Strategia Dollaro/Yen

Data: 16/11/17 06:10:00 Type: NANSC

Nella giornata di mercoledì il cambio dollaro/yen ha accusato una rapida correzione, con le quotazioni che sono scese fino a quota 112,45. La situazione tecnica si sta quindi indebolendo, con diversi indicatori che registrano un rafforzamento della pressione ribassista. Possibile pertanto un’ulteriore flessione, con un primo target attorno a 112,15-112,10. Da un punto di vista grafico, tuttavia, soltanto la rottura del sostegno posto in area 111,65-111,50 potrebbe provocare un’inversione ribassista di tendenza. (riproduzione riservata)
Gianluca Defendi

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)


Strategia Euro/dollaro

Data: 16/11/17 06:35:00 Type: NANSC|MFTGED

Nella giornata di mercoledì il cambio euro/dollaro è salito fino a quota 1,1860 prima di accusare una rapida correzione intraday che ha riportato le quotazioni a ridosso di 1,1790. La situazione tecnica di breve termine appare contrastata anche se alcuni indicatori registrano un rafforzamento della pressione rialzista. Prima di poter tentare una nuova risalita sarà pertanto necessaria una fase laterale di consolidamento. Da un punto di vista grafico, infatti, solo il breakout di 1,1860 potrebbe fornire una chiara dimostrazione di forza. Un’ulteriore correzione troverà un valido sostegno in area 1,1680-1,1660. (Gianluca Defendi)

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)


Strategia Euro/Yen

Data: 16/11/17 07:40:00 Type: NANSC

Nella giornata di mercoledì il cambio euro/yen ha subito una veloce correzione ed è sceso in area 133-132,95. La situazione tecnica di breve periodo appare contrastata: un nuovo segnale di forza arriverà con il superamento di quota 133,90, con un primo target in area 134,45-134,50. Solo il breakout di questa zona potrebbe fornire un nuovo segnale rialzista di tipo direzionale e aprire ulteriori spazi di crescita. Un’ulteriore correzione troverà invece un primo sostegno attorno a 132,50-132,40. (riproduzione riservata)
Gianluca Defendi

 

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)


Strategia Dax future

Data: 16/11/17 07:45:00 Type: MFANAHP|SPA

Nella seduta di mercoledì il Dax future (scadenza settembre 2017) è sceso in area 12.850-12.845 punti prima di iniziare un veloce recupero che ha riportato i prezzi a quota 12.985.  La struttura tecnica di breve termine si è indebolita: prima di poter tentare un rimbalzo di una certa consistenza sarà pertanto necessaria una fase laterale di consolidamento. Un recupero troverà un primo ostacolo in area 13.115-13.130 e una seconda barriera a quota 13.200-13.210. Un nuovo segnale ribassista arriverà soltanto con una discesa sotto i 12.840 punti.

L’Eurostoxx50 future (scadenza settembre 2017) è sceso fino ad un minimo di 3.515 punti prima di risalite verso 3.540. La struttura tecnica si è quindi indebolita anche se il forte ipervenduto di breve termine può impedire un ulteriore cedimento e innescare un rimbalzo verso le resistenze poste a quota 3.600 prima  in area 3.617-3.620 successivamente. (riproduzione riservata)

Gianluca Defendi

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)


Strategia Ftse Mib future

Data: 16/11/17 08:00:00 Type: CHF

È stata una giornata negativa sul mercato azionario italiano che ha subito un’ulteriore flessione ed è sceso sui minimi delle ultime settimane. Il Ftse Mib future (scadenza dicembre 2017), dopo un’apertura in ampio gap-down a quota 22.130 punti, si è subito indebolito ed è sceso fino ad un minimo intraday a 21.850 punti. Nel pomeriggio il mercato ha poi iniziato un veloce recupero ed è tornato sui valori iniziali. La situazione tecnica rimane precaria anche se il forte ipervenduto di brevissimo termine può  impedire un ulteriore cedimento e favorire una pausa di consolidamento. Un rimbalzo dovrà comunque affrontare un primo ostacolo in area 22.260-22.290 e una seconda barriera a ridosso di 22.400. Solo il ritorno sopra 22.550 potrebbe fornire un segnale di forza. Strategia operativa intraday. Short su rimbalzo verso 22.350 con target a 22.160-22.150 prima, a quota 22.080 poi e in area 22.000-21.980 successivamente. Stop a 22.450. (riproduzione riservata)

