Strategia Euro/Yen

Data: 13/12/17 06:30:00 Type: NANSC

Nella giornata di martedì il cambio euro/yen ha subito una veloce correzione ed è sceso fino a quota 133. La struttura grafica di breve termine rimane pertanto contrastata: una prima dimostrazione di forza arriverà con il ritorno sopra 134. Da un punto di vista grafico, poi, soltanto il breakout della resistenza posta a quota 134,40-134,50 potrebbe fornire un chiaro segnale rialzista. Importante comunque la tenuta del supporto situato in area 132,20-132 in quanto può favorire una fase laterale di riaccumulazione. (riproduzione riservata)
Gianluca Defendi

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)


Strategia Dollaro/Yen

Data: 13/12/17 06:35:00 Type: NANSC

Nella giornata di martedì il cambio dollaro/yen ha tentato un allungo ma non è riuscito a superare quota 113,75. La situazione tecnica di breve termine rimane ancora contrastata: un allungo dovrà infatti affrontare un primo ostacolo in area 113,85-113,90 e una seconda barriera a ridosso di 114,30. Importante comunque la tenuta del supporto situato in area 112,20-112 in quanto può favorire la costruzione di una base accumulativa. Da un punto di vista grafico, tuttavia, soltanto una discesa sotto 111,40 potrebbe fornire un nuovo segnale ribassista. (riproduzione riservata)
Gianluca Defendi

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)


Strategia Dax future

Data: 13/12/17 07:00:00 Type: MFANAHP|SPA

Nella seduta di martedì il Dax future (scadenza marzo 2018) ha tentato un recupero ma è rimasto al di sotto della barriera posta in area 13.190-13.200 punti. La struttura tecnica di breve termine rimane costruttiva: da un punto di vista grafico, tuttavia, solo il superamento di quota 13.200 potrebbe fornire una nuova dimostrazione di forza e innescare un veloce balzo in avanti, con target teorici a 13.260-13.265 prima, in area 13.335-13.350 poi e attorno a 13.415-13.425 successivamente. Soltanto una discesa sotto i 12.800 punti potrebbe provocare un’inversione ribassista di tendenza.

Anche l’Eurostoxx50 future (scadenza marzo 2018) ha tentato un allungo ma è stato respinto da quota 3.587 punti. La struttura tecnica di breve termine rimane comunque costruttiva: da un punto di vista grafico, tuttavia, soltanto il breakout di quota 3.618 potrebbe fornire un nuovo segnale rialzista, con un primo obiettivo in area 3.642-3.645 punti. (riproduzione riservata)

Gianluca Defendi

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)


Strategia Euro/dollaro

Data: 13/12/17 08:25:00 Type: NANSC|MFTGED

Nella giornata di martedì il cambio euro/dollaro ha subito una veloce correzione, con le quotazioni che sono scese fino a 1,1715. La situazione tecnica di breve termine rimane contrastata, con alcuni indicatori che registrano un rafforzamento della pressione ribassista. Un rimbalzo dovrà inoltre affrontare un duro ostacolo in area 1,1870-1,1880: soltanto con il ritorno sopra quest’ultimo livello potrebbe fornire una nuova dimostrazione di forza. Un’ulteriore correzione potrebbe invece riportare le quotazioni verso il successivo sostegno grafico situato in area 1,1670-1,1660. (Gianluca Defendi)

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)


Strategia Ftse Mib future

Data: 13/12/17 08:30:00 Type: CHF

È stata una giornata contrastata sul mercato azionario italiano che è sceso verso un’importante area di supporto ma non è riuscito a rimbalzare con decisione. Il Ftse Mib future (scadenza dicembre 2017), dopo un’apertura a quota 22.735, è sceso fino ad un minimo intraday di 22.610 punti prima di iniziare una veloce risalita che ha spinto i prezzi attorno a 22.750-22.760. La situazione tecnica di breve periodo rimane costruttiva: dopo una breve pausa di consolidamento è possibile infatti un nuovo allungo con un primo target in area 22.880-22.890 e un secondo obiettivo in area 22.950-22.970 punti. Fondamentale comunque la tenuta del sostegno situato in area 22.400-22.350 punti in quanto può favorire la costruzione di una solida base accumulativa. Soltanto una discesa sotto 22.170 potrebbe fornire un segnale ribassista. Strategia operativa intraday. Long su correzione verso 22.470 con target a 22.570 prima, a quota 22.670 poi e in area 22.740-22.750 successivamente. Stop a 22.360. (riproduzione riservata)

