Strategia Euro/dollaro

Data: 14/06/18 06:05:00 Type: NANSC|MFTGED

Nella giornata di mercoledì il cambio euro/dollaro (EUR/USD) ha tentato un recupero ma è rimasto al di sotto di 1,18. Il quadro tecnico rimane quindi contrastato anche se alcuni indicatori registrano un interessante rafforzamento della pressione rialzista. Da un punto di vista grafico, tuttavia, una nuova dimostrazione di forza arriverà solo con il superamento della barriera posta a 1,1840. Un allungo dovrà comunque affrontare un duro ostacolo in area 1,20-1,2010. Pericolosa invece una discesa sotto 1,1650 in quanto può innescare una rapida correzione verso il successivo sostegno grafico situato in area 1,16-1,1590. Soltanto la rottura di 1,15 potrebbe fornire un nuovo segnale ribassista. (Gianluca Defendi)

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)


Strategia Euro/Yen

Data: 14/06/18 06:45:00 Type: NANSC

Nella giornata di mercoledì il cambio euro/yen (EUR/YEN) ha tentato un allungo ma non è riuscito a superare la barriera posta a 130,30. La struttura tecnica di breve termine appare costruttiva anche se, da un punto di vista grafico, soltanto il breakout di 130,30 potrebbe fornire una nuova dimostrazione di forza e innescare un allungo verso 130,80-130,90. Prima di un nuovo balzo in avanti è comunque probabile una fase laterale di consolidamento al di sopra di quota 128. Un’eventuale correzione troverà comunque un valido sostegno in area 127,10-127. Solo una discesa sotto questa zona potrebbe provocare un’inversione ribassista di tendenza. (riproduzione riservata)
Gianluca Defendi

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)


Strategia Dollaro/Yen

Data: 14/06/18 06:55:00 Type: NANSC

Nella giornata di mercoledì il cambio dollaro/yen (USD/YEN) ha tentato un allungo ma è stato respinto da quota 110,40. La situazione tecnica di breve termine rimane costruttiva ma, da un punto di vista grafico, solo il breakout di 110,50 potrebbe fornire un nuovo segnale rialzista, con un primo target a ridosso di quota 111. Pericolosa invece una discesa sotto 109,20 in quanto potrebbe innescare una rapida correzione verso il sostegno situato in area 108,80-108,75 poi. Sotto questa zona è possibile poi un’ulteriore flessione verso 108,40-108,35. (riproduzione riservata)

Gianluca Defendi

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)


Strategia Dax future

Data: 14/06/18 07:45:00 Type: MFANAHP|ATS|SPA

Nella seduta di mercoledì il Dax future (scadenza giugno 2018) ha tentato un allungo ma non è riuscito a superare quota 12.900. La struttura tecnica di breve termine rimane quindi contrastata: da un punto di vista grafico, infatti, soltanto il breakout (confermato in chiusura di seduta) dei 13.000 punti potrebbe fornire una chiara dimostrazione di forza. Prima di poter iniziare una risalita di una certa consistenza è quindi necessaria una fase riaccumulativa al di sopra del solido sostegno grafico posto in area 12.600-12.550 punti. Inversione ribassista solo con il cedimento di quota 12.540.

Anche l’Eurostoxx50 future (scadenza giugno 2018) ha provato un nuovo recupero ma non è riuscito a superare quota 3.480. Il quadro tecnico di breve periodo rimane ancora contrastato: un allungo dovrà infatti affrontare un primo ostacolo in area 3.490-3.493 punti e una seconda barriera a quota 3.505-3.507. Pericolosa invece una discesa sotto 3.415 anche se, da un punto di vista grafico,  sarà soltanto il cedimento di quota 3.380 a provocare un’inversione ribassista di tendenza. (riproduzione riservata)

Gianluca Defendi

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)


Data: 14/06/18 08:09:00 Type: CAL|{CALCI}|EURANAL|EURPOLIT|ITABANAS|MEA|{MSNANA}|{MSNBAN}|SPA

Partenza in rosso per le borse europee in attesa della conferenza stampa del presidente della Bce, Mario Draghi, che si terrà oggi alle 14:30. A Milano il Ftse Mib segna un -0,92% a 22.011 punti. In linea le altre borse europee: Dax -0,58%, Ftse-100 -0,59%, Cac-40 -0,47%. Intanto La Fed ha alzato i tassi di interesse di 25 punti base e ora prevede in totale 7 aumenti dei tassi nel 2018-2019, uno in più rispetto alle indicazioni di 6 rialzi del marzo scorso. Mentre l’inflazione in Germania è confermata al 2,2% annuale a maggio, in linea con i dati preliminari e in accelerazione rispetto all’1,6% di aprile. A fare da traino sono i prezzi dell’energia che salgono del 5,2%.