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)


Strategia FtseMib future intraday

Data: 16/11/17 10:55:00 Type: CHF

Mattinata contrastata sul mercato azionario italiano che, dopo la brusca flessione delle ultime sedute, non riesce a rimbalzare con decisione. Il Ftse Mib future (scadenza dicembre 2017), dopo un’apertura a quota 22.210, è sceso fino a quota 22.025 prima di risalire sui valori iniziali. La situazione tecnica rimane precaria anche se il forte ipervenduto di brevissimo termine può impedire un ulteriore cedimento e favorire una pausa di consolidamento. Un rimbalzo dovrà comunque affrontare un primo ostacolo in area 22.260-22.290 e una seconda barriera a ridosso di 22.400. Da un punto di vista grafico, poi, soltanto il ritorno sopra 22.550 potrebbe fornire un segnale di forza. Strategie operative intraday. Nessuno dei titoli proposti in tabella ha fatto scattare il relativo segnale operativo. Solo Buzzi Unicem si è infatti avvicinato al livello d’entrata short a 22,44 euro. (riproduzione riservata)

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)


Data: 16/11/17 15:30:00 Type: CAL|WORANAL|{MSNMECO}|SPA

“Recessione? Non credo. La curva dei tassi Treasury viene spesso indicata da economisti e operatori di mercato come un indicatore affidabile del ciclo economico statunitense. Secondo il modello elaborato dalla Federal Reserve, la probabilità di una recessione nei prossimi 12 mesi veniva stimata intorno al 12% a ottobre”. Lo ha affermato Alessandro Tentori, Chief Investment Officer Axa Investment Managers Italia, che ha precisato che la previsione si basava su un differenziale tra il T-Bill a 3 mesi e il Treasury a 10 anni di 125 punti base. Attualmente il differenziale è sceso a 110 punti base, aumentando cosi la probabilità di recessione di qualche punto percentuale.

Il manager si ritiene convinto che una crescita sostenuta sia possibile. “Le previsioni del pil americano basate sulla ripidità della curva dei tassi si scontrano con quelle basate su altri indicatori come per esempio l’indice pmi”, ha aggiunto il manager. “A settembre, quest’ultimo è salito al livello più alto degli ultimi 30 anni, lanciando forti segnali per una crescita non solo sostenuta, ma addirittura in accelerazione. La rimozione molto graduale dello stimolo monetario da parte di Janet Yellen viene corroborata da ottimismo in tema di politica fiscale nonché di deregulation finanziaria. Di riflesso, le aspettative dei mercati sul mix di politica economica dell’amministrazione Trump sono molto alte”.

Secondo l’esperto,  “la curva dei tassi Usa non è solo un indicatore squisitamente economico, bensì un indicatore universale per il mondo multi-asset. La profittabilità del settore bancario, il costo di rifinanziamento di Stati e imprese, la tendenza dei mercati delle valute e il livello di leva finanziaria nei mercati emergenti sono soltanto alcuni settori di un portafoglio globale che vengono influenzati dalla curva dei Treasury”. Per questo motivo, il manager ritiene che la discussione sui fattori primari del recente appiattimento della curva sia estremamente importante per i portafogli globali e va collocata in un contesto di politica monetaria che non ha precedenti nella storia.

Secondo Tentori, dunque, non è tanto la ripidità della curva dei tassi in se stessa, ma forse la dinamica di appiattimento che va monitorata. “Un appiattimento graduale, in un contesto di crescita globale sincronizzata e a fronte di una stretta di politica monetaria US molto prevedibile non va interpretato, a mio avviso, come un indicatore di recessione. Sui mercati finanziari, gradualità è molto spesso sinonimo di prevedibilità e di bassa volatilità. Gli investitori global ne traggono sempre vantaggio. Un movimento rapido, invece, che sia esso determinato da una stretta monetaria più forte delle attese oppure da un crollo dei rendimenti a lungo termine verrebbe sicuramente visto come un campanello di allarme”.

