Strategia Dollaro/Yen

Data: 21/02/18 06:30:00 Type: NANSC

Nella giornata di martedì il cambio dollaro/yen (USD/YEN) ha compiuto un veloce recupero, con le quotazioni che sono risalite in area 107,30-107,35. Nonostante questo rimbalzo la tendenza di breve termine rimane ancora negativa: prima di poter iniziare una risalita di una consistenza sarà pertanto necessaria una fase laterale di riaccumulazione sopra quota 106. Un ulteriore rimbalzo tecnico dovrà affrontare un primo ostacolo a ridosso di 107,80 e una seconda barriera in area 108,70-108,80. Soltanto una discesa sotto 105,50 potrebbe fornire un nuovo e pericoloso segnale ribassista. (riproduzione riservata)
Gianluca Defendi

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)


Strategia Euro/dollaro

Data: 21/02/18 07:05:00 Type: NANSC|MFTGED

Nella giornata di martedì il cambio euro/dollaro (EUR/USD) ha subito una veloce correzione ed è sceso fino a quota 1,2320. La situazione tecnica di breve termine appare contrastata: da un punto di vista grafico, infatti, soltanto il breakout di quota 1,2560 potrebbe fornire un nuovo segnale rialzista (con target teorici a 1,2590 prima e in area 1,2620-1,2625 successivamente). Pericolosa invece una discesa sotto 1,23 anche se, da un punto di vista grafico, sarà soltanto il cedimento di quota 1,22 a provocare un’inversione ribassista di tendenza. (Gianluca Defendi)

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)


Strategia FtseMib future

Data: 21/02/18 07:30:00 Type: CHF

E’ stata una giornata contrastata sul mercato azionario italiano che è stato respinto da una solida barriera grafica e ha accusato una veloce correzione intraday. Il Ftse Mib future (scadenza marzo 2018), dopo un’apertura a 22.565, è rimbalzato verso 22.700 prima di accusare una rapida flessione  che ha spinto i prezzi a ridosso di 22.460. La situazione tecnica rimane pertanto contrastata: prima di poter tentare un ulteriore balzo in avanti (che dovrà comunque affrontare un duro ostacolo in area 22.950-23.000 punti), è necessaria una fase riaccumulativa. Importante quindi la tenuta sostegno situato in area 22.380-22.350 punti. Pericolosa una discesa sotto questa zona anche se, da un punto di vista grafico, un nuovo segnale ribassista arriverà soltanto con il cedimento di quota 21.900. Strategia operativa intraday. Short su rimbalzo verso 22.780 con target a 22.700-22.690 prima, a 22.620-22.610 poi e in area 22.540-22.520 successivamente. Stop a 22.870. (riproduzione riservata)

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)


Strategia Dax future

Data: 21/02/18 07:45:00 Type: MFANAHP|SPA

Nella seduta di martedì il Dax future (scadenza marzo 2018) ha tentato un recupero ma non è riuscito a superare quota 12.500. La situazione tecnica rimane di breve termine rimane quindi contrastata: prima di poter iniziare una risalita di una certa consistenza sarà pertanto necessaria un’adeguata fase laterale di riaccumulazione. Da un punto di vista grafico, infatti, soltanto il ritorno sopra 12.650 potrebbe fornire una dimostrazione di forza. Un allungo dovrà comunque affrontare un duro ostacolo in area 12.850-12.900 punti.

L’Eurostoxx50 future (scadenza marzo 2018) si è appoggiato all’area 3.400-3.396 ed è risalito fino a quota 3.435-3.437. Il quadro tecnico di breve periodo rimane ancora contrastato: il superamento di 3.440 fornirà una prima dimostrazione di forza. Un’eventuale correzione dovrebbe invece arrestarsi a contatto con il sostegno situato in area 3.340-3.335 punti. (riproduzione riservata)

Gianluca Defendi

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)


Strategia Euro/Yen

Data: 21/02/18 08:35:00 Type: NANSC

Nella giornata di martedì il cambio euro/yen (EUR/YEN) ha tentato un recupero ma è stato respinto da quota 132,50. La struttura tecnica di breve termine rimane pertanto precaria: prima di poter iniziare una risalita di una consistenza sarà pertanto necessaria una fase laterale di riaccumulazione. Una prima dimostrazione di forza arriverà con il ritorno sopra 133,30. Un rimbalzo dovrà comunque affrontare un primo ostacolo a quota 133,80 e una seconda barriera a 134,80-134,90. Il cedimento di 131,60, al contrario, può innescare una rapida flessione in area 131,25-131,20. (riproduzione riservata)
Gianluca Defendi

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)


Strategia FtseMib future intraday

Data: 21/02/18 11:15:00 Type: CHF

Mattinata negativa sul mercato azionario italiano che accusa una flessione di oltre mezzo punto percentuale e si dirige verso un’importante area di supporto. Il Ftse Mib future (scadenza marzo 2018), dopo un’apertura a 22.600, ha fatto registrare un massimo intraday a quota 22.620 prima di accusare una rapida correzione che ha spinto i prezzi attorno a 22.450. La situazione tecnica rimane pertanto contrastata: prima di poter tentare un ulteriore balzo in avanti (che dovrà comunque affrontare un duro ostacolo in area 22.950-23.000 punti) è necessaria una fase riaccumulativa al di sopra del sostegno situato in area 22.380-22.350 punti. Pericolosa una discesa sotto quest’ultimo livello anche se, da un punto di vista grafico, un nuovo segnale ribassista arriverà soltanto con il cedimento di quota 21.900. Strategie operative intraday. Nessuno dei titoli proposti in tabella ha fatto scattare il relativo segnale operativo. (riproduzione riservata)

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)


Data: 21/02/18 15:55:00 Type: CAL|{CALCE}|MEA|WORANAL|{MSNANA}|{MSNBAN}|{MSNCORP}|{MSNMECO}|SPA

Atmosfera tranquilla a Wall Street in attesa delle minute del Federal Open Market Committee. Dopo il triplo segno meno segnato ieri dai principali indici americani, con il Dow Jones che in particolare ha ceduto l’1%, oggi quest’ultimo apre in rialzo dello 0,49% a 25.088 punti, l’S&P500 avanza dello 0,54% a 2.730 punti mentre il Nasdaq guadagna lo 0,63% a 7.279 punti.

