Strategia FtseMib future

Data: 15/02/18 06:00:00 Type: CHF

E’ stata una giornata positiva sul mercato azionario italiano che ha compiuto un veloce rimbalzo tecnico, alimentato dal forte ipervenduto di breve termine. Il Ftse Mib future (scadenza marzo 2018), dopo un’apertura a 22.185, è sceso fino a quota 21.900 punti prima di iniziare una rapida risalita che ha spinto i prezzi in area 22.450-22.470. Nonostante questo recupero la situazione tecnica rimane ancora precaria: una prima dimostrazione di forza arriverà con il superamento della barriera posta a 22.500 punti, con target a 22.640 prima e in area 22.780-22.810 successivamente. Da un punto di vista grafico, tuttavia, solo una discesa sotto 21.900 potrebbe fornire un nuovo segnale ribassista. Prima di poter iniziare una risalita di una certa consistenza sarà necessaria una fase riaccumulativa. Strategia operativa intraday. Short su rimbalzo verso 22.800-22.810 con target a 22.710-22.700 prima, a 22.630 poi e in area 22.530-22.510 successivamente. Stop a 22.920. (riproduzione riservata)

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)


Strategia Dollaro/Yen

Data: 15/02/18 06:20:00 Type: NANSC

Nella giornata di mercoledì il cambio dollaro/yen (USD/YEN) ha subito una nuova flessione ed è sceso fino a quota 106,30. La tendenza di breve termine rimane pertanto negativa e solo il forte ipervenduto può impedire una nuova discesa verso 106-105,95 prima e attorno a 105,70-105,65 in un secondo momento. Soltanto il ritorno sopra 109,80 potrebbe fornire una prima dimostrazione di forza. Prima di poter iniziare una risalita di una consistenza sarà pertanto necessaria un’adeguata fase laterale di riaccumulazione. (riproduzione riservata)
Gianluca Defendi

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)


Strategia Dax future

Data: 15/02/18 06:45:00 Type: MFANAHP|SPA

Nella seduta di mercoledì il Dax future (scadenza marzo 2018) è sceso in area 12.070-12.067 prima di effettuare un veloce recupero che ha spinto i prezzi oltre i 12.400 punti. Nonostante questo rimbalzo la situazione tecnica rimane ancora contrastata: prima di poter iniziare una risalita di una certa consistenza sarà pertanto necessaria un’adeguata fase laterale di riaccumulazione. Da un punto di vista grafico, infatti, soltanto il ritorno sopra 12.650 potrebbe fornire una dimostrazione di forza. Un allungo dovrà comunque affrontare un duro ostacolo in area 12.850-12.900 punti.

L’Eurostoxx50 future (scadenza marzo 2018) si è appoggiato a quota 3.310 ed è risalito oltre i 3.380 punti. Nonostante questo recupero il quadro tecnico rimane ancora contrastato: un nuovo rimbalzo dovrà infatti affrontare un primo ostacolo a quota 3.430 e una seconda barriera in area 3.465-3.470. (riproduzione riservata)

Gianluca Defendi

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)


Strategia Euro/dollaro

Data: 15/02/18 06:50:00 Type: NANSC|MFTGED

Nella giornata di mercoledì il cambio euro/dollaro (EUR/USD) si è appoggiato a quota 1,23 ed ha compiuto un veloce recupero, con le quotazioni che sono risalite fino a 1,2460. Nonostante questo rimbalzo la situazione tecnica di breve termine rimane ancora contrastata: un nuovo allungo può spingere i prezzi verso la solida barriera grafica posta in area 1,2520-1,2535. Solo il breakout di questa zona potrebbe fornire un nuovo segnale rialzista. Pericolosa invece una discesa sotto 1,23 anche se, da un punto di vista grafico, sarà soltanto il cedimento di 1,22 a provocare un’inversione ribassista di tendenza. (Gianluca Defendi)

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)


Strategia Euro/Yen

Data: 15/02/18 07:35:00 Type: NANSC

Nella giornata di mercoledì il cambio euro/yen (EUR/YEN) è sceso fino a 131,80 prima di risalire verso 133,30. La struttura tecnica di breve termine rimane ancora contrastata: prima di poter iniziare una risalita di una consistenza sarà pertanto necessaria una fase laterale di riaccumulazione. Da un punto di vista grafico, tuttavia, soltanto una discesa sotto 131,80 potrebbe fornire un nuovo segnale ribassista. Un rimbalzo dovrà invece affrontare un primo ostacolo a quota 134,80-134,85 e una seconda barriera in area 135,75-135,85. (riproduzione riservata)
Gianluca Defendi

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)


Strategia FtseMib future intraday

Data: 15/02/18 10:15:00 Type: CHF

Mattinata positiva sul mercato azionario italiano che prosegue nel suo rimbalzo tecnico, alimentato dal recupero del comparto energetico. Il Ftse Mib future (scadenza marzo 2018), dopo un’apertura a 22.540, si è appoggiato a quota 22.500 prima di effettuare un veloce balzo in avanti che ha spinto i prezzi attorno a 22.650. Nonostante questo recupero la situazione tecnica rimane ancora contrastata: un ulteriore allungo dovrà affrontare un duro ostacolo a ridosso di 22.800 punti. Prima di poter iniziare una risalita di una certa consistenza sarà pertanto necessaria un’adeguata fase laterale di riaccumulazione al di sopra di quota 22.200. Da un punto di vista grafico, tuttavia, solo una discesa sotto 21.900 potrebbe fornire un nuovo e pericoloso segnale ribassista. Strategie operative intraday. Tra i titoli proposti in tabella è scattato solo il segnale long su A2a. (riproduzione riservata)

