Strategia Dollaro/Yen

Data: 16/02/18 06:05:00 Type: NANSC

Nella giornata di giovedì il cambio dollaro/yen (USD/YEN) ha subito una nuova flessione ed è sceso fino a quota 106,20. La tendenza di breve termine rimane pertanto negativa e solo il forte ipervenduto può impedire una nuova discesa verso 106-105,95 prima e attorno a 105,70-105,65 in un secondo momento. Una dimostrazione di forza arriverà solo con il ritorno sopra 109,80 ma prima di poter iniziare una risalita di una consistenza sarà necessaria un’adeguata fase laterale di riaccumulazione. (riproduzione riservata)
Gianluca Defendi

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)


Strategia Euro/dollaro

Data: 16/02/18 06:10:00 Type: NANSC|MFTGED

Nella giornata di giovedì il cambio euro/dollaro (EUR/USD) si è appoggiato a quota 1,2450 ed ha compiuto un nuovo allungo, con le quotazioni che sono risalite fino a 1,2510. La situazione tecnica di breve termine sta quindi migliorando: il breakout della barriera posta in area 1,2520-1,2535 fornirà un nuovo segnale rialzista, con target teorici a 1,2560-1,2565 prima e attorno a 1,2590-1,2595 in un secondo momento. Pericolosa invece una discesa sotto 1,23 anche se, da un punto di vista grafico, sarà soltanto il cedimento di quota 1,22 a provocare un’inversione ribassista di tendenza. (riproduzione riservata)
Gianluca Defendi

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)


Strategia Euro/Yen

Data: 16/02/18 06:50:00 Type: NANSC

Nella giornata di giovedì il cambio euro/yen (EUR/YEN) ha subito una veloce correzione ed è sceso in area 132,55-132,50. La struttura tecnica di breve termine rimane ancora contrastata: prima di poter iniziare una risalita di una consistenza sarà pertanto necessaria una fase laterale di riaccumulazione. Da un punto di vista grafico, infatti, soltanto una discesa sotto 131,80 potrebbe fornire un segnale ribassista. Un rimbalzo dovrà invece affrontare un primo ostacolo a quota 134,80-134,85 e una seconda barriera in area 135,75-135,85. (riproduzione riservata)
Gianluca Defendi

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)


Strategia Dax future

Data: 16/02/18 07:15:00 Type: MFANAHP|SPA

Nella seduta di giovedì il Dax future (scadenza marzo 2018) è stato respinto da quota 12.475 e ha accusato una rapida correzione, con i prezzi che sono scesi in area 12.270-12.267. La situazione tecnica rimane di breve termine rimane ancora contrastata: prima di poter iniziare una risalita di una certa consistenza sarà pertanto necessaria un’adeguata fase laterale di riaccumulazione. Da un punto di vista grafico, infatti, soltanto il ritorno sopra 12.650 potrebbe fornire una dimostrazione di forza. Un allungo dovrà comunque affrontare un duro ostacolo in area 12.850-12.900 punti.

L’Eurostoxx50 future (scadenza marzo 2018) ha compiuto un veloce recupero ed è salito in area 3.410-3.412 punti.  Nonostante questo recupero il quadro tecnico di breve periodo rimane ancora contrastato: un nuovo allungo dovrà infatti affrontare un primo ostacolo a quota 3.430 e una seconda barriera in area 3.465-3.470. (riproduzione riservata)

Gianluca Defendi

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)


Strategia Ftse Mib future

Data: 16/02/18 08:15:00 Type: CHF

È stata una giornata contrastata sul mercato azionario italiano che, dopo il veloce rimbalzo tecnico di mercoledì, ha incontrato qualche difficoltà nel proseguire la sua risalita. Il Ftse Mib future (scadenza marzo 2018), dopo un’apertura a 22.540, si è appoggiato a quota 22.500 prima di effettuare un veloce balzo in avanti che ha spinto i prezzi fino a 22.735 punti. Da quest’ultimo livello è poi iniziata una rapida correzione che ha riportato il derivato sotto i 22.400 punti. La situazione tecnica rimane ancora contrastata: un allungo dovrà infatti affrontare un duro ostacolo a ridosso di 22.800 punti. Prima di poter iniziare una risalita di una certa consistenza sarà pertanto necessaria un’adeguata fase laterale di riaccumulazione al di sopra dell’area 22.100-22.050. Da un punto di vista grafico, tuttavia, solo una discesa sotto 21.900 potrebbe fornire un segnale ribassista. Strategia operativa intraday. Short su rimbalzo verso 22.880-22.890 con target a 22.800-22.780 prima, a 22.700 poi e in area 22.580-22.560 successivamente. Stop a 23.010. (riproduzione riservata)

