Strategia Euro/dollaro

Data: 18/01/18 06:00:00 Type: NANSC|MFTGED

Nella giornata di mercoledì il cambio euro/dollaro è salito in area 1,2320-1,2323 prima di accusare una veloce correzione intraday. La situazione tecnica rimane costruttiva (i vari indicatori direzionale si trovano ancora in posizione long e confermano la presenza di una solida tendenza rialzista di breve termine) ma, prima di un ulteriore allungo, (che avrà un primo target a 1,2345-1,2350 e un secondo obiettivo attorno a  1,2370) è comunque probabile una pausa di consolidamento al di sopra del sostegno situato in area 1,22-1,2190. Difficile per adesso ipotizzare un’inversione ribassista di tendenza. (Gianluca Defendi)

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)


Strategia FtseMib future

Data: 18/01/18 07:25:00 Type: CHF

E’ stata una seduta contrastata sul mercato azionario italiano che ha tentato un allungo ma è rimasto al di sotto di una solida area di resistenza. Il Ftse Mib future (scadenza marzo 2018), dopo un’apertura a 23.300 punti, ha compiuto un veloce recupero che si è arrestato a ridosso di 23.570. Il mancato superamento di quest’ultimo livello ha poi innescare una rapida correzione intraday, con i prezzi che sono scesi in area 23.350-23.340. La situazione tecnica rimane costruttiva ma, prima di un ulteriore balzo in avanti, è probabile una pausa di consolidamento, necessaria per scaricare il forte ipercomprato registrato dagli oscillatori più reattivi. Pericoloso il cedimento di 23.250 in quanto può innescare una rapida correzione verso 23.070-23.050 prima e in area 22.970-22.950 successivamente. Strategia operativa intraday. Short su rimbalzo verso 23.570-23.580 con target a 23.480-23.470 prima, a quota 23.400-23.390 poi e in area 23.300-23.290 successivamente. Stop stretto a 23.630. (riproduzione riservata)

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)


Strategia Dax future

Data: 18/01/18 07:45:00 Type: MFANAHP|SPA

Nella seduta di mercoledì il Dax future (scadenza marzo 2018) ha subito una veloce correzione intraday, con le quotazioni che sono scese in area 13.130-13.127 punti. La situazione tecnica rimane ancora costruttiva ma, prima di poter tentare un ulteriore allungo, sarà necessaria una fase laterale di riaccumulazione al di sopra del sostegno situato a 13.125 punti. Una nuova dimostrazione di forza arriverà con il superamento di quota 13.350. Da un punto di vista grafico, tuttavia, solo il breakout di 13.425 potrebbe fornire un chiaro segnale rialzista.

Anche l’Eurostoxx50 future (scadenza marzo 2018) ha tentato un recupero ma è stato respinto da quota 3.615. Il quadro tecnico di breve periodo appare contrastato: soltanto il breakout di quota 3.630 potrebbe infatti fornire un nuovo segnale rialzista. Un’eventuale correzione troverà invece un primo sostegno a ridosso di quota 3.570. (riproduzione riservata)

Gianluca Defendi

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)


Strategia FtseMib future intraday

Data: 18/01/18 11:35:00 Type: CHF

Mattinata contrastata sul mercato azionario italiano che consolida attorno alla parità senza fornire particolari spunti operativi. Il Ftse Mib future (scadenza marzo 2018), dopo un’apertura a quota 23.490, è salito fino ad un picco intraday di 23.536 punti prima di accusare una rapida correzione che si è arrestata a ridosso di 23.360.La situazione tecnica rimane costruttiva ma, prima di un ulteriore allungo, è probabile una pausa di consolidamento, necessaria per scaricare il forte ipercomprato registrato dagli oscillatori più reattivi. Pericoloso il cedimento di 23.250 in quanto può innescare una rapida correzione verso 23.070-23.050 prima e in area 22.970-22.950 successivamente. Un nuovo segnale long arriverà soltanto con il breakout di quota 23.630. Strategie operative intraday. Tra i titoli proposti in tabella è scattato solo il segnale short su Buzzi Unicem. (riproduzione riservata)

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)


Data: 18/01/18 15:45:00 Type: CAL|{CALCE}|MEA|WORANAL|WORBANAS|{MSNANA}|{MSNBAN}|{MSNCORP}|{MSNMECO}|SPA

Apertura debole per i mercati di New York dopo l’ennesimo triplo record registrato ieri, con il Dow Jones tornato nuovamente al di sopra della soglia dei 26.000 punti ed ora in leggero calo dello 0,08% a 26.094 punti. Sotto la parità anche l’S&P500 (-0,11% a 2.799 punti) e il Nasdaq (-0,10% a 7.290 punti). Ma in generale il sentiment attorno al mercato continua a rimanere positivo, anche se alcuni investitori temono che i nuovi piani di spesa dopo la riforma fiscale voluta dall’amministrazione Trump possano provocare un’accelerazione dei prezzi al consumo più repentina. “La riforma delle tasse alimenta la mia più grande preoccupazione per il 2018, ovvero un ritorno dell’inflazione che sorprenderà i mercati”, ha sottolineato Brent Schutte, chief investment strategist di Northwestern Mutual Wealth Management. Per l’esperto, infatti, ciò provocherebbe un rialzo dei rendimenti dei bond e un calo sull’azionario che diventerebbe meno interessante.

