Strategia Dollaro/Yen

Data: 18/06/18 06:15:00 Type: NANSC

Nella giornata di venerdì il cambio dollaro/yen (USD/YEN) ha tentato un allungo ma non è riuscito a superare quota 110,90. La situazione tecnica di breve termine rimane comunque costruttiva: prima di un nuovo balzo in avanti (che avrà un primo target in area 111,35-111,40) è comunque probabile una pausa di consolidamento al di sopra del sostegno posto in area 110-109,90. Pericolosa invece una discesa sotto 109,20 in quanto potrebbe innescare una rapida correzione verso il sostegno situato in area 108,80-108,75 poi. Sotto questa zona è possibile poi un’ulteriore flessione verso 108,40-108,35. (riproduzione riservata)

Gianluca Defendi

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)


Strategia Euro/Yen

Data: 18/06/18 07:10:00 Type: NANSC

Nella giornata di venerdì il cambio euro/yen (EUR/YEN) si è appoggiato a quota 17,70-127,68 ed è rimbalzato verso 128,50. La struttura tecnica di breve termine appare contrastata: da un punto di vista grafico, infatti, soltanto il breakout di 130,30 potrebbe fornire un chiaro segnale rialzista. Prima di un nuovo balzo in avanti è comunque probabile una fase laterale di consolidamento al di sopra del sostegno posto area 127,20-127. Solo una discesa sotto questa zona potrebbe provocare un’inversione ribassista di tendenza. (riproduzione riservata)
Gianluca Defendi

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)


Strategia Dax future

Data: 18/06/18 07:45:00 Type: MFANAHP|ATS|SPA

Nella seduta di venerdì il Dax future (scadenza giugno 2018) ha subito una veloce correzione ed è sceso in area 13.000-12.986 punti. La struttura tecnica di breve termine rimane costruttiva ma, da un punto di vista grafico, solo il breakout della resistenza posta a 13.200-13.205 punti potrebbe fornire un nuovo segnale rialzista e aprire ulteriori spazi di crescita. Pericolosa una discesa sotto 12.785 in quanto può innescare una rapida correzione verso il sostegno grafico posto in area 12.600-12.550 punti. Inversione ribassista soltanto con il cedimento di quota 12.540.

Anche l’Eurostoxx50 future (scadenza giugno 2018) ha accusato una veloce correzione ed è sceso fino a quota 3.492 punti. Il quadro tecnico di breve periodo rimane costruttivo ma, prima di poter tentare un nuovo allungo (che dovrà affrontare una prima barriera in area 3.555-3.560 e una seconda resistenza a 3.575 punti) è comunque probabile una pausa di consolidamento al di sopra di quota 3.460. (riproduzione riservata)

Gianluca Defendi

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)


Strategia Euro/dollaro

Data: 18/06/18 07:55:00 Type: NANSC|MFTGED

Nella giornata di venerdì il cambio euro/dollaro (EUR/USD) è sceso in area 1,1545-1,1540 prima di iniziare un veloce recupero che ha riportato le quotazioni a ridosso di 1,16. Il quadro tecnico di breve periodo rimane quindi contrastato: al rialzo, infatti, soltanto il breakout di quota 1,1850 potrebbe provocare un’inversione rialzista di tendenza. Pericoloso il cedimento di 1,1540 in quanto può innescare una rapida flessione verso il sostegno posto a ridosso di 1,15. Una discesa sotto quest’ultimo livello fornirà un nuovo e pericoloso segnale ribassista. (Gianluca Defendi)

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)