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)


Data: 16/02/18 10:45:00 Type: CHF

Mattinata positiva per il Ftse Mib future, che ha subito esordito in forte rialzo, mostrando un’ottima capacità di recupero dopo la correzione pomeridiana di ieri: dopo un’apertura a 22.735 punti, il derivato ha gestito una fisiologica correzioni iniziale fino a quota 22.640, per poi ripartire di slancio oltre i livelli iniziali. A livello operativo si sta delineando lo scenario atteso e un’ulteriore estensione del recupero verso 22.880-22.890 punti potrà attivare il segnale short descritto nel report iniziale, con target e 22.800-22.780 prima, 22.700 poi e in area 22.580-22.560 punti successivamente. Considerando anche l’avvio sprint, diventa invece difficile pensare di cavalcare il movimento positivo, che appare comunque fragile, soprattutto in un contesto di volatilità così accentuata. Strategie operative intraday. Tra i segnali proposti in tabella, sono scattati i due short su Mediaset e Prysmian, con il primo che risulta però stoppato. (riproduzione riservata)

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)


Data: 16/02/18 16:05:00 Type: CAL|{CALCE}|{MSNANA}|{MSNMECO}|SPA|EPS|WORANAL

La fiducia degli statunitensi è notevolmente aumentata a febbraio, andando oltre le attese degli analisti e superando la media record del 2017 (96,8 punti, la più alta dal 2000). Secondo quanto riportato dall’Università del Michigan, il dato preliminare sulla fiducia dei consumatori a febbraio si è attestato a 99,9 punti, dopo i 95,7 punti della fine di gennaio e i 94,4 punti di metà gennaio; gli analisti attendevano un dato a 95 punti.

Il sottoindice che misura la fiducia sulle condizioni correnti dell’economia è cresciuto a 115,1 punti, dopo i 110,5 della fine di gennaio e i 109,2 punti della stima preliminare del mese scorso. Quello che misura la fiducia sulle condizioni future è aumentato a 90,2 punti, dopo gli 86,3 punti di fine gennaio e gli 84,8 della metà del mese scorso.

Per quanto riguarda l’inflazione, le aspettative a un anno sono al 2,7%, come alla fine di gennaio, dopo il 2,8% di metà mese, mentre quelle a cinque anni si sono attestate al 2,5%, come a metà e fine gennaio.

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)


Data: 16/02/18 16:30:00 Type: CAL|{CALCE}|MEA|WORANAL|{MSNANA}|{MSNCORP}|{MSNMECO}|SPA

Wall Street avvia l’ultima seduta della settimana in leggero rialzo, in una giornata caratterizzata dalla presenza di numerosi dati macroeconomici che hanno superato le attese. L’indice Dow Jones, tornato ieri sopra i 25.000 punti, avanza dello 0,4% a 25.301 punti, lo S&P500 guadagna dello 0,37% a 2.741 punti e il Nasdaq prosegue in rialzo dello 0,36% a 7.282 punti.

Nello specifico, i nuovi cantieri edili avviati negli Stati Uniti sono notevolmente cresciuti a gennaio, andando oltre le attese degli analisti, così come i permessi per le costruzioni, che hanno registrato un forte aumento inatteso. Secondo quanto riportato dal dipartimento del Commercio, infatti, l’indice che misura l’avvio di nuovi cantieri è cresciuto del 9,7% a 1,326 milioni di unità, mentre gli esperti attendevano un rialzo del 4,2% a 1,24 milioni. Mentre i permessi per le costruzioni, che anticipano l’attività futura del settore edilizio, sono aumentati del 7,4% a 1,396 milioni, più del +0,8% a 1,31 milioni atteso dagli esperti.