I verbali dell’ultima riunione del Fomc, in pubblicazione oggi alle 20 ora italiana, “dovrebbero prendersi la loro bella fetta di attenzione” e il linguaggio dovrebbe essere da falco, ha commentato Elsa Lignos, strategist di Rbc. E secondo gli strategist di Mps Capital Services, i documenti saranno utili “per raccogliere indizi riguardo le reazioni all’interno del Fomc agli ultimi dati, soprattutto sul fronte dell’inflazione, e fornire una chiave di lettura su quanto graduali saranno gli ulteriori rialzi dei tassi” di interesse. In assenza di indizi, hanno proseguito gli esperti, “qualche informazione utile potrebbe provenire dai numerosi interventi di membri della Fed in calendario questa settimana”.

E proprio poco prima dell’apertura ufficiale dei mercati americani si è espresso Patrick Harker, presidente della Fed di Philadelphia, che ha rimarcato di aspettarsi solo due rialzi dei tassi d’interesse nel corso del 2018, come già affermato il mese scorso. “Il mantra della Fed è basato sui dati”, ha spiegato Harker, “e per ora i dati continuano a dirmi che due rialzi del costo del denaro rappresentano il percorso più adeguato”. Il banchiere centrale si aspetta, inoltre, che l’inflazione raggiunga o superi il target del 2% della Fed entro la fine del 2019.

Nel frattempo il dollaro continua a guadagnare terreno sull’euro, con il cross in calo dello 0,18% a 1,2328, dopo aver toccato un minimo intraday a 1,2307. In calo rispetto al biglietto verde anche la sterlina, dopo la pubblicazione dei dati sul tasso di disoccupazione della Gran Bretagna, salito inaspettatamente al 4,4% a dicembre 2017 per la prima volta dopo quasi due anni. Il cambio tratta infatti in ribasso dello 0,27% a 1,3957.

Sul fronte macroeconomico, il Pmi manifatturiero Usa, nella lettura preliminare di febbraio, è salito a 55,9 punti dai 55,5 di gennaio. Il dato, come puntualizzato dagli economisti di Ihs Markit, è sui massimi da 40 mesi. Quanto al Pmi servizi, sempre nella lettura preliminare di febbraio, è salito a 55,9 punti dai 53,3 di gennaio, portandosi ai massimi da 6 mesi. 

Infine, le vendite di unità abitative esistenti negli Stati Uniti sono calate a gennaio del 3,2% a livello mensile a 5,38 milioni di unità, al di sotto dei 5,6 milioni attesi dal consenso, con il prezzo mediano di vendita che, a livello nazionale, si è attestato a 240.500 dollari, in aumento del 5,8% rispetto allo stesso mese dell’anno scorso.

Tra i titoli da monitorare oggi, Walmart prova a rimbalzare dopo il tonfo di ieri e avanza dello 0,70%. La società ha chiuso il quarto trimestre con un utile di 2,18 miliardi di dollari, in calo rispetto ai 3,76 miliardi registrati nello stesso periodo di un anno prima. I ricavi sono saliti a 136,2 miliardi, al di sotto dei 134,9 miliardi attesi consensus. La prima catena retailer al mondo ha deluso per la crescita lenta delle vendite online negli Stati Uniti, che hanno registrato nel trimestre finito a gennaio solo un +23%, rispetto al 50% dello stesso periodo di un anno prima. Per quanto riguarda le previsioni per il 2018, Walmart ha alzato le attese sugli utili nella fascia compresa tra 4,75 e 5 dollari ad azione, mentre gli analisti attendevano un valore secco di 5 dollari ad azione.

Poco mossa 3M (+0,18%), che pagherà 850 milioni di dollari per porre fine al contenzioso con lo stato del Minnesota, che aveva accusato la compagnia di aver inquinato le risorse idriche della zona nel corso degli ultimi cinquant’anni. Le accuse fanno riferimento alle operazioni della società fra il 1950 e i primi anni 2000. Secondo quanto riportato dai legali, 3M avrebbe scaricato milioni di chili di rifiuti, derivanti dalla produzioni di poliuretano, nei terreni e nelle acque del territorio, sul quale si trova l’impianto di produzione del brand Scotchgard.

General Motors ha proposto di investire 2,8 miliardi di dollari nelle attività sudcoreane nei prossimi 10 anni e ha chiesto a Seul di contribuire ai fondi, secondo quanto riferito da un funzionario del governo della Corea del Sud. Il titolo cede in avvio lo 0,20%.

Infine, Merck guadagna lo 0,51% dopo aver annunciato l’acquisto di Viralytics, una biotech australiana specializzata nell’immunoterapia virale, per 502 milioni di dollari australiani (pari a circa 320 milioni di euro). 

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)