Strategia Dax future

Data: 14/12/17 07:45:00 Type: MFANAHP|SPA

Nella seduta di mercoledì il Dax future (scadenza marzo 2018) è stato respinto dalla resistenza posta in area 13.190-13.200 punti e ha subito una veloce correzione. La struttura tecnica di breve termine rimane costruttiva: da un punto di vista grafico, tuttavia, solo il breakout di quota 13.200 potrebbe fornire un nuovo segnale rialzista, con target teorici a 13.260-13.265 prima, in area 13.335-13.350 poi e attorno a 13.415-13.425 successivamente. Soltanto una discesa sotto i 12.800 punti potrebbe provocare un’inversione ribassista di tendenza.

L’Eurostoxx50 future (scadenza marzo 2018) ha subito una veloce correzione ed è sceso fino a quota 3.583 punti. La struttura tecnica di breve termine rimane comunque costruttiva: una nuova dimostrazione di forza arriverà con il ritorno sopra 3.605 anche se, da un punto di vista grafico, sarà soltanto il breakout di quota 3.618 a fornire un segnale rialzista, con un primo obiettivo in area 3.642-3.645 punti. (riproduzione riservata)

Gianluca Defendi

 

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)


Strategia Ftse Mib future

Data: 14/12/17 08:30:00 Type: CHF

È stata una giornata negativa sul mercato azionario italiano che, complice la marcata debolezza del comparto bancario, ha subito una brusca correzione. Il Ftse Mib future (scadenza dicembre 2017), dopo un’apertura a quota 22.540, si è appoggiato a 22.470 prima di risalire verso 22.750. Da quest’ultimo livello è poi iniziata una pericolosa flessione, con i prezzi che si sono portati a ridosso di quota 22.400. La situazione tecnica di breve periodo appare contrastata: importante infatti la tenuta del sostegno situato in area 22.400-22.350 punti in quanto può favorire la costruzione di una solida base accumulativa. Da un punto di vista grafico, tuttavia, soltanto una discesa sotto 22.170 potrebbe fornire un segnale ribassista. Una nuova dimostrazione di forza arriverà invece con il ritorno sopra 22.750. Strategia operativa intraday. Long su correzione verso 22.330 con target a 22.430 prima, a quota 22.520 poi e in area 22.600-22.610 successivamente. Stop a 22.250. (riproduzione riservata)

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)


Strategia Euro/dollaro

Data: 14/12/17 08:30:00 Type: NANSC|MFTGED

Nella giornata di mercoledì il cambio euro/dollaro ha compiuto un veloce rimbalzo tecnico ed è risalito fino a quota 1,1830. La situazione tecnica di breve termine rimane ancora contrastata: un ulteriore recupero dovrà infatti affrontare un duro ostacolo in area 1,1870-1,1880. Soltanto con il ritorno sopra quest’ultimo livello potrebbe fornire una nuova dimostrazione di forza. Da un punto di vista grafico, tuttavia, solo una discesa sotto 1,1715 potrebbe fornire un segnale negativo e innescare una rapida correzione verso il successivo sostegno grafico situato in area 1,1670-1,1660. (Gianluca Defendi)

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)


Strategia Dollaro/Yen

Data: 14/12/17 09:10:00 Type: NANSC

Nella giornata di mercoledì il cambio dollaro/yen ha subito una brusca correzione, con le quotazioni che sono scese in area 112,50-112,45. La situazione tecnica di breve termine rimane ancora contrastata: importante quindi la tenuta del supporto situato in area 112-111,90 in quanto può favorire la costruzione di una base accumulativa. Da un punto di vista grafico, tuttavia, soltanto una discesa sotto 111,40 potrebbe fornire un nuovo segnale ribassista. Al rialzo, invece, un nuovo segnale long arriverà solo con il breakout di quota 113,80. (riproduzione riservata)
Gianluca Defendi

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)


