Strategia Dollaro/Yen

Data: 19/12/17 06:05:00 Type: NANSC

Nella giornata di lunedì il cambio dollaro/yen ha tentato un recupero ma non è riuscito a superare quota 112,90. La situazione tecnica di breve termine rimane ancora contrastata: prima di poter iniziare una risalita di una certa consistenza sarà pertanto necessaria una fase riaccumulativa. Importante, sotto questo punto di vista, proprio la tenuta del supporto posto a quota 112. Pericolosa una discesa sotto quest’ultimo livello anche se, da un punto di vista grafico, soltanto una discesa sotto 111,40 potrebbe fornire un nuovo segnale ribassista. Al rialzo, invece, una nuova dimostrazione di forza arriverà solo con il breakout della barriera posta a quota 113,75-113,80. (riproduzione riservata)
Gianluca Defendi

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)


Strategia Euro/Yen

Data: 19/12/17 07:05:00 Type: NANSC

Nella giornata di lunedì il cambio euro/yen ha tentato un recupero ma è stato respinto da quota 133. La struttura grafica di breve termine rimane ancora contrastata: una dimostrazione di forza arriverà solo con il ritorno sopra 134. Da un punto di vista grafico, poi, soltanto il breakout della resistenza posta in area 134,40-134,50 potrebbe fornire un chiaro segnale rialzista. Importante comunque la tenuta del supporto situato in area 131,80-131,70 in quanto può favorire la costruzione di una solida base accumulativa. (riproduzione riservata)
Gianluca Defendi

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)


Strategia Dax future

Data: 19/12/17 07:45:00 Type: MFANAHP|SPA

Nella seduta di lunedì il Dax future (scadenza marzo 2018) ha compiuto un veloce balzo in avanti, innescato dal superamento della barriera posta a 13.200 punti, ed è salito fino a quota 13.335 punti. La struttura tecnica di breve termine è quindi migliorata, con diversi indicatori che registrano un rafforzamento della pressione rialzista. Dopo una breve pausa di consolidamento è possibile pertanto un nuovo allungo, con un primo target in area 13.415-13.425 punti. Pericolosa soltanto una discesa sotto i 13.000 punti.

Anche l’Eurostoxx50 future (scadenza marzo 2018) ha compiuto un veloce balzo in avanti ed è salito in area 3.600-3.603 punti. La struttura tecnica di breve termine sta migliorando: proprio il superamento di quota 3.603 potrebbe innescare un ulteriore allungo verso 3.615-3.618 prima e attorno a 3.625-3.628 in un secondo momento. (riproduzione riservata)

Gianluca Defendi

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)


Strategia Euro/dollaro

Data: 19/12/17 08:05:00 Type: NANSC|MFTGED

Nella giornata di lunedì il cambio euro/dollaro ha tentato un allungo ma è stato respinto da quota 1,1835. La situazione tecnica di breve termine rimane pertanto contrastata: un allungo dovrà infatti affrontare un duro ostacolo in area 1,1875-1,1880. Soltanto con il ritorno sopra questa zona potrebbe fornire una chiara dimostrazione di forza. Importante comunque la tenuta del sostegno situato a 1,1720-1,1715 in quanto può favorire una fase riaccumulativa. Solo una discesa sotto 1,1715 potrebbe fornire un segnale negativo e innescare una rapida flessione verso il successivo sostegno grafico situato in area 1,1670-1,1660. (Gianluca Defendi)

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)


Strategia Ftse Mib future

Data: 19/12/17 08:30:00 Type: CHF

È stata una giornata positiva sul mercato azionario italiano che ha compiuto un veloce recupero e si è quindi allontanato dall’importante fascia di supporto testata sul finire della scorsa settimana. Il Ftse Mib future (scadenza marzo 2018), dopo un’apertura a 22.140, si è appoggiato a quota 22.130 prima di salire oltre i 22.300 punti. Nonostante questo recupero la situazione tecnica di breve periodo rimane ancora contrastata: un nuovo allungo dovrà affrontare una prima barriera a quota 22.400 e una seconda resistenza in area 22.470-22.480 punti. Da un punto di vista grafico, tuttavia, solo il breakout della resistenza posta in area 22.700-22.750 punti potrebbe fornire un nuovo segnale rialzista. Prima di poter iniziare una risalita di una certa consistenza sarà pertanto necessaria una fase riaccumulativa al di sopra di quota 21.900 punti. Strategia operativa intraday. Long su correzione verso 22.240-22.230 con target a 22.330 prima, a quota 22.390-22.400 poi e attorno a 22.470 successivamente. Stop a 22.140. (riproduzione riservata)

