve periodo rimane pertanto contrastata: un segnale di forza arriverà con il superamento di quota 133,90 in quanto potrebbe innescare un allungo verso la barriera posta a 134,45-134,50. Solo il breakout di questa zona potrebbe fornire un nuovo segnale rialzista di tipo direzionale. Un’eventuale correzione troverà invece un primo sostegno in area 132-131,95. (riproduzione riservata)
Gianluca Defendi

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)


Strategia Euro/dollaro

Data: 21/11/17 06:50:00 Type: NANSC|MFTGED

Nella giornata di lunedì il cambio euro/dollaro è stato respinto da quota 1,1820 e ha subito una veloce correzione, con le quotazioni che sono scese sotto 1,1730. La situazione tecnica di breve termine rimane pertanto contrastata: prima di poter tentare una nuova risalita sarà comunque necessaria una fase laterale di consolidamento. Positivo il superamento di 1,1820 anche se, da un punto di vista grafico, soltanto il breakout della barriera posta a 1,1860 potrebbe provocare un’inversione rialzista di tendenza, con un primo target in area 1,19-1,1905. Un’ulteriore correzione troverà invece un valido sostegno in area 1,1680-1,1660. (Gianluca Defendi)

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)


Strategia Dax future

Data: 21/11/17 07:45:00 Type: MFANAHP|SPA

Nella seduta di lunedì il Dax future (scadenza dicembre 2017) ha compiuto un veloce recupero, alimentato dal forte ipervenduto di breve termine, e si è portato a ridosso di quota 13.080. Nonostante questo rimbalzo la struttura tecnica di breve termine rimane ancora precaria: prima di poter iniziare una risalita di una certa consistenza sarà pertanto necessaria una fase laterale di consolidamento. Soltanto una discesa sotto 12.840 potrebbe fornire un nuovo e pericoloso segnale ribassista. Un allungo dovrà affrontare un primo ostacolo in area 13.135-13.150 e una seconda barriera a ridosso di 13.200 punti.

Anche l’Eurostoxx50 future (scadenza dicembre 2017) ha compiuto un veloce recupero ed è risalito fino a quota 3.564 punti. La struttura tecnica rimane precaria anche se il forte ipervenduto di breve termine può impedire un ulteriore cedimento e alimentare un rimbalzo verso la prima barriera grafica posta in area 3.585-3.588 punti. (riproduzione riservata)

Gianluca Defendi

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)


Strategia Ftse Mib future

Data: 21/11/17 08:30:00 Type: CHF

È stata una giornata contrastata sul mercato azionario italiano che, nonostante il forte ipervenduto di breve termine, non è riuscito a rimbalzare con decisione. Il Ftse Mib future (scadenza dicembre 2017), dopo un’apertura a quota 21.955, ha comunque compiuto un veloce recupero ed è salito fino ad un picco intraday di 22.210 punti. La situazione tecnica rimane pertanto precaria: un allungo dovrà infatti affrontare un primo ostacolo in area 22.260-22.290 e una seconda barriera a ridosso di 22.400. Da un punto di vista grafico, poi, soltanto il ritorno sopra 22.550 potrebbe fornire un primo segnale di forza. Un’ulteriore flessione troverà invece un primo sostegno attorno a 21.950-21.940 punti e un secondo obiettivo a ridosso di 21.880. Strategia operativa intraday. Long a 22.110 con target a 22.200-22.210 prima, a quota 21.290-21.300 poi e in area 21.380-21.390 successivamente. Stop a 22.000. (riproduzione riservata)

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)


Strategia FtseMib future intraday

Data: 21/11/17 10:05:00 Type: CHF

Mattinata contrastata sul mercato azionario italiano che prova un rimbalzo tecnico ma rimane al di sotto di un solida area di resistenza grafica. Il Ftse Mib future (scadenza dicembre 2017), dopo un’apertura a quota 22.170, è sceso verso 22.100 prima di iniziare un veloce recupero che ha spinto i prezzi fino a 22.250. La situazione tecnica rimane precaria anche se il forte ipervenduto di breve termine dovrebbe impedire un ulteriore cedimento e favorire una pausa di consolidamento. Un allungo dovrà comunque affrontare un duro ostacolo in area 22.380-22.400 e una seconda barriera attorno a 22.500-22.520. Da un punto di vista grafico, poi, soltanto il ritorno sopra 22.550 potrebbe fornire un segnale di forza. Un’eventuale correzione troverà invece un primo sostegno attorno a 21.950-21.940 punti e un secondo obiettivo a ridosso di 21.880. Strategie operative intraday. Nessuno dei titoli proposti in tabella ha fatto scattare il relativo segnale operativo. (riproduzione riservata)

