Strategia Dollaro/Yen

Data: 19/02/18 06:15:00 Type: NANSC

Nella giornata di venerdì il cambio dollaro/yen (USD/YEN) è sceso fino a quota 105,52 prima di iniziare un veloce recupero che ha riportato le quotazioni sopra 106,20. La tendenza di breve termine rimane ancora negativa anche se il forte ipervenduto può impedire un ulteriore cedimento e favorire una fase laterale di riaccumulazione. Un rimbalzo dovrà comunque affrontare un primo ostacolo a ridosso di 107,80 e una seconda barriera in area 108,70-108,80. Da un punto di vista grafico, tuttavia, solo una discesa sotto 105,50 potrebbe fornire un nuovo e pericoloso segnale ribassista. (riproduzione riservata)
Gianluca Defendi

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)


Strategia Euro/Yen

Data: 19/02/18 06:30:00 Type: NANSC

Nella giornata di venerdì il cambio euro/yen (EUR/YEN) ha subito una veloce correzione ed è sceso fino a quota 131,80. La struttura tecnica di breve termine si sta indebolendo: prima di poter iniziare una risalita di una consistenza sarà pertanto necessaria una fase laterale di riaccumulazione. Una prima dimostrazione di forza arriverà con il ritorno sopra 133,30. Un rimbalzo dovrà invece affrontare un primo ostacolo a quota 133,80 e una seconda barriera a 134,80-134,90. Il cedimento di 131,80 può invece innescare un’ulteriore flessione verso 131,50-131,45 prima e in area 131,20-131,15 successivamente. (riproduzione riservata)
Gianluca Defendi

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)


Strategia FtseMib future

Data: 19/02/18 07:00:00 Type: CHF

E’ stata una giornata positiva sul mercato azionario italiano che ha compiuto un nuovo recupero, alimentato dal rimbalzo del comparto bancario. Il Ftse Mib future (scadenza marzo 2018), dopo un’apertura a 22.735, si è appoggiato a quota 22.600 prima di effettuare un veloce balzo in avanti che ha spinto i prezzi in area 22.850-22.865 punti. Nonostante questo allungo la situazione tecnica rimane ancora contrastata: un ulteriore balzo in avanti dovrà affrontare un duro ostacolo in area 22.950-23.000 punti. Il superamento di questa zona potrà avvenire soltanto dopo un’adeguata fase laterale di riaccumulazione. Importante, sotto questo punto di vista, la tenuta del sostegno situato in area 22.380-22.350 punti. Pericolosa una discesa sotto quest’ultimo livello anche se, da un punto di vista grafico, un nuovo segnale ribassista arriverà soltanto con il cedimento di quota 21.900. Strategia operativa intraday. Short su rimbalzo verso 22.960 con target a 22.870-22.860 prima, a 22.780 poi e in area 22.680-22.660 successivamente. Stop a 23.060. (riproduzione riservata)

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)


Strategia Euro/dollaro

Data: 19/02/18 07:40:00 Type: NANSC|MFTGED

Nella giornata di venerdì il cambio euro/dollaro (EUR/USD) è salito fino a 1,2555 prima di accusare una rapida correzione intraday che ha riportato le quotazioni a ridosso di 1,24. La situazione tecnica di breve termine rimane costruttiva ma, da un punto di vista grafico, solo il breakout di 1,2560 potrebbe fornire un nuovo segnale rialzista, con target a 1,2590 prima e in area 1,2620-1,2625 successivamente. Pericolosa invece una discesa sotto 1,23 anche se, da un punto di vista grafico, sarà soltanto il cedimento di quota 1,22 a provocare un’inversione ribassista di tendenza. (Gianluca Defendi)

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)


Strategia Dax future

Data: 19/02/18 07:45:00 Type: MFANAHP|SPA

Nella seduta di venerdì il Dax future (scadenza marzo 2018) ha compiuto un veloce recupero e si è portato a ridosso di quota 12.530. Nonostante questo rimbalzo la situazione tecnica rimane di breve termine rimane ancora contrastata: prima di poter iniziare una risalita di una certa consistenza sarà pertanto necessaria un’adeguata fase laterale di riaccumulazione. Da un punto di vista grafico, infatti, soltanto il ritorno sopra 12.650 potrebbe fornire una dimostrazione di forza. Un allungo dovrà comunque affrontare un duro ostacolo in area 12.850-12.900 punti.