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)


Strategia FtseMib future intraday

Data: 13/12/17 10:20:00 Type: CHF

Mattinata contrastata sul mercato azionario italiano che si muove attorno alla parità senza fornire particolari spunti operativi. Il Ftse Mib future (scadenza dicembre 2017), dopo un’apertura a 22.540 punti, si è appoggiato a quota 22.470 prima di risalire verso 22.750. La situazione tecnica di breve periodo rimane costruttiva ma, prima di poter tentare un nuovo allungo (che avrà un primo target in area 22.880-22.890 e un secondo obiettivo in area 22.950-22.970 punti) è comunque probabile una fase laterale di consolidamento. Fondamentale comunque la tenuta del sostegno situato in area 22.400-22.350 punti in quanto può favorire la costruzione di una solida base accumulativa. Soltanto una discesa sotto 22.170 potrebbe fornire un segnale ribassista. Strategie operative intraday. Nessuno dei titoli proposti in tabella ha fatto scattare il relativo segnale operativo. (riproduzione riservata)

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)


Data: 13/12/17 15:55:00 Type: CAL|{CALCE}|MEA|WORANAL|{MSNANA}|{MSNCORP}|SPA

Apertura di seduta contraddistinto dal segno più per i principali indici statunitensi in attesa degli esiti della due giorni di meeting del Federal Open Market Committee: il Dow Jones avanza dello 0,23% a 24.560 punti, mentre il Nasdaq Composite prosegue a +0,23% a 6849 punti. Bene anche l’indice S&P500, in rialzo dello 0,18% a 2.668 punti. E’ previsto per questa sera alle 20 l’annuncio dei tassi d’interesse e delle previsioni macroeconomiche da parte del Fomc, mentre alle 20.30 Janet Yellen terrà la sua ultima conferenza da numero uno della Federal Reserve. I mercati sono ormai sicuri che la Banca centrale statunitense opererà un allentamento dei provvedimenti messi in campo con la crisi finanziaria, aumentando i tassi di interesse per la terza volta in un anno di 25 punti base. “Ci aspettiamo che la Fed alzi i tassi di interesse, ma restano molti interrogativi”, ha commentato Collin Martin di Schwab Center for Financial Research in merito all’aggiornamento delle proiezioni, sia su crescita e inflazione che sul costo del denaro.

Sul fronte della riforma fiscale, nel frattempo la commissione bicamerale Usa per la riconciliazione dei testi della riforma tributaria di Camera e Senato “sembra stia facendo passi avanti”, affermano gli economisti di Intesa Sanpaolo, puntualizzando che i rappresentanti del Senato hanno inviato un insieme di proposte ai loro omologhi alla Camera: le principali modifiche riguarderebbero il livello dell’aliquota per la tassazione delle imprese, che potrebbe essere portata al 21 o al 22% dal 20% delle versioni in modo da finanziare variazioni su altri fronti.

Inoltre, sono arrivate brutte notizie per il presidente Usa Donald Trump dall’elezione per il seggio del Senato in Alabama che si è conclusa con una sconfitta repubblicana, portando un rappresentante democratico nello stato ultra conservatore per la prima volta da più di 20 anni. L’esito del voto va a ridurre ulteriormente la maggioranza repubblicana in Senato, a 51 contro 49.

Tra gli appuntamenti macro, a novembre l’inflazione negli Stati Uniti è aumentata dello 0,4% a livello mensile e del 2,2% su base tendenziale a novembre, in linea al consenso degli economisti. Ha deluso invece l’indice dei prezzi al consumo core, attentamente monitorato dalla Fed, salito dello 0,1% su base mensile. Il dato ha deluso le attese degli economisti che prevedevano un aumento dello 0,2%.

Mentre per quanto riguarda i singoli titoli, bene Western Digital a +2,48% dopo l’annuncio di un accordo con Toshiba per la chiusura del contenzioso legato alla cessione della divisione chip del conglomerato giapponese.