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)


Data: 21/11/17 16:15:00 Type: CAL|{CALCE}|MEA|WORANAL|{MSNANA}|{MSNCORP}|SPA

La borsa di New York ha iniziato bene la seduta odierna: l’indice Dow Jones viaggia in rialzo dello 0,58% mentre il Nasdaq avanza dello 0,79%. Il sentiment degli investitori continua a ruotare attorno all’Europa, a causa dell’incertezza dovuta agli sviluppi della situazione politica in Germania, in seguito al fallimento dei colloqui per la formazione di una coalizione di governo. Se da un lato il presidente Frank-Walter Steinmeier ha esortato le parti politiche a tornare al tavolo negoziale, dall’altro il cancelliere tedesco Angela Merkel ha fatto intendere di essere pronta ad andare alle urne nel caso in cui non emergesse una maggioranza che possa tornare a dare stabilità al Paese. Gli investitori non sembrano comunque eccessivamente preoccupati e preferiscono focalizzarsi sul forte contributo fornito dall’economia di Berlino nel processo di ripresa dell’Eurozona. “Dopo tutto”, hanno sottolineato gli esperti di Ubs, “la continuità politica” in Germania “difficilmente verrà interrotta, indipendentemente dai possibili esiti”. E’ vero, infatti, che le incertezze sul fronte politico sono aumentate, ma secondo Nandini Ramakrishnan di Jp Morgan Asset Management “sembra che i mercati prestino ancora maggiore attenzione ai fondamentali e ai risultati positivi sul fronte delle trimestrali”.

Sul fronte Federal Reserve, nella notte è atteso un intervento da parte del presidente uscente Janet Yellen, che ha annunciato che si dimetterà dal ruolo di membro del board dell’Istituto dopo il giuramento del suo successore, Jerome Powell. Un analista di Ig ha fatto notare che è dagli anni ’70 che un presidente della Banca centrale americana non viene riconfermato per un secondo mandato.

Dal fronte macroeconomico l’indice Cfnai, che misura l’andamento dell’attività economica nel distretto della Fed di Chicago si è attestato a 0,65 punti nel mese di ottobre da quota 0,36 di settembre. La media mobile a 3 mesi è invece a 0,28 punti rispetto al 0,01 del mese precedente. Mentre le vendite di unità abitative esistenti, sempre negli Stati Uniti, sono aumentate a ottobre del 2,0% a livello mensile a 5,48 milioni di unità, al di sopra dei 5,42 milioni attesi dal consenso.

Tra i singoli titoli quotati sulla borsa di New York, Lowe’s Companies, principale concorrente di Home Depot sul mercato dei negozi di bricolage, ha reso noto risultati trimestrali con un utile per azione e ricavi su base comparabile superiori alle attese del consensus Thomson Reuters Ibes. Il titolo guadagna finora l’1,58%.

Urban Outfitters perde il 3,54% nonostante abbia annunciato risultati trimestrali superiori alle attese, grazie al dinamismo delle vendite dei tre marchi.

Bene Palo Alto Networks che è balzato del 6,96% dopo aver comunicato ricavi e utile trimestrale sopra le attese, grazie alla crescita della domanda dei servizi dematerializzati e alle previsioni di vendite nel trimestre in corso migliori delle attese.

Poco mosso il titolo Netflix (a +0,18%) che ha siglato un accordo con Deutsche Bank per consentire ai clienti della banca di accedere ai contenuti del gruppo di tv via web Usa.

Dopo la chiusura delle contrattazioni sono invece attesi i risultati del quarto trimestre di Hp e Hewlett-Packard Enterprise e del terzo trimestre di Salesforce.

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)


Data: 21/11/17 18:05:00 Type: CAL|EURANAL|EURBANAS|ITAANAL|ITABANAS|MEA|{MSNANA}|{MSNBAN}|{MSNCORP}|SPA

Dopo un inizio di seduta debole dovuto alle preoccupazioni sul fronte politico tedesco, il sentiment è migliorato sull’azionario europeo e il FtseMib ha messo a segno un rialzo dello 0,62% a 22.326 punti. Positiva la chiusura anche per le altre principali piazze europee, con Parigi che ha guagnato lo 0,48%, Francoforte lo 0,83% e Londra lo 0,3%.

