Strategia Dollaro/Yen

Data: 18/12/17 06:10:00 Type: NANSC

Nella giornata di venerdì il cambio dollaro/yen si è appoggiato a quota 112 ed è risalito fino a 112,65. La situazione tecnica di breve termine rimane ancora contrastata: prima di poter iniziare una risalita di una certa consistenza sarà pertanto necessaria una fase riaccumulativa. Importante, sotto questo punto di vista, proprio la tenuta del supporto posto a quota 112. Pericolosa una discesa sotto quest’ultimo livello anche se, da un punto di vista grafico, soltanto una discesa sotto 111,40 potrebbe fornire un nuovo segnale ribassista. Al rialzo, invece, una nuova dimostrazione di forza arriverà solo con il breakout della barriera posta a quota 113,75-113,80. (riproduzione riservata)
Gianluca Defendi

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)


Strategia Euro/Yen

Data: 18/12/17 06:20:00 Type: NANSC

Nella giornata di venerdì il cambio euro/yen è sceso fino a quota 132 prima di tentare un difficile veloce recupero che ha riportato le quotazioni in area 132,35-132,40. La struttura grafica di breve termine rimane ancora contrastata: una dimostrazione di forza arriverà solo con il ritorno sopra 134. Da un punto di vista grafico, poi, soltanto il breakout della resistenza posta in area 134,40-134,50 potrebbe fornire un chiaro segnale rialzista. Importante comunque la tenuta del supporto situato in area 131,80-131,70 in quanto può favorire la costruzione di una solida base accumulativa. (riproduzione riservata)
Gianluca Defendi

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)


Strategia Dax future

Data: 18/12/17 07:45:00 Type: MFANAHP|SPA

Nella seduta di venerdì il Dax future (scadenza marzo 2018) si è appoggiato all’importante soglia psicologica dei 13.000 punti ed è risalito in area 13.130-13.135 punti. La struttura tecnica di breve termine rimane ancora contrastata: da un punto di vista grafico, infatti, soltanto il breakout della resistenza posta in area 13.190-13.200 punti potrebbe fornire un nuovo segnale rialzista, con target teorici a 13.260-13.265 prima, in area 13.335-13.350 poi e attorno a 13.415-13.425 successivamente. Pericolosa invece una discesa sotto i 13.000 punti anche se sarà soltanto il cedimento di quota 12.800 a provocare un’inversione ribassista di tendenza.

L’Eurostoxx50 future (scadenza marzo 2018) ha tentato un recupero ma è stato respinto da quota 3.560. La struttura tecnica di breve termine rimane laterale: la volatilità si sta comunque contraendo e un movimento direzionale è alle porte. contrastata: una nuova dimostrazione di forza arriverà con il breakout della resistenza grafica posta in area 3.585-3.590 punti (confermato poi dal ritorno sopra i 3.600 punti). Soltanto una discesa sotto 3.500 potrebbe fornire un segnale ribassista di tipo direzionale. (riproduzione riservata)

Gianluca Defendi

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)


Strategia Euro/dollaro

Data: 18/12/17 07:55:00 Type: NANSC|MFTGED

Nella giornata di venerdì il cambio euro/dollaro è stato respinto da 1,1810-1,1812 e ha accusato una veloce correzione intraday, con le quotazioni che sono scese fino a 1,1750. La situazione tecnica di breve termine rimane pertanto contrastata: da un punto di vista grafico, tuttavia, solo il cedimento del sostegno posto a 1,1715 potrebbe fornire un segnale negativo e innescare un’ulteriore flessione verso il successivo sostegno grafico situato in area 1,1670-1,1660. Un allungo dovrà invece affrontare un duro ostacolo in area 1,1875-1,1880. Soltanto con il ritorno sopra questa zona potrebbe fornire una nuova dimostrazione di forza. (Gianluca Defendi)

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)


Strategia Ftse Mib future

Data: 18/12/17 08:30:00 Type: CHF

È stata una giornata contrastata sul mercato azionario italiano che è sceso verso un’importante area di supporto prima di tentare un timido recupero.  Il Ftse Mib future (con scadenza marzo 2018, che da venerdì è diventato il future di riferimento), dopo un’apertura a 21.995 punti, è salito fino ad un picco intraday di 22.135 punti prima di accusare una rapida flessione che ha spinto il derivato fino ad un minimo di 21.905 punti. Sul finale di seduta il mercato ha poi compiuto un veloce recupero ed è tornato sui valori iniziali. La situazione tecnica di breve periodo appare contrastata: possibile tuttavia un rimbalzo verso 22.180-22.190 prima, in area 22.250-22.270  poi e verso la barriera posta a 22.400-22.430 punti successivamente. Da un punto di vista grafico, tuttavia, solo il breakout della resistenza posta in area 22.700-22.750 punti potrebbe fornire un nuovo segnale rialzista di tipo direzionale. Strategia operativa intraday. Long a 22.020-22.030 con target a 22.130 prima, a quota 22.180 poi e attorno a 22.250 successivamente. Stop a 21.900. (riproduzione riservata)

