Strategia Dollaro/Yen

Data: 12/12/17 06:05:00 Type: NANSC

Nella giornata di lunedì il cambio dollaro/yen ha subito una veloce correzione ed è sceso fino a quota 113,25. La situazione tecnica di breve termine appare contrastata: un allungo dovrà infatti affrontare un primo ostacolo in area 113,85-113,90 e una seconda barriera a ridosso di 114,30. Importante comunque la tenuta del supporto situato in area 112,20-112 in quanto può favorire la costruzione di una base accumulativa. Da un punto di vista grafico, tuttavia, soltanto una discesa sotto 111,40 potrebbe fornire un nuovo segnale ribassista. (riproduzione riservata)
Gianluca Defendi

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)


Strategia Euro/Yen

Data: 12/12/17 06:10:00 Type: NANSC

Nella giornata di lunedì il cambio euro/yen ha tentato un nuovo allungo ma non è rimasto al di sotto di 133,90. La struttura grafica di breve termine rimane ancora contrastata: una prima dimostrazione di forza arriverà con il ritorno sopra 134. Da un punto di vista grafico, poi, soltanto il breakout della resistenza posta a quota 134,40-134,50 potrebbe fornire un chiaro segnale rialzista. Importante comunque la tenuta del supporto situato in area 132,20-132 in quanto può favorire una fase laterale di riaccumulazione. (riproduzione riservata)
Gianluca Defendi

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)


Strategia Euro/dollaro

Data: 12/12/17 06:40:00 Type: NANSC|MFTGED

Nella giornata di lunedì il cambio euro/dollaro ha compiuto un veloce recupero ed è risalito fino a quota 1,1812. La situazione tecnica appare contrastata: importante la tenuta del sostegno situato in area 1,17350-1,1730 in quanto può favorire la costruzione di una base accumulativa. Una nuova dimostrazione di forza arriverà con il ritorno sopra 1,1880 anche se, da un punto di vista grafico, soltanto il breakout della resistenza posta in area 1,1940-1,1960 potrebbe fornire un chiaro segnale rialzista. Pericolosa invece una discesa sotto 1,1730 in quanto può innescare una veloce correzione verso 1,17 prima e in area 1,1670-1,1660 in un secondo momento. (Gianluca Defendi)

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)


Strategia Dax future

Data: 12/12/17 07:45:00 Type: MFANAHP|SPA

Nella seduta di lunedì il Dax future (scadenza marzo 2018) ha subito una veloce correzione, con le quotazioni che sono scese in area 13.125-13.122 punti. La struttura tecnica di breve termine rimane costruttiva: il superamento della barriera posta a quota 13.190-13.200 punti aprirà ulteriori spazi di crescita, con un primo target in area 13.335-13.350 e un secondo obiettivo attorno a 13.415-13.425 punti. Soltanto una discesa sotto i 12.800 punti potrebbe provocare un’inversione ribassista di tendenza.

L’Eurostoxx50 future (scadenza marzo 2018) ha tentato un allungo ma è stato respinto da quota 3.603 punti. La struttura tecnica di breve termine rimane comunque costruttiva: da un punto di vista grafico, tuttavia, soltanto il breakout di quota 3.618 potrebbe fornire un nuovo segnale rialzista, con un primo obiettivo in area 3.642-3.645 punti. (riproduzione riservata)

Gianluca Defendi

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)


Strategia Ftse Mib future

Data: 12/12/17 08:32:00 Type: CHF

È stata una giornata contrastata sul mercato azionario italiano che, dopo il veloce balzo in avanti di venerdì scorso, si è mosso per la maggior parte della seduta attorno alla parità senza fornire particolari spunti operativi. Il Ftse Mib future (scadenza dicembre 2017), dopo un’apertura a 22.780 punti, è salito fino a quota 22.835 prima di accusare una veloce correzione che ha riportato i prezzi a ridosso di 22.700. La situazione tecnica di breve periodo appare costruttiva: dopo una breve pausa di consolidamento è possibile pertanto un nuovo allungo con un primo target in area 22.880-22.890 e un secondo obiettivo in area 22.950-22.970 punti. Fondamentale comunque la tenuta del sostegno situato in area 22.400-22.350 punti in quanto può favorire la costruzione di una solida base accumulativa. Soltanto una discesa sotto 22.170 potrebbe fornire un segnale ribassista. Strategia operativa intraday. Long su correzione verso 22.470 con target a 22.570 prima, a quota 22.670 poi e in area 22.740-22.750 successivamente. Stop a 22.360. (riproduzione riservata)

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)


