Strategia FtseMib future

Data: 13/02/18 06:55:00 Type: CHF

E’ stata una giornata positiva sul mercato azionario italiano che, dopo la brusca flessione delle ultime sedute, prova un difficile recupero. Il Ftse Mib future (scadenza marzo 2018), dopo un’apertura a quota 22.400, è salito in area 22.500-22.505, prima di accusare una rapida correzione intraday che ha spinto i prezzi fino a 22.215 punti. La situazione tecnica rimane ancora precaria anche se il forte ipervenduto di breve termine può impedire un ulteriore cedimento e favorire una fase riaccumulativa. Un rimbalzo dovrà affrontare un primo ostacolo a ridosso di quota 22.570 e una seconda barriera in area 22.630-22.670 punti. Solo il ritorno sopra i 23.000 punti potrebbe fornire una dimostrazione di forza. Pericolosa invece una discesa sotto 22.200 anche se un nuovo segnale ribassista arriverà soltanto con il cedimento di quota 22.000. Strategia operativa intraday. Short su rimbalzo verso 22.650-22.660 con target a 22.570-22.560 prima, a 22.500 poi e in area 22.380-22.360 successivamente. Stop stretto a 22.710. (riproduzione riservata)

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)


Strategia Dax future

Data: 13/02/18 07:45:00 Type: MFANAHP|SPA

Nella seduta di lunedì il Dax future (scadenza marzo 2018) ha compiuto un veloce recupero ed è risalito fino a quota 12.370 punti. Nonostante questo rimbalzo la situazione tecnica rimane ancora precaria: il forte ipervenduto di breve termine può comunque impedire un ulteriore cedimento e favorire una pausa di consolidamento. Da un punto di vista grafico, infatti, soltanto il ritorno sopra 12.650 potrebbe fornire una dimostrazione di forza. Un allungo dovrà comunque affrontare un duro ostacolo in area 12.850-12.900 punti.

Anche l’Eurostoxx50 future (scadenza marzo 2018) ha compiuto un veloce recupero ed è risalito fino a quota 3.384 punti. Il quadro tecnico rimane ancora precario: un rimbalzo dovrà infatti affrontare un primo ostacolo a quota 3.430 e una seconda barriera in area 3.465-3.470 punti. Prima di poter iniziare una risalita di una certa consistenza sarà pertanto necessaria un’adeguata fase laterale di riaccumulazione. (riproduzione riservata)

Gianluca Defendi

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)


Strategia Dollaro/Yen

Data: 13/02/18 09:45:00 Type: NANSC

Nella giornata di lunedì il cambio dollaro/yen è sceso fino a quota 108,45 prima di risalire verso 108,90. La situazione tecnica rimane ancora contrastata: prima di poter iniziare una risalita di una consistenza sarà pertanto necessaria una fase laterale di riaccumulazione. Una nuova dimostrazione di forza arriverà con il ritorno sopra 109,80. Da un punto di vista grafico, tuttavia, solo il superamento di 110,50 potrebbe fornire un segnale rialzista (con un primo target in area 111,10-111,20). Decisamente negativa invece una discesa sotto quota 108. (riproduzione riservata)
Gianluca Defendi

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)


Strategia Euro/dollaro

Data: 13/02/18 10:00:00 Type: NANSC|MFTGED

Nella giornata di lunedì il cambio euro/dollaro ha tentato un recupero ma è rimasto al di sotto di quota 1,23. La situazione tecnica di breve termine rimane ancora contrastata: da un punto di vista grafico, infatti, soltanto il superamento della barriera posta a 1,24 potrebbe fornire una dimostrazione di forza. Un’eventuale correzione può spingere le quotazioni verso i successivi supporti grafici situata in area 1,2195-1,2190 prima e attorno a 1,2170-1,2165 in un secondo momento. Pericolosa soltanto una discesa sotto questa zona. (Gianluca Defendi)

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)