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)


Strategia FtseMib future intraday

Data: 18/12/17 10:20:00 Type: CHF

Mattinata positiva sul mercato azionario italiano che registra un progresso di quasi un punto percentuale e si allontana dall’importante fascia di supporto testata sul finire della precedente settimana. Il Ftse Mib future (scadenza marzo 2018), dopo un’apertura a 22.140 punti, si è appoggiato a quota 22.130 prima di risalire oltre 22.220. Nonostante questo recupero la situazione tecnica di breve periodo rimane ancora contrastata: un nuovo allungo dovrà affrontare una prima barriera a quota 22.250-22.270 e una seconda resistenza in area 22.400-22.430 punti. Da un punto di vista grafico, tuttavia, solo il breakout della resistenza posta in area 22.700-22.750 punti potrebbe fornire un nuovo segnale rialzista di tipo direzionale. Prima di poter iniziare una risalita di una certa consistenza sarà pertanto necessaria una fase riaccumulativa al di sopra del sostegno situato a 21.900-21.860 punti. Soltanto il ritorno sotto 21.950 potrebbe innescare una nuova ondata ribassista. Strategie operative intraday. Nessuno dei titoli proposti in tabella ha fatto scattare il relativo segnale operativo. (riproduzione riservata)

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)


Data: 18/12/17 15:50:00 Type: WORANAL|{MSNANA}|CAL|WORBANAS|{MSNBAN}|{MSNCORP}|SPA

Borse ben intonate in questa prima seduta di settimana negli Stati Uniti, con l’indice Dow Jones in rialzo dello 0,79% a 24.846 punti e Nasdaq a +0,76% a 6.989 punti. Gli investitori si sono lasciati alle spalle il rialzo dei tassi d’interesse da parte della Federal Reserve e l’ultima conferenza stampa di Janet Yellen da numero uno dell’Istituto, tornando a focalizzarsi sull’iter della riforma fiscale, che secondo il presidente Usa, Donald Trump, dovrebbe essere approvata all’inizio di questa settimana.

I tagli alle tasse sono considerati “una buona cosa per le grandi aziende e per l’economia. E’ come una boccata d’ossigeno per il mercato Usa”, ha commentato Alex Dryden di Jp Morgan Asset & Wealth Management. Ma secondo gli economisti di Intesa Sanpaolo, il punto fondamentale è capire se la riforma riuscirà a centrare i suoi principali obiettivi, ossia la maggiore competitività delle imprese, incentivi permanenti agli investimenti per aumentare la crescita potenziale e semplificazione del sistema tributario. Per gli esperti, la legge che passerà sarà caratterizzata da instabilità, sia dal punto di vista finanziario, sia dal punto di vista politico. “L’instabilità finanziaria si farà sentire quando si avvicineranno i termini di scadenza delle misure, il 2022 e il 2025, come avvenne con i tagli delle imposte di Bush, poi estesi diverse volte, con maggiori effetti sul deficit e minore impatto macroeconomico”, hanno commentato gli esperti secondo i quali, invece, l’instabilità politica potrebbe farsi sentire giá nel 2019, in caso di cambiamento delle maggioranze in Congresso. Per gli economisti, quindi, questa caratteristica negativa della riforma “si sentirà con il passare del tempo. Per ora, gli effetti saranno di stimolo alla crescita di breve termine, rischioso in una fase di pieno impiego, e di maggiore competitività delle imprese americane, insieme a un significativo aumento del deficit e del debito”.

Per quanto riguarda la politica monetaria, il presidente della Federal Reserve di San Francisco, John Williams, ha dichiarato che la Banca centrale americana potrebbe proseguire con i rialzi dei tassi nel caso in cui l’economia continuasse a crescere secondo le attese. “Siamo arrivati a fine anno in una situazione molto positiva, l’economia sta andando bene. Credo siano segnali positivi in termini di sostenibilitá dell’inflazione”, ha affermato il banchiere.

Piuttosto scarno il calendario degli appuntamenti coi dati macroeconomici. Si segnala solo l’indice Nahb sull’andamento del mercato immobiliare
statunitense nel mese di dicembre, salito a 74 punti dai 69 di novembre. Il dato ha superato il consenso degli economisti che si aspettavano
una lettura a 70 punti.

