Strategia Dollaro/Yen

Data: 15/12/17 06:20:00 Type: NANSC

Nella giornata di giovedì il cambio dollaro/yen non è riuscito a superare quota 112,90 e ha accusato una rapida correzione, con le quotazioni che sono scese fino a 112,10-112,07. La situazione tecnica di breve termine rimane ancora contrastata: importante quindi la tenuta del supporto situato in area 112-111,90 in quanto può favorire la costruzione di una solida base accumulativa. Da un punto di vista grafico, tuttavia, soltanto una discesa sotto 111,40 potrebbe fornire un nuovo segnale ribassista. Al rialzo, invece, un nuovo segnale long arriverà solo con il breakout della barriera posta a quota 113,80. (riproduzione riservata)
Gianluca Defendi

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)


Strategia Euro/dollaro

Data: 15/12/17 06:50:00 Type: NANSC|MFTGED

Nella giornata di giovedì il cambio euro/dollaro è stato respinto da 1,1860 e ha accusato una brusca correzione intraday. La situazione tecnica di breve termine rimane pertanto contrastata: da un punto di vista grafico, tuttavia, solo una discesa sotto 1,1715 potrebbe fornire un segnale negativo e innescare un’ulteriore correzione verso il successivo sostegno grafico situato in area 1,1670-1,1660. Un allungo dovrà invece affrontare un duro ostacolo in area 1,1875-1,1880. Soltanto con il ritorno sopra quest’ultimo livello potrebbe fornire una nuova dimostrazione di forza. (Gianluca Defendi)

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)


Strategia Euro/Yen

Data: 15/12/17 07:40:00 Type: NANSC

Nella giornata di giovedì il cambio euro/yen è stato respinto da quota 133,75 e ha accusato una veloce correzione, con le quotazioni che sono scese fino a 132,25. La struttura grafica di breve termine rimane pertanto contrastata: una nuova dimostrazione di forza arriverà solo con il ritorno sopra 134. Da un punto di vista grafico, poi, soltanto il breakout della resistenza posta a quota 134,40-134,50 potrebbe fornire un chiaro segnale rialzista. Importante comunque la tenuta del supporto situato in area 132,20-132 in quanto può favorire una fase laterale di riaccumulazione. (riproduzione riservata)
Gianluca Defendi

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)


Strategia Dax future

Data: 15/12/17 07:45:00 Type: MFANAHP|SPA

Nella seduta di giovedì il Dax future (scadenza marzo 2018) ha subito una veloce correzione ed è sceso verso i 13.000 punti. La struttura tecnica di breve termine appare contrastata: da un punto di vista grafico, infatti, soltanto il breakout della resistenza posta in area 13.190-13.200 punti potrebbe fornire un nuovo segnale rialzista, con target teorici a 13.260-13.265 prima, in area 13.335-13.350 poi e attorno a 13.415-13.425 successivamente. Inversione ribassista di tendenza solo con una discesa sotto 12.800.

Anche l’Eurostoxx50 future (scadenza marzo 2018) ha subito una veloce correzione ed è sceso fino a quota 3.530 punti. La struttura tecnica di breve termine appare contrastata: una nuova dimostrazione di forza arriverà soltanto con il ritorno sopra i 3.605 punti. Prossimo supporto in area 3.515-3.511 punti. (riproduzione riservata)

Gianluca Defendi

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)


Strategia Ftse Mib future

Data: 15/12/17 08:30:00 Type: CHF

 È stata una giornata negativa sul mercato azionario italiano che ha subito una veloce correzione ed è sceso verso un’importante area di supporto. Il Ftse Mib future (con scadenza marzo 2018, che da oggi diventa il future di riferimento), dopo un’apertura a 22.275 punti, si è appoggiato a quota 22.255 prima di risalire in area 22.410-22.415. Da questa zona è poi iniziata una pericolosa flessione, con i prezzi che sono scesi sotto 22.200. La situazione tecnica di breve periodo appare contrastata: importante la tenuta del sostegno situato in area 22.000-21.980 punti in quanto può favorire la costruzione di una solida base accumulativa. Un rimbalzo dovrà comunque affrontare un duro ostacolo in area 22.540-22.580. Al rialzo, tuttavia, una nuova dimostrazione di forza arriverà soltanto con il ritorno sopra 22.700. Strategia operativa intraday. Long su correzione verso 22.010 con target a 22.100 prima, a quota 22.180 poi e attorno a 22.230-22.240 successivamente. Stop a 21.900. (riproduzione riservata)

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)


Data: 15/12/17 11:30:00 Type: CHF

Mattinata debole per il Ftse Mib future, che sta confermando le difficoltà delle ultime sedute e si è già affacciato sotto la soglia psicologica dei 22.000 punti: dopo un’apertura a 21.995 il derivato ha provato un veloce rimbalzo fino a quota 22.135, per poi subito ripiegare verso quota 22.000, minacciando una nuova, violenta fase correttiva. Un ultimo baluardo in questo senso può essere rintracciato attorno a 21.900-21.875 punti: l’ulteriore cedimento di quest’area avrà un pericoloso impatto ribassista. La strategia operativa proposta nel report iniziale si è perfezionata subito in avvio, sull’apertura in gap disegnata dal derivato, ma può essere replicata anche dopo l’ultimo test di quota 22.000, con la consapevolezza però dell’elevato rischio di un’improvvisa accelerazione negativa: fondamentale in quest’ottica il rispetto dello stop a 21.900. Strategie operative intraday. Per problemi tecnici stamattina non è stato possibile proporre alcun segnale sui singoli titoli. Ci scusiamo per l’inconveniente. (riproduzione riservata)

