Strategia Euro/Yen

Data: 20/02/18 06:20:00 Type: NANSC

Nella giornata di lunedì il cambio euro/yen (EUR/YEN) ha compiuto un veloce recupero e si è portato a ridosso di quota 132,40. Nonostante questo rimbalzo la struttura tecnica di breve termine rimane ancora precaria: prima di poter iniziare una risalita di una consistenza sarà pertanto necessaria una fase laterale di riaccumulazione. Una prima dimostrazione di forza arriverà con il ritorno sopra 133,30. Un rimbalzo dovrà comunque affrontare un primo ostacolo a quota 133,80 e una seconda barriera a 134,80-134,90. Il cedimento di 131,80, al contrario, può innescare una rapida flessione verso 131,50-131,45 prima e in area 131,20-131,15 successivamente. (riproduzione riservata)
Gianluca Defendi

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)


Strategia FtseMib future

Data: 20/02/18 06:30:00 Type: CHF

E’ stata una giornata negativa sul mercato azionario italiano che ha subito una flessione di oltre mezzo punto percentuale, interrompendo in questo modo il rimbalzo compiuto nel corso delle ultime sedute. Il Ftse Mib future (scadenza marzo 2018), dopo un’apertura a 22.855, si è subito indebolito ed è sceso in area 22.630-22.615 prima e attorno a 22.560 successivamente. La situazione tecnica rimane pertanto contrastata: prima di poter tentare un ulteriore balzo in avanti, che dovrà comunque affrontare un duro ostacolo in area 22.950-23.000 punti, è necessaria una fase riaccumulativa al di sopra del sostegno situato in area 22.380-22.350 punti. Pericolosa una discesa sotto questa zona anche se, da un punto di vista grafico, un nuovo segnale ribassista arriverà soltanto con il cedimento di quota 21.900. Strategia operativa intraday. Short su rimbalzo verso 22.760-22.770 con target a 22.680 prima, a 22.620-22.615 poi e in area 22.470-22.450 successivamente. Stop a 22.870. (riproduzione riservata)

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)


Strategia Euro/dollaro

Data: 20/02/18 06:40:00 Type: NANSC|MFTGED

Nella giornata di lunedì il cambio euro/dollaro (EUR/USD) ha oscillato tra 1,2370 e 1,2435 senza fornire particolari spunti operativi. La situazione tecnica di breve termine rimane costruttiva ma, da un punto di vista grafico, soltanto il breakout di quota 1,2560 potrebbe fornire un nuovo segnale rialzista (con target teorici a 1,2590 prima e in area 1,2620-1,2625 successivamente). Pericolosa invece una discesa sotto 1,23 anche se, da un punto di vista grafico, sarà soltanto il cedimento di quota 1,22 a provocare un’inversione ribassista di tendenza. (Gianluca Defendi)

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)


Strategia Dollaro/Yen

Data: 20/02/18 07:35:00 Type: NANSC

Nella giornata di lunedì il cambio dollaro/yen (USD/YEN) si è appoggiato a quota 106,10 e ha compiuto un veloce recupero, con le quotazioni che sono risalite in area 106,70-106,73. Nonostante questo rimbalzo la tendenza di breve termine rimane ancora negativa: il forte ipervenduto può impedire un ulteriore cedimento e favorire una fase laterale di riaccumulazione. Un rimbalzo dovrà comunque affrontare un primo ostacolo a ridosso di 107,80 e una seconda barriera in area 108,70-108,80. Da un punto di vista grafico, tuttavia, solo una discesa sotto 105,50 potrebbe fornire un nuovo e pericoloso segnale ribassista. (riproduzione riservata)
Gianluca Defendi

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)


Strategia Dax future

Data: 20/02/18 07:45:00 Type: MFANAHP|SPA

Nella seduta di lunedì il Dax future (scadenza marzo 2018) non è riuscito a superare quota 12.550 e ha accusato una veloce correzione, con le quotazioni che sono scese in area 12.360-12.355 punti. La situazione tecnica rimane di breve termine rimane quindi contrastata: prima di poter iniziare una risalita di una certa consistenza sarà pertanto necessaria un’adeguata fase laterale di riaccumulazione. Da un punto di vista grafico, infatti, soltanto il ritorno sopra 12.650 potrebbe fornire una dimostrazione di forza. Un allungo dovrà comunque affrontare un duro ostacolo in area 12.850-12.900 punti.

Anche l’Eurostoxx50 future (scadenza marzo 2018) ha accusato una rapida correzione ed è sceso in area 3.400-3.397 punti. Il quadro tecnico di breve periodo rimane ancora contrastato: importante la tenuta del sostegno situato in area 3.340-3.335 punti in quanto può favorire una fase riaccumulativa. (riproduzione riservata)

Gianluca Defendi

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)


Data: 20/02/18 11:00:00 Type: CHF

Mattinata di timido rimbalzo per il Ftse Mib future, che fatica a però a trovare continuità in questo senso: dopo un’apertura a 22.565 punti, il derivato ha disegnato un promettente allungo fino a ridosso di quota 22.700, ma proprio a ridosso di quest’ultimo livello ha poi subito arrestato il suo recupero, scivolando di nuovo verso 22.600. Il quadro tecnico rimane contrastato, in linea con quanto descritto nel report iniziale, anche se dal punto di vista operativo si sono aperte due nuove strade: un eventuale breakout di 22.700 punti potrebbe infatti dare slancio ai prezzi, creando le condizioni per un’operatività long, con un target tra 22.800 e 22.850, mentre al ribasso sarà il cedimento di 22.500 a fornire un segnale short, con un obiettivo naturale in area 22.400-22.380. Strategie operative intraday. Tra i titoli proposti in tabella è scattato lo short su Italgas, che sta ora puntando verso il primo target ribassista. (riproduzione riservata)