Data: 12/12/17 11:15:00 Type: CHF

Mattinata nervosa per il Ftse Mib future, che ha inizialmente pagato una brusca correzione, salvo poi recuperare terreno e assestarsi attorno alla parità. Dopo un’apertura a 22.755 punti il derivato è scivolato a un passo da quota 22.600, dove ha disegnato una sorta di doppio minimo a livello intraday, prima di rilanciarsi oltre 22.700. Il quadro tecnico è contrastato, con il future che deve ancora metabolizzare il deciso allungo di venerdì scorso. A livello operativo, la correzione iniziale non ha raggiunto la soglia indicata come possibile ingresso long e quindi non ci sono segnali in tal senso. Per una strategia long sulla forza sarebbe invece necessario attendere il breakout di 22.830 punti. Al momento i margini di manovra sono quindi molto ridotti. Strategie operative intraday. Anche tra i singoli titoli non si segnalano opportunità particolari: nessuno dei segnali proposti in tabella è infatti scattato regolarmente. (riproduzione riservata)

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)


Data: 12/12/17 16:00:00 Type: CAL|{CALCE}|MEA|WORANAL|{MSNANA}|{MSNCORP}|SPA

Proseguono cautamente i principali indici azionari statunitensi, con il Dow Jones in avanzo dello 0,36% a 24.472 punti e il Nasdaq sostanzialmente sulla parità a 6.875 punti, a +0,01%. A catalizzare l’attenzione degli investitori è l’attesa degli esiti del meeting del Federal Open Market Committee, il cui inizio è previsto per oggi e che vedrà il suo termine domani. I mercati sono ormai sicuri che la Banca centrale statunitense opererà un allentamento dei provvedimenti messi in campo con la crisi finanziaria, aumentando i tassi di interesse per la terza volta in un anno all’1,50%. “Ci avviciniamo ai giorni più caldi della settimana, a partire da oggi con la riunione del Fomc e in particolare domani con l’ultima conferenza stampa di Janet Yellen da presidente della Federal Reserve”, hanno affermato gli analisti di Ig, aggiungendo che nel comunicato del comitato esecutivo della Fed gli operatori guarderanno in particolare le indicazioni relative agli aumenti del costo del denaro previsti dall’Istituto statunitense per il prossimo anno. La Banca centrale ha infatti previsto tre aumenti dei tassi nel 2018, ma la crescita contenuta dei salari e un’inflazione al di sotto delle attese hanno portato diversi economisti a pensare che la Banca centrale stia agendo troppo rapidamente in termini di aumento dei tassi.

Rimane caldo anche il tema della riforma fiscale proposta dal partito repubblicano. Cinque ministri delle Finanze di altrettanti Paesi membri dell’Unione europea hanno infatti rivolto una lettera di critiche al segretario al Tesoro statunitense, Steven Mnuchin. Secondo Germania, Francia, Regno Unito, Spagna e Italia l’aliquota del 12,5% sulla vendita di beni o la concessione di licenze per l’utilizzo fuori dagli Usa, prevista nella riforma, si tradurrebbe in una sorta di dumping fiscale. Inoltre, per l’Unione europea, l’utilizzo di strumenti fiscali “non convenzionali” da parte degli Stati Uniti potrebbe colpire l’economia mondiale.

Sul fronte macroeconomico, i prezzi alla produzione per la domanda finale negli Usa sono saliti dello 0,4% a livello mensile a novembre, in linea alle attese del consenso, e il dato di ottobre è stato confermato al +0,4% su base mensile. Sempre a novembre, i prezzi alla produzione core sono cresciuti dello 0,3%, anche in questo caso in linea alle previsioni, e quelli per consumi personali sono aumentati dello 0,6%.

Tra i singoli titoli quotati a New York, Apple cede lo 0,33%. Ieri il gigante di Cupertino ha ufficialmente confermato l’acquisto di Shazam, l’app per il riconoscimento delle canzoni, senza però fornire i dettagli finanziari dell’operazione. Secondo alcune indiscrezioni, il costo si aggirerebbe attorno ai 400 milioni di dollari. Una cifra “deludente” per gli investitori di Shazam: durante una delle ultime raccolte fondi l’applicazione era stata infatti valutata un miliardo di dollari.

Bene Boeing, che avanza del 2,91% dopo che la società ha annunciato che aumenterà il dividendo trimestrale del 20% e rimpiazzerà le attuali autorizzazioni ad acquistare azioni proprie con un piano da 18 miliardi.

In lieve rialzo Western Digital (+0,43%) che insieme a Toshiba ha deciso di risolvere la disputa sul piano di vendita della divisione chip da parte del gruppo nipponico, per un totale di 18 miliardi di dollari. I board delle società hanno votato per archiviare i contenziosi legali e l’annuncio formale è atteso in settimana. A settembre Toshiba ha accettato di vendere la divisione di produzione delle flash-memory Nand a un consorzio guidato dal fondo Usa di private-equity Bain Capital, che include anche Apple.

Poco mossi Exxon (+0,01%), Chevron (-0,2%) e Schlumberger (-0,19%) nonostante il rialzo del Brent, che oggi è tornato sopra quota 65 dollari per la prima volta da metà 2015.

Infine, Comcast segna un +2,41%, dopo aver rinunciato all’offerta per buona parte degli asset di Twenty-First Century Fox, lasciando Walt Disney (-0,06%) come unico pretendente dell’accordo da 40 miliardi di dollari.

(MFIU – Milano Finanza Intelligence Unit)