Strategia Euro/Yen

Data: 20/12/17 06:05:00 Type: NANSC

Nella giornata di martedì il cambio euro/yen ha compiuto un veloce recupero e si è portato a ridosso di quota 113,90. La struttura grafica di breve termine rimane ancora contrastata: una dimostrazione di forza arriverà con il ritorno sopra 134. Da un punto di vista grafico, poi, soltanto il breakout della resistenza posta in area 134,40-134,50 potrebbe fornire un chiaro segnale rialzista. Importante comunque la tenuta del supporto situato in area 131,80-131,70 in quanto può favorire la costruzione di una solida base accumulativa. (riproduzione riservata)
Gianluca Defendi

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)


Strategia Dollaro/Yen

Data: 20/12/17 06:10:00 Type: NANSC

Nella giornata di martedì il cambio dollaro/yen ha compiuto un veloce recupero e si è portato a ridosso di quota 133,10. Nonostante questo rimbalzo la situazione tecnica di breve termine rimane ancora contrastata: al rialzo, infatti, una nuova dimostrazione di forza arriverà soltanto con il breakout della solida barriera grafica posta a quota 113,75-113,80. Prima di un nuovo allungo è comunque probabile una fase laterale di consolidamento. Da un punto di vista grafico, tuttavia, solo una discesa sotto quota 112 potrebbe provocare fornire un segnale ribassista. (riproduzione riservata)
Gianluca Defendi

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)


Strategia Euro/dollaro

Data: 20/12/17 06:15:00 Type: NANSC|MFTGED

Nella giornata di martedì il cambio euro/dollaro ha compiuto un veloce recupero ed è risalito in area 1,1840-1,1855. Nonostante questo rimbalzo la situazione tecnica di breve termine rimane contrastata: un nuovo allungo dovrà infatti affrontare un duro ostacolo in area 1,1875-1,1880. Soltanto con il ritorno sopra questa zona potrebbe fornire una chiara dimostrazione di forza. Importante comunque la tenuta del sostegno situato a 1,1720-1,1715 in quanto può favorire una fase riaccumulativa. Solo una discesa sotto 1,1715 potrebbe fornire un segnale negativo e innescare una rapida flessione verso il successivo sostegno grafico situato in area 1,1670-1,1660. (Gianluca Defendi)

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)


Strategia Dax future

Data: 20/12/17 07:45:00 Type: MFANAHP|SPA

Nella seduta di martedì il Dax future (scadenza marzo 2018) ha subito una rapida correzione ed è sceso fino a quota 13.200 punti. Nonostante questa flessione la struttura tecnica di breve termine rimane comunque costruttiva: dopo una breve pausa di consolidamento al di sopra del sostegno situato in area 13.120-13.100 punti è possibile pertanto un nuovo allungo. Da un punto di vista grafico, tuttavia, solo il breakout di 13.340 potrebbe fornire un nuovo segnale rialzista. Pericolosa invece una discesa sotto i 13.000 punti.

Anche l’Eurostoxx50 future (scadenza marzo 2018) ha subito una brusca correzione ed è sceso in area 3.570-3.567 punti. La struttura tecnica di breve termine rimane contrastata: da un punto di vista grafico, infatti, solo il superamento di quota 3.603 potrebbe fornire un nuovo segnale rialzista, con target teorici a 3.615-3.618 prima e attorno a 3.625-3.628 in un secondo momento. (riproduzione riservata)

Gianluca Defendi

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)


Strategia Ftse Mib future

Data: 20/12/17 08:30:00 Type: CHF

È stata una giornata contrastata sul mercato azionario italiano che, dopo il veloce recupero di lunedì, ha oscillato per gran parte della seduta attorno alla parità senza fornire particolari spunti operativi. Il Ftse Mib future (scadenza marzo 2018), dopo un’apertura a 22.295 punti, ha tentato un allungo ma non è riuscito a superare quota 22.370. La situazione tecnica di breve periodo rimane ancora contrastata: un ulteriore balzo in avanti dovrà infatti affrontare una prima barriera a ridosso di quota 22.400 e una seconda resistenza in area 22.470-22.480 punti. Da un punto di vista grafico, tuttavia, solo il breakout della resistenza posta in area 22.700-22.750 punti potrebbe fornire un nuovo segnale rialzista. Prima di poter iniziare una risalita di una certa consistenza sarà pertanto necessaria una fase laterale di riaccumulazione al di sopra del sostegno posto a 21.900 punti. Strategia operativa intraday. Long su correzione verso 22.040 con target a 22.140 prima, a quota 22.220 poi e attorno a 22.280-22.290 successivamente. Stop a 21.970. (riproduzione riservata)

