Strategia FtseMib future

Data: 19/01/18 06:00:00 Type: CHF

E’ stata una seduta contrastata sul mercato azionario italiano che ha tentato un allungo ma è rimasto al di sotto di una solida resistenza grafica. Il Ftse Mib future (scadenza marzo 2018), dopo un’apertura a quota 23.490, è salito fino ad un picco intraday di 23.535 punti prima di accusare una rapida correzione che si è arrestata a ridosso di 23.360. La situazione tecnica rimane costruttiva ma, prima di un ulteriore allungo, è probabile una pausa di consolidamento, necessaria per scaricare il forte ipercomprato registrato dagli oscillatori più reattivi. Pericoloso il cedimento di 23.250 in quanto può innescare una rapida correzione verso 23.070-23.050 prima e in area 22.970-22.950 successivamente. Da un punto di vista grafico un nuovo segnale rialzista arriverà soltanto con il breakout di quota 23.630. Strategia operativa intraday. Long su correzione verso 23.360 con target a 23.460 prima e in area 23.520-23.530 successivamente. Stop a 23.250. (riproduzione riservata)

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)


Strategia Euro/dollaro

Data: 19/01/18 06:50:00 Type: NANSC|MFTGED

Nella giornata di giovedì il cambio euro/dollaro si è appoggiato a quota 1,2165 ed è rimbalzato fino a 1,2265. La situazione tecnica rimane costruttiva (i vari indicatori direzionale si trovano ancora in posizione long e confermano la presenza di una solida tendenza rialzista di breve termine) ma, prima di un ulteriore allungo, (che avrà un primo target a 1,2355-1,2360 e un secondo obiettivo attorno a 1,2385) è comunque probabile una pausa di consolidamento. Difficile per adesso ipotizzare un’inversione ribassista di tendenza. (Gianluca Defendi)

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)


Strategia Dax future

Data: 19/01/18 07:45:00 Type: MFANAHP|SPA

Nella seduta di giovedì il Dax future (scadenza marzo 2018) ha compiuto un veloce recupero ma è rimasto al di sotto di quota 13.290. La situazione tecnica rimane ancora costruttiva ma, prima di poter tentare un ulteriore allungo, è necessaria una fase laterale di riaccumulazione al di sopra del sostegno situato in area 13.130-13.125 punti. Una nuova dimostrazione di forza arriverà con il superamento di quota 13.350. Da un punto di vista grafico, tuttavia, soltanto il breakout di 13.425 potrebbe fornire un chiaro segnale rialzista.

Anche l’Eurostoxx50 future (scadenza marzo 2018) ha tentato un recupero ma è stato respinto da quota 3.618. Il quadro tecnico di breve periodo appare contrastato: soltanto il breakout di quota 3.630 potrebbe infatti fornire un nuovo segnale rialzista. Un’eventuale correzione troverà invece un primo sostegno a ridosso di quota 3.570. (riproduzione riservata)

Gianluca Defendi

 

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)


Strategia Dollaro/Yen

Data: 19/01/18 08:50:00 Type: NANSC

Nella giornata di giovedì il cambio dollaro/yen non è riuscito a superare quota 111,50 e ha accusato una veloce correzione, con le quotazioni che sono scese in area 110,70-110,67. La situazione tecnica rimane pertanto precaria (gli indicatori direzionali si trovano infatti in posizione short) anche se il forte ipervenduto di breve termine può impedire un ulteriore cedimento e favorire una fase laterale di consolidamento. Prima di poter iniziare una risalita di una certa consistenza sarà quindi necessaria un’adeguata fase laterale di riaccumulazione. Un nuovo segnale ribassista arriverà con il cedimento di quota 110,15 (con un primo target in area 109,80-109,75). (riproduzione riservata)
Gianluca Defendi

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)


Strategia Euro/Yen

Data: 19/01/18 09:50:00 Type: NANSC

Nella giornata di giovedì il cambio euro/yen ha compiuto un veloce balzo in avanti e si è portato a ridosso di quota 136,30. La struttura grafica di breve termine sta quindi migliorando: positivo quindi il superamento di 136,40 anche se, da un punto di vista grafico, sarà soltanto il breakout di 136,65 a fornire un nuovo segnale rialzista (con un primo target a quota 137). Importante comunque la tenuta del sostegno situato a quota 134-133,90 in quanto può favorire la costruzione di una solida base accumulativa. (riproduzione riservata)
Gianluca Defendi

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)


Strategia FtseMib future intraday

Data: 19/01/18 10:10:00 Type: CHF

Mattinata contrastata sul mercato azionario italiano che consolida attorno alla parità senza fornire particolari spunti operativi. Il Ftse Mib future (scadenza marzo 2018), dopo un’apertura a quota 23.585, è sceso in area 23.540-23.535 prima di rimbalzare sopra i 23.650 punti. La situazione tecnica rimane pertanto costruttiva: un nuovo allungo può spingere i prezzi a quota 23.680 prima e in area 23.725-23.730 successivamente. Pericoloso invece il ritorno sotto 23.350 anche se, da un punto di vista grafico, sarà soltanto il cedimento di 23.250 a innescare una correzione di una certa consistenza, con target teorici a 23.070-23.050 prima e in area 22.970-22.950 successivamente. Strategie operative intraday. Tra i titoli proposti in tabella è scattato solo il segnale short su Luxottica. (riproduzione riservata)

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)


Data: 19/01/18 16:10:00 Type: {MSNANA}|CAL|{CALCE}|MEA|WORANAL|SPA

Listini americani contrastati in apertura in quest’ultima seduta settimanale, in cui rimane viva l’incertezza relativa all’estensione della legge di spesa che scadrà a mezzanotte. Il Dow Jones avvia la giornata in ribasso dello 0,09% a 25.994 punti, mentre fanno meglio l’S&P500 (+0,14% a 2.801 punti) e il Nasdaq (+0,16% a 7.307 punti).