Strategia Ftse Mib future

Data: 18/06/18 08:15:00 Type: CHF

È stata una giornata negativa sul mercato azionario italiano che, complice la marcata debolezza del comparto bancario, ha accusato una veloce correzione. Il Ftse Mib future (scadenza settembre 2018), dopo un’apertura a 22.355, si è indebolito ed è sceso verso i 22.000 punti (minimo intraday a 22.015). La situazione tecnica di breve periodo rimane costruttiva ma, da un punto di vista grafico, solo il breakout di quota 22.380 potrebbe fornire un nuovo segnale rialzista e innescare un allungo di una certa consistenza. Un’ulteriore correzione troverà invece un primo sostegno in area 21.850-21.835 punti. Importante la tenuta di questa zona in quanto può favorire una fase riaccumulativa. Una discesa sotto 21.830 potrebbe estendere la flessione verso il successivo supporto grafico situato in area 21.630-21.600 punti. Strategia operativa intraday. Short al cedimento di 22.030 con target a 21.970-21.960 prima, a 21.900 poi e in area 21.850-21.840 successivamente. Stop a 21.110. (riproduzione riservata)

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)


Data: 18/06/18 08:19:00 Type: CAL|COM|EURANAL|EURPOLIT|MEA|WORANAL|WORPOLIT|SPA

Il mondo ha fatto un passo in più verso una vera e propria guerra commerciale nel momento in cui il presidente Usa Donald Trump ha imposto dazi per 50 miliardi di dollari sugli import cinesi e la Cina ha comunicato che introdurrà contrimisure equivalenti. Trump ha sua volta a rilanciato che è pronto ad arrivare a dazi per 100 miliardi di dollari verso i beni cinesi se la Cina risponderà. E’ lo stesso copione che si è visto nei rapporti con l’Europa. Quando gli Usa hanno imposto dazi su acciaio e alluminio e l’Europa ha risposto con misure equivalenti, Trump ha alzato la posta minacciando dazi contro l’import di auto, tema su cui è molto sensibile la Germania. Nonostante i toni si siano alzati i mercati per ora non sembrano troppo preoccupati e sono stati più focalizzati verso le mosse delle Banche Centrali. Eppure secondo il capo economista di Unicredit i motivi per cui preoccuparsi ci sono. 

Nielsen ricorda che i ricercatori della Bce hanno stimato che se i gli Stati Uniti imponessero dazi del 10% su tutte le loro importazioni e se i partmer commerciali rispondessero con misure di uguale valore (solo contro l’import Usa), ossia con dazi sempre del 10%, allora la crescita del pil Usa subirebbe una decurtazione del 2,5% e gli Stati Uniti entrerebbero in recessione in 18-24 mesi. Il trend di crescita globale si rudurrebbe dall’attuale 4% a meno del 3%, anche in questo caso la recessione sarebbe vicina. Lavori condotti dall’Ocse hanno dato risultati simili, stimando l’effetto di misure protezionistiche sulll’economia globale. 

“Quindi si tratta di un tema serio, ma i mercati non se ne stanno preoccupando troppo e sembrano più focalizzati sui dati macro attuali, come se volessero ignorare le minacce di Trump”, avverte Nielsen. Questo emerge anche andando a vedere come si sono comportati gli indici di borsa finora. Dal picco dell’S&P 500 di gennaio, quando le idee protezionistiche di Trump hanno iniziato a diventare azioni, la parte dell’indice composta da società esposte all’economia Usa (quelle che in teoria dovrebbero beneficiare delle misure protezionistiche) è scesa del 6,2%, mentre le azioni più esposte all’export (che rappresentano circa il 50% del paniere dell’indice) hanno perso solo il 2,7%. Nel caso dell’Msci world index quelle più esposte alla Cina hanno perso lo 0,5%, mentre quelle esposte ai mercati sviluppati hanno perso il 5,5%. 

“Questo andamento è in linea con i dati che abbiamo visto nel primo trimestre 2018, ossia una crescita globale forte, mentre non riflettono i dati di indebolimento visti in Germania e Francia. Certo la domanda domestica Usa è andata bene, ma gli investitori dovrebbero sapere che lo stimolo fiscale avrà un impatto di breve durata”, dice Nielsen. 

Conclude Nielsen: “Se la mia interpretazione è corretta si prospettano mesi difficili per le borse globali, in cui sarà meglio trovare rifugio nei titoli più esposti alla domanda domestica in Asia ed Europa e con una bassa esposizione verso gli Usa”.

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)