Tra i singoli titoli quotati a New York, dopo il consistente calo registrato nel pre-market Csx Corp contiene le perdite arretrando dello 0,98% in seguito alla notizia della morte del ceo Hunter Harrison, che già qualche giorno fa aveva preso un’aspettativa per motivi di salute.

Boom di Amplify Snack che apre a +70,57%. Il titolo della società produttrice di una nota marca di pop-corn è balzato dopo la notizia dell’acquisizione da parte di Hershey (-0,24%) per 1,6 miliardi di dollari.

Bene Twitter, che avanza del 6,97% dopo che JPMorgan ha promosso il titolo a “overweight” sull’aspettativa di una persistente crescita degli utilizzatori medi nel 2018.

L’operatore di casinò Penn National Gaming cede il 2,22% in seguito all’annuncio dell’acquisto di Pinnacle Entertainment (+0,84%) per 2,8 miliardi di dollari.

Teva Pharmaceutical procede in rialzo dello 0,36%, dopo aver delineato il piano industriale che punta a tagliare i costi di 3 miliardi di dollari entro il 2019 e include tagli per 14.000 posti di lavoro, pari al 25% del totale.

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)


Data: 18/12/17 18:00:00 Type: CAL|{CALCI}|ITAANAL|MEA|{MSNANA}|{MSNBAN}|{MSNCORP}|SPA

Ottimo inizio di settimana per Piazza Affari, con l’indice FtseMib che ha terminato la prima seduta settimanale in rialzo dell’1,34% a 22.390 punti, lasciandosi alla spalle i consistenti ribassi registrati a partire dalla metà della settimana scorsa. Nelle sedute precedenti, infatti, ha giocato un ruolo chiave l’allargamento dello spread Btp/Bund, salito oltre quota 150 punti base a causa dell’incertezza sul fronte politico italiano, che a sua volta ha appesantito il comparto bancario. Il differenziale di rendimento tra il decennale italiano e l’omologo tedesco oggi è tornato sotto la soglia dei 150 punti base, scendendo a quota 149,281.

La seduta odierna è stata caratterizzata dall’entusiasmo attorno all’iter di approvazione della riforma fiscale statunitense. Il presidente Usa, Donald Trump, ha definito la riforma fiscale da 1.500 miliardi di dollari come un regalo di Natale per tutto il paese. Il tax plan sará approvato nelle prossime ore (forse già oggi alla Camera e domani in Senato) per andare sul tavolo dello Studio Ovale, alla firma di Trump, entro la settimana, sicuramente prima di Natale. L’aliquota sugli utili delle aziende è prevista in discesa dall’attuale 35% al 21%.

Secondo Andrea Delitala e Marco Piersimoni, rispettivamente Head of Investment Advisory e Senior Portfolio Manager di Pictet Asset Management, “il quadro di riferimento per gli investimenti azionari è sulla carta ancora favorevole anche se la prudenza è raccomandabile date le valutazioni azionarie raggiunte: da un lato crescita globale sincronizzata, inflazione in timida ripresa e profitti societari inducono all’ottimismo, dall’altro lato bisogna fare attenzione al drenaggio di liquidità da parte delle banche centrali. L’ospite indesiderato”, hanno spiegato gli esperti, “potrebbe essere l’inflazione che costringe le Banche centrali ad un atteggiamento più aggressivo nel processo di normalizzazione. Secondo i dati dei nostri economisti ci sono diversi indicatori leading sull’inflazione che segnalano questo evento”.

Sul fronte macroeconomico, il tasso di inflazione annuale della zona euro si è attestato all’1,5% a novembre contro l’1,4% di ottobre, secondo i dati consolidati pubblicati questa mattina da Eurostat. L’Unione europea a 28 ha registrato invece un aumento dei prezzi dell’1,8% contro l’1,17% di ottobre. L’Italia è rimasta sotto la media dell’Eurozona, con un tasso dell’inflazione dell’1,1%.

Tra i singoli titoli di Piazza Affari, hanno brillato Saipem (+4,69% a 3,482 euro) e Cnh I. (+2,81% a 11,34 euro). Eni (+0,86% a 14,06 euro) ha ripreso ieri la produzone di petrolio nel giacimento artico norvegese del Goliat, dopo un’interruzione di oltre due mesi. 

Leonardo ha chiuso la seduta con un +2,98% a 10,21 euro. Il gruppo è stato premiato con il più importante riconoscimento dedicato all’innovazione made in Italy.