Strategia Euro/Yen

Data: 14/12/17 09:15:00 Type: NANSC

Nella giornata di mercoledì il cambio euro/yen ha subito una veloce correzione ed è sceso fino a quota 132,80. La struttura grafica di breve termine rimane pertanto contrastata: una nuova dimostrazione di forza arriverà con il ritorno sopra 134. Da un punto di vista grafico, poi, soltanto il breakout della resistenza posta a quota 134,40-134,50 potrebbe fornire un chiaro segnale rialzista. Importante comunque la tenuta del supporto situato in area 132,20-132 in quanto può favorire una fase laterale di riaccumulazione. (riproduzione riservata)
Gianluca Defendi

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)


Strategia FtseMib future intraday

Data: 14/12/17 10:35:00 Type: CHF

Mattinata contrastata sul mercato azionario italiano che si muove attorno alla parità senza fornire particolari spunti operativi. Il Ftse Mib future (scadenza dicembre 2017), dopo un’apertura a 22.380 punti, si è appoggiato a quota 22.330 prima di risalire verso 22.500. La situazione tecnica di breve periodo appare contrastata: importante quindi la tenuta del sostegno situato in area 22.270-22.250 punti in quanto può favorire la costruzione di una solida base accumulativa. Da un punto di vista grafico, tuttavia, soltanto una discesa sotto 22.170 potrebbe fornire un segnale ribassista. Al rialzo, invece, una nuova dimostrazione di forza arriverà con il ritorno sopra 22.750. Strategie operative intraday. Nessuno dei titoli proposti in tabella ha fatto scattare il relativo segnale operativo. (riproduzione riservata)

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)


Data: 14/12/17 16:00:00 Type: CAL|{CALCE}|MEA|WORANAL|WORBANAS|{MSNANA}|{MSNBAN}|{MSNCORP}|{MSNMECO}|SPA

Entusiasmo diffuso a Wall Street, all’indomani dell’aumento del costo del denaro ad opera della Federal Reserve. Il Dow Jones prosegue infatti a 24.639 punti, in rialzo dello 0,22%, mentre il Nasdaq Composite viaggia a 6.887 punti a +0,11% e l’S&P500 si porta a 2.665 punti a +0,12%. Ieri la Banca centrale americana ha comunucato il rialzo di un quarto di punto dei tassi d’interesse Usa, portando la forchetta del Fed fund tra l’1,25% e l’1,50%, dopo il rialzo all’1%-1,25% deciso lo scorso 14 giugno. Si è dunque realizzato il terzo rialzo previsto dalla Fed per il 2017. Nella serata di ieri, inoltre, sono state comunicate le stime per la crescita nel 2018, aumentate nettamente al 2,5%, prevedendo per l’anno prossimo un calo del tasso di disoccupazione al di sotto del 4%. 

I mercati rimangono concentrati sui probabili altri tre aumenti dei tassi d’interesse nel corso del 2018. Il presidente della Fed, Janet Yellen, “ha detto molto chiaramente che i tagli delle tasse avranno un impatto significativo sull’economia”, ha commentato Nick Brooks, strategist di Icg. Secondo l’esperto, è stato importante per i mercati il fatto che il numero uno dell’Istituto abbia negato il fatto che la curva dei Treasury stia diventando piatta, elemento che segnala un possibile rallentamento dell’economia”.

Mentre Eric Winograd, senior US economist di AllianceBernstein, ha evidenziato che i materiali pubblicati hanno lasciato intendere che il comitato procederà ad aumentare il tasso di finanziamento di 25 punti base ogni trimestre finché non ci sarà un cambiamento tangibile nell’outlook economico. Il Federal Open Market Committee ha infatti rivisto al rialzo le proprie stime di crescita, incorporando una modesta spinta dalla riforma fiscale, e ribassato il tasso di disoccupazione, lasciando invariate le proiezioni sull’inflazione. “In pratica, il comitato sta dicendo che possiamo goderci una maggiore crescita con meno inflazione poiché la curva di Phillips è molto piatta, cosa che lascia alla Fed piccoli margini di intervento”, ha spiegato l’esperto. “In più, la scelta di alzare il tasso di interesse non è stata unanime, altro segnale di quanto la Fed sia incline a muoversi il più gradualmente possibile. Nella seconda parte dell’anno, tuttavia”, ha concluso Winograd, “crediamo che questo compromesso tra crescita e inflazione possa diventare meno favorevole, rendendo le decisioni di politica monetaria e di investimento più complesse di quanto non siano ora”.