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)


Strategia FtseMib future intraday

Data: 20/12/17 10:35:00 Type: CHF

Mattinata contrastata sul mercato azionario italiano che risente dalla debolezza del comparto bancario e non riesce a rimbalzare con decisione. Il Ftse Mib future (scadenza marzo 2018), dopo un’apertura a 22.245 punti, è salito verso 22.280 prima di accusare una rapida correzione intraday che si è arrestata in area 22.100-22.090. La situazione tecnica di breve periodo rimane ancora contrastata: un allungo dovrà infatti affrontare una prima barriera a ridosso di quota 22.400 e una seconda resistenza in area 22.470-22.480 punti. Da un punto di vista grafico, tuttavia, solo il breakout della resistenza posta in area 22.700-22.750 punti potrebbe fornire un nuovo segnale rialzista. Prima di poter iniziare una risalita di una certa consistenza è necessaria una fase riaccumulativa al di sopra di quota 21.900 punti. Strategie operative intraday. Nessuno dei titoli proposti in tabella ha fatto scattare il relativo segnale operativo. (riproduzione riservata)

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)


Data: 20/12/17 18:00:00 Type: CAL|{CALCI}|ITAANAL|MEA|{MSNANA}|{MSNBAN}|{MSNCORP}|{MSNMECO}|SPA

Piazza Affari e le borse europee hanno incrementato le perdite sul finale in seguito alle perplessità dovute agli intoppi sul fronte della riforma fiscale negli Stati Uniti e appesantite inoltre dalla tensione politica attorno alla Catalogna. Il FtseMib ha terminato la seduta in calo dello 0,74% a 22.109 punti e hanno chiuso in calo anche il Dax di Francoforte (-1,12%) e il Cac di Parigi (-0,60%).

Domani, in Spagna, oltre cinque milioni e mezzo di cittadini catalani saranno chiamati a eleggere i 135 deputati del prossimo parlamento regionale, ma soprattutto a dare una indicazione su quello che dovrà essere il futuro del processo di indipendenza che ha sconvolto il panorama politico del paese negli ultimi mesi.

Mentre negli Stati Uniti, per una pura “questione tecnica”, Donald Trump potrebbe aspettare fino a gennaio prima di firmare la riforma fiscale ormai giunta al traguardo. Lo ha riferito Gary Cohn, consigliere economico alla Casa Bianca, parlando a un evento organizzato da Axios. Lo slittamento potrebbe verificarsi nel caso in cui i legislatori al Congresso, congiuntamente alla riforma fiscale, non passassero un provvedimento per fare venire meno alcune regole di bilancio che farebbero scattare tagli automatici alla spesa.

Per l’approvazione della riforma manca solo il via libera della Camera, chiamata a rivotare dopo l’ok di ieri in quanto il testo del provvedimento è stato ritoccato prima di essere messo al voto al Senato. Una volta portata a casa la riforma, i legislatori dovrebbero lavorare su quelle deroghe prima della chiusura del Congresso per le festività natalizie. Se non lo faranno, uno dei modi per posticipare i tagli automatici alla spesa sarebbe quello di fare firmare a Trump la riforma fiscale a gennaio.

Lo spread Btp/Bund ha terminato la giornata in ulteriore allargamento a 153,399 punti, fattore che ha contribuito ad appesantire ulteriormente il comparto bancario e, di conseguenza, il listino milanese.

Sul fronte macroeconomico, l’indice dei prezzi alla produzione in Germania è cresciuto dello 0,1% a livello mensile e ha registrato un incremento del 2,5% su base annuale a novembre. Mentre il surplus delle partite correnti dell’Eurozona si è attestato a 30,8 miliardi di euro ad ottobre, in calo rispetto a quella del mese precedente, pari a 39,2 miliardi di euro.

A Piazza Affari, ha brillato Tenaris (+1,24% a 13,05 euro). Barclays ha avviato la copertura sul titolo con raccomandazione overweight e prezzo obiettivo a 16,5 euro. Gli analisti pensano che il business del gruppo abbia “il potenziale per migliorare ulteriormente” beneficiando tra le altre cose delle iniziative strategiche.