Strategia Euro/Yen

Data: 13/02/18 10:05:00 Type: NANSC

Nella giornata di lunedì il cambio euro/yen ha tentato un recupero ma è stato respinto da quota 133,65. La struttura tecnica di breve termine rimane pertanto contrastata: prima di poter iniziare una risalita di una consistenza sarà pertanto necessaria una fase laterale di riaccumulazione. Un rimbalzo dovrà affrontare un primo ostacolo a quota 134,80-134,85 e una seconda barriera in area 135,75-135,85. Da un punto di vista grafico, tuttavia, solo una discesa sotto 131,95 potrebbe fornire un nuovo segnale ribassista. (riproduzione riservata)
Gianluca Defendi

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)


Strategia FtseMib future intraday

Data: 13/02/18 10:35:00 Type: CHF

Mattinata negativa sul mercato azionario italiano che accusa una correzione di circa mezzo punto percentuale, alimentata dalla debolezza del comparto bancario. Il Ftse Mib future (scadenza marzo 2018), dopo un’apertura a 22.310, è salito fino ad un massimo intraday di 22.365 punti prima di accusare una rapida flessione che ha spinto i prezzi a ridosso di 22.150. La situazione tecnica rimane pertanto precaria: prima di poter iniziare una risalita di una certa consistenza sarà pertanto necessaria un’adeguata fase laterale di riaccumulazione. Un rimbalzo dovrà comunque affrontare un primo ostacolo a ridosso di quota 22.570 e una seconda barriera in area 22.630-22.670 punti. Solo il ritorno sopra i 23.000 punti potrebbe fornire una dimostrazione di forza. Un’ulteriore flessione può spingere il derivato in area 22.050-22.030. Da un punto di vista grafico, tuttavia, soltanto una discesa sotto i 22.000 punti potrebbe fornire un nuovo segnale ribassista. Strategie operative intraday. Nessuno dei titoli proposti in tabella ha fatto scattare il relativo segnale operativo. (riproduzione riservata)

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)


Data: 13/02/18 15:45:00 Type: CAL|{CALCE}|MEA|WORANAL|{MSNANA}|{MSNBAN}|{MSNCORP}|{MSNMECO}|SPA

Partenza in rosso per Wall Street in scia al sell-off dei giorni scorsi e con gli investitori nervosi in vista della pubblicazione del dato relativo all’inflazione di gennaio negli Stati Uniti, prevista per domani prima dell’apertura ufficiale dei mercati. Il Dow Jones cede lo 0,58% a 24.457 punti, l’S&P500 arretra dello 0,54% a 2.641 punti e il Nasdaq lascia sul terreno lo 0,32% a 6.959 punti. Nonostante i segnali di timore degli ultimi giorni, secondo alcuni analisti la resilienza dell’economia globale e i buoni risultati delle aziende continueranno a dare supporto, ma il recupero dei mercati sarà irregolare. “C’è una situazione economica positiva, e vediamo il bicchiere mezzo pieno”, ha commentato Eric Freedman, cio di Us Bank Wealth Management. “Tuttavia, la volatilità continuerà, e ci aspettiamo movimenti decisi dell’azionario nelle prossime settimane”.

Nel frattempo, in tema di politica monetaria, oggi il presidente della Federal Reserve di Cleveland, Loretta Mester, ha dichiarato che la Banca centrale Usa dovrebbe aumentare i tassi quest’anno ad un ritmo simile a quello del 2017, e che l’ondata di recente volatilità non ha modificato le previsioni positive. “Nel caso in cui l’economia continuasse a crescere come ci aspettiamo, avremo bisogno di ulteriori incrementi dei tassi nel 2018 e nel 2019”, ha dichiarato il banchiere centrale. “L’approccio graduale è la migliore strategia per sostenere l’espansione e bilanciare i rischi nel nostro mandato”. Mester non ha specificato, tuttavia, quando dovrebbero verificarsi i rialzi, anche se gli economisti ritengono che la Banca centrale statunitense farà la sua mossa già a marzo. Il banchiere centrale prevede per il 2018 una crescita “solida”, con un’espansione del pil pari al 2,5%. Quanto all’inflazione, Mester si aspetta che “aumenterà gradualmente fino a raggiungere il 2% nel corso dei prossimi 1-2 anni”.