La giornata odierna è scandita poi da una ricca agenda di dati macroeconomici, da cui sono emerse indicazioni contrastanti. Il mercato del lavoro sembra rispecchiare la buona condizione mostrata con gli ultimi dati, soprattutto dopo la pubblicazione delle richieste settimanali di sussidi di disoccupazione, risultate in calo di 41.000 unità a 220.000, ai minimi dal 1973. Ha deluso invece il numero di cantieri avviati a dicembre per la costruzione di nuove case, sceso dell’8,2% a livello mensile a 1,192 milioni di unità e al di sotto del consenso di 1,284 milioni. Mentre i nuovi permessi per costruzioni, sempre a dicembre, sono calati dello 0,1% a 1,302 milioni, pressoché in linea al consenso di 1,305 milioni. Deludente, infine, l’indice sull’attività manifatturiera regionale elaborato dalla Fed di Filadelfia, che si è attestato a gennaio a 22,2 punti, in calo dai 27,9 di dicembre e al di sotto dei 25 attesi dal consenso.

Il focus è sempre sulle trimestrali, con American Express (-0,75%) e Ibm (+1,18%) che renderanno noti i propri conti dopo la chiusura dei mercati. Tra i finanziari, oggi è il turno di Morgan Stanley, l’ultima delle grandi banche americane a pubblicare i risultati di bilancio che in apertura cede lo 0,31%. L’istituto, nel quarto trimestre, a causa dell’impatto degli oneri straordinari per 1,2 miliardi dovuti all’approvazione della nuova riforma fiscale ha visto scendere i profitti a 686 milioni di dollari, in netto calo del 59% rispetto a quelli segnati nello stesso periodo del 2016 ma comunque superiori alle attese degli analisti. La banca ha tratto vantaggio da un beneficio fiscale di 168 milioni, dunque l’onere netto è stato pari a 990 milioni circa. Il ceo James Gorman ha stabilito un nuovo obiettivo di rendimento, dichiarando che la società punterà a generare un ritorno sul capitale nel medio termine del 10-13%, senza però specificare il preciso lasso di tempo.

Leggermente in rialzo Apple (+0,09%) che ha comunicato l’intenzione di pagare una tassa straordinaria di 38 miliardi di dollari sulla liquidità detenuta all’estero e aumentare gli investimenti negli Usa, mettendo in atto una mossa legata anche alla volonta di dare un contributo all’economia americana, dopo anni in cui è stata criticata per aver esternalizzato la produzione in Cina. La società di Cupertino non ha precisato quanta parte dei 252,3 miliardi di dollari cash detenuti all’estero riporterà all’interno dei confini nazionali, ma investirà comunque 30 miliardi di dollari in conto capitale in 5 anni e creerà oltre 20 mila posti di lavoro. La decisione arriva in seguito alla firma, da parte di Donald Trump, della nuova legge che permette alle compagnie di pagare una tassa straordinaria del 15,5% sui profitti detenuti all’estero in cash e su altri asset liquidi.

Quanto a Facebook, sta ampliando le indagini legate al presunto tentativo della Russia di interferire con il referendum sulla Brexit che si è tenuto nel 2016 e nel frattempo il titolo apre in rialzo dello 0,71%. In risposta alla richiesta di un comitato di legislatori britannici, il gigante dei social media ha dichiarato che avrebbe iniziato a indagare più a fondo per capire se ci fossero stati dei tentativi coordinati di interferenze. Le indagini svolte in precedenza avevano trovato solo livelli minimi di attività.

Infine, apertura decisamente negativa per Alcoa, che lascia sul terreno l’8,18% in seguito alle perdite riportate nel quarto trimestre, salite a 196 milioni di dollari rispetto ai 125 milioni dello stesso periodo del 2016. Il colosso dell’alluminio ha spiegato che il risultato include voci per 391 milioni di dollari legate soprattutto alla chiusura di una fonderia a Rockdale (Texas) e al disinvestimento da quella italiana a Portovesme. Nell’intero anno fiscale 2017, comunque, Alcoa ha registrato un utile di 217 milioni di dollari, meglio della perdita da 400 milioni del 2016.

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)


Data: 18/01/18 18:00:00 Type: CAL|{CALCI}|ITAANAL|ITABANAS|MEA|{MSNANA}|{MSNBAN}|{MSNCORP}|SPA

Seduta positiva per il Ftse Mib di Piazza Affari, che ha terminato la penultima giornata della settimana in rialzo dello 0,49% a 23.630 punti dopo aver toccato un minimo intraday di 23.438 punti a inizio seduta. Bene anche il Dax di Francoforte, che ha guadagnato lo 0,66%, mentre hanno chiuso in rosso Parigi (-0,08%) e Londra (-0,32%).