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)


Strategia FtseMib future intraday

Data: 19/12/17 09:50:00 Type: CHF

Mattinata contrastata sul mercato azionario italiano che, dopo il veloce recupero di ieri, consolida attorno alla parità senza fornire particolari spunti operativi. Il Ftse Mib future (scadenza marzo 2018), dopo un’apertura a 22.295 punti, ha tentato un allungo ma non è riuscito a superare quota 22.370. La situazione tecnica di breve periodo rimane ancora contrastata: un ulteriore balzo in avanti dovrà affrontare una prima barriera a ridosso di quota 22.400 e una seconda resistenza in area 22.470-22.480 punti. Da un punto di vista grafico, tuttavia, solo il breakout della resistenza posta in area 22.700-22.750 punti potrebbe fornire un nuovo segnale rialzista. Prima di poter iniziare una risalita di una certa consistenza sarà pertanto necessaria una fase laterale di riaccumulazione al di sopra di quota 21.900 punti. Strategie operative intraday. Nessuno dei titoli proposti in tabella ha fatto scattare il relativo segnale operativo. (riproduzione riservata)

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)


Data: 19/12/17 18:00:00 Type: CAL|{CALCI}|{MSNBAN}|ITAANAL|ITABANAS|MEA|{MSNCORP}|{MSNMECO}|SPA

Dopo il buon avvio registrato nelle prime ore della seduta, raggiungendo un massimo intraday di 22.454 punti, l’indice FtseMib di piazza Affari ha virato verso il basso terminando la seduta a quota 22.274 punti, arretrando dello 0,52%.  Il Dax di Francoforte ha chiuso infatti la seduta in calo dello 0,70% e il Cac di Parigi ha terminato a -0,58%. Lo spread tra Btp e Bund ha chiuso in rialzo a 153,1 punti base, contro i 148 punti dell’apertura, con il rendimento del decennale all’1,909%.

Il principale indice milanese, assieme alle altre borse europee, si è allineato ai listini americani, attualmente su livelli deboli in attesa che la riforma fiscale voluta dall’amministrazione Trump diventi legge.

L’iter di approvazione della manovra sta per giungere al traguardo. Tra le 19.30 e le 20 italiane la Camera statunitense voterà sul provvedimento il cui testo è stato diffuso venerdì scorso dopo gli sforzi dei legislatori repubblicani per uniformare le bozze approvate nelle due aule del Parlamento, rispettivamente il 16 novembre e il 2 dicembre. Tuttavia, secondo un sondaggio della Cnn, il 55% degli americani è scettico nei confronti della riforma, la più radicale dai tempi di quella firmata Ronald Reagan.

Sull’umore degli investitori non ha influito il calo dell’indice Ifo tedesco relativo alla fiducia delle imprese. In Germania, il dato si è attestato a 117,2 punti a dicembre, deludendo leggermente il consenso degli economisti che si aspettavano una lettura a 117,5 punti. Più nel dettaglio, l’indicatore relativo alle condizioni attuali è salito a 125,4 punti dai 124,4 di novembre e quello sulle aspettative si è attestato a quota 109,5 punti, in calo rispetto ai 111 del mese scorso.

“Si registra un calo dell’indice generale Ifo, in particolare sul fronte delle aspettative”, hanno commentato gli strategist di Mps Capital Services, aggiungendo che “il mercato non si aspettava un calo così pronunciato”. Secondo gli esperti, “la situazione corrente si sta riportando sui massimi storici e su livelli assoluti molto elevati”. In conclusione, per gli analisti, il quadro è “molto positivo per il breve periodo, ma ci sono più incertezze nel medio termine”.