In Germania continua a tenere banco il fallimento dei colloqui per la formazione di una coalizione di governo. Il cancelliere tedesco Angela Merkel ha fatto intendere di essere pronta ad andare alle urne nel caso in cui non emergesse una maggioranza che possa tornare a dare stabilità al Paese, mentre il presidente Frank-Walter Steinmeier ha esortato le parti politiche a tornare al tavolo negoziale. “Dopo tutto”, hanno sottolineato gli esperti di Ubs, “la continuità politica” in Germania “difficilmente verrà interrotta, indipendentemente dai possibili esiti”. Mentre secondo Geoffrey Yu, analista di Ubs Wealth Management, il fallimento delle trattative per la formazione di una coalizione di governo dovrebbe limitarsi a fare “solo rumore”. L’esperto ha sottolineato che quel che conta realmente è la politica monetaria della Banca centrale europea e che gli investitori non sembrano “dell’umore giusto per giocare sugli eventi politici nel breve periodo”, motivo per cui non dovrebbero dare grande importanza alla prospettiva di nuove elezioni tedesche.

Sul fronte britannico, invece, il premier conservatore Theresa May, ha deciso di provare a sbloccare l’impasse con l’Unione Europea nei negoziati sulla Brexit raddoppiando l’offerta del conto che Londra deve saldare a Bruxelles da 20 a 40 miliardi di euro, contro i 60 chiesti dall’Unione. Lo ha riferito il Financial Times spiegando che May annuncerà la sua offerta l’8 dicembre per poi, in caso di placet dei 27, formalizzare il tutto al prossimo Consiglio europeo il 14 e il 15 dicembre. Secondo il ministro britannico per la Brexit, David Davis, la possibilità che Unione europea e Gran Bretagna non raggiungano alcun accordo sulla Brexit è “improbabile” ma non impossibile. Davis ha affermato di avere “fiducia” nel fatto che verrà raggiunto un accordo coi 27, ma ha comunque ribadito che il governo britannico ha messo in conto qualsiasi eventualità. “Non importa ciò che accadrà”, ha aggiunto, perché Londra “abbandonerà l’Unione Europea e metterà in pratica le istruzioni date dal popolo britannico” nel referendum del 23 giugno del 2016.

In tema di banche, l’Unione Europea ha deciso di dare ai grandi istituti di credito della zona euro fino a quattro anni per costituire dei ‘buffer’ di capitale, secondo quanto riferito da una fonte a Reuters. Le nuove regole impongono alle banche di emettere una quantità sufficiente di debito aggredibile per assorbire le perdite in caso di fallimento. Tali buffer finora non sono mai stati specificati, lasciando più tempo alle banche per coprire le nuove esigenze di capitale, stimate tra 186 e 276 miliardi di euro. Ora, però, i regolatori dell’Unione hanno imposto un obiettivo vincolante per le “35-40 grandi banche” della zona euro, secondo quanto ha riportato la fonte, che non specifica tuttavia quali istituti verrebbero coinvolti concretamente.

Tra i singoli titoli di Piazza Affari, bene Leonardo (+2,89%) ed Enel (+2,58% a 5,36 euro), con le indicazioni del piano al 2020 che hanno superato le attese degli analisti.

Debole invece il comparto bancario: Ubi B. -3,04%, Banco Bpm -1,96%, Mediobanca -1,58%, Bper -1,38%, Unicredit -0,78% e Intesa Sanpaolo invariata a 2,768 euro. B.Carige ha messo a segno un +53,26% a 0,141 euro, effettuando un consistente rimbalzo dopo i recenti cali. La Consob in una nota pubblicata sul proprio sito internet ha spiegato che l’aumento di capitale da 560 milioni di euro che affronterá a partire da domani, “presenta caratteristiche di iperdiluizione” e c’è pertanto “il rischio che durante il periodo di offerta in opzione delle nuove azioni si verifichino anomalie nel processo di formazione del prezzo, consistenti in una sopravvalutazione del prezzo di mercato delle azioni rispetto al loro valore teorico”. Anche Creval (+15,35% a 1,465 euro) ha effettuato un rimbalzo consistente dopo le perdite dell’ultimo periodo.

Salvatore Ferragamo ha chiuso a 21,93 euro, in rialzo del 2,29%, effettuando un recupero dopo la recente debolezza.

In sostanziale parità Telecom (-0,07% a 0,6825 euro) su cui Mediobanca Securities resta comunque positiva (raccomandazione outperform con target price a 1,3 euro) all’indomani dell’incontro tra l’amministratore delegato del gruppo, Amos Genish, e il ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda. Gli esperti continuano a pensare che la separazione della rete sia un’opzione che crea valore.

In lieve calo Mediaset a 3,052 euro (-0,46%) con gli analisti che continuano a ragionare sulle implicazioni positive legate al possibile accordo con Vivendi, che secondo le ultime indiscrezioni di stampa dovrebbe arrivare entro metà dicembre.

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)