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)


Data: 15/02/18 16:00:00 Type: CAL|{CALCE}|MEA|WORANAL|{MSNANA}|{MSNCORP}|{MSNMECO}|SPA

Buon avvio per le borse americane, che sembrano essersi lasciate alle spalle le incertezze riguardanti l’inflazione, cresciuta a gennaio oltre le attese in base ai dati pubblicati ieri. L’indice Dow Jones apre in rialzo dello 0,83% a 25.097 punti, il Nasdaq avanza dello 0,71% a 7.194 punti e lo S&P500 guadagna lo 0,53% a 2.712 punti.

“La lettura di gennaio rinforza le nostre aspettative di un aumento dei tassi statunitensi nel 2018 lungo l’intera struttura di scadenza”, afferma Eric Winograd, senior Us economist di AllianceBernstein, “nonché le nostre previsioni di vedere quattro rialzi del costo del denaro da parte del Fomc. Rimaniamo convinti, infatti, che l’inflazione stia riguadagnando terreno e certamente i dati supportano la nostra visione”. Secondo l’esperto, l’aumento dei prezzi è la conseguenza naturale di un’economia “che sta viaggiando alla sua piena capacità”. A detta dell’esperto, la solidità della crescita e la bassa disoccupazione dovrebbero continuare ad alimentare la pressione sull’indice dei prezzi nei prossimi mesi, “anche se il rialzo effettivo di quest’ultimo dovrebbe rivelarsi più graduale del balzo riportato a gennaio, attribuibile in larga parte al settore dell’abbigliamento”.

Nel frattempo il dollaro continua a indebolirsi nei confronti dell’euro, con il cross attualmente a ridosso di quota 1,25 a 1,2486. Il calo di questa mattina del biglietto verde indica che “la fiducia degli investitori sullo stato dell’economia degli Stati Uniti nel lungo periodo potrebbe essersi ridotta”, sostengono gli analisti di Ing, sottolineando che senza nuovi shock positivi sul fronte dei dati macroeconomici Usa “è facile aspettarsi che la debolezza del biglietto verde prosegua”.

Piuttosto ricca l’agenda macroeconomica di oggi. I sussidi settimanali di disoccupazione negli Stati Uniti hanno registrato un incremento di 7.000 unità a 230.000 unità, leggermente al di sopra delle attese 227.000 unità, ma rimanendo comunque ai livelli minimi da 40 anni.

Sopra le attese anche l’indice sull’attività manifatturiera regionale elaborato dalla Fed di Filadelfia, che si è attestato a febbraio a 25,8 punti, in rialzo dai 22,2 di gennaio, contro i 22 attesi dal consenso. Sotto le attese, invece, l’indice Empire State Manufacturing elaborato dalla Fed di New York, che a febbraio si è portato a 13,1 punti dai 17,7 di gennaio, mentre il consenso degli economisti prevedeva una lettura a 17,7 punti. I prezzi alla produzione per la domanda finale negli Usa sono saliti dello 0,4% a livello mensile a gennaio, leggermente al di sopra delle attese del consenso che prevedeva una crescita dello 0,3% mese su mese. Infine, la produzione industriale negli Stati Uniti è calata dello 0,1% a livello mensile a gennaio, deludendo le attese del consenso che si aspettava, invece, una crescita dello 0,4%.

Tra i titoli da monitorare oggi, Cisco Systems, multinazionale specializzata in apparati di networking, vuole far rientrare negli Usa 67 miliardi del capitale detenuto all’estero nel trimestre in corso, in scia alla nuova riforma fiscale statunitense. La società prevede di impiegare gran parte del capitale rimpatriato in buyback e nel pagamento dei dividendi, per un valore complessivo di 44 miliardi di dollari entro i prossimi due anni. Il titolo in apertura guadagna il 4,26% trascinato da una trimestrale che ha superato le attese.

In luce anche Apple, che avanza del 2,42%, dopo che Berkshire Hathaway ha comunicato di aver rafforzato la propria partecipazione all’interno della società della mela comprando ulteriori 31,24 milioni di azioni. La holding guidata da Warren Buffett possiede ora 165,33 milioni di titoli valutati quasi 28 miliardi di dollari. L’oracolo di Omaha ha inoltre fatto ingresso per la prima volta nel capitale di Teva Pharmaceutical, che attualmente guadagna l’8,92%, acquistando 18,87 milioni di azioni.

Infine, Amazon sale dello 0,57%. Il colosso dell’e-commerce guidato da Jeff Bezos Amazon assumerà 2.000 persone in Francia, che per il gruppo rappresenta il terzo maggiore mercato europeo dopo Gran Bretagna e Germania. Nel 2018, lo staff del Paese arriverà quindi a 7500 dipendenti. 

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)