Nei primi scambi sul mercato la correzione riguarda tutti i settori, in particolare scendono Italgas (-1,83%), Cnh industrial (-1,13%), Terna (-0,83%), Intesa Sanpaolo (-0,81%). In controtendenza Poste italiane (+1,18%), che beneficia dell’annunciato accordo con Amazon. Oggi Equita Sim conferma la raccomandazione buy e il prezzo obiettivo a 9,3 euro su Poste Italiane. Secondo gli esperti l’accordo con Amazon annunciato ieri “aumenta ulteriormente la visibilità dellesposizione di Poste al business business to consumer, dove ha già una posizione di leadership (quota di mercato del 30%), che si prevede aumenterà ulteriormente nei prossimi due anni (il piano industriale punta al 40%). In leggero rialzo anche Ferrari (+0,29%), Bper (+0,18%) e Prysmian (+0,16%). 

Apertura stabile per lo spread a 234 punti, contro i 233,4 punti della chiusura di ieri. Il tasso di rendimento è al 2,830%. I mercati sono in attesa delle prossime mosse della Bce. Il futuro del quantitative easing e in particolare la strategia di uscita dalla fase di acquisti netti di titoli da parte della Bce, è il tema più atteso sul tavolo del Consiglio direttivo che si conclude oggi e che si svolge in trasferta a Riga, in Lettonia. Ma inevitabilmente si farà sentire anche il quadro di tensioni che si sono addensate sull’Italia, terzo maggior paese dell’area euro, con la nascita del governo M5S-Lega che è stata accompagnata da una accentuata volatilità dei mercati. Il fatto che la Bce stia continuando a comprare titoli pubblici dell’area euro al ritmo di 30 miliardi al mese ha certamente evitato che le spinte rialziste sui rendimenti dei Btp salissero ancora più su. Attualmente il piano di acquisti della Bce è previsto proseguire fino a tutto settembre. Onde evitate di cogliere di sorpresa i mercati, l’istituzione deve decidere in anticipo come muoversi nel dopo. Tuttavia la complessità del quadro che si trova di fronte non può far escludere che serva ancora tempo per finalizzare la strategia. Anzi l’esito dell’ultimo direttorio sembrava suggerisce proprio questo scenario.

Nel frattempo il rendimento del Treasury decennale ha chiuso in rialzo per la quarta seduta consecutiva al 2,979% rispetto al 2,959% di martedì e quello del biennale al 2,578% dal 2,539% dopo la riunione del Fomc.

Il mercato valutario resta poi in attesa della riunione della Banca centrale europea, l’euro/dollaro tratta appena sopra 1,18 a 1,1802, il dollaro/yen viaggia appena sopra 110 a 110,043 e la sterlina/dollaro è poco sotto 1,34 a 1,3390.

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)


Strategia Ftse Mib future

Data: 14/06/18 08:15:00 Type: CHF

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È stata una giornata positiva sul mercato azionario italiano che ha compiuto un veloce recupero e si è portato a ridosso di un’importante area di resistenza. Il Ftse Mib future (scadenza giugno 2018), dopo un’apertura a 22.150, si è appoggiato a quota 22.100 prima di iniziare un rimbalzo che ha spinto i prezzi a quota 22.250 prima e in area 22.360-22.365 in un secondo momento. La situazione tecnica di breve periodo rimane ancora contrastata: da un punto di vista grafico, infatti, soltanto il superamento della barriera posta in area 22.380-22.400 punti potrebbe fornire una dimostrazione di forza. Prima di poter iniziare una risalita di una certa consistenza sarà necessaria una fase riaccumulativa. Pericolosa solo una discesa sotto 21.740 in quanto potrebbe innescare una rapida correzione verso 21.640-21.620 prima e in area 21.540-21.520 successivamente. Fondamentale comunque la tenuta del supporto posto in area 21.300-21.280. Strategia operativa intraday. Short su rimbalzo verso 22.300-22.310 con target a 22.210 prima, a quota 22.130 poi e in area 22.050-22.030 successivamente. Stop a 22.410. (riproduzione riservata)

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)