Sul fronte macroeconomico le richieste settimanali di sussidi di disoccupazione negli Stati Uniti (dato destagionalizzato) sono diminuite di 11.000 unità a quota 225.000. Inoltre i prezzi import Usa sono aumentati a novembre dello 0,7% su base mensile, in linea al consenso degli economisti, mentre le vendite al dettaglio sono infine aumentate dello 0,8% su base mensile a novembre, al di sopra del consenso degli economisti, che avevano previsto invece un incremento dello 0,3%.

Tra i singoli titoli quotati a New York, Walt Disney (+0,46%) ha annunciato ufficialmente l’acquisto di Twenty-First Century Fox (+1,7%) in un deal valutato 52,4 miliardi di dollari. L’accordo prevede anche l’acquisizione degli studi della Twentieth Century Fox Film e Television, insieme a cavi e aziende televisive internazionali, ma dopo che il gruppo avrà scorporato alcuni asset (Fox Broadcasting e le emittenti Fox News, Fox Business, FS1, FS2 e Big Ten Network). Secondo i termini dell’accordo, Iger manterrà il suo incarico di ceo fino al 2021, mentre gli azionisti di 21st Century Fox riceveranno 0,2745 azioni Disney per ciascuna azione di Fox in loro possesso. Il rapporto di cambio è stato stabilito in base a un prezzo medio ponderato del volume di 30 giorni del titolo Disney che si accollerà circa 13,7 miliardi di debiti netti del gruppo acquistato.

Teva Pharmaceutical balza del 12,43% dopo aver delineato il piano industriale che punta a tagliare i costi di 3 miliardi di dollari entro il 2019 e include tagli per 14.000 posti di lavoro, pari al 25% del totale.

Sempre all’interno del comparto farmaceutico, Valeant lascia sul terreno il 3,3% in seguito al giudizio di JP Morgan, che ha tagliato il rating sul titolo a “underweight”.

Infine, Finisar prosegue in ribasso dell’1,94% dopo l’exploit di ieri dovuto all’annuncio di Apple di un investimento nella società da 390 milioni di dollari.

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)


Data: 14/12/17 18:15:00 Type: CAL|{CALCI}|EURANAL|EURBANAS|ITAANAL|ITABANAS|MEA|WORANAL|WORBANAS|{MSNANA}|{MSNBAN}|{MSNCORP}|{MSNMECO}|SPA

Seconda seduta consecutiva particolarmente negativa per Piazza Affari, con l’indice FtseMib che ha terminato in calo dello 0,93% a 22.191 punti. Male anche le altre principali piazze europee: Dax30 a -0,44%%, Cac40 a -0,78%% e Ftse100 a -0,65%%. Lo spread ha chiuso ancora in rialzo a 147,505 punti base, in vista delle elezioni politiche che si terranno probabilmente il prossimo 4 marzo, con il rendimento del decennale all’1,792%, mentre il cambio euro/dollaro è sceso sotto 1,18 a quota 1,1776.

Oggi l’attenzione degli investitori è stata catturata interamente dalle vicende legate alle Banche centrali. Nella serata di ieri, la Federal Reserve ha comunucato il rialzo di 25 punti base dei tassi d’interesse Usa, portando la forchetta del Fed fund tra l’1,25% e l’1,50%, dopo il rialzo all’1%-1,25% deciso lo scorso 14 giugno. Mentre oggi è stato il turno degli Istituti centrali europei. In particolare, nella conferenza seguita al Consiglio direttivo, il presidente della Banca centrale europea, Mario Draghi, ha confermato le attese degli operatori sulla politica monetaria, mentre le stime di crescita e inflazione sono state riviste al rialzo. Tuttavia, hanno sottolineato gli analisti di Barclays, le previsioni sull’inflazione sono aumentate “solo marginalmente”. Per quanto riguarda i tassi d’interesse, il numero uno della Banca centrale europea ha ribadito che resteranno sui livelli attuali per molto tempo, anche successivamente al termine del quantitative easing che potrà proseguire oltre settembre 2018, se necessario. Nel caso in cui l’outlook peggiorasse, infatti, l’Istituto si è dichiarato pronto ad aumentare sia l’ammontare che la durata del programma di acquisti.