Anche l’Eurostoxx50 future (scadenza marzo 2018) ha compiuto un veloce recupero e si è portato a ridosso di quota 3.440. Nonostante questo rimbalzo il quadro tecnico di breve periodo rimane ancora contrastato: un nuovo allungo dovrà infatti affrontare un duro ostacolo in area 3.465-3.470. (riproduzione riservata)

Gianluca Defendi

 

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)


Strategia FtseMib future intraday

Data: 19/02/18 11:20:00 Type: CHF

Mattinata negativa sul mercato azionario italiano che accusa una flessione di oltre mezzo punto percentuale e interrompe in questo modo il rimbalzo delle ultime sedute. Il Ftse Mib future (scadenza marzo 2018), dopo un’apertura a 22.855, si è subito indebolito ed è sceso in area 22.630-22.615 punti. La situazione tecnica rimane pertanto contrastata: prima di poter tentare un ulteriore balzo in avanti, che dovrà comunque affrontare un duro ostacolo in area 22.950-23.000 punti, è necessaria una fase riaccumulativa al di sopra del sostegno situato in area 22.380-22.350 punti. Pericolosa una discesa sotto quest’ultimo livello anche se, da un punto di vista grafico, un nuovo segnale ribassista arriverà soltanto con il cedimento di quota 21.900. Strategie operative intraday. Tra i titoli proposti in tabella è scattato solo il segnale long su Ferrari che è stato stoppato. (riproduzione riservata)

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)


Data: 19/02/18 18:00:00 Type: CAL|{MSNANA}|{MSNBAN}|{CALCI}|ITAANAL|MEA|{MSNCORP}|{MSNMECO}|SPA

E’ partita col piede sbagliato la settimana di Piazza Affari. Il Ftse Mib, dopo un avvio positivo in cui ha toccato un massimo intraday di 22.863 punti, ha terminato la giornata in calo dell’1% a 22.568 punti. In rosso anche le altre principali borse europee, seppur con perdite meno marcate: Francoforte ha lasciato sul terreno lo 0,53%, Parigi lo 0,48% e Londra lo 0,64%.

Dall’Eurogruppo, nel frattempo, è stato confermato che i 19 ministri delle Finanze dell’area euro appoggeranno la candidatura dello spagnolo Luis De Guindos alla carica di vicepresidente della Banca Centrale Europea. La raccomandazione al Consiglio europeo dei capi di Stato e di governo dovrebbe essere formalmente adottata dal Consiglio il 20 febbraio e la decisione finale sarà adottata dal vertice del 22-23 marzo. Il nuovo vicepresidente andrà così a sostituire il portoghese Vitor Constancio a partire dal 1 giugno e ricoprirà un mandato di otto anni non rinnovabile.

Spread in leggero rialzo a 131,162 punti base. Nonostante il clima di incertezza che continua a caratterizzare l’imminente arrivo delle elezioni politiche, “l’aria nuova che si respira in Europa con il miglioramento dell’economia e le nuove leadership politiche in Francia e Germania, contribuirà a risollevare le quotazioni dell’Italia”, ha affermato Flavio Valeri, chief country officer di Deutsche Bank in Italia, “Paese molto più forte di quel che appare. E può avere impatti decisivi sul contenimento del debito pubblico. Il rilancio del settore banche passerà per un ripensamento dei modelli di business e nuove concentrazioni: come Spagna, Francia, Regno Unito avremo quattro poli a dividersi due terzi del mercato”.