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)


Data: 16/11/17 16:40:00 Type: CAL|MEA|WORANAL|{MSNANA}|SPA

Dopo i cali registrati dalla borsa di New York nelle ultime sedute, salgono sia il Dow Jones (+0,63%) sia il Nasdaq (+0,89%.) “E’ salutare che ci siano mini correzioni perchè dimostrano che gli investitori non sono solo e soltanto ridicolmente rialzisti” ha affermato Edward Park di Brooks Macdonald.

Oggi l’attenzione degli investitori è rivolta alla pubblicazione dei dati macroeconomici e alla riforma fiscale dell’amministrazione Trump. In merito a quest’ultima, la leadership repubblicana ha introdotto alcune importanti novità nella riforma tributaria che includerebbe l’eliminazione dell’obbligo di avere un’assicurazione sanitaria, principio alla base dell’Obamacare. Tale modifica sarebbe funzionale alla liberazione di fondi da destinare a più consistenti tagli di imposte per le classi medie di reddito.

La nuova versione della riforma si allontana ulteriormente da quella della Camera, che dovrebbe essere votata in aula questa settimana. Dall’altra parte il Senato dovrebbe votare sulla propria versione dopo il giorno del Ringraziamento del 23 novembre. “Al momento non è chiaro se ci sia una maggioranza favorevole all’ultimo testo con l’eliminazione dell’obbligo di assicurazione sanitaria”, hanno detto gli economisti di Intesa Sanpaolo. “Non sarà facile approvare qualsiasi versione della riforma al Senato e poi trovare un compromesso con i rappresentanti repubblicani alla Camera”.

Sul fronte macroeconomico, le richieste settimanali di sussidi di disoccupazione negli Stati Uniti sono aumentate di 10 mila unità a quota 249 mila, al di sopra delle 235 mila attese dal consensus degli economisti. I prezzi import sono cresciuti a ottobre dello 0,2%, meno di quanto atteso dagli economisti che prevedevano un rialzo dello 0,6%. L’indice sull’attività manifatturiera regionale elaborato dalla Fed di Filadelfia si è attestato a novembre a 22,7 punti, in calo dai 27,9 di ottobre e al di sotto dei 24 attesi dal consenso. Bene infine la produzione industriale che è cresciuta dello 0,9% a livello mensile a ottobre, battendo le attese del mercato che indicavano una crescita dello 0,5%.

Per quanto riguarda i titoli da tenere d’occhio oggi, Wal-Mart, sale del 6,87% dopo aver annunciato per il tredicesimo trimestre consecutivo un aumento delle vendite, grazie al maggiore numero di clienti in negozio e online.

Male invece Best Buy che ha pubblicato vendite omogenee trimestrali sotto le attese e apre in perdita del 6,81%.

Ondata di vendite su Viacom (-4,46%). La trimestrale diffusa dal gruppo a cui fanno capo Mtv, Comedy Central e Paramount ha registrato ricavi trimestrali in crescita del 2,9%.

Mattel prosegue in lieve ribasso dello 0,71% dopo aver respinto un approccio per un’acquisizione da parte di Hasbro.

Balza del 7,24% Cisco Systems che ieri sera ha annunciato utili trimestrali migliori delle attese.

Procter & Gamble parte in lieve rialzo guadagnando lo 0,78%. Ieri l’investitore attivista Nelson Peltz ha annunciato la vittoria nella battaglia per aggiudicarsi un posto nel board del gruppo dopo un conteggio preliminare dei voti, anche se P&G per il momento contesta l’esito e vuole vedere la certificazione del risultato prima di dichiarare il vincitore.

Time è nuovamente in trattative per vendersi a Meredith Corp, in un’operazione che troverebbe il sostegno dei fratelli miliardari Charles e David Koch, secondo quanto scrive il New York Times. In scia alla notizia, il titolo vola del 23,12%.

Infine, il produttore di componenti per lo stoccaggio di energia Maxwell Tech sale del 9,58%, in seguito all’acquisto di azioni da parte del ceo Franz Fink.

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)