Inoltre, il Comitato della Bank of England ha votato all’unanimità contro un rialzo dei tassi, mantenendoli allo 0,5% e lasciando invariato anche il programma di allentamento quantitativo a 435 miliardi di sterline. Per i tecnici dell’Istituto centrale inglese, i dati macroeconomici suggeriscono una frenata della crescita dell’economia britannica nel quarto trimestre del 2017, mentre l’inflazione è prossima al suo picco dopo il rialzo al 3,1% a novembre

Tra gli altri dati macroeconomici di oggi, l’indice Pmi composito dell’Eurozona preliminare di dicembre si è attestato a 58 punti, oltre i 57,5 di novembre e sui livelli massimi da 82 mesi. Inoltre, l’indice preliminare relativo al settore dei servizi è risultato pari a 56,5 punti, sopra i 56,2 del mese precedente e sui massimi da 80 mesi, mentre quello manifatturiero ha segnato il record storico a 60,6 punti, in rialzo rispetto ai 60,1 di novembre.

Tra i singoli titoli di Piazza Affari, in positivo Luxottica (+0,59% a 50,75 euro). La società ha rinnovato l’accordo di licenza con Tiffany & Co. per la produzione e distribuzione in esclusiva in tutto il mondo di montature da vista e occhiali da sole, che si estenderà fino al 31 dicembre 2027.

Eni (-0,5% a 13,95 euro) ha cercato di resistere alle perdite diffuse sul mercato. Gli analisti hanno apprezzato la vendita ad ExxonMobil Development Africa B.V. del 25% di Area 4, il blocco a gas nel Bacino del Rovuma. In particolare, Goldman Sachs ha alzato il target price da 17 a 17,8 euro. L’ad Descalzi si è inoltre detto ottimista sui risultati di fine anno, ma la società continua a mantenere uno scenario conservativo sui prezzi del petrolio a 60 dollari al barile.

Ancora in negativo il comparto bancario a causa dell’allargamento dello spread Btp/Bund, a sua volta condizionato dal tema delle elezioni politiche. In particolare Intesa Sanpaolo -2,23%, Bper -1,98%, Ubi B. -1,64%, Banco Bpm -1,53%, Unicredit -0,84% e Mediobanca -0,1%.

Male Stm, che ha ceduto l’1,12% a 18,57 euro. Il titolo non ha beneficiato della notizia dell’investimento da 390 milioni di dollari da parte di Apple nella società Finisair.

In rosso anche Mediaset (-0,92% a 3,244 euro). Gli analisti di Mediobanca Securities hanno ribadito la loro visione positiva sul titolo alla vigilia dell’assemblea degli azionisti dove non sarà presente l’azionista Vivendi, confermando il rating outperform e il target price a 3,76 euro, fiduciosi sul fatto che la fine della saga con Vivendi si stia avvicinando alla fine. Per gli analisti, questa sarebbe la “ciliegina sulla torta”.

Fuori dal listino principale, in luce Exprivia (+10,45% a 1,627 euro). La società ha perfezionato l’investimento nel contesto della ricapitalizzazione di Italtel. In particolare, Exprivia ha sottoscritto una partecipazione pari all’81% del capitale ordinario di Italtel.

In calo Hera, che ha terminato a -0,79% a  3,02 euro. Oggi Herambiente, società del gruppo Hera, ha perfezionato l’acquisto un ulteriore 40% delle azioni di Aliplast, realtà nazionale attiva nella raccolta e riciclo della plastica e conseguente rigenerazione, per un importo di 51,8 milioni di euro

Invariata invece Dba group nel giorno del debutto sull’Aim Italia. La holding specializzata nella connettività delle reti e nelle soluzioni a supporto dell’intero ciclo di vita delle infrastrutture è stata ammessa oggi alle contrattazioni con un prezzo di collocamento fissato a 4 euro per azione e ha aperto le contrattazioni a 4,09. In fase di collocamento ha raccolto 23 milioni di euro con una capitalizzazione pari a 46 milioni.

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)