Anche oggi le banche hanno occupato il centro della scena, in seguito all’incontro di ieri a Roma fra la presidente del Supervisory Board del SSM, Danièle Nouy, la Vigilanza di Banca d’Italia, gli ad delle banche italiane più grandi e i rappresentanti dell’Abi. Il dialogo ha portato a un utile scambio di opinioni ma non ha evidenziato un’apertura nella formulazione definitiva dell’Addendum della Bce in merito alla contestata stretta sui crediti deteriorati.

Mentre oggi Jens Weidmann, presidente della Bundesbank, in una conferenza congiunta con il Fondo Monetario Internazionale a Francoforte ha affermato che per raggiungere l’Unione bancaria è necessario prima porre un limite al possesso di titoli di Stato da parte degli istituti di credito, in modo da “evitare di far rientrare dalla finestra la mutualizzazione dei rischi sui debiti pubblici”.

In ribasso lo spread tra Btp e Bund, che ha chiuso a 140,711 punti base rispetto ai 144,073 della chiusura di ieri. L’allargamento registrato di recente dal differenziale di rendimento tra i titoli di Stato italiani e tedeschi è più contenuto del passato, con gli investitori che stanno avendo un atteggiamento più costruttivo rispetto alle elezioni italiane, nonostante “la grande incertezza”, ha commentato Luca Cazzulani, economista obbligazionario di Unicredit, aggiungendo che il miglioramento della situazione politica italiana e la nuova legge elettorale hanno ridotto la possibilità che si verifichino risultati poco positivi per il mercato.

Il cambio euro/dollaro staziona ancora in chiusura sopra quota 1,22 a 1,224. La valuta unica è spinta dai fondamentali economici, secondo gli strategist di Unicredit, che hanno sottolineato tuttavia che “la Banca centrale europea potrebbe essere meno preoccupata della forza dell’euro di quanto alcuni membri dell’Istituto abbiano finora segnalato”. Pertanto “i nuovi picchi del cambio potrebbero essere tollerati, fintantoché il rialzo della moneta comune rimarrà molto modesto in termini di indice ponderato in funzione degli scambi commerciali”.

A Piazza Affari ha brillato StMicroelectronics (+3,82% a 20,4 euro) su cui Societe Generale ha avviato la copertura assegnando la raccomandazione buy e prezzo obiettivo a 32 dollari, come riportato dall’agenzia Mf-DowJones. Secondo gli analisti, il gruppo ora finalmente sta emergendo come forte fornitore per l’auto, il comparto industriale e l’Internet of Things, con “solide posizioni di mercato di leadership”. Nonostante un profilo di crescita oltre la media, hanno aggiunto gli esperti, il titolo scambia comunque a sconto rispetto ai principali competitor.

Contrastato il comparto bancario, dove ha ben figurato Mediobanca (+1,28% a 9,915 euro) grazie alla fiducia espressa da Equita Sim, che sul titolo ha confermato la raccomandazione buy con prezzo obiettivo a 10,5 euro. Gli analisti si aspettano dei risultati trimestrali “forti” e pensano che la banca rispetto ai tre mesi precedenti realizzerà una crescita del margine di interesse e delle commissioni grazie soprattutto all’effetto dei volumi, con gli impieghi visti in crescita del 2%. Tra gli altri titoli del settore bene Intesa (+1,18% a 3,094 euro) e Unicredit (+1,16% a 17,51 euro), mentre hanno chiuso in rosso Bper (-0,45%), Banco Bpm (-1,45%) e Ubi (-0,75%). Tra gli altri finanziari, bene il risparmio gestito con Azimut (+1,97% a 18,68 euro) e Finecobank (+1,41% a 9,68 euro).

Seduta negativa, tra le utility, per Snam (-1,41% a 4,044 euro), su cui Ubs ha tagliato il rating da neutral a sell. La società presenterà nelle prossime settimane l’offerta per la quota del 66% di Desfa, il gestore della rete gas greca. L’ad Alverà ha confermato, inoltre, la partenza nel 2020 del Tap, il gasdotto di Melendugno, in provincia di Lecce. Segno meno anche per Enel (-0,56% a 5,355 euro), che ha comunicato l’avvio della costruzione di un nuovo parco eolico da 93 MW in Messico.

Nel comparto del lusso bene Moncler (+2,21% a 26,88 euro), mentre S.Ferragamo ha ceduto lo 0,36% a 21,92 euro dopo la bocciatura di JPMorgan, che ha abbassato il prezzo obiettivo da 21,5 a 20,5 euro, con rating neutral. Gli analisti hanno aggiornato le stime 2017-2019 per considerare l’ultimo aggiornamento della guidance societaria effettuato dal gruppo, e stimano vendite in calo dell’1% a 1,418 miliardi di euro e un ebitda pari a 255 milioni di euro per il 2017.

Fuori dal listino principale si segnalano i rialzi di Aquafil (+2,43% a 12,65 euro), dopo il roadshow tenuto ieri dal management della società, Fila (+2,48% a 20,7 euro) che ha aggiornato oggi il nuovo massimo storico a 21,2 euro e Cattolica Assicurazioni (+1,79% a 10,24 euro) in attesa del nuovo piano industriale.

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)