Data: 14/06/18 11:00:00 Type: CHF

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Mattinata debole per il Ftse Mib future, che ha subito esordito in territorio negativo, praticamente a ridosso dei minimi di ieri e quindi di fatto annullando il movimento positivo della seduta precedente: dopo un’apertura a 22.110 punti il derivato ha pagato una veloce correzione che ha spinto i prezzi anche al di sotto della soglia psicologica a quota 22.000. Nella seconda parte della mattinata il future ha poi trovato lo spazio per riportarsi sui livelli iniziali, allentando parzialmente la pressione ribassista, almeno nella sua estensione massima, senza però mostrare uno slancio sufficiente ad annullare del tutto il sentiment negativo. A questo punto la sensazione è che il derivato possa assumere una posizione di attesa, in vista dell’imminente decisione della Bce e soprattutto della conferenza stampa di Mario Draghi, che dovrà fare chiarezza di fronte alle numerose speculazioni che si sono concentrare negli ultimi giorni sulla prossima conclusione del QE. Strategie operative intraday. Tra i segnali proposti in tabella, è scattato solo il long su Campari, che si trova però già a ridosso della soglia di Stop Loss. (riproduzione riservata)

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)


Data: 14/06/18 11:56:00 Type: CAL|{CALCI}|COM|EURBANAS|EURINDUS|EURVALUT|ITABANAS|ITAINDUS|MEA|WORVALUT|{MSNCORP}|SPA

Continua in negativo la giornata sulle borse europee con il Ftse Mib che scende dello 0,61% a 22.079 punti, il Dax dello 0,4% e il Ftse-100 dello 0,58%. In attesa della della conferenza stampa del presidente della Bce, Mario Draghi, che si terrà oggi alle 14:30, sui listini pesa l’effetto di una Fed più falco del previsto. La Fed infatti ha alzato, come da attese, i tassi di interesse di 25 punti base, ma ora prevede in totale 7 aumenti dei tassi nel 2018-2019, uno in più rispetto alle indicazioni di 6 rialzi del marzo scorso. Ubs parla di una “Fed falco”, con le previsioni sui rialzi che salgono nel 2018-2019 e il Fomc che è “fiducioso sull’inflazione”.

A piazza Affari penalizzate le banche e le utilities. Scendono Italgas (-2,46%), Ubi (-1,74%), Pirelli (-1,59%), Unicredit (-1,4%) e Intesa Sanpaolo (-1,33%). Tra le mid cap Iren cede il 2,2% dopo i recenti rialzi.

In controtendenza Prysmian (+2,3%), Finecobank (+1%), Ferrari (+0,37%) e Eni (+0,27%). Sull’Aim Italia Masi segna un +1,42% dopo i conti 2017. Kepler Cheuvreux ed Equita Sim hanno confermato le raccomandazioni hold sul titolo.

Intanto lo spread Btp/Bund è poco mosso in attesa degli esiti della riunione della Banca centrale europea e della conferenza stampa del presidente Draghi. Il differenziale tratta a 233,8 punti base rispetto ai 232,039 della chiusura di ieri. Il futuro del quantitative easing, e in particolare la strategia di uscita dalla fase di acquisti netti di titoli da parte della Bce, è il tema più atteso sul tavolo del Consiglio direttivo, che si conclude oggi e che si svolge in trasferta a Riga, in Lettonia.

Ma inevitabilmente si farà sentire anche il quadro di tensioni che si sono addensate sull’Italia, terzo maggior paese dell’area euro, con la nascita del governo M5S-Lega che è stata accompagnata da una accentuata volatilità dei mercati. Il fatto che la Bce stia continuando a comprare titoli pubblici dell’area euro al ritmo di 30 miliardi al mese ha certamente evitato che le spinte rialziste sui rendimenti dei Btp salissero ancora più su. Attualmente il piano di acquisti della Bce è previsto proseguire fino a tutto settembre. Onde evitate di cogliere di sorpresa i mercati, l’istituzione deve decidere in anticipo come muoversi nel dopo. Tuttavia la complessità del quadro che si trova di fronte non può far escludere che serva ancora tempo per finalizzare la strategia. Anzi l’esito dell’ultimo direttorio sembrava suggerisce proprio questo scenario.

Nel frattempo il rendimento del Treasury decennale ha chiuso in rialzo per la quarta seduta consecutiva al 2,979% rispetto al 2,959% di martedì e quello del biennale al 2,578% dal 2,539% dopo la riunione del Fomc.

Il mercato valutario resta poi in attesa della riunione della Banca centrale europea, l’euro/dollaro tratta appena sopra 1,18 a 1,1802, il dollaro/yen viaggia appena sopra 110 a 110,043 e la sterlina/dollaro è poco sotto 1,34 a 1,3390.

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)