In controtendenza anche Mediaset (+1,30% a 3,276 euro). ll mercato ha apprezzato il rinvio dell’udienza con Vivendi su Premium: le due parti avranno infatti più tempo per lavorare a un accordo. Apprezzate inoltre le indiscrezioni di stampa secondo le quali l’importo d’acquisto dei contenuti Mediaset da parte di Telecom I. (che ha perso l’1,49% a 0,729 euro) è lievitato a 460 milioni (senza considerare i diritti sul calcio, calcolati a parte).

Male invece il comparto bancario, con Unicredit -2,9%, Banco Bpm -1,56%, Bper -0,56%, Ubi B. -0,53%, Intesa Sanpaolo -0,14% e Mediobanca +0,37%. Sul resto del listino si segnala Creval (+8,59% a 1,366 euro). L’assemblea ha approvato l’aumento di capitale da 700 mln euro a larghissima maggioranza. Presente il 32% del capitale e via libera col 95,7% dei voti.

Tra le utility, in rialzo Italgas (+0,58% a 5,19 euro). Il gruppo ha sottoscritto con la Banca Europea per gli investimenti un contratto di prestito di 360 milioni di euro per il finanziamento di alcune iniziative volte a potenziare la propria rete distributiva e rendere il sistema di distribuzione del gas ancora più efficiente e sicuro. In rosso invece Enel (-0,75% a 5,275 euro) che attraverso la controllata Enel Green Power Argentina si è aggiudicata i diritti per la costruzione dell’impianto eolico di Pampa da 100 MW. Il colosso energetico investirà circa 130 milioni di dollari. Si tratta del primo progetto eolico del gruppo in Argentina.

In territorio negativo anche Eni (-0,50% a 13,91 euro) che ha avviato la produzione nel giacimento di Zohr, in Egitto, che ha un potenziale di oltre 850 miliardi di metri cubi di gas in posto. Oggi, inoltre, il gup di Milano ha rinviato a giudizio l’amministratore delegato Descalzi, e il suo predecessore, Scaroni, accusati di aver pagato nel 2011 una maxi tangente a politici nigeriani per ottenere dal governo di Lagos la concessione per l’esplorazione del giacimento petrolifero Opl-245.

Campari (-0,54% a 6,42 euro) ha annunciato l’acquisto di Bisquit Dubouchè et Cie dal gruppo sudafricano Distell per 52,5 milioni di euro. Il closing dell’operazione è previsto nel primo trimestre del 2018, mentre il perfezionamento della cessione di Lemonsoda a Royal Unibrew A/S è atteso il prossimo 2 gennaio.

Nel settore del lusso, rimbalzo di YNap (+0,55% a 29,51 euro) dopo che ieri Morgan Stanley ha tagliato le stime sull’ebitda margin. Oggi, invece, Kepler Cheuvreux ha confermato sul titolo la raccomandazione hold e il prezzo obiettivo a 31 euro. Bene anche S.Ferragamo (+0,79% a 21,75 euro) mentre Luxottica ha chiuso in ribasso a 50,95 euro, lasciando sul terreno lo 0,97%.

Fuori dal listino principale, in luce Astaldi (+6,31% a 2,19 euro) che ha completato, con il pool di banche finanziatrici, il processo di ridefinizione dei parametri finanziari al 31 dicembre 2017 alla base della revolving credit facility da 500 milioni di euro. La richiesta di ridefinizione dei covenant era stata presentata al fine di fissare nuovi livelli con un headroom adeguato per accogliere anche gli effetti della svalutazione dell’esposizione del gruppo nei confronti del Venezuela, effettuata in occasione dei risultati trimestrali al 30 settembre 2017.

Poco mossa Astm (+0,08% a 24,45 euro). La joint venture formata da Cmb di Carpi (con una quota del 51%) e da Itinera, controllata da Astm (con una quota del 49%), si è aggiudicata due lotti del nuovo polo ospedaliero della città di Odense in Danimarca. Il valore del progetto è di circa 390 milioni di euro.

Ifine, debutto amaro per Gel all’Aim (-1,15% a 2,57 euro). La società attiva nel settore del trattamento dell’acqua è stata ammessa oggi alle contrattazioni a un prezzo di collocamento pari a 2,60 euro.

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)