In discesa, invece, il cambio tra euro e dollaro, sceso al di sotto della soglia di 1,24 a 1,2396. Il biglietto verde ha frenato la sua caduta, nonostante per alcuni economisti rimanga debole a causa dell’aumento del deficit di bilancio degli Stati Uniti dopo le manovre dell’amministrazione Trump.

Sul principale listino milanese si è posizionata sul gradino più alto del podio Tenaris (+3,03% a 13,59 euro) sostenuta dalle notizie sull’arrivo di dazi sull’importazioni di acciaio negli Usa. Tra gli altri titoli oil, invariata Eni a 13,63 euro e leggermente al di sotto della parità Saipem (-0,06% a 3,44 euro).

Inizio di settimana positivo per Banco Bpm  (+0,7% a 3,038 euro), dopo l’ottenimento dell’autorizzazione all’utilizzo di modelli interni (Airb) per la gestione del rischio di credito. All’interno del settore bancario bene anche Banca Generali  (+0,3%) e Ubi (+0,13%) mentre hanno concluso in rosso Unicredit (-1,78%), nonostante il rialzo del prezzo obiettivo da 16 a 18,5 euro da parte di Berenberg, Intesa (-0,96%), Mediobanca (-0,4%), Bper (-0,67%).

In rialzo Campari (+0,56% a 6,25 euro), inserita tra le poche top pick di Berenberg nel settore degli alcolici nonostante le notizie non propriamente positive per il comparto. Il broker ha condotto uno studio sui consumi di bevande alcoliche, intervistando ragazzi dai 16 ai 22 anni negli Stati Uniti, che ha fatto emergere che il trend futuro sarà dettato da un minor consumo.

In territorio positivo anche Telecom (+0,26% a 0,6976 euro). Rai Way e F2i sono state le uniche a presentare un’offerta vincolante per Persidera, la società dei multiplex controllata al 70% da Telecom Italia e al 30% dal gruppo Gedi.

Vendite sulla scuderia Agnelli (Ferrari  -2,19% a 102,70 euro, Cnh  -2,15% a 11,375 euro,  Fiat -1,85% a 17,82 euro) e sul settore delle utility (A2a -0,77% a 1,419 euro, Snam -1,19% a 3,652 euro, Terna -0,75% a 4,528 euro, Italgas -1,72% a 4,408 euro). In particolare, Enel ha ceduto l’1,69% a 4,778 euro dopo la bocciatura da parte di Hsbc che ha tagliato la raccomandazione sul titolo a hold.

Fuori dal listino principale si segnala Fincantieri (-0,81% a 1,339 euro). La Us Navy ha assegnato alla controllata statunitense Marinette Marine, un contratto del valore di 15 milioni di dollari per sviluppare lo studio di una versione customizzata del suo progetto Fremm per le nuove fregate multiruolo di futura generazione del programma Ffg (X).

Bene invece Cad It (+7,35% a 5,26 euro), dopo la notizia dell’opa totalitaria a 5,3 euro per azione da parte di Quarantacinque, che implica un premio dell’8,2% rispetto alla chiusura di venerdì scorso a quota 4,9 euro. L’operazione è volta al delisting della società.

Buona seduta, infine, per Safilo (+1,66% a 4,6 euro) su cui Equita Sim ha confermato la raccomandazione hold con prezzo obiettivo a 4,5 euro, in seguito alle dimissioni dell’amministratore delegato Luisa Delgado. Gli analisti di Equita Sim hanno segnalato che la discontinuità manageriale appare opportuna e pensano che possa essere accolta positivamente pure dal mercato nonostante i problemi da affrontare rimangono complessi, visto l’indebolimento del portafoglio marchi e del posizionamento competitivo del gruppo. La presentazione del nuovo piano industriale, prevista inizialmente il 14 marzo, è rimandata alla seconda parte dell’anno.

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)