Dopo l’approvazione della Camera, oggi il Senato voterà per evitare la parziale chiusura degli uffici governativi a partire da domani. Sebbene in passato gli Stati Uniti abbiano già rischiato lo shutdown, mai come questa volta “i mercati hanno assunto un atteggiamento così noncurante”, sostiene Stephen Innes, head of trading in Asia di Oanda. “L’economia resta in buona salute e servirebbe una chiusura prolungata degli uffici per avere un impatto significativo sulla crescita”, aggiunge Craig Holke, investment strategy analyst di Wells Fargo Investment Institute, puntualizzando che “generalmente in passato la reazione a questi eventi è stata pacata e così dovrebbe essere anche questa volta”.

Mentre Derek Halpenny, head of global markets research di Mufg, avverte che sul fronte valutario, “Un eventuale shutdown potrebbe spingere ulteriormente al ribasso il dollaro”. Il biglietto verde continua infatti a perdere terreno, con il Wsj Dollar Index che frena dello 0,05%, sui minimi dal 2014, mentre il cambio euro/dollaro staziona sopra quota 1,22 a 1,224. Per l’esperto, l’incertezza legata alle questioni politiche potrebbe iniziare a impattare sulle aspettative di un rialzo dei tassi di interesse da parte della Fed a marzo e la probabilità di un aumento del costo del denaro tra due mesi è per il momento pari all’80%.

Il rendimento del Treasury decennale sale al 2,614% dopo aver chiuso la giornata di ieri sui massimi da oltre tre anni. “I dati macro potrebbero mettere pressione alla Federal Reserve e c’è quindi la prospettiva concreta di quattro rialzi dei tassi di interesse quest’anno”, sostiene Mike Bell, global market strategist di Jp Morgan Asset Management. “Al momento però gli investitori assegnano una probabilità del 14% a 4 aumenti del costo del denaro nel 2018 e del 50% a tre rialzi dei tassi”. E proprio sul fronte macro, l’indice di fiducia dei consumatori elaborato dall’Università del Michigan relativo al mese di gennaio ha deluso le attese degli analisti. Il dato preliminare si è attestato a 94,4 punti, dopo i 95,9 punti della fine dello scorso mese e i 96,8 punti di metà dicembre, mentre gli analisti attendevano una lettura a 97 punti.

I riflettori rimangono sempre puntati sulle trimestrali. Ibm, che in apertura cede il 3,55%, ha riportato nel quarto trimestre un aumento dei ricavi su base trimestrale per la prima volta dopo 23 cali consecutivi. Nel dettaglio, il dato ha registrato una crescita del 3,6% a 22,54 miliardi di dollari grazie soprattutto alle vendite dei computer, (+32% a 3,33 miliardi di dollari) e al cloud (+30% a 5,5 miliardi di dollari). I tassi di cambio valutario hanno giocato a favore di Ibm, con un impatto positivo di 3 punti percentuali sulla crescita dei ricavi. Il gruppo tech ha reso noto di aver iscritto a bilancio un onere da 5,5 miliardi di dollari derivante dalla riforma fiscale approvata negli Usa, che ha portato a chiudere il trimestre con una perdita di 1,05 miliardi di dollari.

Anche American Express ha dovuto fare i conti con gli oneri straordinari dovuti alla riforma fiscale appena approvata, e il titolo cede l’1,66%. Il gruppo delle carte di credito ha annunciato infatti di avere archiviato l’ultimo trimestre del 2017 con una perdita di 1,12 miliardi di dollari, a causa di oneri pari a 2,6 miliardi. Quella di ieri è stata l’ultima trimestrale firmata dal ceo uscente Kenneth Chenault, che a fine mese sarà sostituito dall’attuale vicepresidente del gruppo Steve Squeri.

Nel frattempo Google guarda alla Cina e apre in rialzo dello 0,15%. Il colosso del web ha firmato un accordo di licenza con Tencent Holdings per sviluppare un’ampia serie di prodotti nel paese asiatico, dove il suo app store, il suo motore di ricerca e il servizio mail Gmail sono bloccati dalle Autorità. Le due società hanno siglato un accordo per la concessione reciproca di licenze a lungo termine, ma i dettagli finanziari della transazione non sono stati rilasciati.

Infine, Coca-Cola (+0,44%), si sta impegnando a raccogliere e riciclare il 100% del packaging dei suoi prodotti entro il 2030. L’obiettivo fa parte di un’iniziativa di sostenibilità che il gigante delle bibite gassate ha chiamato “World Without Waste.” La società non ha rivelato quanto intende spendere per raggiungere l’obiettivo, sebbene abbia dichiarato che queste mosse potrebbero portare a futuri risparmi. Coca-cola ha anche annunciato che intende produrre, entro il 2030, bottiglie per circa il 50% da materiale riciclato.

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)