Oltre le attese anche i prezzi import statunitensi, che a gennaio sono aumentati dell’1% su base mensile, battendo il consenso degli economisti che si aspettavano un incremento dello 0,5% su base mensile. Infine, la fiducia degli statunitensi è notevolmente aumentata a febbraio, andando oltre le attese degli analisti e superando la media record del 2017 (96,8 punti, la più alta dal 2000). Secondo quanto riportato dall’Università del Michigan, infatti, il dato preliminare sulla fiducia dei consumatori a febbraio si è attestato a 99,9 punti, dopo i 95,7 punti della fine di gennaio e i 94,4 punti di metà gennaio. Gli analisti attendevano, invece, un dato a 95 punti.

Sul fronte valutario, il dollaro recupera leggermente terreno nei confronti delle altre valute, con il Wsj Dollar Index in lieve rialzo dello 0,19% a 82.86 punti. In discesa il cross tra euro e biglietto verde, che attualmente tratta a 1,2438. La valuta statunitense continua, tuttavia, a rimanere debole. Una debolezza che, secondo Paul Mortimer-Lee, chief market economist di Bnp Paribas, può essere spiegata dall’inasprimento delle politiche monetarie delle Banche centrali estere. L’esperto si aspetta che la Bce termini il quantitative easing entro la fine del 2018 al massimo, contribuendo a indebolire ulteriormente il biglietto verde. “In base alla nostra analisi” lo stop al programma di acquisti di asset “dovrebbe alimentare le pressioni al rialzo sul cambio euro/dollaro, fino a quota 1,30 circa”, conclude l’economista.

Tra i titoli da monitorare oggi, Walmart cede in avvio lo 0,28%. La società è attualmente in trattative per acquisire più del 40% della compagnia di e-commerce indiana Flipkart, secondo quanto riportato dall’agenzia Reuters. Si tratterebbe di uno fra i maggiori deal esteri di Walmart, visto che Flipkart è stata valutata più di 12 miliardi di dollari. L’operazione darebbe a Walmart la possibilità di competere nel mercato indiano con i colossi del segmento del commercio online, tra i quali compare anche Amazon. Quest’ultima apre la seduta in ribasso dello 0,27% dopo aver raggiunto un accordo con l’Epa, l’agenzia per l’ambiente statunitense, che ha comminato al gruppo guidato da Jeff Bezos una multa da 1,2 milioni di dollari per la vendita, tramite il suo sito, di pesticidi illegali. L’Epa ha reso noto di aver individuato circa 4.000 violazioni sui pesticidi nell’ambito dell’inchiesta avviata nel 2014, con terze parti che vendevano illegalmente negli Stati Uniti prodotti stranieri e con false etichette.

In positivo, invece, Coca Cola (+0,95%) nonostante sul quarto trimestre abbia pesato un onere straordinario di 3,6 miliardi legato alla riforma fiscale statunitense, che ha portato la società a chiudere con un rosso di 2,8 miliardi di dollari. La società ha inoltre terminato il trimestre con ricavi in calo del 20% a 7,5 miliardi di dollari a causa dei continui cambiamenti del sistema di imbottigliamento.

Male Kraft Heinz, che cede il 6,35% in scia a ricavi e utile al di sotto delle attese. La società ha però comunicato di voler espandersi ulteriormente a livello internazionale. In una presentazione agli investitori, il ceo Bernardo Hees ha affermato che i grandi produttori dell’alimentare devono affrontare le pressioni esercitate dal mercato dinanzi all’inversione di rotta della domanda dei consumatori, ora pià propensi a scegliere cibi freschi e snack. La presentazione apre la strada all’espansione globale della compagnia che vuole mettere a punto un piano per incrementare le vendite dei brand come Philadelphia e Planters.

Infine Cbs, emittente televisiva statunitense, avanza dello 0,86% nonostante abbia archiviato il quarto trimestre con una perdita di 41 milioni di dollari dovuta a un onere straordinario di 129 milioni legato alla riforma fiscale. Il rosso si è tuttavia ridotto rispetto alla perdita di 113 milioni di dollari registrata nello stesso periodo del 2016.

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)