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)


Data: 15/12/17 18:15:00 Type: CAL|{CALCI}|ITAANAL|ITABANAS|MEA|{MSNANA}|{MSNCORP}|SPA

Sottotono anche nell’ultima seduta della settimana l’indice FtseMib di Piazza Affari, che ha terminato le contrattazioni lasciando sul terreno lo 0,44% a 22.094 punti. Sul principale indice milanese ha pesato ancora il comparto bancario, che dopo i guadagni registrati da inizio anno sta soffrendo l’aumento dello spread tra Btp e Bund. Il differenziale tra il rendimento del decennale italiano e l’omologo tedesco ha superato infatti la soglia dei 150 punti base, portandosi a quota 150,996. “Se il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, dovesse effettivamente sciogliere le Camere entro la fine dell’anno e indire elezioni anticipate, le tensioni potrebbero aumentare”, hanno sottolineato gli strategist di Ig. Debole anche il Cac di Parigi a -0,15%, mentre il Dax di Francoforte ha chiuso a +0,27% e il Ftse100 di Londra è avanzato dello 0,57%.

Nonostante la recente debolezza dell’azionario, Danske Bank in un report ha dichiarato che l’economia è forte e l’espansione a livello globale dovrebbe continuare nei prossimi anni. “Il contesto di crescita, inflazione invariata e pochi rischi nel breve periodo è positivo per gli asset rischiosi come l’azionario”, hanno spiegato gli analisti.

Sul fronte macroeconomico, in base ai dati presentati da Eurostat nel mese di ottobre l’avanzo commerciale dell’Eurozona è stato pari a 18,9 miliardi di euro. Negli Stati Uniti, l’indice Empire State Manufacturing è sceso a dicembre a 18 punti rispetto ai 19,4 di novembre, al di sotto del consenso degli economisti (18,6 punti). Sempre negli Usa, la produzione industriale è aumentata dello 0,2%, registrando un incremento per il terzo mese consecutivo.

Tra i singoli titoli di Piazza Affari ha brillato Poste Italiane, che ha chiuso 6,365 euro in rialzo del 4,09%. La società ha sottoscritto con Cassa depositi e prestiti l’accordo sul servizio di raccolta del risparmio postale per il triennio 2018-2020. Per il periodo, la remunerazione annua in favore di Poste Italiane è compresa tra un minimo di 1,55 miliardi di euro e un massimo di 1,85 miliardi di euro.

Bene anche Mediaset (+1,23% a 3,284 euro). L’assemblea degli azionisti, riunita stamattina in sessione straordinaria, ha approvato la modifica dello statuto che di fatto blinda il prossimo cda, quando sarà rinnovato in primavera. L’89,59% del capitale si è espresso a favore della variazione del numero minimo e massimo di consiglieri e della possibilità del board uscente di presentare una lista di candidati per il nuovo cda, oltre alla modifica del meccanismo di elezione degli amministratori, passato da proporzionale puro a maggioritario.

Nel settore del lusso, in positivo Ynap (+0,26% a 30,98 euro) e Moncler (+1,48% a 24,65 euro). Seduta da dimenticare, invece, per Ferragamo (-6,29% a 21,15 euro) dopo l’annuncio del profit warning. La società ha dichiarato non potrà confermare le stime di crescita attese per il 2017.

Male, dunque, anche il comparto comparto bancario, con Banco Bpm -2,33%, Mediobanca -1,99%, Unicredit -1,88%, Bper -0,53%, Ubi B. -0,48% e Intesa Sanpaolo -0,21%.

Segno meno anche per Atlantia, (-0,49% a 26,62 euro). Il ministro dell’Economia spagnolo ha ribadito l’atteggiamento neutrale nei confronti dell’offerta su Abertis, ma ha detto che Atlantia ha bisogno del permesso del governo per l’operazione su Hispasat, incorporata nell’acquisizione di Abertis.

Fuori dal listino principale, male Astaldi (-4,54% a 2,02 euro). L’assemblea dei soci ha dato il via libera all’aumento di capitale fino a un massimo di 35,7 milioni di euro a servizio dell’equity linked bond deliberato a giugno.

In rosso anche Brioschi (-0,58% a 0,0852 euro), che assieme a Camabo srl, società controllata da Bastogi con il 51% e partecipata dalla stessa Brioschi al 49%, si sono impegnate a vendere al Fondo Megatrends Italia un complesso immobiliare a Milano per 102 milioni di euro.

Bene invece Sabaf (+0,78% a 20,78 euro). Giuseppe Saleri sapa, azionista di Sabaf, ha ceduto a Fintel il 6,5% della società attiva nella produzione di componenti per apparecchi domestici per la cottura a gas a 19,5 euro per azione, per 14,625 milioni di euro complessivi.

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)