Finisar balza del 28,42% dopo l’annuncio di Apple (+0,92%) di un investimento nella società da 390 milioni di dollari.

Teva procede in ribasso dell’1,39% dopo il trend positivo nel pre-borsa. Il sito di informazione israeliano Calcalist ha riferito che il gruppo farmaceutico presenterà domani un piano di ristrutturazione, che potrebbe includere il taglio di migliaia di posti.

Schlumberger in lieve calo dello 0,22%. Il gigante saudita Aramco ha annunciato la firma di accordi con più società, tra cui la stessa Schlumberger, per  8,85 miliardi di euro complessivi.

In calo sia Omnicom (-0,4%) che Interpublic (-2,35) dopo che Jefferies ha rivisto in forte ribasso, da 2,4% a 0,9%, la previsione di crescita organica per i due gruppi pubblicitari nel 2018. L’agenzia ha rivisto al ribasso il rating per Interpublic a “hold” e il target price a 20 dollari.

Boeing prosegue in rialzo (+0,32%) dopo l’annuncio riguardante l’aumento del dividendo trimestrale del 20%. Inoltre, la società rimpiazzerà le attuali autorizzazioni ad acquistare azioni proprie con un piano da 18 miliardi.

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)


Data: 13/12/17 18:00:00 Type: CAL|{CALCI}|EURANAL|ITAANAL|MEA|WORANAL|{MSNANA}|{MSNBAN}|{MSNCORP}|{MSNMECO}|SPA

Seduta da dimenticare per la Borsa di Milano, con il FtseMib che ha chiuso in calo dell’1,44% a 22.400 punti, e su cui hanno pesato in particolare i titoli del settore bancario, a loro volta penalizzati dal netto allargamento dello spread Btp/Bund, tornato sopra quota 145 punti base (146,191) rispetto ai 139,152 della chiusura di ieri, in scia alle indiscrezioni in base alle quali le elezioni dovrebbero essere indette già il prossimo marzo.

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella sembra orientato a sciogliere le Camere entro Capodanno, consentendo così al governo di fissare per il 4 marzo 2018 la data delle elezioni politiche. “La notizia”, ha sottolineato Chiara Manenti, economista di Intesa Sanpaolo, “potrebbe aver spinto gli investitori a riesaminare il rischio politico italiano in un contesto in cui la Bce, da gennaio, ridurrà l’ammontare di acquisti mensili del quantitative easing da 60 a 30 miliardi di euro”.

L’attenzione degli investitori rimane inoltre focalizzata sull’appuntamento di questa sera alle 20 con il Federal Open Market Committee, in cui è atteso l’annuncio sui tassi d’interesse, previsti in aumento di 25 punti base, e a seguire, alle 20.30, sull’ultima conferenza stampa di Janet Yellen in qualità di presidente della Federal Reserve.

Più contenute le perdite sui principali listini azionari europei, con il Cac40 di Parigi che ha ceduto lo -0,47%, mentre il Dax30 di Francoforte ha chiuso a -0,41%%. Più stabile Londra, in calo dello 0,05%. Il Parlamento europeo ha accolto con favore la relazione congiunta sulla Brexit, con la raccomandazione per il passaggio alla seconda fase dei colloqui. La risoluzione è stata approvata con 556 voti favorevoli, 62 contrari e 68 astensioni. Il listino londinese ha beneficiato anche dell’ottimismo legato ai dati sulla disoccupazione in Gran Bretagna, rimasta stabile al 4,3% annuale nel trimestre concluso a ottobre, al livello più basso dal 1975.

Tra gli altri dati macroeconomici, a ottobre la produzione industriale nell’area euro è rimbalzata dello 0,2% su base mensile ed è aumentata del 3,7% a livello annuale. Il dato ha battuto il consenso degli economisti che si aspettavano una lettura congiunturale invariata. In Germania, l’indice finale dei prezzi al consumo armonizzato è aumentato dello 0,3% rispetto al mese di ottobre e dell’1,8% su base annua, mentre negli Stati Uniti ha deluso la lettura sull’inflazione core, salita a novembre dello 0,1%, contro le attese degli economisti dello 0,2%.