In luce anche Fca (+2,53% a 15,4 euro), su cui Fitch venerdì scorso ha alzato il rating da BB- a BB, confermando l’outlook stabile. Mentre la linea di produzione del modello Fiat Punto nello stabilimento di Melfi sarà ferma dal 22 al 27 gennaio del prossimo anno. Tutti gli addetti della linea, 920 operai e 20 impiegati, andranno quindi in cassa integrazione ordinaria. L’azienda ha anche comunicato ai sindacati che la linea del suv (Jeep Renegade e Fiat 500X) andrà in cassa integrazione da Natale al 31 dicembre. Questa sospensione interesserà 5.971 operai e 513 impiegati.

Nel comparto del lusso, particolarmente positiva Moncler (+2,27% a 25,21 euro), che ha festeggiato in Borsa la sigla dell’accordo preventivo con l’Agenzia delle Entrate per l’accesso all’agevolazione fiscale del Patent Box, e S.Ferragamo (+1,70% a 21,51 euro) rimbalzato dopo il tonfo di venerdì in scia all’annuncio del profit warning lanciato sui conti del 2018.

Bene Luxottica (+1,09% a 51,00 euro). Il mercato ha premiato la nuova governance: uscito Vian, le deleghe sono state concentrate nelle mani di Del Vecchio, presidente esecutivo, e di Milleri, vice presidente esecutivo che ha assunto l’incarico di ceo. In vista della fusione con Essilor, Del Vecchio ha promesso che si impegnerà per tenere la quotazione di Luxottica anche a Milano.

Tra i titoli del comparto bancario, Unicredit +1,73%, Ubi B. +1,68%, Intesa Sanpaolo +0,57%, Mediobanca +0,53%. In spolvero B.Mps (+2,96% a 3,83 euro). L’assemblea degli azionisti ha approvato la copertura di perdite complessive per 5,3 miliardi di euro attraverso la riduzione del capitale sociale. Inoltre, nella parte straordinaria, l’assemblea ha approvato le modifiche statutarie di 17 articoli.

Poste I. ha chiuso in rialzo dello 0,71% a 6,41 euro dopo che Moody’s ha promosso il nuovo accordo triennale siglato tra Poste I. e Cassa Depositi e Prestiti. Secondo l’agenzia, l’accordo è positivo per Poste, in quanto le commissioni incassate per la distribuzione del risparmio postale rappresentano un contributo importante al fatturato e ai profitti di gruppo, pari a circa il 18% dei ricavi rettificati di gruppo consolidate e il 30% del giro d’affari della divisione Servizi Finanziari.

In positivo anche Bper (+0,24%), che venerdì scorso ha comunicato che l’atto di fusione per incorporazione di Carife Sim in Optima Sim è stato iscritto nei registri delle imprese delle società partecipanti alla fusione. La banca sta anche lavorando alla cartolarizzazione di un portafoglio da 1,8 miliardi di crediti deteriorati. L’operazione dovrebbe essere finalizzata tra la fine del 2018 e il primo trimestre 2019.

Acquisti su Recordati (+1,86% a 37,25 euro) che ha annunciato l’acquisto di tre prodotti da Bayer Consumer Health, incrementando così la sua presenza nell’area della gastroenterologia.

In controtendenza Mediaset (-2,38% a 3,206 euro) con il mercato che aspetta notizie concrete sul fronte dell’accordo con Vivendi su Premium. Fonti di stampa ha evidenziato che i due gruppi hanno chiesto un rinvio dell’udienza di domani per lavorare sull’intesa.

Sul resto del listino ha brillato Ternienergia (+15,59% a 0,682 euro) dopo che la società ha ricevuto da un primario operatore di investimento internazionale nel settore fotovoltaico un’offerta vincolante per l’acquisto di alcuni impianti fotovoltaici per 16,8 Mw, detenuti dalle Spv (Special Purpose vehicle) Energia Alternativa Srl, Soltarenti Srl, Guglionesi Srl e Solter Srl. La transazione, dalla quale si attende un incasso di 16,6 milioni di euro prevede anche l’assunzione da parte dell’acquirente di debiti finanziari legati agli impianti per un massimo di 41,7 milioni.

In rosso invece Igd (-6,33% a 1,021 euro). La società ha sottoscritto un accordo preliminare per l’acquisizione di un portafoglio composto da quattro gallerie commerciali e un retail park per un investimento complessivo pari a 200 milioni di euro. Per finanziare l’acquisizione il gruppo intende procedere a un aumento di capitale per un controvalore massimo di 150 milioni di euro. Il titolo è stato penalizzato dalla notizia relativa alla ricapitalizzazione.

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)