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)


Data: 20/02/18 18:00:00 Type: CAL|{CALCI}|ITAANAL|MEA|{MSNANA}|{MSNBAN}|{MSNCORP}|{MSNMECO}|SPA

Il calo della fiducia dei consumatori in Germania e all’interno dell’Eurozona euro non ha scoraggiato Piazza Affari. Il Ftse Mib di Piazza Affari ha terminato la seduta in rialzo dello 0,46% a 22.673 punti, sovraperformando rispetto a Parigi (+0,52%) e Londra (che ha ceduto lo 0,03%). Meglio di tutti ha fatto Francoforte, con il Dax in rialzo dello 0,87%.

Sul fronte macroeconomico ha infatti deluso la lettura relativa all’indice Zew sulla fiducia dei consumatori tedeschi a febbraio, sceso a 17,8 punti a febbraio rispetto ai 20,4 di gennaio, ma battendo comunque il consenso degli economisti che si aspettava una lettura a 16 punti. “La lettura deludente dell’indice Zew sulla fiducia dei consumatori tedeschi a febbraio può essere dovuta sia al permanere dell’incertezza politica in Germania che alla recente volatilità dei mercati finanziari”, ha affermato uno strategist di Ig, sottolineando che a pesare sul dato potrebbero essere stati soprattutto i passi indietro fatti registrare dai Bund tedeschi. “Per quanto riguarda invece la decisione definitiva sulla riedizione della Grande Coalizione di Governo tra i cristiano-democratici e i social-democratici”, ha aggiunto l’esperto, “bisognerà attendere il 4 marzo”. Il differenziale di rendimento tra Btp e Bund ha chiuso in leggero rialzo a 133,881 punti base, mentre sul fronte valutario il tasso di cambio tra euro e dollaro ha chiuso a quota 1,2349.

Ha deluso le attese anche la fiducia dei consumatori nell’Eurozona, che secondo la lettura preliminare di febbraio si è attestata a +0,1, sotto le attese del consenso che si aspettava, invece, un aumento di 1,05.

“Le ultime settimane sono state impegnative per i mercati finanziari, con il flash crash che ha portato timori e incertezze”, ha commentato Thomas Herbert, portfolio manager di Ethenea . “Le correzioni del mercato hanno però portato nuove e interessanti opportunità di ingresso, in particolare nei mercati azionari statunitensi, europei e asiatici”. Secondo l’esperto, il 2018 presenta tutta una serie di incertezze: l’inflazione, i tassi di interesse a lungo termine, lo stallo politico tedesco e la riforma fiscale di Donald Trump. “Nonostante ciò” ha concluso Herbert, “l’economia, i mercati del lavoro, gli investimenti e i consumi rimangono molto solidi e si prevede che questo continui per il prossimo futuro”.

Sul gradino più alto del podio, all’interno del Ftse Mib, si è posizionata Buzzi Unicem (+3,66% a 21,82 euro), che secondo Mediobanca Securities potrà beneficiare della ripresa della domanda di cemento prevista per quest’anno.

In luce anche Telecom (+3,01% a 0,7186 euro), nonostante Bank of America Merrill Lynch abbia limato il target price dell’azione da 1,62 a 1,6 euro, livello che resta comunque nettamente superiore agli attuali prezzi di borsa, con raccomandazione confermata a buy. Gli analisti restano in attesa del nuovo piano industriale che verrà presentato il 6 marzo, ma un altro fattore determinante sarà la separazione della rete, che potrebbe aprire la strada a una fusione con Open Fiber.

Bene anche Ferrari (+1,75% a 104,50 euro) che ha rinnovato fino al 2021 la partnership con Philip Morris.

Poco mossa Terna (+0,13% a 4,534 euro) che si è tuttavia risollevata in seguito alla pubblicazione dei conti preliminari 2017, che hanno mostrato un indebitamento inferiore alle attese di 7,8 miliardi di euro. Tra le altre utility, Enel -0,17%, A2a -0,53%, Snam -0,63% e Italgas -1,09%.

Tra i bancari, in rosso Intesa (-0,6% a 3,089 euro). Il presidente di Credit Agricole, Ariberto Fassati, ha negato la presenza di un dossier sulla fusione con l’istituto bancario italiano. Contrastato il resto del comparto con Unicredit +0,39%, Mediobanca +0,33%, Banco Bpm +1,19%, Bper -0,13% e Ubi -0,70% . Quest’ultima, secondo Mediobanca Securities, potrà attuare il suo piano di de-risking senza troppe difficoltà. Tra gli altri finanziari, Azimut ha guadagnato lo 0,78% a 18,05 euro dopo aver completato l’acquisto di Sofia Sgr.

Fanalino di coda Recordati (-2,15% a 30,02 euro), dopo aver provato un rimbalzo la settimana scorsa in scia ai timori seguiti al rilascio dei risultati preliminari del 2017, e seduta negativa anche per Pirelli, che ha lasciato sul terreno l’1,41% a 7,42 euro.

Fuori dal listino principale si segnala Beni Stabili (+0,08% a 0,6655 euro) che ha annunciato l’emissione e il regolamento di obbligazioni senior non garantite per 300 milioni di euro con scadenza al 2028. Le obbligazioni sono state quotate nel listino ufficiale della Borsa del Lussemburgo (Luxembourg Stock Exchange) e sono state ammesse alla negoziazione sul mercato regolamentato della Borsa del Lussemburgo.

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)