Sul fronte macro si segnala solo la lettura relativa alle vendite al dettaglio delle catene nazionali Usa nella prima settimana di febbraio, che hanno registrato un calo dell’1,1% a livello mensile. Su base tendenziale, comunque, l’indice è cresciuto del 2,8%.

Mentre tra i titoli da monitorare oggi, 21st Century Fox apre sulla parità (-0,03%) dopo aver reso noto che istituirà un board editoriale indipendente per Sky News e che manterrà il servizio di notizie a marchio Sky in Gran Bretagna almeno per i prossimi 5 anni. Le novità sono state annunciate per cercare di scacciare i dubbi espressi dalla Competition and Markets Authorities britannica sul tentativo di acquisizione del rimanente 61% di Sky da parte di Fox. Per i regolatori britannici, tuttavia, un deal di questo tipo sarebbe contrario all’interesse pubblico del Regno Unito in tema di pluralismo dell’informazione.

Snap cede lo 0,81% dopo aver dichiarato che il suo head of sales, Jeff Lucas, lascerà la società meno di due anni dopo aver raggiunto la compagnia da Viacom Inc.

Debole anche Alphabet (-0,14%), con Google che sta progettando una nuova tecnologia che permetterebbe agli editori di creare “stories” sulla falsa riga di quelle di Snapchat e Instagram. A partire da oggi gli editori potranno testare una versione per sviluppatori delle “Amp stories”, che prevedono frammenti di testo, foto, immagini e video “a rotazione”. Editori come Vox Media, Conde Nast, Meredith e la Cnn sono stati coinvolti nelle prime fasi di sviluppo e hanno già iniziato a creare tali contenuti per l’internet mobile.

Bene, invece, il gigante delle farmacie Walgreens Boots Alliance (+2,34%) che, secondo quanto riportato dal Wall Street Journal, ha presentato un’offerta d’acquisto di AmerisourceBergen, società in possesso di 13.000 punti vendita a livello mondiale e che in apertura balza dell’11,46%.

Infine, Kadmon Holdings cede il 5,29%, dopo il balzo del 20% nel pre-mercato, dopo aver annunciato che la molecola KD025 ha ottenuto dei risultati positivi nella cura della fibrosi polmonare idiopatica in uno studio clinico di fase 2.

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)


Data: 13/02/18 18:00:00 Type: CAL|{CALCI}|ITAANAL|MEA|{MSNANA}|{MSNBAN}|{MSNCORP}|{MSNMECO}|SPA

Un’altra seduta difficile per Piazza Affari, che ha proseguito il trend al ribasso allargando le perdite sul finale. Il Ftse Mib ha infatti lasciato sul terreno l’1,35% a 22.034 punti, con perdite più marcate rispetto a Francoforte (-0,7%), Parigi (-0,6%) e Londra (-0,15%), in un clima generale di nervosismo in vista della pubblicazione del dato sull’inflazione di gennaio negli Stati Uniti. Una lettura che, secondo gli economisti, se superiore alle attese potrebbe ulteriormente turbare i mercati in quanto rafforzerebbe i timori di una Federal Reserve più aggressiva sul fronte del rialzo dei tassi.

Tuttavia per Andrea Delitala, head of investment advisory e Marco Piersimoni, senior portfolio manager di Pictet Asset Management, “la correzione in atto” è “tattica” anche se “di profondità potenzialmente piú importante rispetto a quelle viste nel 2017”. Gli esperti hanno spiegato che “la seconda metà di gennaio è stata caratterizzata e segnata dalla violenta risalita dei rendimenti sui mercati obbligazionari globali. In un contesto macroeconomico di crescita robusta e sincronizzata i timori che pressioni inflazioniste possano indurre le Banche centrali ad accelerare il sentiero dei rialzi dei tassi di riferimento, da parte della Fed e della BoE, o l’uscita dalle misure straordinarie di stimolo, come nel caso della Bce e della BoJ, ha indotto molti investitori ad alleggerire le posizioni sul reddito fisso”. Dunque secondo gli esperti “i timori che tassi reali in eccessiva risalita possano risultare un ostacolo alle dinamiche di crescita” ha portato gli investitori ad adottare un atteggiamento cauto anche sui listini azionari dopo i guadagni di inizio anno.