Tra gli altri dati macroeconomici di oggi, nel terzo trimestre di quest’anno i costi orari della manodopera sono aumentati dell’1,6% nella zona euro e del 2,1% nell’Unione europea a 28 su base tendenziale. Nella zona euro i salari sono aumentati dell’1,6% mentre i costi non salariali sono cresciuti dell’1,5%. Mentre nell’Ue a 28 i salari hanno registrato una progressione del 2,1% e i costi non salariali sono aumentati del 2,3%.

Tra i singoli titoli di Piazza Affari si sono distinte in particolar modo Saipem (+3,62% a 3,6080 euro) e Prysmian (+1,25% a 27,56 euro).

Particolarmente male, nel comparto del lusso, Ynap (-5,63% a 29,35 euro), nonostante Morgan Stanley abbia alzato il target price a 40 euro (con rating overweight) sulla base delle prospettive di medio periodo in termini di flessibilità operativa e del raggiungimento delle sinergie post-fusione. Sul titolo ha pesato il taglio delle stime sull’ebitda margin da parte della banca d’affari, ridotte per le fluttuazioni valutarie e l’implementazione del programma omni-stock. Bene invece Luxottica (+0,88% a 51,45), Moncler (+0,32% a 25,29 euro) e S.Ferragamo (+0,33% a 21,58 euro), il cui titolo è rimbalzato dopo il profit warning.

In rosso Eni (-0,57% a 13,98 euro) che non ha beneficiato delle numerose notizie, tra cui la ripresa della produzione di petrolio nel giacimento artico norvegese Goliat, l’avvio del giacimento Zohr in Egitto e l’accordo con Met Holding Ag per la cessione del 98,99% di Tigaz Zrt (società che comprende le attività di distribuzione gas in Ungheria).

Tra i titoli del comparto bancario Bper +3,32%, Banco Bpm +2,72%, Unicredit +0,61%, Mediobanca +0,48%, Ubi B. +0,21% e Intesa Sanpaolo -0,92%. In luce Creval (+3,54% a 1,26 euro) dopo che l’assemblea straordinaria ha approvato l’operazione fino a un massimo di 700 milioni di euro. Questa mattina Equita sim ha confermato la raccomandazione sul titolo, citando alcune fonti di stampa secondo le quali sarebbe pronto un investimento di 15-20 milioni da parte del fondo Mainstream Capital.

In territorio positivo Mediaset (+0,87% a 3,234 euro) dopo la seduta negativa di ieri. il Tribunale civile di Milano ha rinviato al prossimo 27 febbraio l’udienza che la vede contrapposta a Vivendi per la vicenda Premium. Il rinvio è legato al fatto che le parti stanno lavorando per trovare un accordo.

Tra le utility, male Italgas (-1,34% a 5,16 euro) su cui Credit Suisse ha abbassato la raccomandazione da outperform a neutral, nonostante un rialzo del target price da 4,90 a 5,20 euro. Secondo il broker l’azione “ha corso troppo”, crescendo infatti di più del 40% quest’anno. Inoltre, secondo gli analisti, il taglio dei costi rallenterà dai circa 30 milioni di euro del 2017 a 15 milioni nel 2018.

Debole anche Enel (-2,66% a 5,315 euro), che assieme alla controllata olandese Enel Finance International ha firmato una nuova linea di credito revolving da 10 miliardi di euro, che va a sostituire una preesistente linea da 9,44 miliardi rinegoziata nel febbraio 2015. La nuova linea scadrà a dicembre 2022. Sul titolo, Macquarie ha abbassato la raccomandazione da outperform a neutral, confermando il prezzo obiettivo a 5,5 euro.

Fuori dal listino principale, Fincantieri (-1,85% a 1,271 euro) vede delle prese profitto dopo la buona performance dell’ultimo periodo. Banca Akros ha confermato sul titolo la raccomandazione neutral e il prezzo obiettivo a 1,3 euro dopo che la controllata Vard ha firmato un contratto da circa 270 milioni di euro con la società armatrice francese Ponant per la progettazione e la costruzione di una nave da crociera di lusso destinata ai viaggi polari, che verrá consegnata nel secondo trimestre del 2021.

Infine, crollo per Trevi Fin. (-10,16% a 0,26 euro) dopo che il cda di ieri ha rimandato nuovamente l’approvazione dei risultati dei 9 mesi e non ha escluso la possibilitá di effettuare un aumento di capitale

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)