A Piazza Affari, dunque, male il comparto bancario: Ubi -4,06%, Bper -6,30%, Intesa -1,17%. Unicredit ha ceduto il 4,65%. Equita Sim ha confermato il rating buy sul titolo e il prezzo obiettivo a 20,4 euro. “Il Capital Markets Day di ieri a Londra”, hanno spiegato gli analisti, è stato “efficace, rafforzando la nostra raccomandazione buy: nonostante non sia prevista un’accelerazione significativa del derisking, con 4,6 miliardi di cessioni di Npl extra al 2019 rispetto ai circa 15 miliardi attesi, Unicredit ha dimostrato che è in grado di assorbire una tempesta regolamentare che comporterà al 2019 un’altra diminuzione di 90 punti base del Cet1 e ulteriori 230 punti base in meno nel periodo 2020-2024”.

Male anche Banco Bpm, che ha lasciato sul terreno il 4,52%. L’ad Giuseppe Castagna ha fatto il punto sulla questione dei crediti non performing, affermando che “La cessione degli Npl è in corso e dovrebbe essere intorno a 1,8 miliardi. Siamo in una fase di binding offer, stiamo ricevendo diverse offerte impegnative e nei prossimi giorni faremo la selezione finale in modo da arrivare entro fine anno”.

Tra i pochi titoli in positivo, Stm (+0,86% a 18,78 euro) in seguito all’annuncio dell’acquisizione di Atollic, società specializzata negli strumenti di sviluppo software, con un pagamento in cassa di 7 milioni di dollari, finanziato con liquidità disponibile, e un importo differito, subordinato a determinate condizioni, stimato attualmente intorno a 1 milione di dollari.

Chiusura col segno più anche per Cnh (+1% a 11,16 euro). Il titolo ha beneficiato del report di Banca Imi incentrato sulle prospettive per il Ftse Mib nel 2018. Per il broker, le valutazioni attraenti e la bassa probabilità di utili inferiori alle attese traineranno l’azionario italiano. Imi ha incluso Cnh nel paniere di azioni su cui puntare per il prossimo anno.

Prysmian ha terminato la seduta in calo dello 0,62% a 27,22 euro. La società si è aggiudicata un contratto del valore di circa 80 milioni con Electricity & Water Authority del Regno del Bahrain (Ewa) per la realizzazione del nuovo circuito ad anello in cavo a 400 kV per la trasmissione di energia. La commessa prevede progettazione, fornitura, installazione e collaudo di un collegamento elettrico in corrente alternata a 400 kV e includerà un tratto in cavo sottomarino Xlpe a 400 kV.

Segno meno anche per Eni (-0,85% a 14,02 euro) che ha completato oggi la vendita ad ExxonMobil Development Africa di un interesse indiretto pari al 25% di Area 4, il blocco a gas nel Bacino del Rovuma. I termini della cessione, definita lo scorso marzo, prevedono un pagamento di 2,8 miliardi di dollari, più gli aggiustamenti contrattuali fino alla data del closing.

Fuori dal listino principale, in spolvero Molmed (+13,88% a 0,5045 euro) che ha ottenuto dall’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) la prima autorizzazione nazionale all’immissione al commercio per il proprio prodotto Zalmoxis. L’accordo prevede un prezzo ex factory di 149.000 euro per singola infusione e avrà effetto a partire da 15 giorni dopo la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale.

In luce anche Falck Renewables  (+3,379% a 1,591 euro) che ha aggiornato il piano industriale 2017-2021, rivedendone al rialzo gli obiettivi. L’ebitda consolidato è visto a 208 milioni di euro a fine piano, con una cagr del 12% e +3,5% rispetto al target. Il titolo ha beneficiato del favore degli analisti. In particolare, Kepler Cheuvreux ha alzato la raccomandazione sul titolo da hold a buy, con prezzo obiettivo che passa da 1,6 a 1,8 euro. L’aggiornamento del piano al 2021, spiegano infatti gli analisti, prevede “una maggior crescita e una miglior gestione del circolante. Gli obiettivi per il 2017 e il 2018 sono stati alzati e sono oltre le nostre stime, in un contesto di dividendi in crescita”. Mentre Equita sim ha posto Falck R. nel suo portafoglio small cap, con prezzo obiettivo alzato da 1,53 a 1,82 euro e giudizio buy confermato.

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)