In allargamento lo spread tra Btp e Bund a 132,762 punti base, rispetto ai 127,109 della chiusura di ieri, nonostante il Tesoro italiano abbia superato senza particolari problemi il test delle aste di Btp in vista delle elezioni del 4 marzo collocando 2,5 miliardi di Btp a 3 anni allo 0,05%, 2,927 miliardi di titoli settennali all’1,43% e 2,25 miliardi di Btp a 30 anni. Oggi, inoltre, il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan ha informatoo che le ultime due manovre di bilancio porteranno gli investimenti pubblici a raggiungere quota 83 miliardi nel 2033. “Sono numeri tali da portare la crescita potenziale a livelli certamente più alti di quelli vissuti nei primi anni 2000”, ha affermato il ministro durante una conferenza al Tesoro.

A Piazza Affari hanno resistito alle vendite solamente Ferrari (+0,06% a 99,32 euro) e Ynap (+0,05% a 37,71 euro). Moncler ha invece chiuso invariata a 26,55 euro, annullando i guadagni sul finale nonostante Mediobanca Securities abbia alzato sul titolo la raccomandazione da neutral a outperform, scegliendo il titolo come propria top pick per il 2018 nel settore del lusso.

In negativo l’intero comparto bancario: Unicredit -3,39%, Mediobanca -0,04%, Bper -1,32%, Banco Bpm -3,24%, Ubi -2,58%. In rosso anche Intesa (-0,98% a 3,075 euro) a cui non sono bastati i profitti record del polo Fideuram-Intesa Sanpaolo private banking, che ha registrato nel 2017 un utile netto in crescita dell’11% a 871 milioni di euro, grazie ad una raccolta ai massimi storici a 12,4 miliardi.

Sotto la parità anche Cnh (-0,14% a 11,07 euro), nonostante il buon andamento delle immatricolazioni di macchine per l’agricoltura nell’area nordamericana a gennaio 2018.

Vendite anche su Buzzi Unicem (-0,86% a 20,72 euro), che oggi non ha beneficiato del discorso di Donald Trump. Il presidente Usa ha presentato una proposta di budget da 4.400 miliardi di dollari per l’anno fiscale 2019 che prevede, tra i vari settori, una maggiore spesa federale per le infrastrutture.

In rosso anche Pirelli (-1,47% a 7,24 euro) su cui Mediobanca ha confermato il rating outperform e il target price a 7,80 euro in attesa che dei risultati 2017 in pubblicazione il prossimo 26 febbraio. Gli analisti della banca d’affari vedono per la società un ebit rettificato superiore a 930 milioni di euro.

Fuori dal listino principale, Sabaf ha ceduto il 2,63% a 17,02 euro nonostante un utile netto superiore alle attese di 14,8 milioni di euro, in crescita del 64,9% rispetto ai profitti registrati nel 2016.

In luce, invece, Ima (+5,07% a 72,55 euro), entrata oggi a far parte del portafoglio small cap di Equita Sim e che ha beneficiato sia della promozione da hold a buy, sia del rialzo del prezzo obiettivo da 75 a 80 euro, con un upside potenziale del 10%.

Infine, Reno de Medici (-1,62% a 0,728 euro) ha chiuso il 2017 con un utile netto di 12,6 milioni di euro, quasi quadruplicato rispetto ai 3,2 milioni del 2016. Inoltre, i ricavi netti consolidati hanno registrato una crescita del 19,1% a 569,1 milioni di euro.

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)